“Per il tuo bene”

Ho avuto una discussione ieri. Una di quelle discussioni che per tante ragioni, non tutte consapevoli, diventa suo malgrado capace di ferire molto profondamente. Non sto a raccontare il fatto in sé, in fondo è poco importante. Ma quanto è successo mi ha suscitato delle riflessioni.

Quando vogliamo davvero bene ad una persona, abbiamo spesso la tentazione di proteggerla anche al di là dell’indubbia età anagrafica e della capacità di fare delle scelte che ha il nostro caro. Questo è bellissimo, certo. Ma genera degli effetti a catena che vanno in tutt’altra direzione. Spegne entusiasmi, crea chiusure, sfiducia. Nell’ansia di mettersi nella posizione di “lo faccio/dico per il tuo bene”, a volte tarpiamo le ali.

Perché quello che ci dice qualcuno che ci ama non scivola via, neppure se l’età, il carattere e le esperienze di vita ci avessero reso duri e cinici.

A volte si desidera correre dei rischi, si ha BISOGNO di correre dei rischi, soprattutto se ciò che si vuole intraprendere è un qualcosa a cui teniamo tanto ed è molto importante per noi.

Purtroppo capita che le persone non comprendano che le parole hanno un potere immenso sull’animo umano…

Popularity: 1% [?]

Stumble it!

5 Responses to ““Per il tuo bene””

  1. on 17 Ago 2007 at 00:46 DarioServenti

    Dici cose talmente serie ed importanti che qualsiasi commento potrebbe apparire banale.

    Nanni Moretti dice “le parole sono importanti”.

    Il contesto era diverso, ma il messaggio alla fine è universale: con una sola parola mal partorita o, peggio, con un silenzio, possono nascere guerre, morire amori creduti immortali.

    Le parole hanno quel peso infinito e definitivo che nulla può cancellare, mai, per sempre.

    Vanno pesate, ponderate, calcolate in ogni loro sfumatura.

    Questo andrebbe fatto sempre.

    Soprattutto, con chi si ama.

    Una parola è una pugnalata al cuore, in certi casi.

    E chi brandisce parole a mo’ di pugnali, è un omicida, a tutti gli effetti.

    Tutti noi usiamo parole, tutti noi siamo potenziali assassini.

  2. on 17 Ago 2007 at 08:35 taipan81

    Posso dire di esserci caduto. Ero quello che aveva bisogno di correre il rischio e alla fine non l’ha fatto.

    In altre occasioni invece, sono contento di dirlo, nessuno è riuscito a fermarmi e ho potuto commettere gli errori che volevo (e che commetterei di nuovo).

    Il fatto è che devi essere pienamente convinto e sicuro di quello che vuoi fare… se hai anche un minimo dubbio le voci contrarie lo amplificano fino a farlo diventare enorme. E lì ti hanno fregato. Rimanere indifferenti… si… è una parola. Anzi due.

  3. on 17 Ago 2007 at 16:11 uyulala62

    @ Dario: ne abbiamo parlato spesso, sebbene appunto in altri contesti. Tu hai spesso suggerito di fare un lavoro per restituire forza, valore e significato alle parole. E’ così: diventa indispensabile perché lasciarsi sfuggire il significato delle parole significa farsene sopraffare irrimediabilmente.

    @Taipan: a volte è difficile correre dei rischi se non c’è neppure una persona che ti sostenga. Almeno moralmente…

  4. on 17 Ago 2007 at 19:31 rosalba s

    “Lo faccio per il tuo bene” spesso si tramuta, in realtà, nel suo contrario.
    Un abbraccio enorme cara
    Rosalba

  5. on 17 Ago 2007 at 21:31 cabiria55

    Con i miei figli mi sono sempre limitata a dire la mia opinione,mai a consigliare.Ho sempre pensato che se la mia esperienza mi dice che una cosa non è positiva,non è detto che per loro e con le loro capacità,non approdino a un risultato diverso.Si vive per sperimentare…altrimenti che vita è?

Leave a Reply

Trackback URI | Comments RSS