E gli occhi mi diventano acquosi e la bocca si asciuga. Mentre le mani diventano presto gelide il mio volto avvampa, pulsante. Come fuoco mi si propaga nelle ossa, nella carne, a ricordarmi che esisto e che il mio corpo c’è, è qui, indolenzito e bruciato…
“Prego, avanti! C’è posto! Non spingete!” La reception spalanca le porte a questi sgraditi ospiti brulicanti, numerosi come le stelle nel cielo, sgradevoli come ratti impazziti. In attesa che avvenga lo sfratto, ne sopporto il vociare intenso e malevolo, il sudore, il malsano calore.
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mavaffanculovà
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