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Terza parte: La “buona fede”, le motivazioni vere e quelle di facciata. Quando si arriva ad un bivio

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Ciò che ho esposto in precedenza e tanti fatti della vita mi hanno portato con gli anni a riconsiderare il valore della “buona fede” e dei comportamenti inconsapevoli. Non mi riferisco a quegli eventi realmente e genuinamente casuali che possono rientrare nella definizione di “sfiga”, mi riferisco a quegli atti commessi “in buona fede” che però son destinati a portare dei danni e conseguenze negative a lungo termine. Come già accennato, Jung nella sua autobiografia scrisse che il ricordo di quei fatti avvenuti tra i suoi 12 e 13 anni, lo aiutarono molto nel comprendere alcune forme di reazioni psicotiche.

In un altro post, Sul nulla e il “quasi” nulla dell’essere blogger, riporto delle affermazioni che presupponevano delle spiegazioni che non ho mai dato, e infatti son stata (ovviamente e giustamente) fraintesa. In QUESTO commento e in QUEST’ALTRO mi vengono espresse delle perplessità alle quali non ho mai risposto. Parlavo delle MOTIVAZIONI come fattore di scarsa importanza nel karma. Vorrei spendere qualche riga al riguardo.

[EDIT del 17.10.2009: i link ai commenti non funzionano perché ho spostato tutti gli articoli dal blog “a piedi nudi” a questo. Purtroppo non sono in grado di ricordarmi qualsiano fra i commenti postati quelli a cui mi riferisco]

Le motivazioni sono (o sarebbero) la spinta per le nostre azioni, per i nostri progetti, le relazioni interpersonali. Ma le motivazioni esplicite e manifeste non sono quasi mai quelle vere. Mi riporto al basculare fra consapevolezza e inconscio. In questo senso sono piuttosto “cattiva” ed esprimo qui un’opinione che probabilmente non verrà facilmente condivisa. Sono del parere che fra le motivazioni più profonde delle nostre azioni ce ne siano di poco edificanti, legate a sentimenti di gelosia e invidia, a desideri di tipo distruttivo, a desideri sessuali non accettati, ad aspirazioni di potere.

Nel tempo mi son fatta la convinzione che la “buona fede” nelle azioni distruttive o potenzialmente tali sia solo la conclusione di un cammino che ha il suo inizio in un atto di consapevolezza molto preciso, e che viene semplicemente “razionalizzato, rimosso e negato”. Ho cominciato a dubitare anche che nelle persone sostanzialmente sane, non affette da particolari disturbi, i processi difensivi dell’IO siano davvero completamente inconsci.

Tali dubbi son nati da una duplice osservazione: di me stessa e degli eventi della mia vita da un lato, dei processi di pensiero, psicologici e il modo di condurre la vita di altre persone (amici e parenti, conoscenti, colleghi o collaboratori di lavoro, pazienti stessi). Dalle osservazioni fatte nel corso degli anni ho verificato che si percorrono grosso modo sempre gli stessi passi.

Il Bivio

(Foto prelevata dal sito Altopiano di Pinè – Trentino Se in qualche modo si ritengono violati i diritti di copyright, non avete che da scrivermelo e provvederò a rimuovere la foto)

1) La nascita di un desiderio, una passione, un’ambizione che abbiano degli aspetti ritenuti “riprovevoli” o “politicamente scorretti”.

2) Il BIVIO: c’è un momento, quando si avvertono questi sentimenti, emozioni, pensieri, in cui ci si trova a scegliere e in cui SI PUÒ scegliere:

A. ammetto di non essere né buono né perfetto, accetto di abbattere il mio senso di onnipotenza e l’ideale che ho di me stesso. Prendo quindi atto di essere un essere umano limitato, pieno di difetti e con degli aspetti di me che possono anche essere esecrabili. Ciò che ne faccio di questa mia consapevolezza nuova non sarà oggetto della mia attenzione in questa sede.

B. Rifiuto di ammettere quanto sopra e preferisco tenermi con le unghie e con i denti l’immagine idealizzata che ho di me stesso e che voglio a tutti i costi imporre agli altri. Questa scelta, quando viene fatta per la/le prima/e volta/e genera un periodo di confusione che può essere più o meno lungo. Una volta che si intraprende questo tipo di strada le successive saranno più facili e con periodi di confusione decisamente più brevi (se ve ne saranno ancora).

