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Affrontare una psicoterapia – 3° Il mondo dei privati

Affrontiamo ora il mondo dei professionisti privati. Si tratta in effetti di realtà molto eterogenee in cui vi potrebbe capitare di imbattervi in tutto e il contrario di tutto. Ricordate il film MA CHE COLPA ABBIAMO NOI? (Guardate il trailer fino in fondo: fra le scene ci sono degli stacchi bui di qualche secondo). Nel film il gruppo di terapia analitica, in seguito alla morte dell’analista, si trova a dover cercare un terapeuta che la sostituisca. Il film è da guardare, al di là del fatto che si tratta di un’opera molto divertente, anche perché sottolinea alcuni aspetti delle psicoterapie che poi svilupperò a poco a poco.

Nel film il gruppo si trova ad un certo punto a fare un vero e proprio pellegrinaggio, trovandosi davanti a personaggi bizzarri (uno di questi lo vedrete nei trailer). Ecco, questo è uno dei rischi che si può correre cercando un terapeuta privato, soprattutto per chi abita in una grande città.

Ma procediamo con ordine, secondo lo schema del post precedente:

I pro delle terapie presso privati:

Le possibilità di scelta sono molto più vaste, sia come orientamenti che come persone. La concorrenza in questo settore è piuttosto alta e, se un terapeuta o un tipo di psicoterapia non fa al caso vostro, vi sarà più facile trovare un’altra persona

Avrete una maggiore possibilità di contrattazione per i setting, che saranno anche più prevedibili e regolari.

Avrete sicuramente una privacy maggiore. Alcuni studi sono organizzati in modo da non far mai incontrare i pazienti fra di loro: per esempio per uscire dallo studio si usa una porta che non conduce alla sala d’attesa.

In alcune aree geografiche d’Italia i servizi pubblici non riescono a garantire le psicoterapie e il privato costituisce l’unica alternativa.

I contro:

Il maggior rischio è quello di incappare in personaggi che hanno più un ruolo di guru che di terapeuti, che usano tecniche psicologiche per tener legati a sé i propri clienti più che per aiutarli, generando dipendenza (affronterò anche questo problema in seguito).

Le terapie sono un impegno economico non indifferente.

I privati solitamente non svolgono servizi per le urgenze e possono non essere sempre rintracciabili.

I professionisti non sempre hanno un’esperienza a 360° (a meno che non abbiano lavorato anche nel pubblico) ed è più facile per loro fare errori di valutazione sulla gravità dei vostri problemi, sovrastimandoli o sottostimandoli, piuttosto di quanto non accada nel pubblico

 

Mentre nel pubblico non avrete quasi mai la possibilità di scegliere il vostro terapeuta (capitare con uno bravo equivale prevalentemente ad attivare il vostro fattore C), se decidete di rivolgervi ad un privato avrete al contrario un grande imbarazzo.

Vorrei darvi qualche suggerimento, che comunque spero prenderete sempre con beneficio d’inventario. Le mie non sono tanto delle indicazioni, preferisco che le vediate come spunti di riflessione.

Non abbiate fretta. Se avete deciso di intraprendere una psicoterapia prendetevi un po’ di tempo per raccogliere informazioni

Chiedete a chi ci è passato prima di voi: un amico/parente/conoscente che ha concluso felicemente una psicoterapia vi darà le referenze più attendibili. Saranno un po’ meno attendibili le referenze di chi è ancora in terapia: se il vostro conoscente è capitato fra le grinfie di un “guru” ve ne parlerà sicuramente bene, ma voi non farete un buon affare ad iniziare una terapia con un personaggio la cui dote migliore è il fascino.

Non abbiate paura di iniziare una terapia con un professionista giovane: i giovani sono spesso molto entusiasti e ancora poco legati ai quattrini, applicano tariffe più basse e hanno maggiore disponibilità di tempo. Piuttosto assicuratevi che il vostro giovane terapeuta abbia una supervisione regolare per vicariare la minore esperienza.

Non lasciatevi sedurre dal “grande nome”, a meno che non sappiate da fonti attendibili (ex pazienti, per intenderci) che si tratti di persona seria. Spesso i professionisti più famosi possono essere anche i più “distratti” (per mancanza di tempo ad esempio, o per una grande mole di impegni) e possono essere meno disponibili. In questo campo ogni momento della vita professionale di un terapeuta è ridiscutibile: una grande esperienza può essere vanificata da presunzione, fatti personali nella vita di ognuno possono rendere temporaneamente le performance professionali meno efficaci.

