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Chiara Lubich si chiamava Silvia

Sono stata nel movimento dei focolari. Ho conosciuto Chiara Lubich, che stanotte è morta a casa sua, una villetta a Rocca di Papa. Ho fatto parte di quel movimento dall’età di 15 all’età di 23-24 anni.

Mi ricordo della venerazione che avevamo (e che suppongo ancora molti hanno) nei suoi riguardi. Ricordo i congressi di gennaio, quando facevo parte del movimento GEN. Congressi che si svolgevano al centro congressi di Rocca di Papa o di Sassone, rigorosamente separati i maschi dalle femmine. Mi ricordo quando Chiara veniva a leggerci una delle sue conversazioni spirituali. Allora per un breve lasso di tempo maschi e femmine venivano mischiati e ci accalcavamo cercando di restare il più possibile vicino al palco, per poterne incrociare lo sguardo o sperare che ci dedicasse un sorriso fugace. Ricordo le corse, quando usciva dal centro ove facevamo i congressi, una corsa per salutarla.

Ero sdoppiata allora. Da un lato l’ardore di poter diventare come tutte mi spingeva ad assumere comportamenti e a “sentire” certo tipo di emozioni, dall’altra uno strano distacco mi portava a chiedermi il perché di tutto ciò.

Perché tanta idolatria verso una persona? Non era infatti amore né semplice ammirazione. Si adorava quella donna. Lo percepivo nel modo che avevano tutti e che avevo anch’io di pronunciarne il nome, nel lampo di luce che illuminava le persone che avevano avuto occasione di interagire con lei.

Tutto doveva essere filtrato attraverso la sua “spiritualità”. Non poteva esistere nulla al di fuori di essa, nulla che non vi rientrasse in un modo o nell’altro. Si negava ogni libertà invitandoti dolcemente a rinunciarvi in prima persona. E noi lo si faceva col sorriso sulle labbra, offrendo il dolore di questi “tagli” a Gesù in croce.

Chiara in realtà si chiamava Silvia. Il nome lo scelse all’atto della sua originale e allora insolita consacrazione, un atto comune a molte forme di consacrazione attraverso il quale si lascia quanto è terreno per prendere una diversa identità.

La mia esperienza nel movimento dei focolari mi ha dato delle ferite profonde che ho dovuto curare in molti anni e che, probabilmente, non si sono ancora rimarginate. Ma c’è una cosa che mi ha insegnato, definitivamente: ho imparato che mai, per nessuna ragione al mondo, potrò considerare un altro essere umano sulla faccia della terra come emissario, portavoce o profeta di nessun dio, né come guru o maestro. E’ l’unica cosa di cui le sia veramente e profondamente grata: mi ha fatto da vaccino.

Ora tu sei tornata Silvia. Mi spiace per quanti inorridiranno alle mie parole ma son profondamente convinta che ora tu, Silvia, saprai quanti errori son stati fatti appigliandosi ad una spiritualità che era solo tua. E quanto male si celi nelle pieghe della parola “bene”.

EDIT 04 March 2010

This article has been translated into English by Laryssa and published in THIS BLOG.

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Ci sono 122 commenti

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Chiara Lubich si chiamava Silvia

    Un ricordo un po’ amaro alla notizia della sua morte

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • rosalba ha detto:

    Caspita che rivelazione!Mi spiace per quelle tue inevitabili ferite, ferite che movimenti del genere possono produrre in chi ripone fede assoluta per i profeti…
    Meno male che ora sei salva, con una bella testolina e un cuore grande grande! 😀

    Baci
    Rosalba ( rosarossa)

  • Comicomix ha detto:

    Credo molto nel genere umano e nella sua meravigliosa imperfezione. Non ho mai particolarmente sentito (neppure PRIMA, voglio dire) il richiamo del trascendente. Il mio essere cultore del dubbio mi impedisce di comprendere prodfondamente questo tipo di esperienze. So solo che mi piacciono le persone, e quelle che fanno del bene, semplicemente. E senza offesa per nessuno, neppure per Chiara Lubich (che non conoscevo affatto) ai profeti ho sempre preferito gli umili e semplic esseri umani. Il tocco divino, se c’è, sicuramente passa per i loro cuori….

    :-*)

  • Uyulala ha detto:

    @ Rosy
    Purtroppo quando si è immersi in questa realtà il modo di vedere le cose è molto ma molto diverso. Non ci si rende conto… son tante le cose di cui non ci si rende conto

    @ Carlo
    Carlo, hai perfettamente ragione. Qualunque cosa divina possa esistere in questa terra, è nella vita di chi, in assoluto silenzio, vive con onestà e amore la propria vita.

    I “personaggi”, anche i migliori, sono sempre e solo un veleno e una forte tentazione per un culto idolatrico mai ammesso.

  • Lisa72 ha detto:

    Onestamente non la conoscevo nè conosco il “movimento” (scusate la definizione ma sono ignorante in materia!), la mia breve permanenza in un gruppo di catechisti mi ha definitivamente chiarito quanto sia lontano dal mio sentire tutto ciò che riguarda un Essere Cosciente Creatore del Tutto… forse, e sottolineo forse, posso arrivare a concepire un agente non-cosciente da cui è scturita la Vita… ma onestamente anche questo lo sento un po’ una forzatura..
    Vedo persone amiche intelligenti come ipnotizzate in “gruppi di preghiera” che sembrano tanto sette… persone che arrivano a indossare vesti lunghe bianche per Pasqua.. e io non capisco come, pur potendo credere in Dio, si possa credere in queste ritualità molto umane, settarie, gerarchiche..

    Tante parole solo per dire che mi dispiace che la tua esperienza sia stata tanto dolorosa.. io ne sono uscita molto prima.

    Un carissimo abbraccio, Lisa

  • Agata ha detto:

    Carissima, leggendoti mi sono ritrovata moltissimo – quasi troppo..- nella tua storia ( chissa’ che in quegli anni non ci siamo anche incontrate), mi ha toccato la tua serena capacità di leggere le corde piu’ intime del cuore e il tuo sentire da allora che l’amore e’ piu’ di un obbligo a negare sè stessi quando nell’agire cosi’ giochino tante paure e vuoti che niente hanno da spartire con i veri sentimenti..
    La tua libertà interiore e’ grande e sincera, come pensavamo fosse il nostro eroismo di allora .. in piu’ oggi c’e’ la consapevolezza – o il tentativo, per me – di voler vivere la vita con tutte le sue note, le sue forze, le sue miserie e vilta’..e con momenti speciali in cui tutto sembra trovare un’ armonia questa volta piu’ umana ..
    Chiara ha fatto il suo viaggio e , senza condizionamenti, la sento oggi molto molto vicina e preziosa perche’ credo che come noi sia stata sola e abbia spesso cercato e dubitato con coraggio e amore grandissimi e forse solo il cielo sa’.. il resto – la struttura – non era per noi..
    Grazie di quanto mi hai donato, sei una persona molto speciale.

  • giuseppe sannolla ha detto:

    sono passato anch’io nell’esperienza focolarina e ne sono uscito per le stesse ragioni da te individuate ed espresse: l’idolatria della persona; la visione della realtà incapsulata in una sola dimensione, quella del leader; la verità della fede, la verità evangelica, la sostanza della vita comunitaria..tutto fondato su una specie di slogan-illuminazione: Gesù in mezzo…una specie di eresia, ma ortodossa, una eresia benedetta da Papi, Cardinali, Vescovi, Patriarchi

  • Uyulala ha detto:

    @ Lisa, Agata e Giuseppe:
    impegni familiari mi impediscono di rispondervi subito, lo farei di fretta e i vostri commenti meritano un’attenzione profonda.
    Non appena ritorno, mi voglio dedicare a voi.
    Nel frattempo vi ringrazio per quello che avete scritto: mi avete toccato il cuore

  • Davide ha detto:

    Cara Uyulala,
    quello che ci hai gentilmente e dignitosamente detto l’ho purtroppo ritrovato in tanti (tantissimi) altri interventi di fuori-usciti da altre esperienze (tipo settario) coem la tua… Scientology, testimoni di geova, sai baba, osho… l’elenco è lungo…
    Spero che serva ad altri per evitare di cascarci.
    Io sinceramente non credo in nessuna entità definibile come dio (mi sembra razionalmente e naturalmente un non-senso) men che meno a chi si definisce “portavoce” di tale entità.

  • cabiria ha detto:

    Non conoscevo questa persona e nemmeno il movimento di cui parli.Ammetto che in un particolare momento della mia vita sono stata molto attratta da Scientology…ma fortunatamente mi sono limitata solo alla lettura dei libri e a qualche contatto telefonico.Per mia natura,rifuggo da certe tendenze prevaricatrici della libertà altrui,sotto qualsiasi aspetto si presentino.
    Mi sono sempre documentata sulle grandi religioni o filosofi o correnti di pensiero…ma mi definisco equidistante da tutti,con qualche “simpatia”in più per la filosofia buddista.
    Ciao.

  • Uyulala ha detto:

    @ tutti:
    ho deciso di postare a poco a poco una serie di articoli che avevo scritto per il blog “Clerofobia” alcuni anni fa. Avevo iniziato a raccontare la storia ma poi ho interrotto. Era abbastanza impegnativo. Per ora torno a postare a puntate quello che ho già scritto. Poi vedremo se continuare

  • alex ha detto:

    Bentornata Silvia!!

    Molto interessante quello che dici, anche se credo vada sempre contestualizzato. Ho frequentato per un periodo un gruppo, al limite della setta, però mi è stato utile a superare un certo momento, poi ho ripreso la strada con le mie gambe. Non c’è nulla di assoluto, assolutamente buono o cattivo. tutto può servire, se preso a piccole dosi… Il problema è proprio quello che dicevi… A>lla fine il “gruppo” cerca di farti tagliare i ponti col mondo esterno. Se accade, non è un buon segno e occorre subito “staccare la spina”.
    Ciao e complimenti vivissimi per quello che scrivi e per il blog in generale!! un abbraccio – Alex

  • Uyulala ha detto:

    per Alex
    Hai ragione: nulla è mai completamente buono o cattivo. Anche a me il movimento ha lasciato qualcosa che mi è utile, che mi permette di lavorare in modo efficace con i miei pazienti (ci ho messo una vita e ho sputato sangue per liberarlo dagli aspetti ideologici, ma comunque quel qualcosa mi rimane).

    Chi entra in questi movimenti o nelle sette solitamente lo fa proprio per cercare un modo per risolvere dei problemi psicologici o esistenziali molto profondi, ed è chiaro che le sette sanno dare (apparentemente, per lo più) delle soluzioni che appaiono definitive. Chiaro che poi è necessario fare il taglio di cui dici, sennò si viene ingurgitati da un blob che digerisce tutto in una massa informe.

    Il punto è che spesso non si ha il coraggio di operare quel taglio. Tu sei stato molto bravo, devo dire.

  • lucio ha detto:

    Nel movimento dei focolari ho conosciuto delle persone splendide. Certo come ovunque ci sono anche dei fanatici,ma complessivamente il mio giudizio é positivo. Nessuno ha cercato di lavarmi il cervello. Sinceremente le sole persone che hanno saputo ascoltarmi e aiutarmi nei momenti difficili sono stati loro.Anch’io a volte ho fatto loro presente l’eccessivo interesse per Chiara,ma alcuni di loro mi dicevano che erano riconoscenti a quella donna perche’gli aveva fatto scoprire Cristo. Pero’in questi giorni gli elogi per Chiara sono arrivati dagli ambienti piu’ svariati, Presidente della Repubblica,Bertinotti,Prodi,capi di stato esteri,personalita’religiose non cristiane e tanti altri.Lo tgrovo singolare che ne dite?

  • Uyulala ha detto:

    per Lucio
    ogni medaglia ha due facce, sempre. Da come parli sembra comunque che tu non sia diventato interno del movimento ma che ti sia trovato accanto nella vita persone che appartenevano al movimento. Ci sono cose che non hai vissuto, probabilmente sei riuscito ad avere la parte migliore. Ne sono lieta per te.

  • Uyulala ha detto:

    ancora per Lucio (ma un po’ per tutti)
    Pochi si immaginano cos’è la vita degli ex appartenenti al movimento, quante e quali ferite devono essere curate. Pochi conoscono la solitudine, l’ostracismo, pochi sanno quanto noi ex ci siamo sentiti unici, “sporchi e cattivi”. Ho avuto modo di conoscere altri ex e non so descrivere cosa leggevo nei loro occhi. Compresa la paura di parlare di ciò che abbiamo passato. Io questa cosa l’ho superata da tempo, ho imparato a esprimere il mio modo di vedere le cose e le mie esperienze così come le ho vissute, senza paura e senza, soprattutto, quella tremenda omertà che ti avvelena l’anima.

  • Giovanna ha detto:

    Mi dispiace per le tue ferite, ma la tua è solo un’esperienza personale e particolare, influenzata dalle situazioni specifiche e dalla giovane età e questo è ciò che va considerato.
    Gettare fango su una persona così significativa del mondo contemporaneo, che ha cercato solo di portare un po’ di bene su questa Terra, come hanno fatto Madre Teresa di Calcutta o papa Giovanni Paolo II, mi sembra pertanto troppo esagerato e ciò mette in luce la cattiveria e tutto il male che ci può essere nel nostro mondo. Soprattutto in un momento doloroso, quale può essere la morte di una persona tali commenti sono davvero meschini e inopportuni soprattutto nei confronti di famigliari e amici.
    P.S. Anche Giovanni Paolo II si chiamava Carol…è forse questa una scoperta così clamorosa, sensazionale e sconvolgente???

