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Nuvola di parole

Visita ostetrica

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Credo che fosse il 25 o il 26 Maggio del 1994. Più o meno in quel periodo avrei dovuto partorire la mia streghetta, che invece, da brava ritardataria quale si sarebbe poi dimostrata, decise di nascere la notte tra il 31 Maggio e il 1° Giugno, finendo per avere quest’ultima come data del compleanno.

Mia madre, come al solito, mi volle accompagnare alla visita dalla ginecologa, nella clinica dove mia figlia sarebbe nata di lì a poco. C’era poca gente in sala d’attesa: una coppia la cui moglie era incinta di circa 5 mesi e una donna sola. La donna avrà avuto più o meno 35 anni, magrissima, il volto scavato, molto vivace. Parlava a ruota libera. Non parlava con qualcuno in particolare, si rivolgeva ogni tanto a ognuno di noi presenti in sala ma senza parlare specificatamente a nessuno.

Ci disse che era lì perché dopo aver praticato un aborto continuava a perdere sangue e doveva fare una revisione uterina. Lo diceva con una sfacciataggine sorprendente che infastidì notevolmente mia madre. La quale, infatti, scosse la testa in quel modo così caratteristico e così irritante che le conoscevo bene. Non ricordo cosa disse, ma non fu nulla di carino. Si alzò e uscì dalla sala d’attesa, seguita quasi subito per lo stesso motivo dal marito della signora incinta, che nel frattempo era entrata per la visita di controllo.

Rimasi sola con la donna magra e spigolosa. Le sorrisi. A tu per tu quella donna cambiò completamente toni, la sua voce si fece triste, il tono si abbassò. Cominciò a raccontarmi la sua storia. Lavorava in nero non ricordo più dove, abitava con un padre anziano. Era rimasta incinta da un uomo che la abbandonò non appena saputo della sua gravidanza. Il padre l’avrebbe buttata fuori di casa e per il datore di lavoro lei, semplicemente, ufficialmente non esisteva. Mi disse:

Io non avrò più occasione di avere figli, sono troppo grande e non ho più un compagno.

Lo disse guardandomi negli occhi, senza sfide, in modo semplice.

Ripensai in un baleno a mesi prima, quando nell’appartamento del mio compagno guardavo ammutolita il delinearsi delle due strisce color lilla che mi gridavano inequivocabilmente che il ritardo sarebbe stato di 9 mesi. Ripensai al suo abbraccio e alla sua voce che rispondeva alla mia domanda terrorizzata e mi diceva:

Cosa vuoi che facciamo? Ora c’è e lo teniamo

Ripensavo ai casini che avevo attraversato fino a quel momento: la precipitosa separazione dal mio primo marito (col quale eravamo già separati ma non legalmente), la ricerca di una soluzione per non far attribuire la paternità a chi non era il padre. Ripensavo alle reazioni dei miei genitori e mi ritornavano alla mente le parole che dissi, esasperata, a mia madre quando martellava con le sue prediche interminabili:

Se avessi abortito voi non avreste neppure saputo niente!

Vedevo davanti a me quella donna che desiderava un figlio con tutta la sua vita e che si era trovata in un vicolo cieco, ne vedevo la sua sfacciataggine e la sua rassegnazione ad una vita difficile alla quale si doveva essere abituata ormai da tempo.

Mi stancano le polemiche sull’aborto. Mi stancano e provo la stessa sensazione di stanchezza che provai davanti a quella persona che, qualunque decisione avesse preso, sarebbe stata sempre e comunque rifiutata. Io ho scelto diversamente ma avevo accanto a me il padre di mia figlia. Non so cosa avrei fatto in circostanze diverse. Ma so che stavolta, se dovessero fare un altro referendum sulla 194, voterei perché restasse così com’è.

 

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Ci sono 7 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    Carissima Uyulala, le scelte che ciascuna di noi fa quando quelle 2 strisce si colorano senza essere state cercate è personale e dipende da tanti fattori: come voi abbiamo scelto di tenere la mostriciattola benchè fosse la terza con quanto ne consegue ma questa legge deve essere mantenuta e tutte dobbiamo essere unite perchè sia mantenuta la possibilità scegliere!!!
    Un caro caro abbraccio, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    Carissima, senza la durezza di cuore di tante (troppe) persone probabilmente le donne molto molto raramente sceglierebbero di abortire. Io lo avrei fatto proprio a causa dei miei bigottissimi genitori.

  • comicomix ha detto:

    Avevo 21 anni, lei 17. Un profilattico che ci fece uno scherzetto.
    Quello scherzetto ha adesso più di 20 anni, è una persona fantastica.
    Ma è stata la NOSTRA scelta. E non tutti i casi sono uguali.
    Non giudico le scelte del mio prossimo, so lo sperdimento del avere un figlio e purtroppo ho provato di peggio.

    Pensare che si scelga a cuor leggero, qualunque sia la scelta, è ideologia.
    Non esiste il bene e il male assoluto, ma ognuno di noi fa delle scelte in base alla sua esperienza, alle sue condizioni oggettive e soggettive.
    Su questo tema, lo dico sempre, ci vuole lo sforzo per la paternità e maternità responsabili e consapevoli.
    La difesa della vita inizia da lì..
    ^_^

  • Uyulala ha detto:

    @ Carlo:
    pensa che mia figlia si è infilata nell’UNICO rapporto non protetto. Al punto che so esattamente di quale si tratta…

  • Oscar Ferrari ha detto:

    Ho due figli entrambi non voluti, ma sono contento di averli. Ma sulla 194 penso che un uomo non dovrebbe in ogni caso mai mettere becco

  • Uyulala ha detto:

    @ Oscar:
    l’aborto non dovrebbe essere proibito, dovrebbe essere reso INUTILE. Molte donne (come quella che ho conosciuto in quell’occasione) se fossero messe in condizioni di allevare un figlio non abortirebbero.

  • […] Visita ostetrica: una piccola storia vissuta e una ascoltata Molto bello questo post, chiaro e semplice allo stesso tempo. Tocca un tema molto dibattuto in questi giorni. Io non esprimo, né esprimero’ posizioni, essendo un tema molto complesso e delicato. Ma mi è sembrato giusto aprire questa rassegna con questo bello scritto. […]

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