3) Finora i processi interessati sono sufficientemente consapevoli da permettere comunque una decisione. Da questo momento in poi, se abbiamo imboccato la strada B, la nostra consapevolezza verrà inghiottita con estrema rapidità nel mare dell’inconscio. Cominciano quindi ad operare i MECCANISMI DI DIFESA.

Razionalizzazione, Rimozione e Negazione agiscono in parallelo. E’ infatti difficile stabilire quale inizia per primo, sebbene classicamente si ritiene che il primo ad essere messo in atto sia la Rimozione.

La vera natura dei nostri desideri – passioni – ambizioni – sentimenti viene RIMOSSA, schiaffata nell’inconscio; gli stessi sentimenti, emozioni, pulsioni e desideri vengono NEGATI, per noi non esistono. “Non mi appartengono”: quante volte abbiamo sentito (o magari abbiamo detto) questa frase? Quante volte sentiamo frasi tipo: “L’invidia è un sentimento che non mi appartiene”? Credetemi: sia che questa frase l’abbiate sentita, sia che l’abbiate detta o pensata, essa è falsa.

“Homo sum: humani nihil a me alienum puto” come diceva Publio Terenzio Afro in una frase che più o meno tutti abbiamo commentato in un tema nel nostro percorso scolastico. “Nulla di ciò che è umano mi è estraneo”.

Però svuotare non è sufficiente. Non basta allontanare tali contenuti, negarli. E’ necessario sostituire il vuoto lasciato con qualcos’altro. Dobbiamo CREARE delle motivazioni che siano accettabili e accettate, che possano consentire me di mantenere l’ideale che ho di me stesso, che possono permettermi di presentarmi con una facciata sociale “buona”. Tali motivazioni devono essere “fatte bene”, condivisibili, logiche, “spendibili” socialmente, convincenti per se stessi e per gli altri. RAZIONALI. Appunto. La razionalizzazione crea spiegazioni, riempie i buchi lasciati da rimozione e negazione, costruisce. E’ la parte creativa di questo processo, che arriva a generare una bella INVENZIONE in sostituzione delle motivazioni reali, per coprire quanto è stato ricacciato nell’inconscio e per tenerlo nascosto, lontano.

L’inganno però a volte non riesce del tutto. I contenuti rimossi, negati e sostituiti con le razionalizzazioni ogni tanto si affacciano e reclamano di essere presi in considerazione. A quel punto cosa ci può essere di meglio che trovare un bel capro espiatorio per sbatacchiargli addosso tutto questo? Per – più precisamente – PROIETTARE i nostri contenuti esecrabili?

Troviamo un povero Cristo (un collega, un amico, il vicino di casa, il fruttivendolo all’angolo, un cliente), di solito una persona che possa avere un “attacco” alle nostre proiezioni – sennò non sono credibili – e gli attribuiamo tutte le nostre porcherie. E cerchiamo anche di convincere gli altri della veridicità di queste proiezioni. NOI siamo buoni, LUI (o LEI) è cattivo, invidioso, geloso, avaro, interessato. Anche in questo caso le razionalizzazioni ci aiuteranno a trovare innumerevoli ragioni assolutamente logiche per pensare e dire tutto quello che ci conviene.

Al di là che le proiezioni siano attive o meno, e in che misura si attivino, comunque il processo che ho descritto ha delle conseguenze piuttosto precise.

Le nostre MOTIVAZIONI reali, le più profonde e inconfessate, quando navigano come sottomarini all’interno dell’inconscio hanno un potere enorme.

Ci manovrano come burattinai e ci costringono a complicare e ingarbugliare sempre di più le nostre motivazioni di facciata.

Entrerò in merito sul “come” in una prossima puntata.

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Ci sono 14 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    ora come faccio a sapere chi è il colpevole??? quando esce la prossima puntata???
    Questo per dire che è intrigante il modo come esponi e molto interessante il contenuto!
    Praticamente il mio passatempo sul web si sta rivelando una inaspettata fonte di conoscienza 😉
    Un abbraccio, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    😀
    A me “La signora in giallo” fa un baffo

