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Donne – 1

Tempo fa scrissi un commento in un blog, in Clerofobia, a proposito dell’essere donne e di come lo sguardo maschile spesso poteva leggervi dentro:

Mi son sempre chiesta, da donna e da psichiatra, perché l’uomo ha così tanta paura di noi. Non ci metto in mezzo solo la religione, perché questa paura è dovunque un po’ in tutte le culture. Donne infibulate, con i piedi fasciati, col collo allungato, con le cinture di castità, donne che mostrano il lenzuolo macchiato dopo la prima notte di nozze. Sante anoressiche, carnose puttane, stronze-che-non-te-la-danno, troie che la danno a tutti… Madri apprensive, madri ansiogene, madri schizofrenogene, è-tutta-colpa-della-madre. Donne mestruate, donne isteriche, donne incinte con le voglie, madri infanticidi…
E noi a guardare, sorprese, tutto il can-can che gli uomini, e a volte le stesse donne, ci muovono attorno.
E personalmente continuo a non capire cosa ci sia di tanto strano nell’idea di viaggiare in questa vita, che è già tanto difficile di suo, fianco a fianco, cercando di parlarci, di capirci, di collaborare, di godere insieme, di sostenerci, di gioire, di amare…

Attualmente questa domanda me la torno a porre, me la pongo tutte le volte che capitano notizie in cui uomini cercano di imporre qualcosa al mondo femminile, vedendolo come fonte di male, o di peccato. Vedendolo comunque come qualcosa da controllare se non da sopprimere.

Ora la riflessione mi è scaturita dalla polemica sull’aborto, perché si tratta dell’ultima, non per la natura della polemica in sé. In passato me la son posta per la procreazione assistita, oppure per i comportamenti misogini presenti nelle nazioni con legislazione coranica.

Il maschile ha paura del femminile. Non capirò mai la ragione di questo ma per me, nata femmina, è evidente fin da quando ho avuto l’occasione di osservare e di riflettere. Controllate, sottomesse, usate, reagiamo con seduzione, attraverso azioni da serpente, spesso agiamo attraverso delle modalità che implicano lo sfruttamento di questa altalena maschile tra paura e desiderio, fra bisogno di abbandono e di controllo.

Sono molto attratta dal modo di vedere la vita che ha il Taoismo, nella sua ricerca di armonia fra Yin e Yang, fra notte e giorno, fra terra e cielo, fra femminile e maschile. Ciò che anelo più di ogni altra cosa è trovare nei rapporti fra maschile e femminile quest’armoniosa unione priva di prevaricazione reciproca.

Uomini e donne per lo più non si conoscono. Non conoscono gli uni la sessualità delle altre e viceversa, gli uni la sensibilità delle altre, la reciproca psicologia, le esigenze, i campi di interessi. La società vive in uno stato di mascolinizzazione perenne, portata a schiacciare e appiattire attraverso l’unico modo consentito di vedere e valutare la vita.

E la donna diventa maschio fra i maschi, più dura dl maschio stesso; oppure si abbandona in un’ipersessualità esibita e mai vissuta in pieno offrendosi al gusto voyeuristico dell’utente, cittadino, teledipendente, di genere o di mentalità maschile.

In questo sbilanciamento continuo, nella sua esasperazione polarizzata e polarizzante entrambi ci perdiamo una profonda ricchezza, data dall’armonizzazione di femminile e maschile, data dal rispettarsi gli uni gli altri senza tentare di possederci, di usarci reciprocamente, di comandarci e di imporci alcunchè.

L’aborto e l’origine della vita sono tematiche difficili, controverse, ma son tematiche che devono restare nelle mani del femminile, comunque vengano gestite. L’uomo ha da sempre un’immensa difficoltà ad accettare che la natura abbia designato noi in questo strano e difficile ruolo, dimenticandosi che tanti sono i vantaggi che ha donato al maschile in cambio della perdita di potere rispetto alla vita stessa. E l’uomo finisce per cercare di ottenere tutto: ottenere il potere sociale, la forza fisica, il dominio indiretto sulle scelte di vita, il dominio sulla sessualità non solo maschile ma anche femminile.

Perché tutto ciò? Perché non domandare, semplicemente, cosa voglia dire per noi la sessualità, la maternità o, quando le circostanze ce lo impongano, la rinuncia ad essa? Perché non tentare di conoscere ciò che siamo davvero, ciò che desideriamo, ciò che viviamo quotidianamente nel nostro essere, comunque, da sempre, viste come un uomo mancato?

Proverò a rispondere, via via, ad alcuni quesiti, cercando di immaginare cosa l’uomo non sa di noi, cosa potrebbe voler sapere, cosa desidero che l’uomo sappia.

