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Il senso dell’intolleranza

Un attimo di calma e un attimo di riflessione. Da quando è emerso il fatto della contestazione al papa alla Sapienza c’è stato un coro di voci indignate (soprattutto voci istituzionali e giornalistiche, devo dire) che hanno parlato di censura e di bavagli, con tutto il corollario di sinonimi e termini correlati.

Buttiglione rivendica su Porta a Porta il diritto della maggioranza a imporre il proprio pensiero e la propria filosofia a tutti, lo rivendica urlando e impedendo a Oddifreddi di pronunciare parola, intavolando una battaglia verbale a base di decibel.


Le squadracce compiono atti vandalici (fatto gravissimo) contro i locali e le attrezzature dell’aula di Fisica dell’Università e i media (fatto ancora più grave) non accennano neppure a quanto è avvenuto.


Tutto questo mi impone, CI impone delle riflessioni forti.

Prima fra tutti cerchiamo di recuperare il senso delle parole che usiamo, parole che nel tempo son diventate vuote e perciò facilmente soggette a strumentalizzazioni.


1. DEMOCRAZIA. Nella sua accezione originaria è quella forma di governo in cui il potere è retto dal popolo. Per le comunità numerose nel tempo è diventato necessario inserire un sistema filtrato: la forma di governo degli stati sedicenti democratici è la democrazia rappresentativa. Ma per essere una VERA democrazia all’interno della comunità ci deve essere la possibilità per tutti di avere uno spazio. Fatto salvo il controllo necessario delle azioni che mettono a rischio la salute, l’incolumità e la proprietà, tutto il resto deve essere totalmente libero da impostazioni ideologiche e religiose, altrimenti non c’è più una democrazia ma una OLIGARCHIA.


Facciamo un esempio nostrano e, ahimè, neppure troppo lontano: quello del FASCISMO. E’ un errore infatti considerare il fascismo una dittatura. Forse negli ultimi tempi lo è stata, ma all’inizio si trattava di una vera oligarchia. Mussolini salì al potere in quanto rappresentante di una maggioranza e questa maggioranza non si comportava in modo tanto diverso da quella che c’è attualmente, negando i diritti delle minoranze e facendo prevaricare quelli della maggioranza che ne diventa l’unica depositaria. Dando per scontato che di maggioranza si tratta, cosa di cui dubito assai.


2. TOLLERANZA e INTOLLERANZA. Gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali vengono visti con sospetto se non con odio. Si verificano numerosi episodi di intolleranza, di discriminazione e talvolta di violenza nei loro confronti e la TOLLERANZA in questo campo la si esercita verso i persecutori.

Chi ha una visione etica differente a quella della chiesa cattolica non ha spazio, non può esprimersi attraverso i comuni mezzi di comunicazione di massa perché il proprio pensiero non viene divulgato, e quando per salvare le apparenze in un dibattito è presente qualcuno che porti avanti idee alternative, esso viene sommerso di urla, viene interrotto, ridicolizzato ed è spesso costretto a reagire di pari tono, trasformando il dibattito in un casino insopportabile di urla da mercato del pesce. Non esiste la possibilità di ascoltare o di essere ascoltati. Totalmente impossibile. Ma nel momento in cui il dissenso riesce a farsi comunque strada, ecco che la voce che si libra, per forza di circostanze anomala e stonata, viene tacciata di INTOLLERANZA.


Il termine non mi piace, non mi è mai piaciuto. Esprime una superiorità di posizione, esprime un atteggiamento di sopportazione “perché non è possibile altrimenti”. La tolleranza porta automaticamente all’intolleranza nel momento in cui vengono a cadere le costrizioni che impongono gli esseri umani a “sopportare” idee o persone a loro sgradite. E’ quello che si verifica attualmente.


Facciamo quindi il punto:

  • Non desidero che i cattolici siano perseguitati o che a loro venga impedito di esprimere quanto pensano. Voglio però che tale diritto venga CONCRETAMENTE e non solo teoricamente concesso a tutti, in ugual misura, senza dover ogni volta sopportare la presenza di questo o quell’alto prelato allo scopo di “rettificare” quale sia la Verità

  • Non desidero impedire a nessuno di vivere in castità, sposarsi vergini, usare solo mezzi contraccettivi naturali, non desidero obbligare nessuno ad abortire (ci mancherebbe!), né a usare l’inseminazione artificiale o tecniche di procreazione assistita in caso di sterilità. Non desidero imporre a nessuno la promiscuità sessuale o l’omosessualità come stile di vita. Desidero solo che gli esseri umani possano liberamente e LEGALMENTE scegliere di vivere questi aspetti della sessualità secondo il PROPRIO modo di vedere e secondo la PROPRIA etica.

  • Non desidero impedire a nessuno di usufruire dei servizi della propria religione, di assistere ai propri riti, desidero però che questi riti e la religione che li pratica non siano accorpati ad analoghi riti civili.

  • Non desidero impedire a nessuno di parlare, ma desidero imporre IL RISPETTO. Desidero semplicemente che venga applicata la legge che riguarda la CALUNNIA e la DIFFAMAZIONE, mezzi abbondantemente usati per tappare la bocca di chi ha una visione della vita diversa dalla propria.

  • Non desidero impedire a nessuno di esprimere le proprie idee, ma desidero che tutti possano esprimere il proprio DISSENSO a tali opinioni, soprattutto quando esse rischino di imporsi su tutte le altre.

