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Il mio non essere cristiana

Posto qui una serie di riflessioni fatte in un altro blog in data 25 Settembre 2005. Avrei voluto scrivere qualcosa ex novo, ma leggendo mi rendo conto che ciò che voglio dire ora non è cambiato da allora. Faccio giusto alcune piccole correzioni, ma sostanzialmente il contenuto è lo stesso.

Ho moltissime riflessioni che mi nascono tutte le volte che capitano eventi in cui un rappresentante di una religione cerca di forzare uno stato che si autodefinisce laico a prendere invece una strada del tutto confessionale.

Sono stata cattolica. Dirò di più: da ragazza ho appartenuto a due movimenti cattolici, in uno in particolare son stata all’interno delle sue fila in modo più netto. Uno dei due era il movimento dei Cursillos de Cristianidad-TLC. Ma quello a cui ho appartenuto più strettamente è il movimento dei focolari, quello fondato dalla trentina Chiara Lubich (che in realtà si chiamava Silvia, ma che ha cambiato nome nel momento in cui ha fatto i suoi voti). All’interno di quel movimento ho anche fatto un corso di teologia, non solo perché era “caldamente consigliato”, ma anche perché a me è sempre piaciuto conoscere, studiare anche ciò che aveva a che fare con la fede.

Per tale ragione conosco il cattolicesimo profondamente dall’interno, so quale possa essere la mentalità di un cristiano che è così strettamente infilato in questo modo di vivere la fede.

Le mie crisi nascevano da un modo di vedere gli “altri”, i non appartenenti al movimento, i non cristiani, gli atei ecc., profondamente diverso da come avrei dovuto vederli. Non riuscivo a vedere le loro scelte come “peccato”, come fonte di dolore. Anzi, spesso notavo che avevano una serenità più genuina, un modo di vivere i fatti della vita più vero, più intenso.

Il movimento dei focolari (il minuscolo è voluto), è un movimento con una organizzazione molto serrata e capillare. Di fatto ricordo che ci dicevano che le parti organizzative erano come il tronco e i rami degli alberi, che però erano coperti da foglie e fiori, e che non era il caso di mostrare lo “scheletro”.

Usano una serie di metafore che fanno riferimento ai colori dell’arcobaleno, ogni cosa è giustificata, ma anche “vissuta”, alla luce di riferimenti spirituali e teologici provenienti dalla mente di Chiara Lubich, secondo loro su ispirazione divina.

Il fulcro più importante della spiritualità del movimento ruota attorno a due simbolismi di dolore complementari: l’urlo di Gesù quando si sente abbandonato dal suo stesso padre, sulla croce, e il dolore silenzioso di sua madre quando ascolta questo urlo.

Di fatto, il dolore.

Per quanto nella spiritualità originaria questo dolore debba essere “consumato” fino alla conclusione nella resurrezione, di fatto però, come capita nel cattolicesimo ordinario (non legato cioè alla manifestazione di un movimento specifico), il dolore in sé e per sé diventa il vero, unico fulcro nella vita attuale, in quanto il fenomeno della resurrezione viene automaticamente spedito alla fine dei tempi.

Questo è un aspetto. Un aspetto che ho conosciuto in profondità a causa della mia giovanile appartenenza come GEN (la parola è l’acrostico di GEnerazione Nuova, dal sapore vagamente fascistoide…).

Un altro aspetto è legato a un modo, peraltro umano e non necessariamente cattolico, di vivere la fede. La fede per certi versi somiglia ad un delirio di tipo paranoideo. Per delirio si intende comunemente una convinzione irremovibile, assurda e/o bizzarra per contenuto, ma il delirio paranoideo può non essere né assurdo né bizzarro, ma può essere semplicemente una fra le tante possibilità interpretative di un fatto, possibilità che il delirante sceglie come verità assoluta e dalla quale non si lascia smuovere da dubbio alcuno.

Di fatto la fede per definizione è così. Mi sono convinta che sia spesso una forma di delirio condiviso all’interno di un gruppo sociale.

Non trovo infatti tutta questa differenza nel portare avanti quelle che vengono definite “verità di fede” da parte di appartenenti a religioni diverse, siano essi cristiani, non cattolici, mussulmani, sik indù, appartenenti alle varie sette religiose, dalle più vicine alla religione da cui si sono staccate a quelle più bizzarre.

