E’ solo questione di prenderla in quel posto?

Prima di iniziare la lettura avviso che

si tratta di un post in cui verranno trattati in modo esplicito anche argomenti di natura sessuale.

 

Anonimo ha detto…

Nemmeno di questo c’è tanto da ridere, se penso a tutti quei bei figlioli il cui orgoglio coincide con la disponibilità a farsi fottere… Auguro a tutti loro di aprire gli occhi la prossima volta che si sentiranno qualcuno che gli si agita dentro , e si chiedano se c’è veramente di che esserne orgogliosi. A me pare che prenderlo in quel posto non sia così faticoso, non preveda un gran senso di responsabilità, non procuri alla società niente di positivo, non crei nulla per il futuro.

Se questa è la qualità dell’uomo e del cittadino, e queste carnevalate sono l’apporto alla società in cui vive, meglio allora trasferirsi in un paese islamico, dove almeno il desiderio di “normalità” e il diritto alla pudicizia dei non-gay sono ancora rispettati.

domenica, giugno 17, 2007 11:43:00 AM

Son rimasto a lungo indeciso se permettere la pubblicazione di questo commento per due ragioni:

  1. il contenuto è palesemente offensivo e rientra nel genere di contenuti censurabili citati dal disclaimer.
  2. il commentatore è anonimo.

Ho deciso di consentire alla sua pubblicazione e nel contempo di realizzare un post per tale commento e per tanti altri simili che mi è capitato di leggere in rete a proposito del gay pride.

Andiamo con ordine. L’anonimo cita una

disponibilità a farsi fottere

Ogni disponibilità ad avere una relazione sessuale è in fondo una disponibilità a farsi fottere. Giacché la maggioranza delle persone non vive in castità suppongo che tale disponibilità sia molto diffusa.

Altra citazione:

prenderlo in quel posto

Questa frase mi consente di salire in cattedra e fare una piccola lezione di educazione sessuale.

I rapporti sessuali sono uno scambio complesso e variegato tra due o più persone che entrano in un particolare tipo di intimità fisica dalla quale cercano piacere reciproco (che purtroppo non sempre si ottiene).

Nei rapporti sessuali abbiamo tante sfumature, ma limitiamoci a quelle pratiche il cui livello di intimità è considerato normalmente più elevato:

  1. rapporto genito-genitale fra persone di sesso diverso. Si tratta della penetrazione vaginale, che attraverso uno sfregamento di mucose provoca una stimolazione reciproca di aree ricche di terminazioni nervose sensitive atte a procurare una particolare forma di piacere.
  2. rapporto oro-genitale. In questo caso abbiamo due sottovarianti: la fellatio e il cunnilingus. Entrambe possono essere praticate da partner di sesso diverso. Inoltre la fellatio può essere praticata da omosessuali maschi e il cunnilingus da omosessuali femmine. Anche in questo caso abbiamo un contatto fra mucose che provoca una stimolazione di zone erogene del corpo.
  3. rapporto oro-anale. Stimolazione dell’area anale di solito attraverso la lingua. Ricordo che l’area perianale in molti esseri umani (maschi e femmine) è una zona altamente erogena.
  4. rapporto genito-anale. E’ in effetti il tipo di rapporto a cui si riferisce l’anonimo. Di fatto è la penetrazione anale che un maschio può effettuare sia su una femmina che su un altro maschio. Rispetto a quest’ultimo ricordo a chi mi legge che è un tipo di rapporto che molti uomini richiedono alle loro partner femmine.

Dal punto di vista strettamente fisico la differenza tra rapporti FISICI omosessuali e eterosessuali è molto limitata. Non trovo neppure necessario discutere sull’igienicità delle pratiche sessuali in quanto TUTTE richiedono un’accurata pulizia, sia quelle praticate in seno ad una coppia gay che quelle praticate all’interno di un rapporto eterosessuale. Non sto neppure a sottolineare l’importanza della protezione nel caso di rapporti promiscui e occasionali, ma questo è valido per rapporti omosessuali come quelli eterosessuali.

Chiuso l’aspetto puramente FISICO della faccenda, vorrei sottolineare come nei commenti come quello dell’anonimo manchi completamente l’attenzione ad un fatto fondamentale in TUTTI i rapporti umani: gli aspetti emotivi ed affettivi.

Essere gay, ma essere UOMINI e DONNE a prescindere dall’orientamento, è un modo di vivere le proprie spinte affettive, un modo che non è legato a scelte ma fa parte della natura dell’individuo.

Gli omosessuali amano, odiano, provano affetto, gioia, rabbia, dolore, tristezza esattamente come noi che ci definiamo “etero”. Rispetto a “noi”, “loro” hanno di diverso solo l’oggetto della propria attrazione e del proprio innamoramento.

Per questa differenza, peraltro non scelta, vengono sottoposti a umiliazioni, derisioni e svilimenti nella propria persona esattamente come l’anonimo ha fatto in questa sede.

I gay pride nascono con lo scopo di esprimere e a volte urlare, nei modi più diversi, “Noi ci siamo, e abbiamo il diritto di essere quello che siamo”.

Tutto qui. Non c’è da essere d’accordo nè in disaccordo.

Altra citazione:

 

meglio allora trasferirsi in un paese islamico, dove almeno il desiderio di “normalità” e il diritto alla pudicizia dei non-gay sono ancora rispettati.

La cosa triste è che un certo mondo cattolico (per fortuna non tutto) ci sta provando davvero, a trasformare l’Italia in uno stato confessionale.

N.B.: ulteriori commenti di questo tenore non verranno pubblicati.

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