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Un mancato T.S.O.

Sono reperibile. Tutta la settimana, e quindi anche oggi e stanotte fino a domani mattina alle 7.30. E sono decisamente stanca: i turni nella settimana in cui sono reperibile sono stravolti e finisco per accavallare le ore proprio alla fine. Venerdì 12 ore di lavoro. E poi il turno di sabato. Ieri ero proprio stanca. Alle 21,40 ecco l’inconfondibile trillo del cellulare di servizio. “Dottoressa L.? Sono il dottor S. della guardia medica di ***” Mi chiedo perché in queste circostanze iniziamo sempre dandoci del lei…

 

Mi spiega a grandi linee: tale paziente di un paese del territorio servito dal nostro centro ha tentato di ammazzarsi. Ingerendo alcolici e cloro.

 

Cloro??? Avrà bevuto varechina??? O cosa???

 

Non vuole andare in pronto soccorso, vuole solo morire. Merda. Ci sono tutti gli estremi per un T.S.O. ossia Trattamento Sanitario Obbligatorio. Significa che la persona dev’essere obbligata con la forza a curarsi. Succede in alcuni casi di scompensi psichiatrici e in alcune situazioni di igiene pubblica come quando un individuo si ammala di una malattia ad alto rischio di epidemia. Avete presente le buone e vecchie “quarantene” delle navi?

 

Nel caso della psichiatria si verifica quando la persona ha uno scompenso grave, non ha coscienza di malattia e può essere curato solo in ospedale. Ci vogliono tutti e tre i criteri per attivare questo provvedimento. Ed è, a volte, molto molto sgradevole, perchè è comunque un atto di forza.

 

Odio i T.S.O. Ogni volta che sono costretta a farne uno entro in uno stato emotivo dal quale vengo fuori a pezzi.

 

Comunque, mi chiamano e devo andare. Anche perchè questo qui può ammazzarsi davvero. Ho un freddo boia. Mi infilo le calzemaglia di lana, un paio di pantaloni di maglia di lana, un maglione a collo alto e un cardigan. Abito molto distante dalla zona dove lavoro: ci metto circa 50 minuti per raggiungere il centro, e da lì comunque con gli infermieri dobbiamo poi raggiungere il paese, che non è lo stesso di quello dove è situato il centro. Che palle, accidenti! Continuano a tenere quest’organizzazione del cacchio perchè mantenere un medico in guardia attiva in ospedale all’azienda costerebbe troppo (ma quando mai??? Basterebbe organizzare i turni, quello che costa in più è pagare l’orario notturno di lavoro, pensa un po’!).

 

Mi sparo il riscaldamento dell’auto a livelli da cottura al vapore. No, così è troppo: il calore mi addormenterebbe. Abbasso un po’. Ecco, accidenti, di nuovo il cellulare di servizio. Non posso usare l’auricolare perchè dall’auricolare non sento un beneamato nulla. Accosto.

 

“Pronto, sono di nuovo S. Siamo riusciti, alla fine, a convincere il signore a farsi curare: non c’è più bisogno di attivare il T.S.O., puoi restare a casa”… ecco… Diciamo che posso TORNARE a casa…

 

Mi serpeggia un pensiero molto perfido: ma perchè la gente quando tenta di ammazzarsi non ci riesce quasi mai???

 

Sono decisamente troppo stanca. Speriamo che non mi chiamino più…

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