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Nuvola di parole

Vi presento Joe Black

Scrivo queste righe a caldo, in seguito alla visione di questo film particolarissimo, consigliatomi qualche giorno fa.

Dovendo scrivere, per forza, la trama, la metto in altro formato in modo che chi non vuole leggerla, la salti.

 

William Parrish è un uomo di successo, molto ricco. Quest’uomo sente una fitta al cuore e una strana voce che sembra cogliere i suoi pensieri più profondi. Parrish ha due figlie. La maggiore è affannata per organizzare al padre la festa del suo 65° compleanno, donna “di società”, aspira ad ottenere i favori che il padre invece riserva alla figlia minore Susan, giovane medico, dal carattere sensibile e introverso. Susan è fidanzata con un giovane ambizioso, il braccio destro del padre, col quale sembra avere una relazione priva di passione. Lo stesso William Parrish se ne accorge e fa alla figlia uno strano discorso, invitandola a vivere l’amore con passione perchè l’amore è l’unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta.
Nel bar di fronte all’ospedale Susan incontra un giovane dai modi affettuosi e diretti, il cui corteggiamento fanciullesco la spiazza. Ma senza che lei lo sappia questo giovane viene falciato attraversando la strada poco dopo il loro incontro.
William ha un attacco cardiaco. Durante quest’attacco cardiaco sente nuovamente la voce che gli ripete le parole sulla vita che William aveva usato per parlare alla figlia minore e gli propone (… è una proposta che non può essere discussa…) un pò più di tempo, indefinito, ed in cambio William farà da guida.
Durante una cena in famiglia William sente nuovamente la voce che dice di essere alla porta. Ed infatti, in un clima fuori dal tempo, si presenterà, nel corpo del giovane falciato dall’auto, colui che gli parlava durante l’attacco cardiaco. La morte.
La morte verrà presentata come “Joe Black”, e in questa veste starà accanto a William praticamente sempre, in ogni momento della giornata. Verrà riconosciuto da Susan, che rimarrà spiazzata dal cambiamento (così lo interpreta) che il giovane ha nell’atteggiamento nei suoi confronti.
Joe Black impara piccole cose del vivere umano quotidiano (molto tenera la scoperta del sapore del burro di noccioline), ma nello stesso tempo, accanto alle sue scoperte fanciullesche, mantiene la sua autorevolezza. Affianca William anche nel suo lavoro generando equivoci che contribuiranno a far perdere all’uomo la sua autorità nei confronti della società fondata e diretta da lui.
Joe Black si innamora di Susan. Nel suo corpo umano scopre il profumo femminile, la dolcezza delle labbra della giovane e alla fine il calore del suo corpo, entra in uno strano cortocircuito fra i suoi aspetti eterni e quelli umani che ha vestito. Susan trova l’amore, la passione, la tenerezza che non ha avuto da parte del fidanzato. Quest’amore scatena l’irato timore di William, preoccupato del destino della giovane e amatissima figlia, e genera un conflitto tra lui e Joe Black – Morte. Questo conflitto verrà lentamente dipanandosi attraverso riflessioni rese esplicite in molti modi, uno dei quali è legato ad un personaggio collaterale: un’anziana donna di origini caraibiche, malata di cancro, che riconosce La Morte, che chiede di essere portata via e che lo richiama al suo ruolo.
L’ormai ex fidanzato di Susan riesce ad ordire una congiura per destituire William e vendere la società ad uno speculatore che la farà a pezzi per lucrarci. William entra in uno strano stato emotivo: sa che sta per morire, vede la figlia che è innamorata della morte, vede il lavoro di tutta la sua vita sgretolarsi per le speculazioni di sciacalli. Ma alla fine l’unica cosa che gli importa davvero è la sorte della figlia, e combatte come sa e come può per convincere Joe Black a non portarla via con sé.
Joe Black si è incarnato per imparare, e pur nella sua inevitabile arroganza, impara. Durante la festa per i 65 anni di William riesce a svelare il piano dell’ex fidanzato di Susan, in modo che gli altri azionisti estromettano lui e riaccolgano William, dà un addio a Susan dolcissimo e struggente, fatto più di gesti che di parole (e Susan capirà pur senza volerlo dire chi è in realtà Joe Black), e accompagna al di là di un ponte William. Da quel ponte tornerà invece il giovane corteggiatore di Susan…

 

Il film è molto particolare. Tratta di un tema antico come i miti, e vecchio probabilmente come l’umanità. Può un dio, o un’entità eterna, comprendere la vita dell’uomo? E’ possibile che questo dio o questa entità si incarnino per vivere nella propria pelle, nelle proprie ossa, le sensazioni, i sapori, i profumi, per vivere emozioni e affetti, attaccamenti e perdite?
E qualora potesse, cosa potrebbe imparare da noi?

Tutto viene dipanato costantemente su più livelli. Il livello più intimistico a poco a poco viene “portato fuori” dall’incarnazione di Joe Black, espresso, dichiarato in un continuo dialogo che è anche un monologo e una lotta impari in partenza.

Il film ha silenzi eterni e momenti fuori dal tempo che contrastano, sebbene in modo elegantemente pacato, con gli affanni della vita quotidiana, con gli intrighi, con le preoccupazioni che appaiono tanto grandi ma che diventano nulla di fronte alla morte. Bene questo è colto nel personaggio della figlia maggiore, sempre preoccupata di organizzare, fare e disfare, ma che in fondo desidera solamente che il padre la apprezzi e che la guardi con sguardo innamorato come fa con la più piccola.

I valori della vita sono altri. Tutto il mondo ruota attorno a quelli fasulli ma alla resa dei conti la morte ridimensiona tutto e lascia, come unico vero valore, i sentimenti, l’amore…

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