FEEDATI di me


Dalla parte degli ex:
Movimento dei Focolari, una visione critica

Visualizza gli articoli più recenti

Leggi gli articoli in ordine cronologico


RSS Gordon Urqhuart

RSS Come Ci Vede la Stampa Estera

Cinque Post Presi a Caso

Gli ultimi cinque commenti pubblicati

Views

Nuvola di parole

Un mestiere al servizio del cittadino

A volte mi capita di riflettere sul lavoro di psicoterapeuta. Non tanto di quello di psichiatra, che ha un taglio “medico” ma proprio di psicoterapeuta. Mi chiedo: che differenza esiste tra il mio lavoro e la prostituzione ben fatta, se si esclude il fatto sessuale?

 

  • In entrambi i casi ci facciamo pagare per prestazioni che dovrebbero essere gratuite (sesso da un lato, ascolto e supporto dall’altro)
  • In entrambi i casi il coinvolgimento emotivo dev’essere limitato e “controllato”
  • In entrambi i casi si possono verificare fenomeni da transfert
  • Le prostitute rischiano violenze. Anche gli psicoterapeuti.
  • Gli psicoterapeuti si inseriscono spesso in un vuoto umano. Anche le prostitute.
  • Entrambi hanno un “contratto” preciso: sai esattamente quanto devi pagare per ottenere la prestazione. Nel caso di un’amicizia o di una relazione sentimentale spesso non capisci quanto ti costa…
  • Entrambe le professioni possono essere svolte da ciarlatani e/o da persone sbrigative, distratte, non adeguatamente preparate

A questo punto mi chiedo: perché il mio lavoro è legale e quello delle prostitute o dei gigolò) no?

 

Puoi votarmi qui:

 

 

Altri Articoli Che Potrebbero Interessarti:

Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 14 commenti

  • Comicomix ha detto:

    Una domanda stimolante..io allargherei il discorso…
    In molte “professioni” si trovano elementi di “prostituzione”. La differenza, da sempre, la fa quella indefinibile cosa che è il “senso comune” che poi è così poco comune che cambia nel tempo e nello spazio.
    Ma perchè prosituire il proprio cervello (una cosa molto diffusa) non dovrebbe essere eticamente uguale a prosituire il proprio corpo?
    Ciao
    Mister X di Comicomix

  • uyulala62 ha detto:

    Ecco, bravo Mister X!, proprio a quello volevo arrivare. Ci sono innumerevoli forme di prostituzione. Io ho citato quella che (ehm…) conosco meglio, ma in fondo quante sono le persone che si prostituiscono? Vogliamo fare un elenco con genere di mestiere / attività e modo puttanesco per svolgerla?

    In fondo a volte anche quello della “moglie” può essere un mestiere da prostituzione. E in questo caso c’è pure il sesso come merce di scambio

  • Comicomix ha detto:

    E’ buffo, sai..
    Ci ho pensato tante volte. Se vivere è un mestiere (come diceva Pavese) può capitare che prevalga lo “scambio” , la convenienza (magari, anche inconsapevolmente) invece del rapporto d’amore, o della passione o del gusto delle cose.

    Nella vita, come tutti (credo) ho incontrato e incontro tanti “prostituti o prostitute”…
    A volte magari mi sarà capitato anche a me (spero, e credo, di no, ma nessuno è buon giudice di se stesso).

    In ogni caso, ai mercenari preferisco quelli che “investono” nella vita con la forza della loro essenza. E, credo, sono anche quelli da cui si ricava il meglio per chi sta loro intorno. E per l’umanità..

    Un sorriso assolato
    Mister X di Comicomix

    Sei tu nella foto? :-))))

  • uyulala62 ha detto:

    🙂 Si, sono io. La foto è scattata ad Ottobre del 2005 e chi mi ha fotografato è davvero molto molto bravo.