  • Uyulala ha detto:

    per Giovanna
    beh son riuscita a far perdere le staffe a una simpatizzante e la cosa mi fa assai sorridere.
    Sai, nella mia vita ho visto con frequenza impressionante persone e istituzioni che, messe di fronte a problemi e/o mancanze, anziché fare una DOVEROSA autocritica, sapevano solo ributtare in modo psicanaliticamente proiettivo a coloro che esprimono le osservazioni tutto il male possibile.
    È un atteggiamento molto poco maturo ed è una delle innumerevoli ragioni per cui ho preso le distanze dal movimento. Procediamo con ordine:
    1. io cito la mia esperienza perché non posso certo parlare per bocca di altri, ma ti assicuro che quanto ho vissuto io è la norma per chi si allontana dal movimento (se avrai voglia di leggere integralmente la mia storia forse potrai cogliere tante cose)
    2. rispetto a Chiara non butto nessun fango, semplicemente io mi rifiuto di divinizzare gli esseri umani. Poi, sai, di lei conosco cose che solitamente non vengono divulgate e mi son fatta un’idea più completa. Nel complesso penso che da un certo periodo in poi sia stata una involontaria e inconsapevole vittima e spero di arrivare nei miei post a spiegarne le ragioni.
    3. Non ho nessna stima di Karol Woitila: ha demolito gradualmente e incessantemente la grande e straordinaria opera voluta dal Papa Buono: il concilio vaticano II.
    4. Mai detto che il nome vero di Chiara fosse un segreto. Ciò che volevo dire è che ora che è morta è tornata (lei, individualmente) ad essere Silvia. Percè la morte non ci consente un “nome nuovo”

    Per finire: non c’è nulla di più cattivo di chi vuole per foza essere buono.

  • Agata ha detto:

    per Giovanna
    Il senso di guardare ad un percorso fatto, il vederne gli errori o le artificialità non nasce da rancore ma dal desiderio di liberarsi da paure, inibizioni, da condizionamenti laceranti che, a mio parere, sono un macigno sul cuore e tengono lontani l’amore e la libertà.. questo non toglie nulla, per me, al valore eterno del trascendente ma lo depura di tutto quanto, celato sotto amorevoli vesti, e’ ben altro e nasconde in se’ un’aridità dolorosa che e’ la negazione della vita o che, quantomeno, le lascia sempre il fiato corto..
    Un abbraccio.

  • smeby_1 ha detto:

    Quando ho scritto l’altro post non avevo letto questi commenti. Capisco la tua sofferenza. Io non l’ho vissuta.
    Le persone che ho avuto vicino quando ero nel movimento le ho avute anche dopo, bellissimi rapporti e amicizie vere, che hanno resistito anche quando stavo dall’alto lato del mondo. Certo alcune persone sono sparite, è vero, ma quasta è la vita: solo le cose migliori restano.
    Mi spiace per cos’hai vissuto, ti ha segnata… ma resta la tua esperienza e di tanti altri. Esperienza personale di ciascuno…
    Ciao.

  • Uyulala ha detto:

    per tutti:
    Vi ringrazio dei numerosi commenti e sono molto felice di aver dato il via ad un confronto. All’epoca non mi è stato permesso (non scherzo: era proprio così, e spero nel mio racconto di arrivare anche a quel punto).
    Quando chiudo una porta alle mie spalle non ne ripercorro più la strada e non ho più alcun rimpianto, non ho rancori “collettivi”, ho sviluppato una profonda disistima per alcuni aspetti in alcune persone (purtroppo sono tante) e quella la mantengo tutt’ora.
    Io non nego affatto che per alcuni l’esperienza all’interno del movimento sia stata e continui ad essere positiva e importante, ma io racconto la mia, e la mia ha avuto dei risvolti pesanti.

    per Agata:
    noi che abbiamo sofferto di ciò, abbiamo taciuto troppo e troppo a lungo. Personalmente penso che sia ora di aprire la bocca e parlare, o perlomeno di non accettare in silenzio una descrizione della vita dell'”ideale” che non mi corrisponde, che non calza e che è diversa dall’esperienza che ho fatto.

  • Cinzia ha detto:

    Cara Uyulala,

    ho fatto parte anch’io del movimento dei focolari, poi mi sono accorta che non ero portata per quel tipo di vita molto impegnativo e ne sono uscita senza riportare ne ferite,ne senzi di colpa ….semplicemente non avevo la vocazione,come non ce l’ho per altre cose. Al momento che feci presente la mia decisione trovai la massima comprensione all’interno del movimento,nessuno cerco’ di trattenermi,mi fecero presente che ci sono tante strade per seguire Cristo…. Sono rimasta amica con molti di loro e nei momenti difficli so’ di poter contare su di loro. E credimi di questi tempi non é facile trovare persone disponibili ad ascoltarti e aiutarti. Mi sono accorta che lo fanno disinteressatamente e questo per me é importante.

    Per quanto riguarda il Concilio non sono pochi coloro che in questi giorni hanno ricordato che Chiara Lubich per tanti aspetti lo aveva anticipato. Pensa al dialogo interreligioso per esempio!

  • Uyulala ha detto:

    per Cinzia
    Come ho ripetuto più volte, mi fa piacere che altri abbiano vissuto in modo diverso anche le proprie scelte. Per me non è stato così. Io avevo amicizie praticamene solo all’interno del movimento e, quando mi presi un periodo di riflessione (non ero uscita, volevo solo staccarmene un po’) mi son trovata il vuoto intorno. Troppe attività, nessuno aveva il tempo per, dico, uscire a prendere un gelato. Mi cercavano solo per avvisarmi degli incontri. A quel punto ho deciso di non rimettere più piede nel focolare.

  • Loris ha detto:

    x Uyulala

    leggendo i tuoi post ho notato che scrivi le parole Dio e Madonna in minusculo e ne deduco che dopo la tua esperienza nel movimento dei focolari sei diventata atea.Non é una novita’; ho letto che anche il noto matematico ateo Odifreddi proviene da una famiglia cattolicissima e da ragazzo fece l’esperienza del seminario. Sono frequenti questi rigetti e non solo tra i credenti. Per esempio proprio nel movimento dei focolari ho conosciuto delle persone che provenivano da esperienze diverse ;gruppi di estrema sinistra,seguaci del buddismo,ma anche atei che hanno scoperto la fede attraverso quel movimento e molto critici con le esperienze vissute in precedenza.

    Che dire? Tu critichi la struttura del movimento dei focolari,ma in ogni organizzazione ci sono delle strutture piu’ o meno perfette e criticabili. Un mio amico che seguiva un gruppo buddista,dal quale poi é uscito,parlava piu’ o meno come te. Doveva recitare delle formule per settecento volte e doveva alzarsi piu’ volte durante la notte. A lui non andava bene ma ad altri forse si. Tempo fa’leggevo da qualche parte le riflessioni di un ex membro dell’associazione degli atei dalla quale é uscito deluso definendola una “chiesa” integralista e illiberale.

    Immagino la tua solitudine dopo l’uscita dal focolare,ma questo succede sempre quando si lascia una comunita’o anche quando una coppia si separa. Ma c’é sempre la possibilita’ di ricominciare.

    Tornando al movimento dei focolari penso che si tratti sempre di un movimento giovane che ha bisogno di assestarsi e anche di correggersi nella struttura. E’successo cosi anche nei grandi ordini religiosi come il francescanesimo.

    Ti auguro ogni bene

  • Uyulala ha detto:

    per Loris
    non posso dire né di essere atea, né agnostica. Ho una forma di spiritualità che non divulgo se non per sommi capi perché ha degli aspetti (che sono fondamentali) che sono non verbalizzabili, e anche perché non intendo fondare una religione o fare proseliti 😆 (mi ci manca pure questo).

    Il minuscolo:
    il concetto di dio e della madonna nel cattolicesimo è a mio parere di tipo idolatrico ed io il nome degli idoli lo scrivo in minuscolo.

    le strutture religiose:
    ho avuto modo di conoscere altre strutture religiose e anche quelle di altri movimenti cristiani: si somigliano tutte, come se fossero fatte con lo stampino e per questo ad un certo punto ho smesso di cercare di appartenere ad altro. Però ovviamente avendo militato nelle file del movimento dei focolari posso parlare di questo e non degli altri movimenti religiosi.

    La solitudine:
    è un concetto molto vasto. La mia solitudine era legata a fattori differenti: intanto quella strettamente fisica. Avendo io tutte le amicizie più care fra le persone del movimento ed essendomi trovata di punto in bianco completamente priva della loro presenza, mi son sentita sola e abbandonata. Il secondo fattore è legato alla solitudine esistenziale dell’uomo, che nella frequentazione di questi movimenti viene coperta e rimossa. Son stata costretta a prendere contatto con essa in modo brusco e doloroso e l’ho dovuta affrontare, ma comunque meglio così, tanto prima o poi questa cosa sarebbe arrivata lo stesso.

    La cosa strana è che non ho “rancori” verso tutto quello che ho passato, ma solo la voglia di descrivere ciò che è successo, così come l’ho vissuto io. Ogni tanto nella vita capita, per un motivo o per l’altro, di fare un riepilogo, senza che questo necessariamente debba essere carico di emozioni.

  • Martia ha detto:

    Il mio fidanzato ha un amico focolarino. Si sono conosciuti all’università e hanno stretto un’ amicizia piuttosto solida che tuttavia dopo la laurea si è un po’ andata sbrindellando.
    Quando abbiamo iniziato a frequentarci si era ormai nel post laurea e anche se i rapporti tra i due erano piuttosto sporadici il mio fidanzato non ha mai lesinato parole di grande elogio nei confronti di
    questo ragazzo, anche se ad un occhio esterno come il mio, è sempre parso piuttosto bizzarro. Ragazzo piacevolissimo, per carità, ma incredibilmente misterioso. Non è mai disponibile per una pizza, una birra o un gelato e neppure si ha una vaga idea
    di come occupi le sue giornate. Ogni tot si fa sentire telefonicamente o via chat intrattenendo conversazioni che durano ore salvo poi sparire nel nulla per un altro lasso di tempo piuttosto esteso, lasciando inoltre trapelare l’avvertenza che deve essere lui a farsi sentire, non gli altri a cercarlo. Io lo conosco solo superficialemente e non ci ho mai prestato molta attenzione, è come una stella cometa, compare ogni tot e poi di nuovo sparisce, non ha alcuna influenza sulle nostre vite.
    Però mi stupisco quando qualche giorno fa a metà del
    pomeriggio, dopo più di un mese di silenzio, egli invia un sms al mio fidanzato, invitandolo, in modo incredibilmente cortese “volevo solo dirti..se sei nei pressi di una tv e nel caso ti interessasse..” a guardare in televisione i funerali della Lubich.

    Onestamente io non avevo idea di chi fosse costei e anche il mio fidanzato rimane un po’ stupito da questo messaggio, non avendo mai prestato molta attenzione all’appartenza dell’amico al movimento e avendo sempre attribuito il suo carattere così misterioso e il suo stile di vita così parco ad un mix tra timidezza,simpatica avarizia e costrizioni familiari.
    Tuttavia a me, curiosona di natura, questa cosa
    colpisce. Perchè cavolo stai scrivendo ad una persona che non senti da un bel po’ (che tra l’altro sai essere praticamente ateo) per invitarlo a guardare su rai1 i funerali di una persona di cui non sa quasi nulla? Infatti il suo appello cade nel vuoto e la
    tv rimane spenta. Però a me il tarlo rimane. Chiedo spiegazioni su questa Lubich e sul suo movimento. Il mio fidanzato ne sa
    poco. A lui che tramite un’ex ragazza aveva sperimentato l’ipocrisia di alcuni gruppi cattolici
    nati all’interno dell’alta borghesia, visti da fuori i focolarini erano sempre parsi un organizzazione di altro livello e profondità, a cui la gente si accostava liberamente per fare quattro chiacchiere sul senso della vita. Tipo Bonolis e Laurenti.

    Anzi, egli stesso mi ha raccontato di aver
    partecipato, su invito dell’amico, ad un incontro, spinto dal fatto che si svolgeva praticamente a pochi passi da casa sua. Ci era andato e aveva trovato molte canzoni e molti sorrisi franchi e cordiali. La serata si era svolta serenamente, senza padri
    nostri nè momenti di preghiera forzosa ma anzi, si poteva addirittura dire di aver trovato un ambiente “quasi laico”. Tuttavia
    tutti quei sorrisi non fanno breccia in un laico convinto che ringrazia l’amico per l’invito ma fa capire che non ne accetterà altri.

    L’amico non fa una piega e la vita continua.

    Ora però mi chiedo: se in quel periodo il mio fidanzato (scusate la ripetitività ma non riesco a trovare un’altra espressione, potrei usare l’iniziale ma credo che aumenterebbe la confusione) si fosse trovato in un momento di crisi personale o affettiva, che effetto avrebbe avuto tutto quel clima di gentilezza e cordialità su un animo
    stanco e ferito? Probabilmente molto diverso da quello che ha avuto su un ragazzo giovane, bellino, pieno di vita e di sogni. che si fa trascinare alla riunione sperando, come quasi tutti i 25enni single, di trovare qualche ragazza carina. Ma se invece fosse stato un adolescente in crisi con la famiglia? Una persona sull’orlo della depressione? Un animo intristito dalla solitudine?