La caratteristica tipica di questi “gruppi di fede” è il proselitismo. Se sono convinta che la mia religione propugni delle verità assolute, è logica conseguenza che il mio “amore per l’umanità” mi porti a divulgare e diffondere queste verità. Andando avanti per logica, quando trovo in te qualcuno che continua a non condividere le mie “verità assolute”, mi sento in diritto per il bene della tua anima a forzare in ogni modo le tue convinzioni, con tutti i mezzi possibili. E quindi logica impone che forzerò la legislazione in tal senso, che impedirò con tutti i mezzi a mia disposizione la diffusione di idee diverse, e andando avanti per logica, se proprio non riesco a convincerti, finirò per forzare la mano al punto da ledere la tua salute fisica o la tua stessa vita materiale perchè ciò che mi preme è salvare la tua anima.

E’ ovvio che di logica in logica arrivo a degli estremi, attualmente per il momento questi estremi non appartengono alla chiesa cattolica ma sembra che appartengano ad alcune forme di islamismo. Eppure l’atteggiamento che muove entrambi è identico, proprio lo stesso. Son solo le circostanze storiche, sociali e politiche dei luoghi in cui si sviluppano queste forme di fede che determinano lo svilupparsi di questa logica fino agli estremi oppure il fermarsi a gradini inferiori.

Di considerazione in considerazione arrivo ad un concetto che amo molto: quello di ERESIA.

Metto un riferimento :

AIRESIS

Qui trovate il VERO significato della parola “ERESIA”, da AIRESIS che vuol dire “SCELTA”. In tempi molto remoti la struttura cattolica della chiesa ha finito per scaraventare un termine positivo nell’inferno del “male”. Quando tu decidi di scegliere sei nel peccato. E adesso che succede in fondo? Si cerca di impedire le scelte, quelle scelte che sono differenti dalle dottrine imposte da un gruppo confessionale. Chi non la pensa così è “eretico”, e i politici ben lo sanno, tant’è vero che cercano disperatamente di barcamenarsi tra due fuochi che stanno diventando inconciliabili.

Ho sempre rispettato, nel mio piccolo, le scelte di vita di chi avevo davanti. Ho pazienti che sono testimoni di Geova. Ne ho avuta una che ha rifiutato trasfusioni di sangue, era malata di cancro ed è stato necessario sottoporla a interventi chirurgici. E’ morta, non so bene se per le conseguenze della sua scelta o per quelle del tumore. Sono scelte sue, non le condivido, non farei mai una scelta di questa portata. Ma non tenterei mai di far cambiare idea a una persona che la fa. E’ un esempio, ma ne potrei fare molti altri… e molti proprio in campo cattolico.

Voglio però lo stesso diritto. Voglio scegliere i miei valori di riferimento anche quando fossero diversi da quelli cristiani.

Non sono più cattolica, non sono più cristiana. Sono molte le cose in cui non credo, ed altre che ritengo del tutto ininfluenti. Non ritengo importante che Gesù fosse figlio unigenito di Dio, me ne infischio di pensare a lui come un dio o un aspetto della divinità. Non lo ritengo importante. E’ importante il suo messaggio, ma assolutamente alla pari ai messaggi di altri grandi. Ho un’ammirazione profonda per il Buddha e il Buddhismo, ma NON sono buddhista. Non posso appartenere a nulla perché ho scelto. E ho scelto di scegliere giorno per giorno. Ma una frase dell’attuale Dalai Lama la vorrei riportare, sebbene ora come ora mi sfugga il titolo del libro da cui l’ho tratta:

 

“Se la realtà contraddice le Scritture, sono le scritture che debbono essere cambiate”.

Leggi i commenti nel blog Spirtules

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Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 28 commenti

  • […] Leggi anche: Il mio non essere cristiana […]

  • Lisa72 ha detto:

    Sai che questo è il primo post che ho letto di te su Spirtules!!
    Poi trovai le Dich.Legali e ti ho contattata.. non avrei mai pensato che avrei un giorno, non molto dopo a dire il vero, sentito nei confronti di quell’estranea una sincera amicizia! ^_^

    Un caro abbraccio, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    Lisa: è splendido questo 🙂
    Amerò questo post in modo speciale allora

  • giuseppe sannolla ha detto:

    non sono più cattolica……sono arrivato alle stesse considerazioni , agli stessi riferimenti, probabilmente alle stesse letture. La religiosità è un modo di interpretare la realtà, non a partire dalla religione ma dalla coscienza, che possiede naturalmente la capacità di far percepire al soggetto il suo legame con la realtà e con gli altri. Conservare e rafforzare questo rapporto è ciò che permette all’uomo uno sviluppo positivo della sua esistenza; spezzarlo, al contrario, significa consegnare la propria esistenza a forze digregatrici e distruttive.

