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Aborto, sesso e il potere di chi impone la continenza

E’ da tempo ormai che la discussione sulla legge 194 sta avendo una ripresa e un’accelerata insospettabile fino a qualche anno fa. Questo mi ha indotta a riprendere delle riflessioni che anni fa sembravano inutili, buttate alle spalle del tempo e accantonate tra i fatti acquisiti. Mi aiutano in queste riflessioni due post, quasi antitetici direi, che ho avuto modo di leggere ieri. Il primo che ho letto è di Lameduck, qui nel suo blog; il secondo di Anima Sola, pubblicato su MenteCritica.

Sul blog di Lameduck ho già commentato qualcosa, mi riservavo di farlo su MenteCritica ma per quel post mi son trovata nella necessità di aprire un discorso più lungo e complesso. Ho già espresso in questo post il mio punto di vista, sicuramente singolare e apparentemente contraddittorio, ma nel post di alcuni mesi fa volevo soprattutto sottolineare quello che sottende il fatto di mettere troppe regole soprattutto rispetto alla regolamentazione della sessualità, visto che la sessualità ha delle caratteristiche tali da essere difficilmente imbrigliabile.

Il punto fondamentale, stranamente, non è quello dell’aborto e delle leggi che lo regolamentino (più o meno efficacemente), ma è un altro:

A CHE SERVE, A CHI SERVE che venga controllata in modo così raffinato e sadico la sessualità, soprattutto femminile?

Il sesso è una spinta potente. Reprimerlo richiede molte energie fisiche e mentali. Richiede un’azione di autocontrollo molto difficile, innaturale. Richiede la creazione di spiegazioni di tipo etico, filosofico, religioso, spirituale piuttosto elaborate e complesse, richiede energia per mantenere coerenza in queste spiegazioni. Energia che deve per forza essere sottratta ad altro.

Il controllo della sessualità non a caso viene preteso a strati sociali di popolazione medio-bassa. Non si richiede ai politici, non si richiede agli imprenditori, non si richiede neppure ai prelati. Ossia, ai poveri preti lo si richiede, lo si pretende al punto che basta il semplice sospetto di una relazione con una parrocchiana che il sacerdote colpevole viene rimosso e spostato. Questo perché? A mio parere è molto semplice: perché chi appartiene ad una “casta privilegiata” (dato che ultimamente questa parola va molto di moda) ha necessità di mantenere al contrario tutte le proprie energie a disposizione per il proprio ruolo di potere. Non trovo un’altra ragione dell’usare due pesi e due misure, da parte degli uomini di chiesa, nel trattare con persone comuni (impiegati, fruttivendoli, artigiani o casalinghe) e con altre categorie di lavoratori. Dipende dal fatto che potere e denaro permettono di acquistare indulgenze su tutto? Si, anche, ma non solo.

Il sesso è energia, è pulsione, è forza. Reprimerlo richiede sforzi notevoli. Chi è troppo occupato a vivere nel circuito di peccato-rimorso-pentimento-perdono può non accorgersi di tante cose del mondo circostante che richiederebbero molta più attenzione, richiederebbero una vigilanza più acuta di quanto noi, consumatori di surrogati sessuali attraverso la TV, non siamo capaci di fornire. Ogni altro tipo di “peccato” diventa secondario, erroneamente secondario, rispetto a quelli sessuali.

Le corruzioni, le evasioni fiscali, i meccanismi che portano al mobbing sul lavoro, i nepotismi, le tangenti… tutto viene sfumato e ridotto a semplice sfondo davanti al bisogno continuo di giustificare a se stessi e al mondo intero una scelta innaturale quale quella di un controllo distorto della sessualità. Parlo di “controllo distorto” non a caso. Non è una cattiva abitudine imparare a controllare la sessualità, ma questo controllo si può fare solo attraverso una buona conoscenza, acquisendo giorno dopo giorno la consapevolezza di sé e degli altri, acquisendo un armonico rispetto del proprio come dell’altrui corpo non attraverso una continenza ad oltranza ma attraverso una conoscenza della propria fisiologia, delle proprie reazioni, del proprio modo di funzionare.

E ritorno all’aborto. Perché, nonostante consideri l’ovulo fecondato già un nuovo essere umano ora come ora voterei per lasciare la 194 così com’è? Per due ragioni:

  1. perché è rimasta inapplicata (come leggo spesso su molti blog) nel suo aspetto fondamentale di PREVENZIONE delle maternità indesiderate attraverso informazione capillare ANCHE di una contraccezione responsabile.
  2. (udite udite) per il suo ruolo di DETERRENTE. DEVE esserci un forte deterrente per impedire alla società di cadere nel buco nero del controllo ad oltranza del femminile, della sessualità, per impedire che posizioni confessionali estremiste ci tolgano uno dei pochi piaceri della vita che sono davvero alla portata di tutti semplicemente perché in questo modo la gestione del potere risulti più semplice. E per me questo è un motivo la cui importanza eclissa tutte le ragioni di qualunque antiaborista, sia pure il più razionale e scientificamente preparato.

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