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Blogsfera: pensieri sparsi sulla mia esperienza di essere in rete

La famosa puntata di Porta a Porta di cui ho parlato in QUESTO MIO POST continua a suscitare reazioni nel nostro ambiente. Nel mio post, fra l’altro, ha commentato una persona che ha difeso a spada tratta la dottoressa Graziottin senza però centrare il senso del post stesso.

Infatti il mio scritto non aveva lei come bersaglio se non in modo molto marginale ma la trasmissione, eventualmente Bruno Vespa e soprattutto l’abitudine ormai consolidata nel mondo mediatico italiano di dar spazio ai luoghi comuni spacciandoli come approfondimenti utilizzando anche figure professionali che, probabilmente, in altri ambiti sono persone serissime.

Ho impedito al commentatore di postare ulteriormente. Avrei potuto farlo e basta, farlo fin dall’inizio, nessuno si sarebbe accorto di nulla. Ma non ha molta importanza per me di apparire antidemocratica: a casa mia lo sono, se decido di troncare i flames ho le mie ragioni e lo faccio anche se questo mi rende impopolare. Ma i commenti con questo lettore mi hanno stuzzicata come mi ha stuzzicato molto leggere altri blogger meno emotivi di me, che hanno scritto in modo pacato, razionale e allo stesso tempo gradevole obiezioni al programma, obiezioni che in linea di massima condivido.

In particolare suggerisco di leggere QUESTO POST del blog QUINTA’S WEBLOG, e di leggere anche la discussione che ne è nata, molto interessante, alla quale ho partecipato dicendo a mia volta delle banalità, ma pazienza…

Comunque ora quello che vorrei è raccontare di cosa significhi per me essere blogger, il senso di appartenenza che percepisco in questa realtà che a torto viene definita “virtuale”.

Ho cominciato nel 2004, e allora avevo un blog dove scrivevo quasi solo i miei pensieri e le mie emozioni, usando questo mezzo come diario virtuale da condividere, senza altre finalità. L’anonimato mi consentiva di esprimere cose che solitamente tenevo racchiuse in me per pudore, per disabitudine, per tante ragioni diverse. A poco a poco questa esigenza è venuta meno, il mondo della blogsfera si trasformava e mi son sentita coinvolta in queste trasformazioni. Così ho chiuso l’accesso al mio primo blog e ho cominciato a cercare altri spazi. Ora come ora ho questo sito, che alla fine ho organizzato come blog perché il mondo della blogsfera mi piace davvero, sento di farne parte, ha delle caratteristiche straordinarie e uniche.

Ed è di queste caratteristiche che voglio parlare. Fin dall’inizio della mia frequentazione nel mondo della rete mi sono mostrata così com’ero evitando solo di divulgare i miei “dati sensibili”. Fra le altre cose ho sempre scritto nel mio profilo qual è il mio lavoro perché fa parte di me, mi piace, amo il rapporto con le persone che noi chiamiamo “pazienti” e spesso parlo della mia esperienza in questo campo.

Sono entrata nel giro della blogsfera con tutto questo bagaglio e ciò che mi ha affascinato di più è il rapporto totalmente paritario che si crea in rete. Nessuno è sopra gli altri, quando qualcuno cerca di mettesi in una posizione di predominanza viene segato senza pietà, a volte in modo brutale a volte col ridicolo ma sempre senza ipocrisie. Tutti coloro che cercano di introdursi nel mondo blogger senza tener presente questa caratteristica di solito vengono fuori con le ossa rotte, e probabilmente questo aspetto di democrazia estrema è ciò che spaventa tanti che criticano in modo fazioso il nostro modo di comunicare.

Nel mio caso specifico: il fatto che io sia psichiatra non fa tremare i polsi a nessuno: se mi devono mandare affanculo mi ci mandano allegramente, così come d’altronde un analogo vaffanculo posso spedirlo serenamente a chi ritengo a mio insindacabile giudizio se lo meriti, senza che questo debba essere preso come “parere professionale”.

Mi piace scrivere di argomenti legati alla psiche, ma lo faccio partendo dalle relazioni avute in rete, con persone che mi fanno domande che ad uno psichiatra conosciuto di persona non farebbero mai e che uno psichiatra che non sia ANCHE blogger non immagina possano essere i dubbi reali della gente. E questo sempre per il fatto che le relazioni che si instaurano sono realmente alla pari.

Ho amici di tutti i tipi, amici che non potrei avere nella vita di tutti i giorni perché le esperienze della vita ci costringono a inscatolarci in ambiti sempre più ristretti e settoriali. Così mi trovo a parlare con studenti universitari, casalinghe che devono gestire una famiglia impegnativa, cultori di filosofie alternative, giornalisti ancora poco noti e giornalisti invece famosi ma che sono blogger veri, esperti in campo informatico, insegnanti precari, coltivatori e tante persone che non vogliono dichiarare il proprio status sociale ma che vogliono semplicemente essere.

Tutte persone a cui devo moltissimo, che mi insegnano tanto, molto più di quanto io non possa insegnar loro e verso le quali mi sento costantemente in debito. Fra l’altro posso frequentare solo una minima parte delle persone a cui sono affezionata, perché sono tante e la giornata è solo di 24 ore.

La blogsfera mi ha arricchito e continua ad arricchirmi umanamente, culturalmente e anche professionalmente: il contatto vero, diretto e privo di maschere che si crea in rete mi permette di comprendere delle persone quello che i libri non possono dire e che non diranno mai perché chi li scrive si è distaccato da un pezzo dall’avere una relazione non filtrata da schemi di pensiero, filosofici e legati a questa o quella scuola.