  • Non desidero puntare il dito esclusivamente contro le OLIGARCHIE di stampo fascista. So bene che non sono da meno quelle di matrice pseudo-comunista. E’ perfettamente inutile minimizzare le prime portando come esempio le seconde.


In parole povere:

  • Va bene che ciò che dice il papa sia divulgato, ma è importante che vengano espresse anche le voci del dissenso (e ce ne sono tante anche nel mondo cattolico: chi ha più sentito per esempio Adriana Zarri?).

  • Va bene divulgare ciò che dice il papa, ma è importante che venga divulgato il pensiero filosofico e religioso di altre forme di etica, di filosofia, altri ideali siano essi religiosi o no. Perchè non esiste solo la chiesa cattolica, e non si può accettare che essa ritenga se stessa unica depositaria della verità.

  • NON va bene che le leggi di uno stato che si picca di non essere confessionale ricalchino la dottrina di una religione. Io non trovo infatti tanta differenza tra l’Italia e un paese come l’Iran. Il fatto che in Iran le persecuzioni siano anche fisiche lo rende meno ipocrita, e in fondo sotto certi aspetti migliore del nostro perché permette di essere più esposto alle critiche della comunità internazionale.


Per concludere, riporto qui in calce il comunicato che hanno tentato di divulgare gli studenti che hanno subìto il gravissimo attacco squadrista, comunicato che di fatto è stato pubblicato solo da noi bloggers:

COMUNICATO STAMPA

DEVASTATA L’AULA AUTOGESTITA DAL COLLETTIVO DI FISICA

SIT-IN – ORE 16 SOTTO AL RETTORATO DELLA SAPIENZA – CONFERENZA STAMPA 19 GENNAIO

Ci avete dipinto come violenti e intolleranti. Il rettore ieri ci ha chiuso fuori dalla città universitaria come pericolosi bande medievali pronte alla devastazione e al saccheggio. Aspettavate di vederci cadere nella trappola e scontrarci con le forze dell’ordine. Non è accaduto, ma questo clima ha portato a degli atti punitivi che hanno colpito l’aula studenti di fisica, il gabbiotto autogestito di geologia e l’aula occupata di giurisprudenza.

Questa mattina entrando nell’aula occupata di Fisica, gli studenti hanno trovato foto e manifesti strappati dalle pareti e armadi, computer e libri imbrattati con bombolette; uno spettacolo in perfetto stile squadrista.


I luoghi simbolo dell’università che vorremmo, dove gli studenti si incontrano, studiano e dibattono liberamente. Sapevamo di aver fatto cosa grande e sgradita a molti, ce l’hanno fatta pagare e speriamo che i responsabili di questi atti non vadano oltre. Ma questo non deve cancellare i contenuti che in questi giorni abbiamo prodotto.

Il Re è nudo.

L’atteggiamento del Vaticano ha dimostrato, al di là delle parole, la natura eminentemente politica di questa istituzione. La quasi totalità dell’arco politico istituzionale, non riuscendo a far altro che a balbettare insulti a noi e servilistiche scuse al Papa, sottraendosi poi, esattamente come Ratzinger, alle contestazioni, ha dimostrato una volta di più la distanza che lo separa dalla società reale, che ormai non riesce più non solo a rappresentare, ma neanche ad interpretare. E ha anche dimostrato di essere ostaggio di una Chiesa sempre più prepotente e delle sue lobbie.


Le istituzioni universitarie, il rettore Guarini in testa, con la loro gestione ridicola e incompetente dell’intera situazione prima e con la militarizzazione tanto surreale quanto autoritaria della piazza nella giornata di giovedì hanno reso evidente la crisi di potere che attraversano e l’incapacità di governare un corpo studentesco che parla ormai una lingua che non capiscono.


I media, se ce ne fosse ancora bisogno, con la loro caccia al mostro e con la totale mistificazione della realtà che hanno operato, hanno dimostrato ancora una volta di essere mero strumento di propaganda del potere e di indottrinamento della società civile.

Quando abbiamo iniziato non pensavamo che sarebbe venuto a galla tutto questo. E nemmeno pensavamo che il rettore sarebbe arrivato a tanto, dimostrando di aver perso totalmente il controllo di sé stesso, prima che dell’Università.


Vietare l’accesso alla città universitaria agli studenti che volevano manifestare, chiedendo il dispiegamento di un numero enorme di forze dell’ordine in assetto antisommossa a bloccare gli ingressi, impedendo la normale circolazione di chiunque in uno spazio pubblico e lasciando che, invece, i fascistelli di Alleanza Universitaria scorrazzassero liberamente per le strade della nostra università è degno solo di una dittatura. Guarini si deve dimettere.

Ma quello che è successo non può essere cancellato. Non importa quanto o quanti abbiano capito, noi c’eravamo. Non si potrà più tornare indietro. Abbiamo dimostrato che gli studenti possono decidere dell’università. Abbiamo dimostrato che il Papa può essere contestato come qualsiasi uomo su questa terra senza che nessun fulmine colpisca chicchessia. Abbiamo dimostrato che il dibattito in questo Paese sulle questioni della scienza, delle ingerenze culturali e politiche del Vaticano sulla ricerca e sul pensiero scientifico è indegnamente arretrato e censurato. Abbiamo dimostrato che chi dissente e lo fa con la forza delle proprie idee viene additato da tutti come Il Mostro. E se a molti ha dato fastidio, vuol dire solo che abbiamo colpito nel segno.

COLLETTIVO RESISTENZA-FISICA

COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI SAPIENZA

Ed io aggiungo: VERGOGNA! Indignamoci una volta per tutte!

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