    Forse la storia prenderebbe qui un’ altra direzione. E sinceramente questo mi spaventa.
    In questi giorni, animata dalla curiosità ho girato il web in lungo e in largo alla ricerca di spiegazioni e sono saltate fuori cose sorprendenti. Una su tutte: il mio fidanzato ha sempre elogiato la capacità dell’amico di approcciarsi ad un quasi ateo con un atteggiamento aperto e positivo: “con lui posso discutere in maniera serena di qualsasi cosa, lui è in grado di trovare in ogni situazione il buono
    e soprattutto ha la capacità di cogliere gli elementi comuni anche in posizioni diamentralemente opposte”. Ergo: io ammiro il mio amico perchè LUI è speciale, quando discorriamo IO E LUI, LUI ha una marcia in più. Ergo: lo ammiro perchè LUI è fatto così.
    Invece no.
    Lui non è proprio per nulla speciale. Basta andare sul sito ufficiale del focolare per scoprire che esiste una sorta di di vademecum per trattare “con persone di convinzioni non religiose”. I punti fondamentali?
    Indovinate!
    1)mettere in luce il positivo di ciascuno
    2) scoprire i valori comuni a tutti… IN MODO CHE si possa costruire insieme un mondo più unito.
    Non sto a continuare.
    Sottolineo solo quanto una persona possa rimanere delusa scoprendo che quell’atteggiamento così aperto, quel continuo sottolinare l’humanitas che lega le persone al di là delle convinzioni religiose dal momento che “homo sum et nihil humanum a me alienum puto” non è frutto di un’autenticità ma è solamente un’ applicazione di un decalogo emanato dai vertici. L’apparenza non cambia, la sostanza si.
    Senza contare che nel vademecum si sottolinea che nelle interazioni non ci deve essere NESSUN FINE DI PROSELITISMO.
    Si certo, e gli asini volano.
    Ma ci prendono per stupidi? Purtroppo si, dato che fino a quando non si è fatto un giro sul web al mio fidanzato non era mai neppure passato per la testa che l’amico in realtà stesse tessendo tutto intorno a lui una bella ragnatela in cui il focolare era presentato come un’innocua associazione di liberi e cortesissimi pensatori a cui non c’era nulla di intellettualmente compromettente ad accostarsi. Il mio personalissimo pensiero è che probabilmente l’amico stava aspettando un momento di depressione o sconforto per spingere la vittima nella rete, forse quella volta dell’invito alla riunione aveva calcolato male i tempi o magari aveva provato a fare un generico test. Però scusate tanto ma questo a casa mia si chiama PROSELITISMO. e pure subdolo. Altrettanto lo è il messaggino che, dopo un mese di silenzio, mi invita a guardare il funerale in tv in modo che ascoltando l’omelia io possa dire “cavolo, che bella persona questa Chiara Lubic! vorrei accostarmi al suo movimento, visto che è cosa buona e giusta”. Vorrei che passasse questo messaggio: il problema non è aver mandato l’sms, chiunque può scrivere all’amico “ehi, metti su italia uno che c’è mio zio dalla defilippi” ma farsi sentire dopo più di un mese per una cosa del genere. Come va, come stai, cos’hai fatto in questo tempo, sei felice, hai problemi sul lavoro ecc. Niente di tuto ciò. Chissenefrega della tua vita! Non ti scrivo per sapere come stai ma per darti le dritte affinchè tu possa vedere quanto era in gamba il mio capo. Detto questo, torno a sparire nel nulla,ho cose più importanti da fare che informarmi sulla tua stupida esistenza. se mi vuoi, sai dove trovarmi. Vieni, ti aspetto. I want you.
    Quasi preferisco i testimoni di Geova che mi fermano per strada con fini espliciti.

  • Uyulala ha detto:

    per Martia
    ecco, hai descritto quello che succede di solito.
    Son tutte cose fatte in buona fede, per carità. Ma poi l’effetto non cambia…
    Grazie per aver lasciato questo commento.

  • Martia ha detto:

    grazie a te per la risposta. Ti disturbo ancora una volta per chiedere una delucidazione: come veniva presentato e attuato il proselitismo? Da quanto ho letto in giro mi sembra che sia un argomento tabù ma è chiaro che deve costituire uno dei punti fondamentali. Dico la verità, questo aspetto un po’ mi angoscia, sia a livello personale sia a livello di donna e potenzialmente mamma. Come vengono scelti gli idonei? Come si parla di questo aspetto durante le riunioni?

  • Uyulala ha detto:

    per Martia
    Sto cercando di scrivere un articolo apposta per risponderti. Ce l’ho ancora in bozza (ora che ti scrivo questo commento) e probabilmente per altri risulterà troppo lungo perché ho voluto inserire anche il tuo commento precedente. Ma siccome la tua domanda pone delle riflessioni a mio parere imporatnti, credo che valga comunque la pena.

    Un abbraccio

  • Cesare ha detto:

    Leggendo alcuni post mi viene da sorridere. Conosco molti focolarini da piu’ di 20 anni e nessuno ha mai cercato di convincermi a entrare nel movimento.Pero’quando qualcuno scopre qualcosa che ritiene bello e giusto cerca sempre di proporlo agli altri.Ma che male c’é? Quante volte dei colleghi hanno cercato di conquistarmi alle loro convinzioni politiche? Tanti,io sempre ascoltato e poi andavo avanti per la mia strada.

    Forse qualcuno non sa’ che nel movimento dei focolari ci sono persone di altre religioni e perfino atei e agnostici.Quindi non c’é nessuna intenzione di convertire al Cattolicesimo,viene solo proposto di cercare il positivo nell’altro per creare la fratellanza universale.

    Anch’io ho notato in alcuni di loro degli atteggiamenti stereotipati,ma queste sono cose secondarie.

    Per concludere a me l’amicizia con i focolarini ha migliorato la mia vita e i miei rapporti con gli altri.

  • Uyulala ha detto:

    per Cesare
    come ho ripetuto fino alla nausea, io non faccio altro che raccontare la MIA esperienza.

    Nel movimento ci sono persone provenienti da molte realtà diverse, ma ci sono anche molte “stratificazioni”. Per fare un esempio: hai presente i “cerchi celesti” del paradiso dantesco? Credi davvero che gli atei e gli agnostici facciano proprio parte della struttura del movimento? Ti dico tranquillamente che non è così. Vi possono ruotare attorno e probabilmente sono anche convinti di farne parte.

    Poi, comunque, si possono ricavare le cose buone da ogni esperienza e da ogni tipo di contatto. Indubbiamente questa è una bella dote.

  • Agatha ha detto:

    Carissimi tutti!
    E’ bello pote discutere apertamente di quello che si porta in cuore. Io faccio parte del movimento (si dice così?) ma ho una storia un pò particolare. Ci sono entrata per gradi e non ho lasciato che nessuno “pensasse” per me. E’ vero ci sono persone che erano/sono afflitte da “Chiarite acuta”, ma questo non è colpa di Chiara. Mai nessuna parola di Chiara è stata rivolta a se stessa o ad autoacclamarsi. Poi, come dappertutto, il movimento è composto da esseri umani con i loro limiti e le loro debolezze. Ho sofferto situazioni ma ho lottato, ho cercato di tenere alto il pensiero di Dio nella mia vita. E’ innegabile che l’amore, il modo di vivere l’unità, la reciprocità dell’amore vero porta buoni frutti. Poi è sempre l’uomo che decide per la sua vita. A Chiara sono arrivate manifestazioni d’affetto da tutto il mondo e da tutte le estradizioni, culture, religioni: questa realtà parla da sola, rimanendo sempre vero che siamo liberi e nessuno è obbligato a credere. Un abbraccio a tutti/e! Agatha

  • dioamore ha detto:

    Ciao, è interessante quanto scrivi e mi ha fatto riflettere. Ho letto anche i tuoi post successivi e ho ritrovato un disagio psicologico già presente su altri siti web che ho avuto modo di navigare come focolare.net. Conosco il movimento dei Focolari e ne apprezzo lo stile di vita. Voglio dirti che quando si viene a contatto con realtà come i movimenti religiosi e non solo quelli, ma anche con gruppi sportivi o politici, nonché anche quando ci si innamora di qualcuno, il rischio è quello di rimanere delusi se l'”oggetto” amato viene troppo idealizzato e se si scopre alla fine che non corrisponde alle nostre aspettative. Si rischia, quindi, quella che io chiamo la sindrome dell'”innamorato deluso”.

    Può succedere a tutti di investire tempo e affetti verso una persona o un gruppo di persone che, alla fine, per un motivo o per l’altro, ci delude.

    Tutto crolla prima o poi, come sostiene anche Chiara.
    L’ideale di Chiara era Dio, Dio Amore, l’ideale che non crolla. Del resto già Gesù ci insegna che il Pastore è uno solo e chi aspira ad essere cristiano deve porre la sua fiducia in Gesù e seguire Lui per prima cosa, altrimenti il rischio è quello di restare delusi se si estromette Gesù dal suo ruolo di guida e di pastore per sostituirlo con gruppi di amici o leader religiosi carismatici che, per quanto affascinanti, restano comunque persone umane con i loro pregi e difetti, strumenti nelle mani di Dio.

    L’unità è l’asse portante del movimento insieme ad altre realtà spirituali importanti come Gesù in mezzo e Gesù abbandonato. Vivere quelle esperienze arricchisce molto umanamente e spiritualmente. Tuttavia penso che non basta fermarsi soltanto a quelle esperienze, sebbene necessarie. Esiste una realtà spirituale e concreta che va oltre ed è il rapporto personale con Dio (per chi ci crede e per chi lo sente). E’ un rapporto che non è soltanto comunitario, ma è anche personale ed esclusivo come lo è il rapporto d’amore coniugale, per esempio.

    Ti auguro comunque di superare bene questa crisi e diventare sorgente di acqua viva come stai già dimostrando di fare con questo sito. Ti invito a non staccarti da Dio, ma ad approfondire il rapporto con Lui per mezzo del Vangelo, come è nello stile di Gesù: “conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi.”

  • Uyulala ha detto:

    per Agatha
    ti ringrazio di aver inserito il tuo punto di vista senza svalutare quello altrui. Non è poco.

    per dioamore

  • dioamore ha detto:

    Ciao Uyulaya, Beh, quella è l’impressione che mi hai dato tu leggendo la tua esperienza sul movimento. Take off!

  • Uyulala ha detto:

    per dioamore
    non ho mai parlato della mia esperienza nel movimento. All’inizio perché ne vivevo tutta la sofferenza degli effetti che mi ha dato, poi perché semplicemente non mi fregava più nulla. Era un periodo della mia vita come tanti altri e bon, finito lì.
    Ma quello che davvero mi procura una fastidiosa torsione ovarica è che solo il fatto che abbia osato parlarne abbia autorizzato molti a pensare che sia in crisi.

    Fatevene una ragione una volta per tutte: si può essere felici e vivere serenamente anche con una filosofia di vita diversa dal monoteismo e dal cristianesimo.

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, parli di felicità e di vivere serenamente. Cosa vuol dire per te essere felice? Ritieni che la felicità sia il fine dell’uomo? Si può essere felici nel dolore? C’è un collegamento tra dolore, tristezza e infelicità, secondo te?

  • Uyulala ha detto:

    scusa, ma fai discorsi che non hanno un senso. Gioie e dolori si alternano in tutte le vite, vanno gustate le prime e affrontati i secondi, tutto qua. Ma stare a crogiolarsi nel dolore è semplicemente masochismo.

    Non ho la pretesa di sapere quale sia lo scopo dell’uomo, ma comunque non vedo che ci sia di male a coltivare la felicità, la serenità e la consapevolezza. Il dolore c’è. Lo si vive, lo si sopporta, si cercano rimedi per farlo passare. Punto. Nulla di trascendentale.

    Poi, ognuno lo fa a modo suo. Non esiste un modo giusto e uno sbagliato. Pensare di si e pretendere di aver scelto quello “giusto” è piuttosto puerile.

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, in questo post tu dici: >”La mia esperienza nel movimento dei focolari mi ha dato delle ferite profonde che ho dovuto curare in molti anni e che, probabilmente, non si sono ancora rimarginate.”

    Da come ti esprimi immagino che il movimento dei focolari sia stata una esperienza negativa per te, qualcosa di sbagliato e di doloroso, se ti ha procurato ferite profonde che forse non si sono ancora rimarginate. Ecco, vorrei capire, se tu me lo spieghi, da cosa sono nate queste ferite di cui parli e se forse credevi di trovare la felicità nel movimento dei focolari.

  • Uyulala ha detto:

    Ci arriverò, forse.
    Fa parte del racconto. Ciò che non si rimargina è la consapevolezza del tempo perso. Ecco, quello mi brucia ancora un tantino. Per quanto, in fondo, credo sia abbastanza normale perdere tempo da giovani.
    Sai, io compirò 46 anni quest’estate, non sono più giovane e lo so molto bene. Tu quanti anni hai? 🙂

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, cerca di arrivarci. Per me gli anni non hanno importanza. Lo so che è una risposta che può denotare malattia mentale, ma penso che l’età anagrafica è una gabbia mentale in cui l’uomo ama ficcarcisi dentro, condizionato dall’ambiente in cui vive.
    Vedo che dai valore al tempo. E’ positivo. sono poche le persone che sanno valorizzare il tempo. Tu lo valorizzi e perderlo ti procura dolore. La maggioranza degli uomini soffrono quando perdono soldi in Borsa.
    Il tempo! Che ne dici di Maria seduta accanto a Gesù ad ascoltare il suo insegnamento, apparentemente a perdere tempo, mentre Marta era indaffarata a servire gli ospiti? Te lo ricordi? Marta si lamenta con Gesù che Maria l’ha lasciata sola a servire, ma Gesù “rimprovera” Marta, dicendogli che Maria ha scelto la parte migliore: l’ascolto della Parola, secondo Gesù.

    E che dici della parabola dei vignaioli che Il padrone manda a lavorare nella sua vigna, alcuni a inizio giornata, alcuni a metà giornata e altri al pomeriggio. Poi alla sera chiama tutti e li paga tutti allo stesso modo. Che ingiustizia! Agli occhi umani naturalmente. I vignaioli si lamentano soprattutto quelli che sono andati a lavorare alla mattina. Hanno perso più tempo a lavorare di quelli che sono andati alla sera e hanno ricevuto la stessa paga. Dove sono i sindacati?

    L’amore va oltre il tempo e non lo misura. Cosa dovrebbero dire quei bambini che sono stati abortiti e che non hanno avuto il tempo di venire alla luce? Io penso a loro, E chi è partito per il cielo senza avere il tempo di salutare i propri cari cosa dovrebbero dire?