Un professionista di grande esperienza ma che non sia “di grido” ha maggiori probabilità di garantirvi una psicoterapia efficace.

Lo psicoterapeuta è un essere umano, è bene che VOI lo sappiate.

 

 

 

EDIT delle 19.25

Su OKNOtizie l’utente ABAGNOMARIA mi ha posto un quesito al quale non avevo pensato. Lo riporto qui, insieme alla risposta:

ABAGNOMARIA: una curiosità: se non si hanno persone che possono consigliare dei nomi precisi, dove si può scovare qualche suggerimento?

IO: Intanto puoi rivolgerti al medico di base: di solito i medici di base hanno i nomi di specialisti anche in questo settore. Se non trovi proprio nessun suggerimento neppure da parte sua, l’unica cosa è affidarsi al caso. Prendere l’elenco telefonico o le Pagine Gialle e cercare un professionista da lì.
Suggerirei:
1. uno che ha lo studio vicino a casa tua o in una zona che puoi facilmente raggiungere con i mezzi pubblici (sembra una cavolata, ma non hai idea di quanto possa vanificare una seduta di psicoterapia uscire dallo studio e scoprire che il carro attrezzi ti ha fregato l’auto)
2. uno che abbia un’area pubblicitaria non eccessivamente invadente
3. se ti interessa affrontare UN TIPO particolare di psicoterapia, rivolgiti alla scuola che la insegna e fatti dare da loro un elenco di psicoterapeuti presenti nella tua città (per esempio: la scuola di psicoterapia ericksoniana, la scuola di cognitivismo strutturalista e così via)

Grazie per avermi dato questo suggerimento!

 

LEGGI ANCHE:

Affrontare una psicoterapia – 1° aspetti pratici e aspettative

Affrontare una psicoterapia – 2° Nel servizio pubblico

Psicoterapia come rapporto non paritario – Affrontare una psicoterapia 4° parte

 

Kipapa2SuGiu2

 



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Ci sono 10 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    Sei molto brava!! 😉
    Aspetto che tu ti decida a scrivere il libro… *-^
    Un abbraccio, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    @ Lisa
    😳
    Tu sei molto gentile. Per il libro, ti ho anche detto (mi pare) che mi piacerebbe. Il grosso problema è che mi ci vorrebbe tempo e col lavoro non ne ho. *Grosso sospiro*

  • sergiocorriero ha detto:

    Bell’articolo e molto utile. Ti invito, se vorrai, a pubblicarlo anche sul sito Olistica. Grazie!!

  • Uyulala ha detto:

    @ Sergio
    si, ‘spe… devo riprendermi: oggi son rientrata dalla malattia e mi è subito toccato il turno di 12 ore

  • Comicomix ha detto:

    Un abbraccio al volo, e un sorriso.
    Una discreta (anche se non professionale) psicoterapia..
    Ciao!

  • clementinaolga ha detto:

    è spesso disarmante osservare il disorientamento che molte persone hanno (a ragion veduta!)quando si trovano a pensare di intraprendere – magari anche senza una indicazione sensata…- una psicoterapia. bell’articolo, grazie. aggiungo che, ahimè temo, anche molti colleghi “non-psi” farebbero bene a leggerselo, prima di creare disinformazione nei loro pazienti.
    buona ripresa lavorativa!

  • Uyulala ha detto:

    @ Mister X
    Cosa sarebbe la vita senza le tue discrete psicoterapie?

    @ Clementina
    Grazie! Le riprese son sempre un po’ ostiche, ma pazienza… si supera tutto. I miei articoli nascono dal fatto che le persone di solito fanno domande molto concrete rispetto alle psicoterapie, ricevendone spesso in cambio risposte che vagano in giro per le galassie. Qualche piccola indicazione più terra-terra secondo me non guasta…

  • NEWYORKER ha detto:

    bene, stampo tutto e conservo nel caso un giorno dovessi ricorrere ad uno strizzacervelli 😉

  • sergiocorriero ha detto:

    nun te preoccupà, che te ‘spe…. quanno vuoi… 😆

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