  • Georg Schimmerl ha detto:

    Ciao
    vedo che abbiamo in qualche modo una storia commune, almeno quella di aver fatto parte del movimento dei focolari per qualche tempo. Anch’io non faccio piú parte del movimento, ma ho fatto anchi’io la teologia e la filosofia;
    poi i nostri cammini sono assai differenti: tu hai fatto la scelta tua -io la mia:sono rimasto cattolico, o meglio: lo sono diventato di nuovo: Questo non significa che non potrei accetare o rispettare la tua decisione che é un frutto della tua libertá personale; ma é proprio qui il punto centrale : la libertá- dono divino ha in se una meta: e questa metá é di trovare la veritá e di diventare felice.
    decidendosi contro il Cristo secondo me é una decisione contro la veritá e cosi in finfine una fallita della libertá. La libertá pur essendo valore autonomo senza questa decisa direzione é in pericolo di diventare un isola in mezzo al mare, una fonte di isolazione….
    Un cristiano non é un uomo migliore di un ateo- ma é un uomo che pur essendo peccatore resta pieno di speranza e non ha bisogno di tirare se stesso dalla palude del suo egoismo……

  • Uyulala ha detto:

    @ Georg
    vedi, sul concetto che hai di libertà mi trovi notevolmente in disaccordo.

    Il concetto di dio e tutto quello che consegue non è una verità, è un credo, e in quanto tale nasce nella nostra mente e nei nostri bisogni prima di qualunque altra cosa. Non puoi realmente rispettare nessuno se non lasci uno spiraglio anche piccolo al dubbio, perché comunque il tuo obiettivo profondo sarà sempre e solo quello di far raggiungere (anche se nel modo più soft possibile) lo stesso percorso che intraprendi tu.

    L’egoismo umano trova nelle religioni il terreno in assoluto più fertile perché queste ne ingigantiscono lo smisurato bisogno di appartenere alla schiera dei “giusti”.

    La migliore speranza per me resta il dubbio e le domande nude e crude, domande a cui so che non darò mai una risposta definitiva.

    Il rigore morale degli appartenenti ad una fede è un rigore completamente fittizio: si basa sull’applicazione rigida di regole esterne, e per tale applicazione ho visto atti di disumanità continui, efferati, perpetrati da persone che avevano fama di santità, in nome di dio.

    Ho invece avuto esempi straordinari di persone totalmente prive di un riferimento esterno, ma proprio per questa ragione attentissime alla realtà circostante, momento per momento, senza cedere alla tentazione di applicare categorie astratte nell’assurda illusione che venissero da un dio semplicemente perché questo è ciò che ci è stato detto, è ciò che ci tramanda una tradizione, una religione.

    La libertà non è un dono divino, mai. E’ uno stato umano limitato da fattori inerenti all’ambiente di nascita, all’educazione e al periodo storico.

  • P.C. ha detto:

    “Ho invece avuto esempi straordinari di persone totalmente prive di un riferimento esterno, ma proprio per questa ragione attentissime alla realtà circostante, momento per momento, senza cedere alla tentazione di applicare categorie astratte nell’assurda illusione che venissero da un dio semplicemente perché questo è ciò che ci è stato detto, è ciò che ci tramanda una tradizione, una religione.”

    Mi hai fatto tornare in mente queste parole di Gandhi:

    “La vita è governata da una moltitudine di forze. Le cose andrebbero assai lisce se si potesse determinare il corso delle proprie azioni esclusivamente in base a un unico principio morale, la cui applicazione in un dato momento fosse tanto ovvia da non richiedere neppure un istante di riflessione. Ma non riesco a ricordare una sola azione che si sia potuta determinare con tanta facilità.”

    grazie dei tuoi post
    🙂

  • Uyulala ha detto:

    per P.C.
    Grazie a te per aver riportato quella bellissima riflessione di Ghandi 🙂
    Mi accorgo che a volte le mie risposte sono un po’ secche, ma a parte i modi che possono non essere gentilissimi, di fatto ciò che spero di trasmettere con i miei post (anche con quelli che riguardano il “funzionamento psichico”) è che più siamo attaccati a idee esterne e meno siamo in grado di vedere la realtà. Più siamo legati a ideali e meno siamo umani, anche nei riguardi di noi stessi.
    Noi non dobbiamo essere santi o dei, non dobbiamo essere perfetti. Dobbiamo essere quello che siamo: esseri umani. La perfezione non esiste e non è neppure auspicabile.