    (un pizzico di civetteria…)

  • blusfumato ha detto:

    qui è stupendo.. mi sono ovviamente abbonato al feed.. sai, spirtules lo leggo spesso ma a volte per me è troppo difficile da commentare ^^ sono più portato ai blog personali e quindi qui mi trovo bene 🙂 ti bacio

  • uyulala62 ha detto:

    Grazie Marco. In effetti a volte Spirtules è difficile anche per me… Per fare quei post mi devo spremere il cervello e faticare da matti. Mi fa piacere vederti qui, tanto!

  • Carmelo ha detto:

    Non si prendono malattie trasmittibili sessualmente venendo in studio date, giusto…? ;-P
    E’ una buona differenza, non credi?

  • uyulala62 ha detto:

    😀 Decisamente quella è una differenza notevole… Benvenuto!

  • silvia ha detto:

    il rapporto con la/lo psicoterapeuta è davvero triste quanto accostare,per solitudine,e caricarsi una troia in macchina.
    io odiavo tirar fuori i soldi.
    mi diceva sempre che quello che non avrei capito subito si sarebbe sedimentato e rivelato più in là.
    questa era una panacea,perchè a volte uscivo più incasinata e disperata di quando entravo.
    la questione dei soldi,poi,per un gioco di rimandi continui,veniva subito ripagata dall’attività del quaderno.
    mi aveva tassativamente vietato di parlare almeno per la mezz’ora successiva al nostro incontro.
    e mi aveva consigliato di prendermi nota delle nostre sedute “xtenere in mano” cos’avevamo fatto insieme.
    i quaderni psicoterapici li ho ancora,ed è strano pensare che ho pagato in denaro ogni cosa che ci sta scritta.
    è stata comunque una donna straordinaria.
    alternativa.
    più di una volta mi ha detto quanto le piacessi.
    è arrivata a dirmi che mi voleva bene.
    io piangevo,naturalmente.
    sono molto contenta di non aver avuto (neanche quella!) una psicodoctress normale.
    cioè,una che ti consiglia di leggere la gita indiana per capire l’amore e capire te stesso,come lo faceva lei,non è normale.
    credeva,come i sensitivi,che noi e il mondo fossero come una cipolla.
    e mi diceva spesso che i nostri incontri avvenivano su piani sottili.
    oggi la capisco benissimo.non avevo la più pallida idea di che vista avesse quella donna.
    fortuna che si è travestita da accademica e non aveva la targhetta di cartomante sulla porta 🙂
    un sorriso sottile

  • silvia ha detto:

    a uyulala62 voglio dire che condivido in pieno il sospetto che fare la moglie significhi prostituirsi in mancanza di un’intesa totale col marito.
    purtroppo il tantra pensiero non è di questo mondo,e anche pensarci non basta

  • mario ha detto:

    Ci ho riflettuto molte volte su questo. In realtà partendo dal punto opposto del percorso, probabilmente. Mi sono sempre detto infatti che in realtà le prostitute fanno un lavoro “socialmente utile”. Non credo ci sia dubbio su questo.

    Ma la similitudine credo finisca li, nell’utilità sociale del mestiere.

    Mia figlia ha fatto terapia per anni.
    Mia figlia aveva (ha) bisogno della terapia.
    Quindi parlo per esperienza (quasi) diretta.

    Forse sono stato fortunato, i risultati della terapia si sono visti, nel tempo, lentamente, ma visibilmente.

    Per noi la psicoterapeuta si è alla fine trasformata in un’amica e la terapia è finita, sfumando in dissolvenza.

    Anche se sul fronte prostituzione non ho esperienza dirette dubito fortemente che il rapporto tra un cliente e la prostituta sia in qualche modo paragonabile a quello tra terapista e paziente.

