Lo spettacolo

Ieri nel mio piccolo, anzi, piccolissimo, ho partecipato ad uno spettacolo di danza orientale. Era organizzato dalla mia insegnante e dall’insegnante di un’altra scuola, due donne molto solari e positive, molto amiche. C’erano almeno 18 brani (io partecipavo ad uno di questi e al brano conclusivo dove c’eravamo tutte).

E’ stata una bellissima festa, gioiosa, piena di vita. Mi son sentita circondata da persone splendide, per le quali la ricchezza di colori non riguardava solo l’abbigliamento luccicante di perline e paillettes, ma nasceva dall’interno dell’anima, forte e potente come un paesaggio assolato in estate o tenero e delicato come un’alba in autunno.

Ognuna delle danzatrici là sul palco diventava una dea, bellissima di una bellezza interna, irradiante gioia e calore, ognuna si trasfigurava al di là dei propri confini.

Per la prima volta ho visto la mia insegnante danzare, sola, esposta all’ammirazione del pubblico ma anche nostra. Dalla gioiosità ludica delle battute iniziali fatte col velo è passata lentamente ad una graduale esplosione di un’energia interna insospettata e insospettabile, che attraversava ogni fibra del suo corpo, ogni centimetro della sua pelle.

Il fatto che, da principiante, ho partecipato poco mi ha dato un doppio privilegio: ho goduto della straordinaria esperienza del palco e ho potuto ammirare, al di là di esso, il notevole lavoro delle mie compagne del corso avanzato. 

Tutto questo, ma anche l’ambientazione, mi ha caricato di una bellissima energia. Il palco era sulla spiaggia, di lato al mare, il vento era teso ma non sferzante e faceva volteggiare i veli come fossero vele di una imbarcazione antica, ci scompigliava i capelli sul volto e scopriva lieve le nostre gambe, scostando appena le gonne rese pesanti dalle decorazioni…

Straordinarie emozioni…

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