  • Marion ha detto:

    Sto leggendo questo post. e sto riflettendo… Io appartengo ancora al Movimento dei Focolari e l’ho abbracciato tanti anni fa. L’ho incontrato, l’ho amato, l’ho lasciato, l’ho riabbracciato, perchè qui ho trovato la mia libertà. A differenza di alcuni di voi, e della protagonista, adesso appartengo ad un “settore” del Movimento, ma MAI ripeto MAI ho sentito un’imposizione da parte di qualcuno. Sarà il mio modo di vedere tutta la vita? Proprio ieri dicevo ad una mia amica, che non appartiene a nessun gruppo religioso o altro, che facendo un’analisi della mia vita quando penso al Movimento, penso al mio senso di libertà (molto grande) che viene appagato. In forza di questo pensiero, non riesco a chiudermi in preconcetti e le mie amicizie spaziano dai credenti ai non credenti, dai separati, divorziati, estremisti politici, pittori, scrittori, insomma a tante di quelle persone che mi arricchiscono ogni giorno. Scusate, non sono molto brava a buttarla sulla teologia o altri grandi concetti, ma rispetto i vostri pensieri.

  • Uyulala ha detto:

    per Marion
    Le situazioni sono tante. E comunque l’imposizione per me non è stata legata a forzature ma ad un indottrinamento graduale che a poco a poco mi ha tolto spazio per una vita al di fuori ed al di là di quella all’interno dell’opera. I passaggi son stati tanti. Sto tentando di raccogliere le idee ma non è facile.

  • Marion ha detto:

    Per Uyulala
    … se subissi una sola forzatura, in ogni campo della mia vita, ad un certo punto (immagina) farei come un cavallo selvaggio al quale si tenta di mettere le corde la prima volta… non sopporto schemi. Sono nel Movimento ormai da tanti anni, sono Volontaria. Sono almeno 10 anni, che per mancanza di tempo, non riesco ad andare in Focolare. Curo il mio aspetto con Dio, che però trova terreno fertile negli scritti di Chiara. Ti dirò, credo di aver letto 2 libri di Chiara (e spero non me ne vorrà, anzi sicuro). Sarò un membro atipico, ma credo che dobbiamo ascoltare noi stessi. Una volta che sto bene con me, che mi voglio bene, riesco a voler bene anche all’altro. L’abnegazione totale che a volte ho letto in quello scritto sopra, l’ho provata anche io, ma risale ai tempi dell’adolescenza (quindi potrebbe essere un passaggio tipico e di carattere). Adesso ho oltre 40 anni, la mia visione è cambiata un’altra volta. Sono sposata, mio marito è buddista, anche con loro ho avuto incontri. Ho notato difficoltà simili da parte mia e da parte sua. Credo che sia giusto avere dubbi… e credo anche (come è successo a me, lo scorso anno), di dire chiaramente che non si riesce più a partecipare come prima ai vari impegni dell’Opera. Io l’ho detto e in 1 anno, ho partecipato a 2 incontri settimanali di nucleo. Ho continuato a sentire il capogruppo (brutta parola, ma non so come dire per far capire) e ho trovato comprensione, ma mai pressione. Sono i vari passaggi della vita. Quasi nessuno sa che io appartengo al Movimento. Ti auguro di trovare il tuo equilibrio e poi chissà. Ogni giorno è bello e brutto insieme… buona fortuna

  • loriano ha detto:

    non sono credente ma posso dire di aver conosciuto persone eccezionali nel movimento dei focolari. Certo i fanatici sono ovunque e non solo nei movimenti religiosi.Che dire di tanti seguaci di movimenti politici che seguivano o seguono Marx,Mao,Che Guevara?