  • Lisa72 ha detto:

    mi permetto di riportare quello che ti ho commentato su OkNotizie:
    “Ossia vedere prima la trave nel nostro occhio e poi trovare e capire la pagliuzza in quello degli altri!
    Penso però, da profana, che sia realistico come hai esposto il concetto di “scaricare” sugli altri ciò che non possiamo accettare di noi o, se mi consenti, anche il negare in noi ciò che non possiamo accettare negli altri.
    Allo stesso modo è veriterio il discorso sul bivio: riconoscersi non buoni e non perfetti ti permette di fare responsabilmente e senza alibi scelte brutte e cattive mentre il voler essere sempre quello buono ti porta a rendere prima di tutto cattivi gli altri e poi, secondo me, all’ipocrisia fatta persona.
    Tutto questo lo dico dopo 35 anni di vita nella mia famiglia e 10 in quella di mio marito… e io ho consapevolmente scelto di riconoscere che sono stronza e che, come tale, quando lo ritengo necessario dico NOOOOOO!!!!
    Lisa”

  • Stefano ha detto:

    Allora non avevo torto nel pensare che negli altri notiamo subito i NOSTRI difetti 🙂
    e aggiungo (vado OT, lo so…) che i politici spessissimo rinfacciano ai politici della fazione opposta esattamente quei comportamenti (stigmatizzabili in negativo) che loro per primi hanno praticato.

    Vabbè…

    Stefano (A come ignoranza)

  • Sergio Corriero ha detto:

    Secondo me sei un ottima scrittrice di gialli. Hai mantenuto l’attenzione sulla possibilità B, mentre la strada A (che pare l’unica strada di salvezza) è stata…rimossa…. 😉

    Accetto di sviscerare a fondo tutte le schifezze più immonde e infami del mio essere umanamente imperfetto….

    …..ma mi lasci una via di salvezza? mi fai vedere la luce? uscirò prima o poi dal tunnel???

    ..pant..pant…mi sento un po’ ansioso…. gasp….mi manca l’aria…PANICO!!!!!!!!!

  • Uyulala ha detto:

    @ Lisa:
    essere consapevoli di ciò che ci muove ci porta ad avere una REALE libertà di scelta (almeno, nei limiti che ci sono concessi dai vincoli esterni). Se io so di essere stronza posso scegliere di manifestarmi tale per difendere me stessa (o anche i miei interessi più terra-terra) o scegliere invece di comportarmi diversamente perché posso preferire ad esempio fare un piacere ad una persona cara.

    @ Stefano:
    I politici dubito che agiscano seguendo “moti inconsci”. A mio parere son perfettamente consapevoli di buttarsi merda a vicenda…

    @ Sergio:
    se continuate a stimolarmi anziché una serie di post finirò per scrivere un trattato… 🙂

  • NonLineare ha detto:

    Le motivazioni espresse non sono importanti perche’ il piu’ delle volte non sono vere; di piu’, non potendo conoscere quelle reali, le motivazioni sono ininfluenti. Mi pare sia questo in sostanza il tuo punto di vista. Sarei quasi tentato di darti ragione, ma c’e’ qualcosa che non mi convince del tutto nel tuo ragionamento (a parte che non amo Freud ne Jung, e forse questa e’ la vera ragione per cui non ti do ragione :-).

    Dici che arrivati al bivio i processi interessati sono _sufficientemente_ consapevoli da permettersi comunque una decisione. Perche’: sufficientemente? O lo sono o non lo sono (consapevoli). Il fatto che ci sia un margine di sufficienza alla consapevolezza, mi lascia pensare che ci possa anche essere un margine di errore alla consapevolezza della consapevolezza (non e’ un errore del copia-incolla). E questo potrebbe bastare a ridare, seppure in alcuni casi, dignita’ alla buona fede.

    Da un’altro punto di vista; siamo d’accordo che se ricevo una pallottola poco mi cambia sapere che il colpo e’ scappato. Mi cambia anche meno sapere che era intenzionale, l’ho ricevito, punto. Pero’ l’idea che posso farmi sulle motivazioni potrebbe modificare di un poco il mio stato d’animo da ferito (ferito fisico), quel tanto che basta da modificare la durata della convalescenza (se sopravvivo, ovvio).
    Non sono interessato alle _reali_ motivazioni di un gesto (in realta’ lo sarei), mi accontento di cio’ che percepiso, conscio dei limiti. Tanto cosa cambia?

    4 post interessanti, specie l’ultimo.