 

 

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Ci sono 14 commenti

  • Comicomix ha detto:

    Ti seguirò con attenzione.
    Ho sempre pensato che l’uomo ha “paura” della donna perchè ne invidia la “potenza creatrice”.
    Altro che invidia del pene, essite l’invidia dell’utero.
    A parte questa semplicistaica considerazione, appunto, ti seguirò…e vedremo come va a finire.
    Un abbraccio!
    Mister X di Comicomix

  • Uyulala ha detto:

    @ Mister X: si accettano suggerimenti maschili, o domande, o riflessioni 🙂

  • Lisa72 ha detto:

    “E la donna diventa maschio fra i maschi, più dura di maschio stesso”
    .. ricordo con angoscia quando vivendo in piccolo paese per il lavoro di mio padre e cresciuta da una madre MOLTO, forse troppo, indipendente, mi scontrai a soli 5 anni con le mie compagne e i compagni alla materna perchè io NON sapevo fare l’uncinetto e i ferri ma usavo le costruzioni con mi fratello: fu la prima volta (di una serie infinita) in cui mi sentii dare del “maschiaccio” e mi si disse che “non è bene per una femmina quello che fai!!”.
    Mi trovai a scegliere che “tipo” di FEMMINA volevo diventare e scelsi di essere una PERSONA, di essere me stessa, senza dover essere femmina o maschio: è stata una scelta che mi ha fatto diventare dura, molto dura per tutto il tempo della scuola, una scelta per cui ho sofferto di solitudine e di ghettizzazione per non rientrare nello stereotipo della femmina e non essere accetta né dalle compagne nè dai compagni…
    spero che mia figlia non si trovi a fare una tale scelta: non saprei cosa consigliarle o, meglio, so che le direi di cercare di essere sempre se stessa pur soffrendo nel mio cuore per la consapevolezza che quello potrebbe farla soffrire…
    tornerò a leggerti: chissà che tu non mi aiuti a rendere tutti i miei figli delle persone per cui conti la persona in sé e non quello che essa dovrebbe essere.
    Lisa

  • loreanne ha detto:

    Provo a buttare giù qualche pensiero personale, legato alla mia vita e poco teorico…Ma non escludo che il risultato potrebbe essere un delirio confuso: io, Lorenzo, la vedo come un cammino a due, fatto di mille spaccati differenti, in cui, certo, la differenza esiste…
    Ma dalla differenza credo possa nascere l’integrazione e la complementarietà dei tratti caratteriali e genetici…
    E’ anche il venirsi incontro, con le reciproche parti (quelle mie femminili e quelle maschili della ragazza che amo….LEI, insomma!!!!!), affinchè la diversità unisca e non divida…
    Questo è ciò che cerco di realizzare, con la consapevolezza di essere un sempliciotto che talvolta patisce e si affascina della complessità femminile…
    Ciò scritto….puoi anche valutare se è il caso di farmi prendere in carico presso qualche Csm…!!!!!

  • violante ha detto:

    Siamo così.
    polaroid perfetta.

  • swampthing ha detto:

    >E la donna diventa maschio fra i maschi, più dura dl maschio stesso;

    io approfondirei questa parte.
    se da un lato gli uomini seguono lo stereotipo del maschio perché conveniente tirando le somme, perché le donne invece di ribaltare lo stato delle cose e della percezione maschile/femminile nel mondo, preferiscono invece assumere atteggiamenti prettamente maschili?

    Le donne hanno così due “nemici”: gli uomini e se stesse.

  • Oscar Ferrari ha detto:

    Parole sante le tue. Io non vedo l´ora di vedere il potere in mano alle donne. Magari riesco anche a fare il capo dell´opposizione (vedi come gli uomini ragionano sempre in termini di capi e subalterni?)

  • Uyulala ha detto:

    Il potere mi sa che fa gola a tutti, non so se considerarlo un aspetto del sistema di taglio squisitamente patriarcale o, semplicemente, è una caratteristica più genericamente umana… Bisognerebbe studiare le società matriarcali…

  • […] commento di Lisa mi consente di parlare di un aspetto che il più delle volte è poco conosciuto: Cosa siamo? Cosa […]

  • DarioServenti ha detto:

    Da cosa deriva la mia paura?

    non mi fido di qualcosa che sanguina per quattro giorni e non muore.

    (sto tornando)

  • Uyulala ha detto:

    @ Dario: AIUTO! questa non l’avevo ancora sentita!

  • DarioServenti ha detto:

    IH IH IH IH IH

    Ammettilo, è stupenda.

  • Uyulala ha detto:

    :-S devo ammetterlo, mio malgrado…

  • […] torno per un attimo al post n° 1 e al mio vecchio commento da cui è nato: “Donne infibulate, con i piedi fasciati, col collo […]

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