    PS
    bentrovata qui

  • elementi ha detto:

    cara uyulala62, ho letto il tuo post; la differenza tra il tuo lavoro e quello di una prostituta penso sia dettata dal tipo di scelta, la tua una scelta libera e individuale, quella di una prostituta il più delle volte è una scelta forzata e disperata. Vedo che anche tu sei sul blog da pochi giorni come me, piacere di averti incontrato.Yorga71

  • theratrace ha detto:

    In topic: credo che praticamente ogni mestiere abbia una componente di prostituzione — nel senso che fare una cosa *utile* o *bella* dovrebbe — nel migliore dei mondi possibili — essere un atto gratuito di condivisione. Ma esistono dei “costi industriali” delle cose che si fanno — e che devono essere compensati — se no non si riesce piu’ a dare agli altri cio’ che si sa fare. Quindi ben venga il compenso — secondo me. Il problema e’ un altro — ed e’ quello del *poter* accedere alle prestazioni: a volte si sarebbe felici di pagare per qualcosa che invece non c’e’ — o e’ disponibile soltanto gratis ma agli amici e alle persone ben introdotte…
    Off topic: il template del tuo blog stamani ha qualcosa che non va, come se i fogli di stile fossero inaccessibili.

    Ciao

    Angelo

  • uyulala62 ha detto:

    @ tutti: In effetti la mia era una provocazione, un pensiero che mi salta spesso alla mente. Comunque la “prostituzione” non è tanto il fatto di dare qualcosa in cambio di soldi (non ci potremmo neppure comprare una maglietta senza prostituzione, altrimenti). Il mio discorso è legato al fatto che la compra-vendita può diventare prostituzione anche quando apparentemente non lo è, mentre una prostituzione riconosciuta (quelle delle squillo o dei gigolò per intenderci) a volte diventano davvero un “servizio sociale”. E talvolta i comportamenti che apparentemente non sono di compra-vendita diventano prostituzione. Ho fatto l’esempio delle mogli (può capitare ai mariti ma è più raro): avete presente quelle persone che esistono per il marito solo nel momento in cui viene dato loro qualcosa?

    @ Silvia: mi fa piacere che la tua esperienza con la psicoterapia sia stata alla fine positiva

    @ Mario: idem come per Silvia con un’aggiunta: ti sembrerà strano ma capita che i rapporti tra prostituta e cliente (in alcuni casi) siano profondamente più umani di altri rapporti che dovrebbero essere di tipo affettivo e non mercenario.
    Grazie per l’accoglienza 🙂

    @ Elementi: è vero, spesso la prostituzione non è una scelta. Ma spesso invece si. Non hai un’idea di quante siano le ragazze che fanno le squillo per pagarsi gli studi anzichè crcarsi un lavoro da cameriera…

    @ Ciao Angelo! Il problema dell’accesso alle prestazioni in alcune forme di mestiere (soprattutto per le professioni sanitarie e d’aiuto) è molto serio. I servizi sono pochi, spesso male organizzati e saturi. I finanziamenti sono scarsissimi e spesso male indirizzati. Oltretutto ci sono malattie “di moda” e malattie “fuori moda”, per cui la fruibilità dei servizi finisce per dipendere anche dal tipo di problema di cui un utente è affetto. Se rientra nel secondo tipo, entriamo nel deserto del Sahara…
    Per i fogli di stile non so che dirti: ho aperto il blog con 3 browser (Firefox, IE, Opera) e non ho riscontrato problemi. Può darsi che ci fosse un impiccio sulla piattaforma…

Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

Ci sono 447 articoli e 2,874 commenti.

RSS Pensieri Liquidi

Cerca in questo blog

Da Leggere Prima dell’Uso

Categorie

Creative Commons License

Creative Commons License
I contenuti di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.



Sito Non raggiungibile


Protected by Copyscape Originality Checker

Lottiamo insieme contro il neuroblastoma



Comprate il libro



Social Networks




Donatella's bookshelf: read

Il Respiro Del Grande Spirito - Canti Degli Indiani d'AmericaDove soffia il vento - Il volto più antico e profondo della cultura "pellerossa" - con una suggestiva documentazione fotograficaUna storia degli Indiani del Nord America - gli uomini dalla pelle rossa - un popolo di guerrieri e mistici innamorati della loro terraDal Popolo degli Uomini - Canti, miti, narrazioni, preghiere degli Indiani del NordamericaMolte vite, un solo amoreMolte Vite, Molti Maestri

More of Donatella's books »
Donatella's  book recommendations, reviews, quotes, book clubs, book trivia, book lists


ViviStats



Flag Counter