Archive for Settembre, 2004

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Ray Bradbury è stato uno scrittore di fantascienza molto particolare, a tratti profetico, e ha pubblicato la 1° versione di questo libro nel 1951 col titolo di The Fireman e solo due anni dopo con il titolo attuale. François Truffaut nel 1966 ne fece un film, dallo stesso titolo, ed è stato questo film, visto e rivisto molte volte, che mi ha spinto alla fine ad acquistare e leggerne il libro.

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Crimini e Misfatti, il film di Woody Allen

Crimini e Misfatti - Woody Allen

Ho rivisto recentemente per la 3° volta questo film uscito nel 1989. La trama si snoda su due binari che si ricollegheranno in una festa di matrimonio finale, in cui i protagonisti delle storie parallele si incontreranno per un tempo piuttosto breve, ma molto significativo.

Da un lato c’è la storia di Judah Rosenthal, ricco e stimato oculista della comunità ebraica newyorchese, dall’altro quella di Cliff Stern, interpretato dallo stesso Allen, documentarista di scarso successo in quanto sprezzante delle leggi del mercato.

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Margaret Mazzantini - Non ti muovere

Non ho visto il film. Come spesso capita cerco comunque di leggere il romanzo prima. La storia prende spunto dall’incidente di una quindicenne, che la porta in coma all’ospedale, proprio dove lavora il padre come chirurgo.

Di fatto questo diventa un pretesto letterario. Infatti l’autrice sceglie di narrare in prima persona la storia di quest’uomo, che si trova a raccontare a se stesso, col pretesto di farlo alla figlia in coma, uno scorcio della propria vita, un crudo, poco edificante, stranissimo scorcio fatto di un amore parallelo improbabile e intenso, all’inizio violento, raccolto dai bassifondi. L’esame del proprio vissuto diventa, di fronte alla prospettiva della morte della figlia, spietato e incisivo come la lama del bisturi che affonda su carni malate. Impressionante la capacità dell’autrice di immedesimarsi nel corpo maschile, svelandone reazioni e idiosincrasie, debolezze e orgogli.

Rimango piuttosto stranita dalla conclusione, non tanto del libro, quanto di questa strana storia d’amore parallela. Continuo a non capire, personalmente, per quale ragione la maggior parte degli autori preferisce risolvere un impasse relazionale facendo morire il personaggio più debole o scomodo.

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Una domenica, ancora una

Ho avuto periodi di “crolli”. Forse burn-out, forse depressione, gli eventi e le giornate hanno avuto, talvolta, il potere di superare le mie forze.

Ancora qui, in una domenica di un mese che sembra fatto solo di domeniche, con la voglia di uscire che è svanita assieme alle mie forze. Eccomi a vivere, al centro di un lungo periodo di astensione dal lavoro, esausta da ritmi che non tollero, impossibilitata a svolgere il mio mestiere che è fatto di ascolto.

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