  • Uyulala ha detto:

    per Marion
    Come dicevo, ognuno ha avuto la sua esperienza. Son contenta che la tua sia positiva. Per inciso: io ho la mia serenità e il mio equilibrio, ma ho anche il mio carattere e non accetto ingiustizie. Presentare le cose come “tutte buone” è una grande ingiustizia e molto semplicemente non accetto comportamenti omertosi al riguardo.
    Non sono nessuno per dire a te che ti sbagli e che non è reale la tua esperienza (so bene che non è così, visto che la vita è molto variegata), ma permettimi di dirti che neppure tu sei nessuno e neppure tu puoi permetterti di dire a me che quest’esperienza non sia così come la descrivo. Accetta una semplice realtà: che nel movimento ci siano luci ed ombre, come dovunque nella vita, e che a volte c’è qualcuno che può aver subito le ombre molto più che aver goduto delle luci.

    Per inciso: io ho 45 anni, probabilmente sono più grande di te.

    per Loriano
    mi fai esempi risibili. Non sono mai stata una fan dei personaggi in questione né son mai stata comunista (sebbene alcuni aspetti del comunismo mi piacciano molto). A suo tempo ho lottato contro il fanatismo politico, quand’ero a scuola, e nei limiti delle mie scarsissime risorse continuo a combattere OGNI TIPO di fanatismo: politico, religioso e ideologico. Per me son tutti uguali e ho da dire su tutti, in modo molto democratico.

  • Marion ha detto:

    “..Presentare le cose come “tutte buone” è una grande ingiustizia e molto semplicemente non accetto comportamenti omertosi al riguardo.”= hai ragione, è una cosa che fatico a comprendere.

    “…ma permettimi di dirti che neppure tu sei nessuno e neppure tu puoi permetterti di dire a me che quest’esperienza non sia così come la descrivo” = non mi sembra di averti detto questo.

    “Accetta una semplice realtà: che nel movimento ci siano luci ed ombre, come dovunque nella vita, e che a volte c’è qualcuno che può aver subito le ombre molto più che aver goduto delle luci.”= E’ vero, altrimenti non ti avrei scritto che mi posso permettere di staccare per 1 anno. Ho avuto le mie luci e le mie ombre pure io.

    “Per inciso: io ho 45 anni, probabilmente sono più grande di te.”= io ne ho 43. E’ vero, sei + grande.

    ciao e ti leggerò ancora….^_^

  • Uyulala ha detto:

    per Marion
    L’articolo che stai commentando riguarda, comunque, più il cattolicesimo come “forza politica” che il movimento dei focolari (gli articoli che riguardano il movimento sono quelli che sto postando in questi giorni, questo qui invece lo scrissi circa 3 anni fa).

    Quando scrivo:

    …ma permettimi di dirti che neppure tu sei nessuno e neppure tu puoi permetterti di dire a me che quest’esperienza non sia così come la descrivo

    mi riferisco al fatto che dai un’interpretazione “adolescenziale” di esperienze che non necessariamente coincidono con le tue, e questo lo dici in questo punto:

    L’abnegazione totale che a volte ho letto in quello scritto sopra, l’ho provata anche io, ma risale ai tempi dell’adolescenza (quindi potrebbe essere un passaggio tipico e di carattere).

    Se questo è quanto hai vissuto tu, non significa affatto che coincida con quanto ho vissuto io. Non sono nessuno, come dicevo, per contestare che nella tua esperienza, a te sia successo questo. Ma, appunto, è successo a te, la tua interpretazione di quegli aspetti della tua vita è stata quella, la tua rilettura, come si suol dire, col senno di poi.

    La rilettura mia è stata diversa, nulla di adolescenziale ma una semplice constatazione di leitmotif comuni a molte associazioni dalla forte connotazione ideologica, sia essa una ideologia di tipo religioso che politico o filosofico.Se riuscirò ad arrivarci racconterò anche di come all’inizio io mi sia allontanata semplicemente per riflettere su alcune cose e che il mio allontanamento definitivo è legato al fatto che mi hanno tagliato i ponti lasciandomi completamente sola. Se ci arriverò racconterò di come all’inizio mi trovavo in una situazione molto più semplice, ossia di constatare che io non ero adatta a stare lì. Del movimento mi ero quasi del tutto dimenticata, negli anni, e inizialmente, durante i primi anni successivi alla constatazione di non essere cristiana, avevo lo stesso atteggiamento.
    Il mio anticlericalismo è nato dopo, quando ho dovuto rendermi conto che se volevo che venissero rispettati LEGALMENTE i miei diritti di non cristiana e la mia filosofia di vita (che non coincide in molti punti con quella cristiana) dovevo combattere in prima persona.

    Perché io non impedisco a te ne a nessun altro di intraprendere le vostre scelte, ma non ammetto che in uno stato che si dichiari laico vengano portate avanti scelte che possono condividere solo una fetta della popolazione.