    Il tempo perso ad amare non è mai perso, ma viene raccolto e custodito da Dio per essere poi ridato in abbondanza, dove 1 o 100 non fanno differenza.

  • Uyulala ha detto:

    Vediamo di giocare a capirci. L’età conta nel momento in cui ti consente di accumulare esperienze. Se tu hai, metti, 22 anni, certe esperienze puoi non aver mai avuto l’occasione di farle. Non mi dici la tua età, per me questo ha un significato molto preciso: sei giovane e non ti va giù che ci sia una possibilità che la tua strada abbia delle deviazioni che ora come ora ti spaventano.

    Quello di cui parli tu è un discorso filosofico, religioso, quello che vuoi, ma totalmente inadeguato al contesto. Non parlare di cavoli mentre io ti sto descrivendo le rocce sedimentarie per favore

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, gli anni non contano un tubo davanti a Dio. Dio ama i bambini che hanno pochi anni e poche esperienze. A 22 anni si è adulti e bisogna saper tornare bambini. Facciamo così: giochiamo alla pari, fai finta che io abbia la tua età. Quanti anni hai tu? 46? Anche io 46. Ti va?

    Tu parli del movimento dei focolari e il movimento dei focolari è un movimento a sfondo religioso basato su Dio Amore, quindi il mio discorso è adeguato al contesto. Non sto parlando di politica.

    Voglio capire se l’origine delle tue ferite è soltanto il tempo perso da giovane o se c’è dell’altro. Se è soltanto il tempo perso, posso dirti che in una ottica divina il tempo perso per amore non è tempo perso. Nel movimento dei focolari si entra per amare, non per essere amati, altrimenti è meglio starne fuori o dedicarsi a qualche cosa d’altro. Ma se sei entrata, vuol dire che hai amato e puoi esserne fiera, perché Dio non dimentica il tuo amore.

    Ma io voglio sapere se c’è dell’altro che ti ha ferito.

  • Uyulala ha detto:

    😆
    bene, ci ho azzeccato e la cosa ti rode!
    Scusami, ma in tutte quelle cose non credo, e comunque non ho interesse a parlare delle mie ferite passate solo perché c’è qualcuno che è curioso e cerca di dimostrarmi cose che per me sono abbondantemente superate.

    So bene che il mio amore non va perduto e di questo ne faccio la mia vita. Solo che non lo lego ad un dio, semplicemente perché ho delle idee che non coincidono con le religioni monoteiste.

    Il vangelo è molto bello, ma mi sembra assolutamente puerile prenderlo come resoconto storico. Gli aspetti allegorici dei testi sacri sono stati per me un’affascinante oggetto di studio, così come alcune religioni e, soprattutto, le culture sciamaniche. Credimi: tutte le religioni e tutte le spiritualità si equivalgono. Non ne esiste una migliore delle altre, anche se io posso avere le mie preferenze. E queste non stanno nelle religioni monoteiste.

    Comunque devo dire che mi diverti molto. Continua così, puoi fare meglio. Devo dire che quand’ero ragazza ero più convincente di te 😉 Ora no: ho scoperto che non me ne frega più nulla. Ognuno è destinato a fare la propria strada e in fondo le interferenze esterne fanno parte del karma.

    Per il cattolicesimo ho già dato, sono a posto per le prossime 100 vite.

  • dioamore ha detto:

    Io non prendo il Vangelo solo come resoconto storico, ma anche come racconto profetico. Per il resto ritengo puerile (senza offesa) il tuo modo di accusare il movimento per le ferite che ti ha provocato, per via del tempo perso.

    Ferite profonde, a mio giudizio, ne ricevo anche io, ma dalla Stato, diverse dalle tue, per il tempo perso, presso quelle Istituzioni statali presso le quali tu lavori come l’asl oppure l’Agenzia delle Entrate o i Comuni o le Regioni e le Province e che mi feriscono profondamente quando mi costringono a pratiche burocratiche perdi-tempo che ritengo insulse e vessatorie per correre di qui e di là in coda a sportelli postali e bancari per presentare documenti e certificati che ritengo inutili, mettendo a rischio la mia vita sulle strade, per fare chilometri per raggiungere uffici usl o catastali a presentare correzioni planimetriche o segnalare errori di accatastamento ai fini ICI, oppure per andare dal dottore due volte per la richiesta di un farmaco perché la ricetta medica fatta in Piemonte non è valida in Liguria e viceversa.

    Mi feriscono le accuse che ricevo dagli enti statali per presunti reati e violazioni al codice della strada che non ho commesso. Mi feriscono le multe che ricevo perché ho parcheggiato fuori dalle strisce per andare all’ospedale a fare assistenza d un degente grave, non trovando altro posto dove parcheggiare o perché l’accompagnamento di un malato in un ambulatorio medico si è protratto oltre il tempo previsto e lo scontrino del parcheggio a pagamento è nel frattempo scaduto e io mi sono beccato la multa, non essendo potuto andare a rinnovarlo. Quelle sono cose che mi feriscono nella mia dignità di persona. Banalità per te forse, ma non per me.

  • Uyulala ha detto:

    ascolta, come hai visto questo spazio è moderato. Avrei potuto cancellare i commenti e buonanotte e invece li prendo in considerazione.

    Io NON VOGLIO essere sotto nessuna forma il tuo dio, mi dà sui nervi la tua presunta disponibilità a capire perché non è una cosa che voglio, non te lo chiedo e non ne ho bisogno. Questo voler a tutti i costi scavare nelle mie presunte ferite (ci sono state, bada bene, ma ho trovato modo di porre rimedio a questa e ad altre avute per altre ragioni) a me suona ipocrita e sadico. Io non sono MAI andata a scrivere il mio pensiero su blog o siti cattolici né di altre religioni il cui ideale non condivido ed è questo l’unico rispetto che ha un senso, perché mi sembra giusto e sano che ognuno possa esprimere il suo pensiero senza avere rotture di coglioni. Mi sono aperta uno spazio mio che pago, in questo spazio scrivo ciò che vivo o che ho vissuto in passato, per condividerlo con chi ha voglia di leggermi. Tieni presente che ho segato persone molto meno invadenti di te. L’unica ragione per cui non l’ho fatto è perché i tuoi scritti (che, come potrai notare, ho pubblicato senza modificare neppure una virgola) possono mostrare a chi mi legge il modo di procedere nei pensieri e nei discorsi di persone come te. Così chi legge potrà giudicare.

    Per quanto riguarda gli aspetti dell’organizzazione statale, la subisco io come chiunque altro. Chi ci lavora spesso la subisce anche più degli altri perché non la può criticare, pena il licenziamento (questa cosa non la sanno molte persone). E comunque questo è un argomento off topic.

  • Agatha ha detto:

    Ho letto solo ora la tua risposta.
    Mi spiace che tu abbia pensato che in un qualche modo volessi giudicare! Sono convinta che qualsiasi storia/vita/cammino abbia in sè la potenzialità della felicità. Ci credo profondamente. Volevo davvero solo dire il mio parere. Ciao!
    Agatha

  • Agatha ha detto:

    Opppssss. Ho capito solo ora che la seconda risposta non era indirizzata a me. Chiedo scusa… Agatha

  • Uyulala ha detto:

    per Agatha
    ehehe, si, stavo per scrivertelo. Forse dovrei mettere in finestre distinte le risposte a persone diverse.

    Comunque ti confermo che ho apprezzato molto i toni e i contenuti del tuo commento. Finora sei stata l’unica che si è dimostrata realmente rispettosa. Infatti non ho trovato nulla da aggiungere, da controbattere né alcunché per cui fosse necessario aprire una discussione.
    Un abbraccio

  • Fabio ha detto:

    Sono capitato per caso sul sito focolare.net che é alternativo a quello ufficiale. Scusami,posso anche sbagliarmi,ma dallo stile e dal contentuo mi sembra che ci siano molte affinita’ su quanto scrivi qui.Magari sarai tu l’organizzatrice di quel sito? In ogni caso le luci e ombre sono ovunque perche’ nessuno é perfetto,nemmeno te credo.Giusto?

  • Uyulala ha detto:

    per Fabio
    no, io ho aperto per la prima volta un sito a gennaio di quest’anno, e il sito è questo. Ho avuto blog personali ma in nessuno ho scritto del movimento dei focolari se non una volta in un post dove si parlava d’altro. Ho iniziato a scrivere la mia storia su un blog altrui fortemente anticlericale (l’ho anche linkato).

    Sono andata al sito che mi hai indicato ma è in inglese e la parte tradotta in italiano è poco comprensibile. L’inglese non lo conosco per niente. Non so dirti se lo stile è analogo perché nel settore in inglese non posso leggervi, per ora non intendo approfondire ciò che è riportato in quello tradotto ma può essere che lo farò in seguito.

    Non hai pensato, molto semplicemente, che se lo stile del racconto è sovrapponibile questo è dovuto al fatto che sono sovrapponibili le esperienza?

    Per quanto riguarda l’ultimo punto: ovviamente neppure io sono perfetta. Come neppure tu, come nessun altro, neanche Chiara. Siamo tutti esseri umani e divinizzare (o santificare, sembra strano ma in fondo è la stessa cosa) chicchessia è, semplicemente, una grossa idiozia. Con buona pace degli interni del movimento, di TUTTI i movimenti, dei cattolici e anche di te.

  • raccoss ha detto:

    “Ma loro non sanno chi sono io!”. Dioamore quando prende una multa per divieto di soldi si sente offeso.
    Lui non è come gli altri. Lui è meglio perchè accompagna le persone all’ospedale.

    Noi invece no, se accompagnamo i nostri cari all’ospedale, o noi stessi ci andiamo da soli chè nessuno ci accompagna, dobbiamo parcheggiare regolarmente, perchè le nostre eventuali multe sono giuste.

    Ma si dai, facciamo un “Parcheggio riservato ai focolarini”, direttamente nel cortile degli ospedali. Perchè no?

    Sai cosa ti direbbero qui in Piemonte, o dioamore? “Ma gavte la nata!” oppure “Ma pisa pi curt!”

    Sai cosa ti direbbero a Roma? “Ma vedi de annarte…”

  • Uyulala ha detto:

    per Raccoss
    😆 a dire il vero quello che hai scritto nel tuo commento è più o meno quanto ho pensato. La ricerca dei privilegi è quello che rovina una società e per quanto riguarda gli aspetti personali è ciò che ci fa precipitare in senso negativo a stadi di infantilismo piuttosto primitivi.

  • nic ha detto:

    Io sono profondamente convinto che tutti noi meritiamo rispetto, perchè più ancora che le idee, meritano dignità le persone!
    A me piace molto la definizione che ho letto (non ricordo però chi nè è l’autore) di ateo e credente :
    Un ateo è un credente che si sforza ogni giorno di non credere,
    Un credente è un ateo che si sforza ogni giorno di credere.
    In altre parole sono due modi di pensare che, a mio avviso, hanno molti più punti in comune di quanti se ne possano immaginare

  • nic ha detto:

    Io sono profondamente convinto che tutti noi meritiamo rispetto, perchè più ancora che le idee, meritano dignità le persone!
    A me piace molto la definizione che ho letto (non ricordo però chi nè è l’autore) di ateo e credente :
    Un ateo è un credente che si sforza ogni giorno di non credere,
    Un credente è un ateo che si sforza ogni giorno di credere.
    In altre parole sono due modi di pensare che, a mio avviso, hanno molti più punti in comune di quanti se ne possano immaginare.

    Chiedo scusa avevo sbagliato un tasto nella scrittura!

  • Monica ha detto:

    Cara Uyalala,

    leggendo i tuoi post mi sono resa conto che sei critica non solo con il MOvimento dei focolari,ma anche con tutte le religioni e organizzazioni di qualsiasi genere in quanto condizionano la liberta’della persona.A questo punto mi domando cosa pensi della famiglia.Secondo la tua logica anche questa potrebbe essere fortemente condizionante.Non credi? Allora che facciamo,viviamo liberi come gli animali? ma no,ma che dico,anche tra loro esistono clan.gerarchie,regole e alcune specie vivono fedelmente in coppia per tutta la vita.

    Scorrendo gli interventi dei tuoi interlocutori mi ha fatto riflettere uno che ricordava come da una inchiesta negli USA risulta che tra coloro che praticano una qualsiasi religione si verificano meno episodi di violenza, meno divorzi,meno consumo di droga,sono piu’ disponibili al volontariato,alla beneficienza ecc. Se cosi é significa che le religioni non sono dannose,ma al contrario positive per la stessa persona che la pratica. Quindi le tue analisi rimangono soltanto valutazioni personali che rispetto,ma che non mi influenzano neanche un po’.

    ti saluto cordialmente

  • Cati ha detto:

    Scusate se mi intrometto.. però secondo me hai propio esagerato!
    Io non sò molto dei Focolari, però fin’ ora la mia inpressione è stata positiva. Sicuramente te ne sai molto più di me, e trovo interesante cosa scrivi. E’ importane che ongiuna ha una propria opingione. Preò di scrivere nello stesso giorno in cui è morta un articolo come qesto contro di lei non mi sembra propio giusto.
    Magari sono pure vere alcune cosa che scirvi, però quando ho letto il articolo mi dava l’impressione che dicevi: e vai!!!è morta
    Però sicuramente non era quseto il messagio che volevi trasmettere. scusa 😳

    va bè… io vi salutò
    e continuate cosi…è interesante leggere le diverse opinioni

    ciao 😉

  • Uyulala ha detto:

    per Cati
    no, non è che ho voluto dire “evvai!”. E’ da tempo che non me ne frega più nulla del movimento né di Chiara. Ma non amo la santificazione sotto nessuna forma, trovo che sia una grande ipocrisia. Ho espresso le mie opinioni anche alla morte di papa Woitila: la santificazione di un personaggio religioso è un processo che implica il rifiuto di vedere a tutto tondo questo personaggio per deificarlo ed io non sono politeista.

