…Che pubblicare un libro fosse tutto fiorellini…

Alessandro per me è un mito. Così come Il Proeta (non ricordo se ho conosciuto Eìo grazie al Proeta o viceversa, ma è uguale). Sono entrambi dei blogger il cui senso dell’umorismo e i cui rispettivi stili mi hanno dato tanto. Il Proeta mi perdonerà se oggi mi dedico a Eìo, prometto di occuparmi di lu, prima o poi.

Leggere i post di Alessandro mi diverte, per certi versi mi arricchisce. Ha uno stile insolito, “parlato”, che se lo leggi ti sembra che stai scambiando quattro chiacchiere con lui davanti ad una birra in un pub, e ti rilassi per il tempo che ti serve a finire il/i post. Il suo stile mi sbuca di tanto in tanto a sorpresa quando voglio anch’io “chiacchierare” con chi mi legge, senza che in questo ci sia la benché minima volontà di plagio. Semplicemente capita che il mezzo che usiamo, il blog, faccia anche questo: leggere e leggersi significa arricchirsi anche senza volere, significa studiare giocando, raffinarsi distrattamente, imparare divertendosi.

Il gioco dei Fincipit ha origine da un post dal titolo “Ogni Inizio è una Fine”, nato così, per il semplice gusto di cazzeggiare un po’ e sicuramente senza alcuna pretesa. In quel post ad un certo punto Stark scrisse un commento, grazie al quale il gioco venne “battezzato” col nome che lo caratterizza tutt’ora. Il gioco continuò (e continua, in effetti) nel post “Fincipit”, in altri post. Copiato in rete, si diffuse a macchia d’olio per alcuni mesi.

Leggo Alessandro da almeno un anno prima di questo gioco e mi piaceva allora (quando era meno famoso) così come continua a piacermi ora. Il suo stile è quello, è rimasto inalterato. Non se la tira (almeno, non in rete, poi nella vita di tutti i giorni non saprei dire). Continuo a divertirmi nel leggerlo.

Ovviamente, come capita in rete, arriva la signorina Invidia. Puntuale come una cambiale in protesto, inevitabile come il Canone Rai, la Morte e le Tasse, si appalesa sotto varie forme di trollaggio, sotto mentite spoglie di nick fra i più vari (maschili e femminili, in questo campo la par condicio è assolutamente rispettata), oppure più banalmente attraverso un nebuloso Anonimo, maschio di default ma ermafrodita nell’anima.

Ovviamente la signorina Invidia nega a tutti di usare il suo nome vero, ricusando sdegnosamente titoli e onori per ritirarsi in un offeso e risentito battibecco di cui l’ultimo intervento annunciato di solito è sempre il penultimo. Pazienza. Io son felice del successo di Alessandro. Son felice che esista ancora qualcuno che abbia voglia di giocare, di ridere, di cazzeggiare senza pretese, di regalare ad una cariatide come me dei momenti di limpido e assolutamente pulito divertimento liberandomi dalla schiavitù dei culi delle veline, dei gossip infilati nei tiggì, delle offese dei salotti televisivi. Son felice del fatto che in rete si trovino geni in tal senso (e ne potrei citare un elenco interminabile, e se guardate il mio blogroll ne troverete tantissimi).

Me ne fotto del fatto che Eìo non abbia scritto letteratura ma semplicemente riportato un piacevolissimo gioco fatto in rete. Posso leggere di tutto senza sentirmi sminuita, posso parlare di qualunque cosa sapendo di non essere né intellettuale né deficiente. E così spero di voi.

Se così non fosse, se chi legge appartiene alla setta satanica della signorina Invidia, sappia che io non sono come Eìo: io non cancello i commenti sgraditi. Non li pubblico e basta.

Un bacione, Eìo. E un abbraccio anche a Stefano (che proprio 5 secondi fa ho scoperto essere Stark…)

 

 

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