    Nel movimento ho dovuto imparare a tacere quando le cose non erano allineate, in seguito con gran fatica ho recuperato la mia capacità di parlare, di esprimermi, di esporre le mie idee, ed ora ho una soddisfazione profonda nell’usare questo diritto.

  • francesco ha detto:

    ciao, ti leggo per la prima volta.
    non commento, nel senso che nella mia vita non ho mai avuto a che fare con i focolari e l’intero movimento, dunque preferisco non esprimermi, pur essendo un ragazzo 25enne con un’intera giovinezza passata sotto la “bandiera” cattolica nella qualche non mi rivedo più.

    Ho dei pensieri abbastanza duri a riguardo e per alcuni concetti generali sono d’accordo con te. ma mi fermo qui, preferisco leggere i commenti e la discussione di persone che ne hanno fatto parte e ne sanno di più.

    complimenti comunque, è un argomento davvero interessante.
    continua (continuate) così.

    ciao

  • Uyulala ha detto:

    Grazie, Francesco. Cominciavo a sentirmi un po’ sola 🙂

  • Fabio ha detto:

    Ti vorrei ricordare che quando la Chiesa sollecita gli stati al rispetto della vita in tutti i suoi aspetti o alla famiglia naturale formata da un uomo e una donna non viola la lacita’dello stato in quanto questi sono valori umani e naturali come lo sono la pace,la giustizia ecc.

    In ogni caso una libertaria come te non dovrebbe essere contraria alla possibilita’che tutte le correnti di pensiero(cattolicesimo compreso) possano esprimere le loro opinioni.Poi ognuno fa le proprie scelte

  • Uyulala ha detto:

    per Fabio

    1. non sono libertaria. Sono una persona che considera il relativismo etico come l’unica forma di democrazia vera.

    2. I cattolici invadono in modo nauseante ogni ambito pubblico. Io sto aspettando che i mass media concedano le stesse possibilità di espressione anche a mussulmani, buddisti, altre religioni derivate dal cristianesimo, indù, taoisti, così come a laici atei e agnostici. Tutte categorie che non hanno né voce né spazio (e se qualcuno vuole contraddirmi mi citi i programmi TV per esempio dove intervengano rappresentanti di queste categorie)

    3. Come ho avuto occasione di scrivere, non esiste “Vita” ma esiste l’atto del vivere. La nominalizzazione di un evento dinamico porta a equivoci, fraintendimenti e grande dolore.

    4. Il valore della vita (o meglio, il vivere) non può essere un valore assoluto, ma relativizzato all’interno di un sistema complesso. La vita umana non può essere mai un valore assoluto, perché su questa terra non siamo gli unici esseri biologici.

    5. Sulla naturalità di queste condizioni si potrebbe parlare per secoli. Quello che voglio dire è che la natura propone modelli estremamente diversificati di accoppiamento e allevamento dei cuccioli, in natura esistono e sono molto diffusi i comportamenti omosessuali sia maschili che femminili, e comunque l’uomo da parecchio tempo ha rinunciato a vivere in una situazione naturale. Per essere coerente il papa dovrebbe rinunciare a vestirsi, lavarsi, curarsi (non dovrebbe prendere neppure un antibiotico o l’aspirina) e dovrebbe andare in giro per le foreste a cercare cibo.

  • raccoss ha detto:

    @Fabio
    Non riesco a capire come possano essere valori “umani naturali” la giustizia, la pace e quindi, per estensione del tuo discorso, la famiglia.

    Sul discorso della pace, sembra quasi ozioso argomentare: la trentina di guerre (almeno) costantemente in atto sul globo terraqueo da quando l’uomo è entrato nella fase storica lo dimostrano. Anzi, gli antropologi sono più inclini a considerare più naturale per l’uomo lo stato di guerra, derivato dall’instinto animale motivato dall’ esigenza di lotta tra branchi per la conquista del pascolo migliore e dell’acqua più pulita.

    Altrettanto si può dire di cosiddetto senso di giustizia. Per esempio si può obiettare che, se fosse naturale, sarebbe assoluto, ovvero immutabile nel tempo e nello spazio. Invece vediamo che spostandoci tra epoche diverse o in altre nazioni, il senso di giustizia si differenzia notevolmente.