  • cege ha detto:

    Cara Uyulala, se tu non parlavi male del Movimento dei focolari, nessuno ti avrebbe dato fastidio. Potevi esprimere il tuo pensiero liberamente, tutti hanno diritto alla libertà di pensiero. Però c’è un limite che è la diffamazione, punita anche dalla legge civile.
    Tu hai buttato la pietra e poi ti nascondi la mano.
    Dalla tua esperienza si nota una persona che non è riuscita a fare un’esperienza spirituale, dimostri di essere una persona immatura, perchè dai la colpa agli altri. Dimostri un’acidità che rasenta un’inconscia vendetta contro persone che probabilmente ti hanno ferita.
    Cosa dirti visto che non frequenti da 20 anni il movimento, parla delle tue cose così eviti di dire cose sbagliate.Ricordati che la verità coincide nel Cristianesimo sempre con L’amore.
    Anche il diavolo diceva la verità quando affermava che Gesù era Figlio di Dio, ma lui lo diceva solo per far accellerare il momento della sua morte.
    Anche le tue verità sul movimento non nascono dall’amore ma da una volontà solo di intorbidire le acque ed allontanare persone dalla spiritualità.
    Ecco ti ho detto il mio pensiero. Se vuoi puoi non pubblicarlo sono contento lo stesso, importante che tu rifletta seriamente su quanto detto.

  • Uyulala ha detto:

    Per cege:

    Ti rimando a questo:
    un avviso a chi commenta

  • albatross ha detto:

    Cara Uyulala,
    conosco il movimento dei focolari o meglio l’Opera di Maria da tantissimi anni. Adesso non sono per niente in buoni rapporti, ma mi sento comunque di esprimere la VERITA’ di tale movimento.
    Tu lo descrivi come una setta sostanzialmente, ma ti contraddici da sola in quanto nessuno ti ha vietato di non seguire più il suo ideale, non ti hanno rincorso ne fatto violenza….hai detto no e pace!
    Hai inoltre commesso un errore in riguardo alla struttura del movimento: i gen2 vanno dai 18 fino a quando non prendi una scelta differente e i gen3 di conseguenza arrivano fino ai 17anni, ma tali divisioni non sono rigide ma dipende da quello che tu vuoi fare ( so che ti sembrerà strano ma ti lasciano anche decidere.. anche se tu dirai che non sono scelte proprie ma sempre obbligate … vabbè!).
    Inoltre sono formate da persone comuni che possono tranquillamente sbagliare per questo ci può essere uno più skizzato e uno più normale come nella società.
    Ma nel momento in cui qualcuno è gentile, mi ascolta, mi offre il posto migliore o il cibo migliore …. Non ci vedo nulla di male se non di positivo anche perché se non entri a far parte del movimento non è che ti escludono, ma saranno sempre gentili, e poi non viene fatta alcun identikit per inquadrare la persona che si vuol trascinare dentro ne c’è un vademecum ..dici solo assurdità.
    Poi una cosa che non capisco … ma il fine quale sarebbe secondo te? Ti fanno entrare nel movimento perché vogliono soldi? (non mi pare perché non se ne chiedono, anzi te li danno se stai combinato male) per uccidere commettere qualcosa di malvagio? ( non direi, organizzano sempre cose nei confronti dei bisognosi di chi sta peggio di noi!)
    Semplicemente ti fanno presente il loro modo di vivere che può essere condivisibile o no … ma non fanno niente di dannoso…..ci sono focolarini che si trovano in africa per aiutare la povera gente per costruire scuole, ospedali … e non mi sembra una cosa orribile da escludere, anzi ben venga!
    Poi all’interno del movimento fanno parte persone di qualsiasi credo religioso.
    Poi critichi l’arroganza e la superbia alla base delle religioni monoteiste …. La tua religione non ti insegna a scendere dal piedistallo e a non pensare che quello che esce dalla tua bocca non è verità?!
    Ma ciò non mi sconvolge …. Basta leggere la descrizione di te stessa!…. ti descrivi come mezza squilibrata!
    Per questo evita di dire cazzate che poi chi non lo conosce realmente ci crede… in quanto è più facile credere alle cose malvagie, con un doppio fine, meschine, che credere che nel mondo ci siano persone che sono caritatevoli per nessun fine.

  • Uyulala ha detto:

    per Albatros
    le tue parole ti giudicano da solo. Non ho altro da aggiungere.

  • TONY ha detto:

    GRANDISSIMO ALBATROSS!!!

  • Mariela ha detto:

    Per fortuna io mi sono andata via del movimento prima di diventare un MOSTRO per dentro e un bravo cristiano per fuori.
    Non vedo niente di male nel esprimere una opinione. Non é “cristiano” ascoltare?
    Anch´io penso che la strada inventata da Chiara, é una strada fatta da una sua forte esigenza a rispondere al suo dio-amore in un momento molto speciale della sua vita. Lei ha cominciato DA SOLA e poi ha coinvolto alle prime pope per primo in un tempo storico di forte ricerca spirituale.
    Alla fine ho capito che infatti, “come lei diceva”: é una vocazione seguire l´ideale (=lei). Non tutti siamo chiamati,perché non tutti hanno lo stesso scopo di vita. Ma questo neppure lo vuole capire bene il movimento, perché il capire questo e poi il volere uscire dal movimento NON E`FACILE. In nome di dio, loro non ti danno il permesso di scegliere (di uscire, per esempio), ti fanno sentire male se hai qualche idea diversa a loro ideale(il rompere l´unitá), ecc.
    Io non capisco come mai, gente che dice “non appartenere” al movimento dei focolari, si senta capace di dare un´opinione qui…
    Poi, il essere caritatevolo non é un caratteristica unica dei movimenti o della Chiesa. E un dovere umano dentro o fuori un movimento.

  • Francesco ha detto:

    Ciao, sono Francesco.
    Non ho letto tutti i post però avevo piacere di lasciare un pensiero.
    Non si può negare il vissuto di una persona, nè la sofferenza che questo ha causato, però ogni relazione ha una componente soggetiva oltre che un oggettiva.
    Ognuno di noi, in base al proprio carattere, alla propria storia e alle proprie emozioni intrepreta la realtà in modo più o meno diverso.
    E’ vero che il movimento è fatto di persone, è vero che pertanto errori e brutture ci sono, ma è anche vero che tantissimi rapporti sono costruttivi e belli.
    E’ vero che qualcuno, credendo di fare il tuo bene (?!?), può cercare di convincerti su certe decisioni, magari con frasi che suscitano un qualche senso di colpa ecc, però come uno reagisce a questo dipende anche dal suo carattere, dal suo desiderio di indipendenza, di prendere decisioni che rispettino la sua individualità, la sua libertà.
    Ci sono persone che cercano un’identità nel movimento perchè non ne hanno una loro e quindi si omologano, sono più prone a perdere la loro autonomia, ad essere condizionabili.
    Nel mio piccolo io cerco di non fare quegli errori che vi hanno fatto soffrire e con me tanti amici. Cerco di retare in contattti con coloro che scelgono un’altra strada anche se per la frenesia della vita d’oggi è difficile (sono così tante le personecon cui si cerca di mantenere una relazione autentica).
    Conosco focolarini consacrati usciti con cui ci si sente tranquillamente anche se si sono sposati. Questo perchè anche loro hanno dato la disponibilità a mantenere i rapporti: non è il focalare a impedire di contattarli, perlopiù sono loro che desiderano tagliare con il passato.
    Lo stesso vale per i focolarini che si trasferiscono.

    Sarbbero tante le cose, ma non vorrei essere prolisso e forse non è neanche ciò di cui avete bisogno.
    Vi auguro ogni bene, spero siate sempre felici

    Francesco

  • Francesco ha detto:

    Scusate gli errori di ortografia.

    Volevo solo aggiungere che essere Santo non significa essere perfetto: il cercare (con sincerità) è di per sè un trovare. E’ santo chi ama (S.Paolo chiamava i cristiani “Santi”). La chiesa dichiara “ufficilamente” santo una persona la cui capacità di amare è stata “palese” ai contemporanei.

    Il papa attuale dice che è santo non solo S. Francesco o altri che come lui hanno fatto grandi cose per seguire il Signore e per servirlo nei fratelli, ma anche chi vive ogni giorno aperto agli altri, aperto al Servizio, come il marito che rispetta e ama la moglie e i figli “nel segreto”.

    Le cose stanno così, è poi il “popolo dei semplici” che idolatra ecc.
    Scusate per la precisazione, spero non sia inutile.

    A presto,
    Fra
    Fra

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Francesco
    sai, è passato un anno dalla morte di Chiara e sono successe tante cose. Questo post, di un anno fa, è nato da un piccolo sfogo destinato, nelle mie intenzioni, a restare così come lo vedi. Invece è nata una reazione a catena che mi ha portato molto più lontano e mi ha permesso di verificare cose che intuivo ma delle quali non potevo essere sicura.

    Ho contattato ex provenienti da molte parti d’Italia e del mondo, mi hanno scritto tutti incoraggiandomi a continuare e mi hanno raccontato ognuno la propria storia. Ebbene: l’esperienza degli ex è dovunque e in ogni persona uguale, quasi una fotocopia. Al punto che sto raccogliendo le idee per scrivere e descrivere tutti gli elementi comuni. Ovviamente tanti particolari sono legati alla storia soggettiva del singolo, ma al di là di questi la nostra storia è davvero sovrapponibile.

    Oltre ad ex provenienti da varie zone d’Italia, ho conosciuto storie di persone che vengono dalla Spagna, dal Perù, dall’Argentina. dal Brasile, dall’Australia, dall’Olanda, dall’Inghilterra. Persone con culture molto diverse fra loro, alcuni sono maschi altre femmine, alcuni sono stati proprio nel focolare, altri erano gen o volontari, ma tutti comunque siamo stati abbastanza all’interno del movimento, e questa è stata la discriminante principale.

    Chi ha fatto parte del movimento più ai margini (come chi partecipa a Famiglie Nuove o a Umanità nuova senza essere né popo sposato né volontario, per esempio, o gli aderenti del movimento gen), di fatto godono di tutti i privilegi del movimento e non sono costretti (beati loro) a patirne i problemi.

    Ti dico, puoi anche non credermi, che alla luce di quello che ho verificato in quest’anno che NON si tratta di un problema soggettivo ma oggettivo del movimento, non riguarda chi esce ma il modo stesso in cui è sotterraneamente organizzato il movimento e quanto stà più in profondità, al di sotto della stessa spiritualità.

    Poi, padronissimo di non credermi. Nel movimento son tutti bravissimi ad apparire disponibili, ma la disponibilità vera, quella reale, autentica, è tutta un’altra cosa. A fronte di un’accettazione formale c’è un modo intimo di tagliare i ponti con gli ex, e noi tutti ci accorgiamo, una volta usciti, di questa profonda e insanabile ipocrisia. A quel punto ci rassegnamo e smettiamo di cercare coloro che pensavamo essere degli amici.
    E tutti noi ne abbiamo ricavato solo che, per non voler essere ipocriti, veniamo molto velatamente accusati di essere noi coloro che rifiutano.

    Poi, ripeto, puoi anche non credermi, a me importa poco. Chi è uscito dal movimento e mi sta leggendo sa benissimo a cosa mi riferisco e questo mi basta e mi avanza.

  • Mariela ha detto:

    Per Francesco,
    Io ho partecipato nel movimento per circa 10 anni. Lo conosco molto bene e ancora penso con nostalgia e grande gioia la mia esperienza come gen.
    Ad un certo punto ho capito che quella non era la mia strada, e ho voluto uscire. Non fu facile perche ho fatto tutta una vita espirituale e di “vera” amicizia con loro. Chi non é un interno dell´opera NON PUO capire questo punto.
    Ricordo che una volta abbiamo chiesto a una pre-popa sulla sua convinzione e cosa succederebbe se a lei capitasse che il focolare non é la sua vocazione. Per lei sarebbe come un “divorzio”.
    Quando mi é capitato a me la stessa cosa, ho capito molto di piú le sue parole. Un fallimento verso Dio, il movimento, e me stessa.
    Il peggio fu dopo la mia uscita. Anche se cercavo di restare in contatto con i/le gen, sentivo molto forte il loro giudizio, oppure un continuo desiderio di prendermi di nuovo all´interno da parte di alcuni altri. Ma poi, dopo un tempo loro sono spariti nella mia vita(e anche io a dire il vero, perche non avevo pace con la loro predica). E sono spariti perché hanno capito che non era piú interessata nel loro ideale.
    Dimmi, ti piacerebbe che i tuoi cari amici con cui hai trascorsso tutta una vita ti faciano lo stesso?
    Non vorresti che loro ti chiedano come stai, cosa fai, ecc? Cioé, perché loro non continuano a farsi uno con te nelle nuove cose della tua nuova vita fuori del movimento? Il mondo é da conquistare per il loro ideale, io allora era una cosa che non volevo essere piú “conquistata”… Io non contavo piú per la loro rivoluzione.
    Non sento rabbia al scriverti, ma mi sono resa conto che non sei un´interno e quindi ci sono delle cose che non sai. Voglio dirti che non per tutti é lo stesso.