Nella rete ho scoperto che ci sono persone la cui cultura è immensa, straordinariamente originale, profonda. Persone che magari non hanno un titolo di studio elevato e che quindi non sono adeguatamente spendibili nel cosiddetto mondo reale, ma che avrebbero un immenso tesoro da mettere a disposizione di tutti. Lo fanno attraverso questo strumento, e non li ringrazierò mai abbastanza della loro generosità.

Poi, ovviamente, nella blogsfera si può trovare di tutto, ma per la semplice ragione che si trova di tutto nell’umanità in generale. Accomunare il blogger al ragazzo segaiolo è solo indice di chiusura mentale e di profonda ignoranza e stupidità. A parte il fatto che non capisco perché si continui a demonizzare la masturbazione (Woody Allen la definiva “il rapporto sessuale con una persona che stimi davvero”), mi chiedo: prima di internet i ragazzi tenevano le mani lontane dal basso ventre? Al di là di questo excursus, quello che voglio dire è che chi vuole esplorare la blogsfera senza farne parte trova solo quello che cerca: se vuole trovare il 13enne che parla con le k, si fa le pippe davanti alle tette di qualche velina e impreca contro i professori troverà quello. Altrimenti potrebbe avere la sorpresa di scoprire che ci sono 13enni che parlano di un proprio mondo interiore ampio e sorprendentemente maturo, mondo che noi “adulti” abbiamo scordato da un pezzo, e leggere i loro pensieri potrebbe aiutarci a capire molto meglio i nostri figli.

Questo è quanto.

 


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Ci sono 10 commenti

  • Laura Omero ha detto:

    Ho deciso di aprire un blog e quello che hai scritto mi incoraggia. Sono una vcchia signora, ma la curiosità non mi manca. E’ bello scoprire che i giovani non sono solo quelli immortalati dagli schermi televisivi, ma anche quelli scoperti navigando sul web.
    Lalla

  • Comicomix ha detto:

    Una riflessione che condivido in toto.
    la blogsfera, con i suoi difetti, è un mondo affascinante edi intrigante..
    esattamente come la vita “reale”

    Un sorriso blogsferico
    C.

  • antonio vergara ha detto:

    Vespaio inutile 🙂

  • Lisa72 ha detto:

    La vita reale è fatta di persone buone e cattive, simpatiche e antipatiche, saccenti e umili… la blogsfera è fatta di tutte queste persone che però, non essendo visibili, come tu dici giustamente possono liberarsi ed essere quello che sono veramente e non quello che magari recitano nel mondo reale… è un grande scambio epistolare in cui il mittente e il destinatario aprono spesso le lettere a molti altri… così che lo scambio si ampia e arricchisce..
    Ho “incontrato” tante persone che la mia vita forse non mi avrebbe mai fatto avvicinare.. e credo di aver aperto gli occhi su tante cose..
    Non è tutto oro quel che luccica? Credo che lo sappiamo se è vero che abbiamo fatto anche un po’ di post su quello che può essere il lato cattivo di internet.. come della vita!
    Un abbraccio carissimo!!! Lisa

  • Ciuchino ha detto:

    Le tue riflessioni sono bellissime e le condivido in pieno.
    Il mondo virtuale è per molti aspetti più reale e sincero di quello che si vive dopo aver cliccato su “arresta il sistema”.
    Ti offre la possibilità di riflettere su quello che leggi, vedi o scrivi, ti concede i tempi adeguati, i tuoi tempi, per partecipare attivamente o semplicemente da osservatore.
    Gli stimoli sono molti, belli o brutti, ma nessuno mai ti costingerà a seguirli.
    È una scelta in libertà, un’opportunità in più di comunicazione.
    Ciao

  • Uyulala ha detto:

    @ Lalla
    Mi fa piacere che tu intraprenda quest’avventura. Non appena il tuo blog è pronto mandami l’indirizzo che vengo volentieri a farti visita

    @ Mister X
    Nel mondo di internet ho conosciuto tante persone splendide. E tu, per esempio, sei una di queste…

    @ Antonio
    Si, so come la pensi. A me però la torsione ovarica è venuta lo stesso

    @ Lisa
    Qunto dici coincide con la mia esperienza. Un forte abbraccio anche a te carissima.

    @ Ciuchino
    è vero: il fatto che si tratta di un mondo dove viviamo alla pari ci consente una naturalezza (se lo vogliamo) che nella vita fuori da internet spesso non ci possiamo permettere.

  • catepol ha detto:

    Splendido post…me lo son letta fino in fondo e ti ricambio i complimenti per quello che hai detto di me e del mio commento da quinta. Non per cortesia…ma perchè veramente hai scritto cose ottime. Grande

  • Uyulala ha detto:

    @ Cate
    Ti leggo da tanto (praticamente da quando ero splinderiana anch’io), anche se non ti ho commentato molto. I miei complimenti non nascono solo da quanto ho letto su quinta. 🙂 Tu sei una di quelle persone dalle quali mi sento arricchita, per esempio.

  • Taipan ha detto:

    Ciao sono una delle splendide persone che hai conosciuto grazie alla rete e che contribuisce ad arricchire la tua esistenza.

    Come dici? “Maledetto il giorno che mi sono collegata”?

  • Uyulala ha detto:

    @ Taipan
    😆
    Ti rispondo qui come ti ho risposto spesso su MSN: se non mi facesse piacere chiacchierare con te, COL CAVOLO che dopo una giornata di lavoro ti sbloccherei!

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