  • don Alessandro ha detto:

    Carissima,
    sono un sacerdote e per circa 20 anni ho fatto parte del movimento dei focolari, spesso ricoprendo incarichi di responsabilità.
    Da qualche anno ne sono uscito, riacquistando una grandissima serenità e libertà, con tanta gioia mia e delle persone che mi stanno accanto.
    Ti rimando a due miei interventi contenuti nel guestbook di focolare.net, con il nome di donLeka e corredati dalla mia mail. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.
    Buon lavoro!

  • Uyulala ha detto:

    per don Alessandro
    sono appena rientrata dal lavoro e ho trovato questo tuo commento. Ti ringrazio davvero di cuore, sai, perché il punto non è tanto il modo in cui noi viviamo la spiritualità, che può essere anche molto diverso da persona a persona, ma mantenere la capacità di riconoscersi esseri umani al di là di ogni barriera di tipo ideologico, filosofico, culturale e religioso. Questo a poco a poco in certi sistemi di organizzazioni ti viene sottratto senza che te ne accorga.

    Andrò con molto piacere a leggere il guestbook del sito http://www.focolare.net

  • rothman ha detto:

    Mi potete spiegare come mai nel Movimento trovino spazio evangelici,mussulmani,buddisti,ebrei ed persone di convinzioni diverse(cioè non credenti)???Negli incontri a Castelgandolfo i temi sono unici sia per i cattolici sia per gli evangelici(poche decine in media per la verità),se nel movimento ci sono situazioni di disagio,e ce ne sono,è perche molti aderiscono al movimento solo per i loro scopi,allora una domanda che a volte mi pongo,perchè questi non vengono rimproverati od allontanati?Una riposta si potrebbe trovare nel vangelo del padrone del campo che trova grano con zizzania e la lascia crescere assieme…….Anch’io sto vivendo delle difficoltà per causa di incomprensioni da parte di alcuni, 😡 Ma l’Ideale che ci ha trasmesso Chiara on può essere offuscato dal comportamento scorretto di alcuni (focolarini e volontari) che si issano su qualche piedistallo col rischio di qualche caduta fragorosa,io ne sono stato testimone di alcuni casi.

  • […] riallaccio ad un discorso che già ho fatto in un post, IL MIO NON ESSERE CRISTIANA, e vorrei fare qualche considerazione relativa a quello che ho letto della faina incazzata (bel […]

  • Mi presento: mi chiamo fabio e sono un eretico. Più precisamente sono un eretico valdese. Così la chiesa cattolica ancora oggi, in barba all’ecumenismo, considera i valdesi e i protestanti in generale. Te ne accorgi quando, notificata la tua volontà di essere cancellato dai registri parrocchiali cattolici (l’impropriamente definito “sbattezzo”), ti viene recapitata a casa la scomunica. Come dici tu: scegliere è un grave peccato!
    Sono ormai passati diversi anni da quando, spinto dalla curiosità, sono entrato in un piccolo tempio valdese: ero un cattolico molto critico e insofferente, ne sono uscito cristiano valdese. Amo della mia piccola chiesa la mitezza, l’abitudine a non giudicare, l’infinita tolleranza, l’amore per Cristo, senza isterismi e fanatismi, la croce senza il corpo: simbolo della resurrezione, la seria toga nera dei pastori/e, il principio che solo Dio è Santo, la macanza di venerazione per qualunque essere umano (Maria, madre di Gesù, compresa), l’idea che siamo tutti peccatori e nessuno ha da insegnare agli altri, la continua rilettura critica della Bibbia …
    Non sostengo d’aver trovato il paradiso (ma esiste il paradiso!?), le comunità di credenti, come ogni assemblamento umano, non possono essere esenti da pecche, ma mi accontento d’aver trovato una piccola famiglia che mi ama e mi rispetta per quello che sono.
    Mi sono dilungato troppo: volevo solo testimoniare la mia felice esperienza di cristiano non cattolico. Ti saluto fraternamente. Fabio

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Fabio, sono molto contenta della tua visita. Il tuo blog è fra i miei reader da alcuni anni, mi dispiace solo che lo aggiorni poco, ma io non posso parlare perché ultimamente scrivo davvero col contagocce.

    Io non sono più cristiana, ma se per caso dovessi tornare ad abbracciare il cristianesimo sceglierei la chiesa valdese. Proprio per le stesse ragioni che hai elencato tu: la mitezza, la reale (e non solo propagandata) volontà di evitare ogni giudizio, la sobrietà della fede.
    Apprezzo l’impegno che i valdesi dimostrano per creare una società dove davvero tutti possano avere una loro collocazione, sia coloro che condividono la vostra fede che coloro che non la condividono. Ecco perché da anni ormai io firmo l’8 x 1000 in favore della chiesa valdese.