    Dici di conoscere dei membri che sono usciti, e continuano ad avere un rapporto con l´opera. Beati loro! e anch´io ho visto questi casi, loro sono affortunati. Ma in tanti altri casi, la uscita non é una cosa che il movimento (sia un capozona o un assitente gen) possa capire e perdonare SUL SERIO. Perché “uscire” non é una decisione che fai da solo con Dio, il movimento deve essere anche d´accordo. A questo loro chiamano, “capire con Gesú in mezzo”, ma in realtá é una chiachierata tra tu e il tuo superiore spirituale. E qui si sente spesso la loro cattiveria, cioé il loro aspetto umano.
    Certo, avvolte capita che il tuo superiore é una persona che in realtá ti vuole il bene, desideria il tuo bene ed é anche una persona intelligente come per accettare la tua uscita, allora quindi, per alcuni non diventa una cosa dolorosa.
    Per me questo blog é molto importante, perché é fatto da una persona molto intelligente che attraverso i suio commenti mi ha fa capire che (anche se credevo di averlo capito ormai) che non ho una vita di peccato per non appartenere al loro ideale (questo in poche parole tutto il rimorso che per molto anni mi hanno fatto sentire dopo la mia uscita).

  • Francesco ha detto:

    Grazie per le vostre risposte; Deve esssere stato proprio pesante e difficile. Mi dispiace tanto.
    Sappiate che sono un gen 8 anni e storie di sofferenza con aspetti silimili alle vostre le ho già sentite.
    Vivo ancora questa esperienza per renderla più simile a ciò che dovrebbe essere, per eivtare che altri soffrano.
    Altri amici vivono con il mio stesso scopo.
    Grazie per il confronto e per la sincerità.

    A presto

  • trafaredire ha detto:

    Carissima Uyulala, io credo che chi ha commesso tutte le nefandezze che sono narrate, dalle vittime, in questo ed in altri dibattiti tematici dedicati al movimento dei focolari, contenuti in questo tuo interessante blog, poco o nulla ha capito del pensiero di Chiara (Silvia) Lubich. Aggiungo, a scanso di equivoci, che sono anche convinto che le problematiche che qui si sollevano evidenziano non soltanto l’errore di alcune persone, ma anche un errore legato al modo di impostare la vita del movimento, un errore, quindi, di organizzazione della vita della struttura. Errore che ha suscitato intorno agli anni 90′ una durissima ed estesissima rivolta nel ramo maschile dei focolarini; rivolta dalla quale ha avuto inizio una fase che la stessa fondatrice stessa ha definito di “Rinnovamento”, dando risposte inequivocabili e definitive a tutti i quesiti che i focolarini “rivoltosi” le avevano posti attraverso l’invio di migliaia di lettere. Da quel momento le cose sono cominciate a cambiare. All’inizio solo nel ramo maschile. Il ramo femminile delle focolarine è stato infatti per anni molto restio ad accettare le risposte che Chiara Lubich ha dato nel periodo del “Rinnovamento”, il che è paradossale perché noi focolarini siamo da sempre convinti che le focolarine avessero una considerazione di Chiara molto più estesa della nostra. Evidentemente non era così. Adesso anche dentro il ramo femminile sta avvenendo (nei modi femminili) la stessa cosa. Io credo che tutto questo poteva essere evitato. Ma credo anche che l’ideale di Silvia non fosse qualcosa di umano e basta. A me piace credere (e non me ne vergogno) che sia un vero e proprio “carisma”, cioè un dono particolare di Dio. Appunto, di Dio, non di proprietà di Chiara, né tantomeno delle focolarine. E’ un carisma che vuol sottolineare cose nuove (ma anche antiche) che sarebbe troppo lungo riassumere in un post, ma che sono senza dubbio importanti per l’uomo d’oggi. Concludo dicendo che sempre più all’interno del movimento dei focolari si va facendo strada la convinzione profonda che questo carisma non è per il movimento ma per tutta l’umanità. Questo significa che non “appartiene” ai membri dell’opera che vi restano ma appartiene a tutti gli uomini. Questo mi da molta serenità. Mi piace pensare che se oggi una persona si imbattesse nel pensiero di Francesco d’Assisi e ne rimanesse affascinato, al punto di voler ripercorrere il suo cammino insieme a tanti altri, non si sognerebbe nemmeno di chiedere il permesso di farlo ai francescani. Con buona pace dei francescani che legittimamente continuano a vivere la regola del loro fondatore. Ciò dimostra che i carismi non sono né dei fondatori né dei loro seguaci. Sono di tutti, anche di quelli che sono stati ingiustamente emarginati dai seguaci. Questo è il bello della vita! Che io che sono restato e tu che te ne sei andata possiamo vivere insieme, se vogliamo, l’ideale dell’unità così come è stato donato a Silvia per riversarlo su tutta l’umanità.
    Con affetto!

  • Junto ha detto:

    io… sono stato un credente… poi dopo la cresima sono stato un ateo… fino a quando il mio ideale di libertà è andato in frantumi… la mia convivente mi ha lasciato dopo 10 anni… mi sono trovato a vivere da solo in quella che era stata la nostra casa e sono andato in profonda crisi…
    ma ho conosciuto un’angelo (con l’apostrofo… un’angelo donna)… mi ha ascoltato… mi ha aiutato… mi ha portato a fare un corso prematrimoniale… mi ha sposato in chiesa.
    lei è una “volontaria”… credo… dico credo perchè ancora non ho capito cosa fa nelle riunioni settimanali con il suo “nucleo”…
    io ho riflettuto molto… ho ripreso tutto da capo… e poi… sono giunto alle stesse conclusioni di tanti anni fa… ora ne ho 40… sono di nuovo ateo… e ora so che lo sarò per sempre…
    ma vivo con mia moglie e con i nostri figli… un maschietto di 3 anni e una femminuccia di 1 anno, sapendo che lei ha un ideale superiore a noi… spesso non è facile…
    sono tanti puntini di sospensione… è un discorso molto complesso e molto difficile… ma mi fa piacere avere trovato un posto dove potermi sfogare…
    scusa l’anonimato… ma non è facile per me…

  • Uyulala ha detto:

    per Junto
    Grazie per il tuo commento, capisco che ci sono molte più cose nei tuoi puntini che nelle parole che dici.
    Non sono d’accordo che il movimento abbia “un ideale più alto”, io sono stata interna del movimento e questo ideale l’ho conosciuto e l’ho vissuto con grande impegno. Credo invece che appartenere a questo o ad altri movimenti equivalga a immergersi in una situazione spersonalizzante, in cui l’individualità resta come un contenitore vuoto, riempito di qualcosa che non è umano, e certamente non è divino.

    Cercare di trasformare l’essere umano in un “angelo” comporta dei rischi molto seri, non ho idea se tu ti sia trovato a patirne le conseguenze (posso solo farmi delle fantasie al riguardo), ma non tutto quello che sembra buono lo è davvero e non tutto quello che sembra male è davvero dannoso.

    Se vuoi, puoi scrivermi in privato attraverso la pagina “scrivimi” (l’ultima che trovi proprio alla base della foto d’intestazione). Non pubblicherò mai nessuna lettera senza il consenso esplicito dell’autore (a volte non la pubblico neppure se ho questo consenso).

  • Junto ha detto:

    Grazie a te per la risposta.
    Preferisco scriverti in pubblico anonimamente perchè credo che la mia esperienza sia comune a molti.
    Per mia moglie ovviamente il movimento è un ideale superiore a me e ai nostri figli. Non certo per me.
    C’è un lato di lei che mi è sconosciuto. E quello che io pensavo fosse un angelo in realtà è una adepta di una setta. La cosa è complicata dal fatto che anche sua madre è una adepta mentre il padre è sostanzialmente ininfluente. Io sono stato ad un incontro pubblico una volta in una sede del movimento e non mi è piaciuto per nulla. Non ho più partecipato a nessun altro evento. E da allora evidenzio la falsità dei sorrisi, le ipocrisie, i meccaniscmi infantili pedagocici prevaricatori tipo i codici dei colori…
    Ora… perchè sono qui? Perchè non so come comportarmi con lei. Prima di tutto non so se accettare la sua appartenenza e in questo caso come cosa positiva o come cosa negativa ma contro cui non posso fare nulla o combatterla perchè dannosa per lei e per noi. Ma lei identifica il movimento con dio e quindi ogni mia critica è vista come una bestemmia. Poi i papi e le gerarchie riconoscono il movimento e quindi non le posso dire che è una setta dannosa… insomma… questo fuoco rischia di distruggere il mio focolare… non posso considerare mia moglie una povera mentecatta e continuare a vivere accanto a lei per il bene dei nostri figli…
    Ma se io non la contrasto come posso impedirle di portare i nostri figli nel movimento che per lei è la cosa più bella che esista? Come posso crescerli al riparo da questo che io considero un pericolo, un lavaggio del cervello?
    Come tirare fuori uno schiavo dalla schiavitù in cui si è cacciato?

  • Uyulala ha detto:

    per Junto

    eh… purtroppo avevo capito abbastanza chiaramente che ti trovi in questa situazione. Non è facile poter dare dei consigli perché, come dici tu, il movimento è riconosciuto dalla chiesa, ha una facciata molto buona, si presenta attraverso persone apparentemente positive e disponibili, sono persone che parlano di dio e dell’amore. Diventa estremamente difficile trovare il modo di mettere dei limiti perché molto facilmente si passa dalla parte dei cattivi.
    L’unica cosa che mi sento di suggerirti è quella di offrirti per i tuoi figli come un’alternativa a ciò che propone la madre, accoglierli sempre così come sono, amarli al di là di ogni pregiudizio, al di là di qualunque cosa possano scegliere o possano fare.
    Far passare il messaggio che: “qualunque cosa possa capitarti nella vita, papà sarà sempre accanto a te”.

    C’è un particolare della spiitualità del movimento che alla lunga potrebbe giocare in tuo favore. Secondo Chiara bisogna “farsi uno in tutto tranne che nel peccato”. Beh, penso che se tu mostrerai disponibilità a comprendere tutto, TUTTO, e a non giudicare mai, questo potrà dimostrare loro che esiste qualcosa di molto più grande di quello che loro dicono essere l’amore divino, ossia l’amore umano, concreto e reale.

    Ti abbraccio

    Donatella

  • dioamore ha detto:

    Junto, voglio anche io dirti qualcosa in aggiunta ai buoni consigli che Donatella ti ha già dato. Se tua moglie è una volontaria del movimento, digli che prima vieni tu come marito e sposo, altrimenti che ti ha sposato a fare? E poi vengono i figli e la loro educazione e per ultimo e solo per ultimo viene l’impegno nel Movimento. Digli che deve essere pronta a perdere l’ideale per il tuo bene e per il bene della tua famiglia. E se ti dice che bestemmi chiedigli perché ti ha sposato e che ci sta a fare nel Movimento dei Focolari, se poi trascura l’amore verso di te che sei la persona più prossima da amare, perché Chiara non ha mai voluto persone che con la scusa di essere impegnati nel Movimento e in nome dell’ideale trascurassero la famiglia, il lavoro e venissero meno alle proprie responsabilità. Digli che te lo dico io, uno che il Movimento dei Focolari lo frequenta dal Genfest del ’90. Comunque Donatella ti ha dato anche buoni consigli.

  • bathroom taps ha detto:

    This is a great and very informative blog I tried this the other week after I saw it advertised and you sum it up right.. Just brilliant!!

  • volontaria ha detto:

    Ho 47 anni e sono nei focolari da quando ne avevo 15.
    Sono laureata, ho famiglia e figli e un lavoro di responsabilità. No ho mai subito coercizione alcuna, non mi sento fanatica, anzi penso di avere un notevole equilibrio. Conosco persone bellissime, trasparenti e disinteressate. Ho imparato a vivere con grande semplicità e rispetto per l’altro. Ho un rapporto distaccato dai beni, ne godo ma mi apro ad ogni esigenza altrui. Il movimento per me è famiglia e mi aiuta a “fare famiglia”.
    Se vedo qualcuno che assume atteggiamenti fanatici, con semplicità glielo faccio notare.
    Cerco di guardare al di là degli atteggiamenti e di cogliere l’essenza delle cose. Tutti sbagliamo, ma cerchiamo di darci reciprocamente una mano.
    Mi spiace per l’autrice di questo sito…è così piena di rabbia…
    Le auguro la pace del cuore. Solo questo è importante

  • Uyulala ha detto:

    Per “volontaria”
    è strano, ma tutti coloro che sono rimasti nel movimento continuano a vedere qualcosa che non esiste, ossia la rabbia. Non esiste rabbia in me, e ormai neppure dolore per me stessa. Per molti anni ho dimenticato quella parte della mia vita perché sono andata avanti, ho maturato molto e ho sviluppato la mia vita, la mia spiritualità in direzioni diverse.
    Poi, a partire da quest’articolo, son successe cose che mi hanno fatto riprendere quella parte della mia vita. Ho conosciuto persone devastate dall’indottrinamento del movimento, che portano cicatrici profonde e non so neppure se guariranno mai. Questo mi ha addolorata profondamente e continuo a vedere che da parte degli interni si continua a fare sempre lo stesso lavoro: rinominare la realtà in modo da far rientrare tutto nello schema del cosiddetto ideale.

    Tu ti trovi bene, sono felice per te. Ma non è onesto da parte tua sputare addosso a chi invece ha avuto queste ferite, solo per confermare a te stessa di aver fatto la “scelta gusta”.
    Non esistono “scelte giuste”. Non so se augurarti di capire questo con la vita oppure di non capirlo mai.

