il Gay Pride contro la perdita della fantasia

Perchè tanta irritazione per il gay pride? Perchè tanta voglia di cacciar via questa manifestazione, da sempre pacifica? A chi fa paura quest’esplosione di colori, di paillettes, di piume, di calze a rete e di trucchi?

Che senso dare ad un rifiuto così, presente non solo nel mondo “fascista” in senso stretto, ma anche in larga parte della popolazione che vorrebbe considerarsi “aperta”?


E’ una carnevalata, una manifestazione nella quale neanche tutti i gay si riconoscono perché molti sono coloro che preferiscono un atteggiamento più sobrio e discreto. Ma per quale ragione sentirsi così colpiti e irritati?

Perchè questo bisogno, questa spinta a conformare tutto e tutti agli stessi stereotipi? Gay va bene, purché non si veda, non si senta, non si noti. Mai, per nessuna ragione.

Gay va bene, purché lo si tenga per sé.

Ma pensiamo un attimo, al di là degli eccessi carnevaleschi del gay pride, in fondo cosa sta succedendo alla nostra società? Dove sono finite le coppie di ragazzi che pomiciano agli angoli delle strade o nei parchi cittadini? Dove sono i gruppi di giovani seduti sui muretti a cantare a squarciagola canzoni stonate accompagnati da una strimpellata approssimativa con la chitarra?

Non è il gay pride il problema di fondo. Il problema è che ormai abbiamo tagliato completamente fuori ogni fantasia, ogni allegria gratuita, ogni manifestazione di gioia autentica e un po’ eccessiva, a volte semplicemente anche solo una risata a squarciagola gorgogliata dopo una battuta cretina.

Ben vengano le piume di struzzo, le tette da chirurgia plastica sventolate allegre sotto i reggiseni a forma di girasole, ben vengano i lustrini, le paillettes. Che per una volta possiamo ricordarci che allegria e gioia sono anche un po’ eccesso e pizzico di follia.

La nostra alternativa è sotto gli occhi di tutti, ma proprio perché ce l’abbiamo sotto il naso nessuno la vuol vedere: cocaina, eccitanti e alcool che spaccano il cervello dei nostri giovani, che non conoscono quell’allegria gioiosa un po’ sopra le righe e che, castrati in ogni angolo della propria vita sociale, cercano lo sballo attraverso sistemi chimici che li renderanno tutti uguali e tutti, in fondo, morti dentro.

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