“Per il tuo bene”
Posted by Uyulala on 16 Ago 2007 | Tagged as: IL CORPO E LA MENTE, PERSONALE, Psiche, Riflessioni
Ho avuto una discussione ieri. Una di quelle discussioni che per tante ragioni, non tutte consapevoli, diventa suo malgrado capace di ferire molto profondamente. Non sto a raccontare il fatto in sé, in fondo è poco importante. Ma quanto è successo mi ha suscitato delle riflessioni.
Quando vogliamo davvero bene ad una persona, abbiamo spesso la tentazione di proteggerla anche al di là dell’indubbia età anagrafica e della capacità di fare delle scelte che ha il nostro caro. Questo è bellissimo, certo. Ma genera degli effetti a catena che vanno in tutt’altra direzione. Spegne entusiasmi, crea chiusure, sfiducia. Nell’ansia di mettersi nella posizione di “lo faccio/dico per il tuo bene”, a volte tarpiamo le ali.
Perché quello che ci dice qualcuno che ci ama non scivola via, neppure se l’età, il carattere e le esperienze di vita ci avessero reso duri e cinici.
A volte si desidera correre dei rischi, si ha BISOGNO di correre dei rischi, soprattutto se ciò che si vuole intraprendere è un qualcosa a cui teniamo tanto ed è molto importante per noi.
Purtroppo capita che le persone non comprendano che le parole hanno un potere immenso sull’animo umano…
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Dici cose talmente serie ed importanti che qualsiasi commento potrebbe apparire banale.
Nanni Moretti dice “le parole sono importanti”.
Il contesto era diverso, ma il messaggio alla fine è universale: con una sola parola mal partorita o, peggio, con un silenzio, possono nascere guerre, morire amori creduti immortali.
Le parole hanno quel peso infinito e definitivo che nulla può cancellare, mai, per sempre.
Vanno pesate, ponderate, calcolate in ogni loro sfumatura.
Questo andrebbe fatto sempre.
Soprattutto, con chi si ama.
Una parola è una pugnalata al cuore, in certi casi.
E chi brandisce parole a mo’ di pugnali, è un omicida, a tutti gli effetti.
Tutti noi usiamo parole, tutti noi siamo potenziali assassini.
Posso dire di esserci caduto. Ero quello che aveva bisogno di correre il rischio e alla fine non l’ha fatto.
In altre occasioni invece, sono contento di dirlo, nessuno è riuscito a fermarmi e ho potuto commettere gli errori che volevo (e che commetterei di nuovo).
Il fatto è che devi essere pienamente convinto e sicuro di quello che vuoi fare… se hai anche un minimo dubbio le voci contrarie lo amplificano fino a farlo diventare enorme. E lì ti hanno fregato. Rimanere indifferenti… si… è una parola. Anzi due.
@ Dario: ne abbiamo parlato spesso, sebbene appunto in altri contesti. Tu hai spesso suggerito di fare un lavoro per restituire forza, valore e significato alle parole. E’ così: diventa indispensabile perché lasciarsi sfuggire il significato delle parole significa farsene sopraffare irrimediabilmente.
@Taipan: a volte è difficile correre dei rischi se non c’è neppure una persona che ti sostenga. Almeno moralmente…
“Lo faccio per il tuo bene” spesso si tramuta, in realtà, nel suo contrario.
Un abbraccio enorme cara
Rosalba
Con i miei figli mi sono sempre limitata a dire la mia opinione,mai a consigliare.Ho sempre pensato che se la mia esperienza mi dice che una cosa non è positiva,non è detto che per loro e con le loro capacità,non approdino a un risultato diverso.Si vive per sperimentare…altrimenti che vita è?