    Le esperienze che raccontiamo noi ex sono reali, gravissime, dolorose. Questa è la realtà. Niente rabbia, solo semplice descrizione di ciò che è

  • catimini ha detto:

    Mi chiedo perché nessuno del Movimento dei Focolari sia intervenuto per smentire “volontaria”. Infatti è piuttosto evidente che non si tratta di una persona realmente appartenente al Movimento, bensì di qualcuno che, surrettiziamente, si spaccia per tale. Chi sarà? Mah… chiunque sia, è davvero brava a giocare ogni carta del suo commento per gettare fango sul Movimento. Ad esempio il tono: impiega il discorso indiretto, non dà del tu a nessuno, come di solito si fa nei blog, ma preferisce interloquire con un ipotetico mondo di altri che dovrebbero giudicare, chiamandoli a testimonianza delle sue parole, in modo da apparire qui senza mescolarsi alla brutta gente che ci scrive, protetta da quello Sguardo che dall’alto giudica. Il suo non è un post, è una giaculatoria, è un’invocazione dei Numi che presto folgoreranno il blog (attenti al pc).
    Questi Numi sarebbero evidentemente più potenti di ogni malcapitato che possa scrivere qui, e in nome loro lei stessa tiene a presentarsi come una donna che detiene un certo qual potere, in modo da spaventarci per bene e farci desistere dai commenti nel caso non ancora colpiti dal fulmine.
    Come riesce a spaventarci?
    Mediante una serie di astutissime mosse (astutissime, perché lei non è la vera “volontaria”, è una che vuole mettere in cattiva luce il Movimento, anzi probabilmente comincio a intravedere: è Uyulala travestita!).
    Vediamo (Vamos).
    Innanzitutto vanta una militanza di ben 15 anni, direi i più importanti, gli anni della formazione, e qui mentre evoca direi che il suo post prende un po’ anche il tono del Bildungsroman, ma solo trasversalmente, a monito discreto degli illetterati che bazzicano nel blog. In seconda battuta si qualifica immediatamente: laureata, moglie, madre di famiglia e, ultimo ma non ultimo, titolare di un incarico di responsabilità. Non ci dice quanto prende al mese, perché è gentile con noi: così ce lo possiamo immaginare, noi poveracci, ci lascia un po’ fantasticare. In ogni caso fin dal principio mette in chiaro che lei non è proletaria come noi (bolscevichi), non è una zitella (ohibò) né una ragazza madre (come la Gelmini! Non sia mai.). Sono tutte precisazioni necessarie perché sia ben evidente per chiunque legge, ma soprattutto per quegli altri Numi che giudicano dall’Iperuranio, che il Movimento ha operato questo, che il Movimento mette al sicuro, e pare di vederla sorridere dolcemente attorniata dai pargoli nel giardino della sua dimora di campagna, come nella pubblicità di un’assicurazione. Poi eccola lanciarsi a capofitto nella doviziosa descrizione della propria luminiosa perfezione psichica, e nella non meno luminosa caratterizzazione della personalità di coloro che l’attorniano, probabilmente sempre nella dimora di campagna, là dove ella vive distaccata dai beni. Tenete presente che lei si apre a ogni esigenza altrui, e dunque se non sentite parlare di lei che si butta a corpo morto tra la polizia e i bambini rom è soltanto per il suo spiccato e magnanimo senso del riserbo. C’è lei dietro all’elezione di Obama, lei sta convincendo il Senato USA a riformare la Sanità, ma non lo sapremo mai da lei, non qui. Qui però possiamo risultare edotti circa il fatto che lei vigila sulla moralità del Movimento. Se trova un fanatico lei lo redarguisce e subito lui, certamente, desiste dal fanatismo, questo non ce lo specifica ma è implicito. Desiste perché lei lo riprende in semplicità, lei non si sofferma sull’atteggiamento, no, perché il suo sguardo sa cogliere l’essenza, ah, lei scorge l’Eidos! E’ l’intuizione delle essenze che lei sa operare, la Wesensschau nel suo splendore, e ognuno di noi che legge ormai è trapassato dalla sua visione che coglie ogni nefandezza e l’ammonisce, misericordiosa. Esattamente come fa con Uyulala. Com’è incomparabilmente generosa “volontaria”: offre a Uyulala una direzione spirituale gratuita, certo le vuole “dare una mano”, vuole “fare famiglia” con lei… Nella sua indefettibile sapienza ha scoperto che in Uyulala alberga della rabbia. Forse conseguente a una ferita subita? Non è necessario giungere a scrutare fino alla causa, no, l’intuizione delle essenze non s’ha da spingere tanto lontano, ciò che conta è la cura, “volontaria” è una donna d’azione, il misticismo non fa per lei. Così come ha intrapreso di getto il commento a questo blog, così senza indugi si cimenta nella cura della rabbia che la sua profonda conoscenza dei cuori ha rilevato in Uyulala. Voi vi aspettereste: intavola una discussione mostrando attenzione e rispetto per i racconti di Uyulala. Oppure: scrive un altro commento, successivo al necessario tratteggio della propria smagliante forma psico-socio-fisico-finanziaria, necessaria perché insomma si tratta di lei, un altro commento successivo e carino per proporsi come interlocutrice. Oppure: scrive un post in cui le propone di contattarla per mail. Oppure: la invita nella dimora di campagna per offrirle l’ascolto di cui necessita e laggiù magari le scaccia con semplicità i fanatici quando le s’avventano contro (dalla descrizione pare capiti piuttosto spesso, no? forse ho capito male).
    Voi ipotizzereste queste possibilità? Ebbene siete degli ingenui (e bolscevichi). Siete degli ingenui perché se “volontaria” facesse una di queste mosse non sarebbe affatto astuta. Ricordate che lei in realtà non è lei! Ecco la sua ottima scelta: lei contrariamente alle vostre stolte aspettative sbatte in faccia la rabbia di Uyulala a Uyulala davanti alla Rete tutta, nel microsecondo prima di quello in cui le augura la pace del cuore, con tutta la sincerità trepidante del momento. Sì, leggetelo con venerazione, perché questo augurio gronda lacrime di fraterna compassione, qui vibra l’annuncio della carità, quella con la C maiuscola, di cui tanto abbiamo bisogno in questi tempi di tregenda…
    Pensavate di aver letto un finale tipicamente farisaico, l’odiosa falsa ipocrisia di chi lancia il sasso e nasconde la mano, nascondendosi dietro la finta pietà? Non avete capito niente.
    Non vedete che lei deve trasformarsi in continuazione? E’ necessario che voi pensiate che viene davvero a difendere il Movimento, e poi ne dubitiate, e poi ne siate certi, e poi di nuovo non sappiate che pensare, e poi basta adesso scusate se non avete capito ancora non vi posso più spiegare. Peggio per voi, criminosi. Devo andare in Facebook a chiedere l’amicizia a “volontaria”. E a mandare a Scanzi il suo commento. (A proposito, per Bruno Vergani: ma l’hai letta l’esegesi dei reperti di Amicone e Lupi?)

  • Uyulala ha detto:

    Catimini, ma sei anche su FB?

    Giuro che il tuo commento mi ha sollevato davvero lo spirito

    (se sei su FB chiedimi l’amicizia ricordandomi chi sei, MOOOLTO volentieri la accetterei)

  • volontaria ha detto:

    Che ridicole dietrologie!
    Buona vita, amici. 😛

  • catimini ha detto:

    Cara Uyulala,
    ho citato FB perché Scanzi in fondo all’esegesi lo fa sempre! Il mio post era solo un patetico tentativo di imitare lui, e se vuoi DAVVERO sollevarti lo spirito leggi lui direttamente, qui:

    http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/20/luigi-amicone-uno-di-noi/

    Forse non lo conoscevi? A me sembra geniale: scrive con un’eleganza e una padronanza della lingua veramente rare, quasi mai è volgare, e fa morire dal ridere. Io non la chiamerei satira la sua, ma ironia, nel senso proprio socratico. Ovvero nel senso che porta chi lo legge a vergonarsi, non a offendersi. C’è troppa fantasia nelle sue “esegesi” per poter trovare del rancore… la stessa è stata la mia intenzione nei confronti di “volontaria”, che molto probabilmente non tornerà mai qui a leggere, e che in fondo è la prima vittima di una situazione che le impedisce di assumersi un minimo di responsabilità per gli esseri umani che non stanno dentro il suo Movimento. Lei non tornerà ma vorrei però che, se a quelli che che la pensano come lei capitasse di leggere, pensassero un po’ a come anche poche parole possono fare molto male. Che avessero l’onestà di riconoscere che queste poche parole dette a nome di un Movimento della Chiesa offendono innanzitutto chi crede nel Vangelo, perché il Vangelo VIETA di giudicare qualcun’altro (la pagliuzza e la trave vi dicono niente?) e tanto più vieta di umiliare qualcun’altro, vantandosi della propria pace del cuore. Non mi è venuta molto bene l’esegesi, la prima parte è pesante e la punteggiatura sarebbe tutta da rifare, Scanzi mi darebbe forse un 5 e mezzo… ma spero che chi legge “volontaria” e si trova s’accordo con lei poi quando legge il mio post si vergogni almeno un po’. Sarebbe un ottimo risultato…
    Purtroppo non sono ancora in FB perché in questo periodo ho talmente poco tempo che non riuscirei mai a rispondere a tutti, mi ricordo che anche tu una volta avevi scritto di quanto ti prendeva. Ma prima o poi dovrò andarci, e allora ti cercherò subito…
    intanto spero tu scopra la cedrata guatemalteca!
    baci baci

  • Uyulala ha detto:

    Volontaria: mi sembra la storia del bue che dà del cornuto all’asino…

  • Mariela ha detto:

    Beh, é ridicolo! “Volontaria” é una vera e brava volontaria di Chiara!
    Io lo sento nel cuore!
    (Ha lo stesso style di Mari, dioamore e Pop Corn….)

  • catimini ha detto:

    Cara Mariela,
    buonasera! scusa se non ti ho risposto prima, ma avevo pochissimo tempo e mi sembrava più urgente venire qui, però adesso ci sono! Sai io non credo che a Uyulala dispiaccia se parliamo anche di altro, dopotutto in questo blog ci sono articoli su moltissimi argomenti. Sono molto felice anch’io di conoscerti, la tua ultima risposta è stata proprio un regalo: tu sei capace di incontrare pensieri diversi ed essere disposta ad ascoltarli… sai che sono davvero in pochissimi che hanno questa intelligenza? Perché di questo si tratta, intelligenza, solo chi non ha paura di ascoltare una voce diversa è capace di scoprire la realtà per come è, senza costringerla in schemi utili, comodi. La realtà di chi si fabbrica schemi fa poi comunque sempre paura, perché chi la incasella sa che fuori c’è altro, che non può raggiungere. Invece chi è intelligente come te è libero di non aver paura, sa che intorno a sè tutto piano piano si farà chiaro, perché sa che non vorrà mai smettere di esplorare, e per farlo basta semplicemente il coraggio, che tu hai. Mi piacerebbe molto che tu potessi vedere Sin Destino, è uscito da poco, credo che in qualche bilbioteca potresti trovarlo. Mi piacerebbe sentire poi quello che ne pensi, e ho la netta sensazione che ti piacerebbe molto. Per quanto riguarda Davide e Golia, capisco bene quello che intendi… eppure se tu pensi alla storia della Chiesa ti rendi conto che Golia si sta rivelando sempre di più il gigante dai piedi d’argilla, che inesorabilmente si sfalda, si sgretola. Piano piano anche in Italia qualcosa si muove, e appena questa contestazione parte davvero non sarà più possibile fermarla. Golia non può prevedere le mosse da Davide, perché Golia non immaginerebbe quello che Davide sta pensando!

    Bacio grande,
    buonanotte

  • volontaria ha detto:

    Grazie, Mariela.
    E’ chiaro che non volevo dimostrare superiorità alcuna e che mi guardo bene dallo sputare sentenze, ci mancherebbe!
    E, cara Uyulala, voglio semplicemente dire che ho sempre avuto possibilità di dialettica nel Movimento, che non mi piace il fanatismo, sempre possibile ovunque.
    Che amo guardare al di là del mio naso e in questo Chiara mi ha aiutata tanto.
    Perchè poi tu abbia ritenuto offensivo l’augurio di avere la pace del cuore, proprio non lo capisco. Sarà un mio limite, sicuramente.
    Penso che la pace dentro sia un bene prezioso e sforzarsi di vivere in modo da meritarsela, una meravigliosa opportunità.
    Per questo te la auguro ancora, così come ti auguro che la tua vita sia esattamente come la desideri.
    Ancora una volta, buona vita, amici! 😛

  • Uyulala ha detto:

    per volontaria: ti copio ciò a cui io ho risposto:

    Che ridicole dietrologie!

    e io confermo: sembra il bue che dice cornuto all’asino. In fatto di dietrologie mi sembra che tu non scherzi.

    per catimini: non ho problemi a ospitare il vostro scambio. Magari alla fine avrà problemi la pagina ad essere caricata. Ho qualche problema a seguire te nei tuoi discorsi, perché hai una preparazione decisamente superiore alla mia in tema di esegesi e spesso io torno a casa che sono bollita dal lavoro… E’ l’unica ragione per cui il più delle volte non ti rispondo.

  • Mariela ha detto:

    Per volontria:
    Se ti avresti interessato in leggere di piú e in profondità gli altri post e i commenti, avresti capito che il mio commento non era per te. Mi dispiace molto.
    Non avresti dovuto fermarti SOLO a leggere questo post, che forse ha un titolo troppo “forte” per te. Potresti capirci meglio se dai questo piccolo passo con la disposizione di fare un vuoto nella tua mente.