    Non dimentico quello che è stato proposto in seguito alla morte di Welby. Quando spiccava il comportamento disumano e crudele dei cattolici, i valdesi hanno offerto a Mina di celebrare il funerale religioso.

    Ti abbraccio

    Donatella

  • MARZIA DELLE DONNE ha detto:

    SONO UNA CRISTIANA EVANGELICA DI FEDE PENTECOSTALE,PER ANNI 33, SONO STATA CATTOLICA PRATICANTE, MA LA RELIGIONE HA POCO A CHE FARE CON LA FEDE.IL MIO DESIDERIO ERA QUELLO DI CONOSCERE DIO COME MIO PADRE. MA IL MIO DOLORE ERA QUELLO DI VEDERE TANTISSIME PERSONE DAVANTI AI VARI SANTI E MADONNE. MA CHI SI CURAVA VERAMENTE DI VOLER CONOSCERE CRISTO? EPPURE NE AVEVO SENTITO PARLARE FIN DA FANCIULLA, MA IO DESIDERAVO INCONTRARLO IN PRIMA PERSONA (PARLO SPIRITUALMENTE). UN GIORNO MI FU’ PARLATO DI CRISTO IL VIVENTE, ED ERA COME SE PER LA PRIMA VOLTA I MIEI OCCHI SI APRIVANO ALLA LUCE. QUESTO ERA QUEL GESU’ CHE CERCAVO!!! HO INIZIATO A LEGGERE LA BIBBIA, PIU’ LA LEGGEVO E PIU’ CONOSCEVO L’AMORE DI DIO, MANIFESTATO NEL SUO FIGLIUOLO GESU’ CRISTO. NON E’ STATA UNA RELIGIONE A TOCCARE IL MIO CUORE,MA L’AMORE DI DIO CHE IN UN ATTIMO HA RIEMPITO IL MIO CUORE, TOGLIENDO DA ESSO IL PESO DEL PECCATO E RIEMPENDOLO CON IL SUO SANTO SPIRITO.SONO 32 ANNI CHE SENTO LA GIOIA D’ESSERE UNA FIGLIUOLA DI DIO RISCATTATA DA QUEL SANGUE VERSATO IN CROCE. HO AVUTO TANTI MOMENTI DIFFICILI NELLA MIA VITA, MA UNA COSA SO’, CHE IL SIGNORE NON MI HA MAI LASCIATA SOLA NE’ ABBANDONATA.HO VISTO MIRACOLI ECLATANTI FATTI NELLA MIA CASA PER LA FEDE IN COLUI CHE TUTTO PUO’, CRISTO GESU’ RISORTO DAI MORTI E ASCESO AL PADRE.MIO FIGLIO DICHIARATO MORTO, PRONTO PER L’ESPIANTO, IN STATO D’ANOSSIA TOTALE, CERVELLO PIATTO,ANZI CON CERVELLO AL 90% DISTRUTTO….MA IL SIGNORE MENTRE SALIVO DA NAPOLI A FIDENZA MI DISSE “ABBI FEDE TUO FIGLIO VIVE!”HO CREDUTO IN QUELLA PAROLA DI VITA, HO POTUTO SPERIMENTARE COSA SIGNIFICA CAMMINARE SULLE ACQUE DELLA FEDE,GUARDANDO SOLO A CRISTO,E HO VISTO IL MIO FIGLIUOLO LETTERALMENTE RISUSCITARE DAI MORTI. E’ STATA FORSE UNA RELIGIONE A FARE QUESTO?CERTO DI NO,MA E’ STATA LA FEDE IN COLUI CHE HA DATO LA SUA VITA X ME SULLA CROCE.SONO UNA SEMPLICE DONNA,CON UNA SEMPLICE FEDE, MA IN UN GRANDISSIMO SIGNORE:L’IDDIO CREATORE

  • Uyulala ha detto:

    @ Marzia:
    ok, questa è la tua esperienza e ne prendo atto. Solo un favore: su internet scrivere col MAIUSCOLO equivale ad urlare. Puoi usarmi la cortesia, la prossima volta, di limitarti a mettere le lettere maiuscole solo là dove è stabilito dalla lingua italiana?
    Grazie

Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

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Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

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