  • Uyulala ha detto:

    @ NonLineare:
    Ho prelevato alcune cose che ho ritenute valide del pensiero di Freud (che non amo neppure io). Per quanto riguarda Jung, mi riferisco ad un evento di vita suo semplicemente perché mi secca parlare di eventi miei che hanno avuto una valenza simile. Non sono una psicanalista. Di Junghiano ho fatto un percorso terapeutico personale durato 5 anni e conosco per così dire “l’altro versante” della psicologia analitica.
    Tutto quello che scrivo ha comunque una radice forte in osservazioni personali, in esperienze dirette o riferite da altri. Ci sono delle cose che mi tornano degli aspetti teorici di questo o quell’autore. I meccanismi di difesa per esempio sono una di queste, sebbene non concordi completamente su tutto neppure rispetto a questo (i freudiani mi spelleranno viva, ma io non seguo nessuna religione).
    Sulla questione della “sufficiente” consapevolezza non sono d’accordo con te. Le cose non funzionano mai come l’interruttore della lampadina, anche perché certi processi mentali diventano velocissimi in alcune circostanze. Sono coscienti ma sfuggenti. Ciò non toglie che, se percepisci qualcosa di strano, hai sempre l’opportunità di fermarti un secondo a riflettere, rallentare il processo mentale e SCEGLIERE quel famoso bivio.

    Poi, chiaramente, considera i miei post come una semplice passeggiata nell’Agorà, ove discutere e scambiarsi le idee senza arrivare sul serio a fare un trattato (anche volendo non ne sarei capace, per queste cose sono decisamente negata). Nulla di quanto dico è ovviamente definitivo, è solo il mio modo di vedere certe cose.

    P.S.: comunque mi fa piacere che i post abbiano riscosso un certo interesse. Francamente non è che me lo aspettassi molto…

  • […] aspetta altro che un mezzo efficace per operare le razionalizzazioni (ne ho parlato soprattutto in QUESTO POST, ma un po’ anche in tutti gli altri della serie) e per far prevalere la forma più infida e […]

  • Andrea ha detto:

    Il bivio… mmmm certo che non avrei mai pensato che una foto che ho scattato di una passeggiata potesse venir usata per un “trattato di psicologia”… in effetti è proprio un bel bivio 😉

    Usala pure, non c’è problema… solo una curiosità, l’hai mai percorsa quella strada? ^_^

    Un sorriso da
    Andrea

  • Uyulala ha detto:

    @ Andrea:
    (scusa se ti rispondo solo ora): intanto GRAZIE (la tua foto mi è piaciuta molto) e poi, purtroppo non ho percorso quel sentiero. Non vado in Trentino da troppo tempo. Bisogna che mi rifaccia 😉

  • dioamore ha detto:

    Interessante quanto scrivi. Qui non sono riuscito a seguirti molto, perché i link che segnali su “Sul nulla e il “quasi” nulla dell’essere blogger”, “questo” e “quest’altro” portano ad una pagina che non esiste su apiedinudi.wordpress.com, con errore 404.

    Per il resto ad un bivio si hanno solo due possibilità di scelta: sì o no; vero o falso; on o off; sono due stati che rispecchiano il funzionamento di un computer basato su logica binaria e in base ai quali si riescono a risolvere un sacco di problemi, prendendo anche decisioni più complesse, partendo da due semplici alternative.

    Per quanto riguarda rimozione e negazione, è vero quello che dici. L’importante, secondo me, è esserne consapevoli e riuscire a capire perché si negano e si rimuovono tante cose del nostro essere e degli altri.

    La razionalità cerca di dare un senso alla rimozione e alla negazione, ma spesso ne rivela anche la loro assurdità.

    La proiezione mi capita spesso di subirla come capro espiatorio in famiglia e sul lavoro, ad esempio, quando alcuni soggetti non vogliono assumersi le proprie responsabilità e allora proiettano sugli altri le loro frustrazioni e i loro fallimenti. Cosa che non succede con i successi che non vengono quasi mai proiettati, ma quasi sempre riflessi su se stessi.

  • Uyulala ha detto:

    Si, è vero, i link riportano a pagine che non ci sono più. Questo blog esiste solo da poco più di un anno ma gli articoli precedenti sono stati pubblicati in blog che avevo aperto precedentemente. Con calma devo recuperare tutto e sostituire i link. Credevo di averlo già fatto ma evidentemente mi sono sfuggite molte cose

  • Uyulala ha detto:

    ho corretto il primo link fra quelli che mi hai segnalato. Per gli altri non so… non ricordo quali fossero i commenti a cui mi riferivo e comunque questo template non mi permette il permalink dei commenti…

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