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Donne – 3 – sull’Armonia, Sessualità e Mistica

La lettura di un articolo che parlava dell’uso dell’aborto selettivo in India per eliminare le nascite femminili mi ha riportato alla ribalta l’argomento dell’essere donne.

Facciamo insieme alcune riflessioni relative alla sessualità e alla genitorialità.

Nell’uomo per ragioni intuibili la sessualità e la paternità sono decisamente sganciati. Dotati di una sessualità esplicita e immediata, non sono (di solito) spontaneamente portati a pensare che scopare è un atto che la natura ha reso possibile agli esseri animati a scopi riproduttivi, e che l’ha dotato di una ricchezza e varietà di sensazioni fisiche piacevoli per renderlo accattivante. Questo legame è invece invariabilmente presente in noi: un errore fatto al momento sbagliato potrebbe crearci non pochi problemi. L’articolo in questione mi ha ricordato una cosa: noi siamo cresciute in un’epoca in cui abbiamo accesso ai sistemi anticoncezionali e nonostante questo viviamo comunque in una situazione di angoscia. Analizzando le storie di donne più anziane mi trovo a scoprire che:

  1. non potevano scegliere se avere un rapporto sessuale o meno (ho scoperto che per molte signore anziane parlando di un “bravo marito” intendono un marito che non le forzasse e le trattasse da esseri umani)
  2. se erano molto fertili rischiavano di avere un figlio ogni anno
  3. i rapporti prematrimoniali erano rischiosissimi
  4. di parto si poteva morire e si moriva con facilità
  5. il sesso portava invariabilmente molte malattie

Con questo bagaglio le donne non avevano l’opportunità, in linea di massima, di godersi decentemente un rapporto sessuale.

Mi son spesso chiesta infatti se la tendenza tutta femminile a mettere dei freni alla sessualità non sia un fatto legato a questo retaggio in fondo ancora recente. Infatti ho constatto che spesso le donne che si abbandonano in modo più spontaneo al sesso, in modo più simile quello maschile, sono quelle non più giovanissime, che hanno potuto nel tempo distaccarsi a sufficienza di quelle paure.

Allora torno per un attimo al post n° 1 e al mio vecchio commento da cui è nato:

“Donne infibulate, con i piedi fasciati, col collo allungato, con le cinture di castità, donne che mostrano il lenzuolo macchiato dopo la prima notte di nozze.”

Donne che vivono sulla propria pelle la paura che l’uomo ha del femminile, paura nata dal dubbio sempre in agguato che “mater semper certa, pater numquam” e che di conseguenza un “errore” o una caduta nel peccato poteva far sì che l’agognato perpetuarsi di una parte di sé attraverso i figli venisse ingannevolmente a svanire. Paura che genera violenze di ogni tipo, dalle più sottili del ricatto affettivo a quelle più drammatiche dello stupro, passando per le mutilazioni già citate che dovrebbero garantire che la donna, materialmente, abbia degli impedimenti fisici e controllabili ad esprimere la propria sessualità e/o impedimenti che le impediscono di fuggire.

“Sante anoressiche, carnose puttane, stronze-che-non-te-la-danno, troie che la danno a tutti”

Nel vissuto maschile come noi femmine lo percepiamo a volte ci sfugge la tendenza cerebrale dell’uomo al manicheismo. Santa o puttana, a prescindere dalla preferenza maschile per l’una o l’altra, sfugge spesso un concetto per noi banale quanto ovvio: né l’una né l’altra ma solo donna. Perché nell’armonizzazione del femminile, all’interno di questo corpo-spirito unito in un tutto, la santa è puttana e la puttana è una santa. Nulla a che vedere con le fratture schizofreniche di corpo-materia-diavolo contrapposto a mente-spirito-angelo. Nel fratturare noi stesse in questa pesante e dolorosa, innaturale dicotomia ci rendiamo l’una o l’altra cosa perdendo comunque molto più che il singolo elemento (corpo o spirito) ma perdendo completamente il senso stesso dell’essere femminile, che è un essere di sensualità spirituale e di misticismo carnale ove il sesso può, se libero di esprimersi in armonia, essere entrambe le cose come in un’unità tantrica illuminata.

La sessualità. Se ne parla, la si solletica attraverso la TV e la pubblicità, la si usa, la si sbatte in faccia senza mai fartela davvero gustare, vivere, assaporare con la lentezza solenne del tempo dell’intimità. La sessualità che promette ma non mantiene, usata puttanescamente per ottenere e per vendere ogni genere di merci, cosa ha a che fare col mondo del femminile, se non per quell’unico aspetto legato a varie forme del mestiere più antico del mondo?

La sessualità femminile è intrinsecamente materna, strapparle questa caratteristica significa snaturarla. Attenzione però, non vorrei che con queste affermazioni venissi fraintesa. Non v’è alcun moralismo sul “come” viene vissuta la sessualità. Anche nel campo della prostituzione più esplicita quest’aspetto può, volendo, essere mantenuto. Così anche all’interno del più casto dei matrimoni può svanire dietro un gioco sottile di ricatti do-ut-des. Nell’aspetto intrinsecamente materno più che altro ci vedo la possibilità di armonizzare aspetti istintuali e affettivi. Possibilità che non è, all’atto pratico, tradotta universalmente nella realtà quotidiana ma che, quando succede, arricchisce ogni tipo di rapporto: dal più stabile al più effimero. Questo per quanto riguarda l’aspetto “femminile” della sessualità (ovviamente aspetto contributi della controparte, son curiosissima).

“Madri apprensive, madri ansiogene, madri schizofrenogene, è-tutta-colpa-della-madre”

E nel nostro fratturarci in un mondo maschile il nostro ruolo di madri VERE, di donne con figli con tanto di nome e cognome, diventiamo da un lato oggetto di responsabilità al di là e al di sopra delle nostre reali possibilità umane, dall’altro portatrici di mali reali, più sottili e ben più difficili da classificare. E i figli divengono allora appendici volute o imposte ai quali trasmettere le distorsioni infinite ereditate di generazione in generazione in distinte linee di discendenza, paterna e materna, che si coagulano, si scontrano, si ignorano e battagliano attraverso il nostro incarnarsi nella vita quotidiana.

“Donne mestruate, donne isteriche, donne incinte con le voglie, madri infanticidi” e aggiungo anche: donne in menopausa.

Laddove chi abbiamo davanti è un universo maschile fatto di sedicente logica, mai nessuno che capisca qualcosa di un’ovvietà imbarazzante: i nostri inevitabili umori, dipendenti da fluttuazioni ormonali di cui siamo involontariamente oggetto e teatro, possono renderci contorte ma mai totalmente prive di senno.

Il sesso, la sessualità in senso più vasto è nel femminile armonia di spirito e corpo, desiderio di piacere e di dono, di ricevere e di scambio. E’ il nostro essere uno e la ricerca dell’uno che ci viene, spesso, frantumato nei molti maschile, politeismo di fatto, dispersione, disarmonia.

 

Lasciateci viaggiare, a volte accanto a voi a volte distanti ma svincolate dalla vostra schizofrenica smania di fratture, lasciateci libere e lontane dal mondo patinato delle veline ma lontane anche dalle visioni mistiche di una DONNA PERFETTA, perfetta nell’essere madre, perfetta nell’essere Dea ma archetipica e non collocata nel reale contatto della quotidianità della vostra donna, colei che vi sta accanto.

 

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