Sulle Ali del Tempo

 

 

Scrissi questo in un forum, poi lo ricopiai nel blog su Splinder.

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Uno squarcio e d’incanto l’uno fu due, dolorosamente ferite le anime si dispersero nello spazio e nel tempo…

Nostalgia di una perfezione nell’unità, ognuna s’incarnò separatamente in mille forme, lentamente assistettero e vissero con un lento e graduale risveglio al risveglio della vita biologica.

In ogni vita, correndo sulle ali del tempo pur restando eterne ed atemporali, si cercarono e si trovarono ogni volta, ogni volta s’amarono d’un amore totale e ogni volta tornarono ad essere separate nella morte. Per qualche ragione destinate ad incontrarsi solo sul piano carnale, continuarono vita dopo vita a percorrere la storia e i luoghi della terra, mai paghi di una sete eterna che mai in nessuna vita riuscirono a dissetare.

Quale percorso son destinate a fare le due anime nella continua e incessante trasmigrazione di vita in vita? Quale compito devono assolvere, che crescita devono fare? Perchè il lungo cammino, eterno e atemporale, e contemporaneamente radicato nella storia, trasudante sangue e passione? In che modo s’incastrano l’eterno e il contingente, come passione e carne divengono puro spirito e questo a sua volta ritorna carne e passione in un incessante movimento spiraliforme?

Come tutto è uno, tutto si diversifica. Come tutto è anima, tutto è corpo. Come tutto è eterno, tutto vive e patisce la storia. Solo il corpo permette all’anima di crescere. L’anima da sola non lo può fare. Solo il corpo può cercare l’unità dell’intero diviso all’origine dei tempi; ma solo l’anima lo può realizzare…

Ho sempre saputo di essere profondamente e irrimediabilmente eretica…

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