Ospedale oncologico

L’ho saputo solo ieri, la nostra compagna di danza è ricoverata all’oncologico. Non sapevo combattesse già da un anno con un tumore. Sono andata a trovarla e sono tornata poco fa. Ha sempre il suo sorriso mesto e dolce, parla con la sua consueta voce tranquilla e sussurrata. Molto indebolita dalla chemio, stava semisdraiata su un fianco, abbracciando il cuscino come fosse un grande orsacchiotto di pezza.

Ha la mia età, forse un po’ più piccola. Sta affrontando tutto il percorso delle cure con un dolce coraggio, e con una determinazione che le danza negli occhi come un piccolo lampo qua e là, al di là dell’acquosa presenza di stanchezza e dolore.

L’ho trovata bellissima, difficile dire in cosa e perché, in fondo il suo aspetto non era cambiato. Ma l’ho trovata bellissima al di là di ogni estetica, bellissima nella sua cruda conoscenza di ogni particolare del male, bellissima nel suo affrontare col sorriso tutto quanto comporti la cura.

Ci racconta che raramente è sola: tante sono le persone che la vanno a trovare. E non ho motivo di dubitarne. Io stessa ho percepito un profondo, seppur doloroso, piacere nel vedere i suoi occhi, nel godere del suo dolce sorriso. Combatterà con ogni mezzo, questo è certo.

Ad un certo punto ho sentito sciogliere il mio cuore, e ho faticato a trattenere le lacrime. Ma non tanto per il dolore, ma per la commozione di vedere questa donna come l’ho vista oggi, bella e luminosa al di là delle forze che scarseggiavano.

Quanto spesso ci si dimentica che la nostra vita è a termine… quante sono le idiozie che inseguiamo nell’inconsapevole illusione di essere eterni…

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