    Per Catimini:
    Io non penso di essere molto intelligente, nemmeno di avere quella intelligenza di cui parli. Ma lo prenderò come un consiglio utile per l´armonico rapporto tra gli umani. Ed é su questo che si tratta il vivere, no? Ma grazie sul serio, mi conforta tanto.
    Ho trovato su YouTube il trailer del film. Posso capire di cosa si tratta, non é il primo che tocca lo stesso argomento. Infatti io credo che l´olocausto è stato una fatto terribilemente disumano, una tragedia da non dimenticare finché non accada di nuovo.
    Ma se Israele non avesse diventato il mostro con sette di vendeta e territori, penso che avrei andato a comprare il DVD del film.
    Penso che non possiamo manipulare il dolore, e Israele lo fa.
    Il dolore produce compassione e un sentimento favorevole per le vittime e per il loro stato: Israele.
    Io non ho visto che ci sia nel mondo un´altro paese che viva con tanto attacco al passato, al suo dolore, alle sue ogni 6 milioni di vitteme e al tempo stesso diventado un nemico ancora piú crudele che i nazisti.
    La frase “vittime delle vittime”, nella mia opinione, non é tanto una frase che cerchi una comprensione reciproca. Io penso che sia il dimostrare quanto miserabile sia il essere umano: essere vittima di chi è stato anche vittima é MOLTO DEPRIMENTE, anzi è VERGOGNOSO!!! Penso che la frase di questo gruppo palestino sia un disperato grido capace di fare capire quanto assurdo sia l´agire dei giudei.
    Ma sarà sempre un grido inutile se Israele continua a fare marketing con il dolore. Sembra che la parola “olocausto” abbi persino il loro copyright.
    Só che non sarai tanto d´accordo con me, ma só anche che capisci. Attendo una tua risposta ma non ti risponderó poi su questo tema, perchè per me è un dispiacere stare in disacordo con te.
    Possiamo parlare di tante altre cose certo! Sono io molto felice di averti consciuto su questo sito e di imparare da te. Ma riguardo Israele… sono io PIENA DI RABBIA… 🙂
    Buon week end!!!

  • catimini ha detto:

    Cara cara Mariela,
    ho pensato tanto, in questi giorni in cui non poevo scrivere, alla tua attesa della mia risposta. La sentivo… come sento la tua fiducia, che è un regalo. E un regalo tanto grande quanto più anche nei tuoi confronti io sento fiducia, le parole che scrivi mi sembrano passate da un dolore immenso, che hai affrontato senza cedere a nessun compromesso, e per questo sono pulite, anche quando sono piene di rabbia. Non so chi sei, né dove sei, ma non fa niente, perché attraverso la scrittura passa il nostro corpo invisibile, la scrittura costruisce l’anima. Allora qui sento la tua anima che ha bisogno di gridare contro la violenza, e ha bisogno di gridare la sua rabbia contro la violenza che ha subito.
    In fondo non è per nulla fuori tema questo nostro “argomento” atipico per il blog. Perché tu hai iniziato a scrivere qui per denunciare una violenza che non è natura diversa da quella di una guerra. Se Israeliani e Palestinesi si odiano e si distruggono in una reiterazione degli stessi gesti, sempre più atroci, sempre bestiali, non è per motivi diversi da quelli per cui qualcuno può distorcere a tal punto il Vangelo da farlo diventare una religione e una setta (non è un giudizio sul Movimento in cui sei stata, ma su quello che per te e per molti come te è indubitabilmente diventato, per motivi che sarebbero da affrontare e indagare alla luce del sole da parte di chi con onestà tiene a questo Movimento). Quello che hai vissuto tu è una guerra, fatta sulla tua pelle, e ancora, per difenderti, sei in guerra. A Gaza la guerra dell’orrore si vede, in una setta è nascosta, ma la morte è la stessa.
    Il fatto che tu dichiari di non voler vedere Sin Destino PERCHE’ Israele ha il marketing della Shoà significa una cosa sola: che la Shoà si ripeterà. Che i bambini ebrei che oggi crescono in Europa rivivranno la persecuzione.
    E’ terribile leggere queste tue parole e vederci il futuro inevitabile che si si sta costruendo. Perché queste parole sono antisemite com’erano antisemite quelle di chi lungo i secoli e fino a questo secolo ha creduto che gli ebrei non fossero persone, ma ebrei.
    Mi rendo conto leggendoti che tu non hai questa intenzione, non ne sei consapevole, che tu chiedi soltanto giustizia, giustizia per i bambini palestinesi, che non sono palestinesi, ma bambini. E mi rendo conto che in questo momento il popolo ebraico vive la stagione più buia della sua storia, che Israele è stato trasformato in un immenso campo di concentramento, il più spaventoso, perché qui gli Ebrei sono condannati a non essere le vittime, ma i carnefici, e davanti agli occhi di tutto il mondo.
    Per chiarire cosa significa condannati ti riporto da una spaventosa intervista alcune parole di uno dei soldati israeliani che hanno denunciato l’operazione Piombo Fuso:

    “In guerra ogni attacco è preventivo. Ed è per questo che l’addestramento vero, alla fine, è a scuola, non in caserma. Perché è a scuola che impari chi sono gli arabi, nel senso – come funziona, qui: la loro vita o la mia.
    […]
    Tutti che vogliono capire perché sono partito. Ma io non ho scelto di andare in guerra, in guerra ci sono nato. La guerra è la mia vita. Non ho idea onestamente, di quale fosse l’obiettivo preciso: ma non è importante – voglio dire: l’obiettivo: conoscerlo, condividerlo. Perché la guerra non è qualcosa di discontinuo rispetto alla mia vita: non è che esiste la pace, qui, e poi a un certo punto la guerra – e ti chiedi allora se ha senso partire, e quale sia l’obiettivo. E così, uguale: non è che ricevi un ordine preciso, nessuna discontinuità. L’obiettivo, l’ordine lo conosci da sempre. Perché sei ebreo, e vogliono assassinarti”.

    E’ per questo che vedere Sin Destino è un’azione che tu faresti CONTRO questa guerra. Perché vedendolo ti accorgeresti di come si è arrivati a questa guerra, ma soprattutto perché ti metteresti dalla parte di chi non vuole che un ebreo debba essere assassinato, e quindi dalla parte di chi non trova il motivo per cui un ebreo debba fuggire in Israele e asserragliarsi là per non essere assassinato. E dunque ti metteresti dalla parte di chi cerca di eliminare questa guerra alla radice. Diversamente, anche quando Israele sarà stato cancellato dalla faccia della terra insieme ai bambini palestinesi da qualche arma di ultima generazione, ipotesi non remota in questo periodo, la guerra non finirà mai. E la Shoà non finirà mai.
    Così come non può finire, dentro qualcuno che ha subito violenza, la rabbia per ciò che è stato finché non riesce a scoprire nel suo carnefice la possibilità di ritornare da bestia uomo. E’ soltanto questa la vera “vendetta”, la vera guarigione di una violenza subita: le lacrime di disperazione del carnefice per ciò che è stato. Soltanto così il carnefice è morto davvero, e la vittima è salvata…
    Come è possibile che le bestie diventino uomini? Che chi ha tradito in nome del potere la nostra fiducia più preziosa, più pulita, si accorga di quello che ha fatto, e “si denunci”, si consegni alla nostra attesa di giustizia?
    Come… sembra un’utopia vero? Un’illusione.
    In questo mondo in cui ci troviamo in cui

    «esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione al campo avverso».

    E’ una frase di Primo Levi, scrittore e suicida dopo la Shoà. E’ una frase che spiega bene come in un gruppo si crei un’alleanza tra carnefici che nella vittima in fuga procura l’immenso senso di colpa che diventa rabbia o tristezza senza fine. La vittima continua a “obbedire” al contagio, anche se fisicamente non è più esposta alla violenza. Mi pare che sia la spiegazione di una frase di Uyulala che parlando dei gravissimi danni psichici di alcuni “ex” diceva: non so nemmeno se guariranno mai. Il contagio del male comprende ogni tipo di violenza, quella psichica è certo la peggiore.

    Ecco perché se guarderai Sin Destino farai una cosa non soltanto per tutti i bambini di Palestina, ma per questi ex. Perché ogni decisione contro il contagio del male è battaglia contro TUTTA la violenza. In primis, lo è contro la violenza dentro di noi, quella che ci fa più soffrire.

    Scusa perché temo non si capisca niente, io non capisco più niente: è tardissimo, ma non avevo un altro momento per scrivere… spero tu possa leggere dietro le righe…

    un abbraccio forte forte

  • Mariela ha detto:

    Catimini:
    Io penso che “l´olocausto”, NON si ripeterà.
    Israele sempre continuerà a trovare un modo di giustificare le sue azione. Gli ebrei hanno sofferto MOLTO e senza altro troveranno sempre compassione per la loro passata sofferenza, nonostante tutto… Poi, cosa faranno i neonazisti non mi preoccupa molto, Israele e la la comunità mondiale é piú forte certamente.
    Quello che mi dispiace ti l ´ho detto. Ma non per quello sono “antisemita”, perché non gli “odio” per la sua religione ma per il suo ATTUALE agire politico. Sembra che non ci sia una soluzione a questa guerra, neppure per te. Ma certamente non si può restare zitta. E in questo sei brava quando fai il paragone tra i movimenti cattolici e le guerre…

    Cercherò di vedere “Sin Destino”, ma visto che c´è anche il libro, spero di almeno trovare il libro. Sei contenta?
    Ho letto alcune critiche, é sembra un libro molto “interessante”, ha una visione “diversa” dell´olocausto. Lo scritore é un giudeo non molto giudeo, un cosmopolita si chiama a se stesso, persino abita a Berlin!
    Grazie Catimini, sei stata molto chiara per me, ti ringrazio di cuore, anzi il regalo é per me. Per tutte le altre cose che dici resto senza parole, e questo é anche un regalo…

  • catimini ha detto:

    Cara cara Mariela,
    sono MOLTO, MOLTO contenta… non riesco nemmeno a dirti quanto. Pian piano ci riuscirò… mi lascia davvero stupefatta scoprire quanto la scrittura permetta di incontrarsi, di raggiungersi forse dall’altra parte del mondo e dirsi le cose più vere. Nelle tue parole, mi sono sentita accolta per quello che sono: grazie…
    La tua risposta per me resterà come un tesoro. E’ davvero di pochi poter accogliere un punto di vista altro. Di pochi aver saputo trasformare il vuoto che il dolore ha lasciato in spazio per ospitare pensieri diversi, permettendo che vivano della loro vita differente, permettendo che pongano interrogativi, che portino esperienze nuove… è davvero di pochi: di pochi che hanno coraggio. E tu sei così!

  • Mariela ha detto:

    Carissima Catimini,
    GRAZIE! grazie per il regalo che sei tu stessa! mi hai dato molta GIOIA con le tue parole!!!

  • Cico ha detto:

    Anch’io sono stato gen 3 e 2: paragonare il MdF a sciontology o testimoni di Geova (è scritto in qlc post precedente) non è giusto e chi ne ha fatto parte lo sa bene. secondo me è il + aperto ed il meno settario di altri movimenti tipo Cl o Neocat. etc
    Cmq la mia esperienza è stata di solitudine e sopportazione verso gli altri appartenenti anke quando ne facevo parte, quindi uscirne non mi ha portato nessun trauma. Anzi lì ho trovato nemici più che amici.
    Di contro ho vissuto momenti indescrivibili che solo quel carisma può dare che mi hanno fatto crescere anche umanamente e k penso me li porterò dietro x il resto

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Cico. Come non ho mai smesso di dire a tutti, se per te quest’esperienza è stata positiva, ne sono contenta. Non è stato così per tutti però. Rivendico il diritto per me e per tutti gli altri ex di raccontare “l’altra faccia della medaglia”.

  • Felice45 ha detto:

    Uyulala,
    non sono solito a dare giudizi e consigli, spesso neppure quando mi vengono richiesti.
    Ma c’è qualcosa evidentemente che mi ha toccato e ferito in questo sito, che fa un po’ parte della categoria dei “blog contro qualcosa”
    Le tue parole, mi esprimono, rammarico, dolore, inquietudine per un’esperienza drammatica che ti ha segnato nel profondo.
    Non dico rabbia, ma dico dolore per una ferita che non si rimargina.
    Perché è del tutto evidente che questa storia non l’hai superata: lo si intuisce, lo si nota chiaramente.
    Ho il dubbio che questo blog faccia male a te oltre che evidentemente al MdF.
    Non mi è chiaro il significato della frase “rivendico il diritto per me e per tutti gli altri ex di raccontare “l’altra faccia della medaglia” “.
    A quale diritto fai riferimento?
    E’ forse un diritto frequentare una famiglia e poi andare in piazza e criticarla? Ho qualche dubbio in proposito.
    Riguardo all’altra faccia della medaglia, credo che in ogni comunità, associazione umana il male e il bene siano sempre entrambi presenti e spesso si compenetrino al punto da renderli indistinguibili.
    Pur essendo un cattolico e non un focolarino neppure aderente (solo simpatizzante) mi sento di dire che in questo mondo nichilista, cinico, edonista, individualista, ateo, che ne fossero di persone che portano un messaggio di pace autentica, di amore autentico, di impegno totale e gratuito come ho visto nel MdF.
    E’ assolutamente fuori luogo parlare di setta per un’Opera Cattolica i cui statuti sono approvati dalla Chiesa.
    E cinico considerare sul feretro di Chiara Lubich, il male che possa aver fatto la sua opera.

    Sono d’accordo con volontaria, che ti augura la pace.
    Ne hai bisogno

  • Uyulala ha detto:

    per Felice.
    Mi sono ripromessa più volte di lasciar andare nell’oblio questo genere di commenti, ma mi trovo in uno stato d’animo per cui alla fine mi fa anche piacere rispondere. Non rispondo a te, ho già visto che questo punto di vista che io cerco di esporre scivola addosso a persone come te e come volontaria come fa la pioggia lungo l’ombrello. Rispondo per altre persone, persone che amo, che mi stanno veramente a cuore, persone delle quali conosco la sofferenza e i tormenti.

    Io ho chiuso col movimento molti anni fa e ho quasi dimenticato che esisteva. Aver fatto un breve e rapido post a caldo ha scatenato di tutto nella mia vita e mi ha messo in contatto con persone che vivono un dolore indescrivibile, generato (checché se ne possa dire) PROPRIO dalla militanza nel movimento. Ho allacciato relazioni profonde, importanti, bellissime con queste persone, che mi hanno comunicato di tutto. Ho visto passare frammenti di vita fatta in brandelli e ne ho sofferto. Ho visto persone che son state capaci di ricostruirsi e ne ho gioito.

    Tu paragoni il movimento ad una famiglia e ciò che faccio io al fatto di mettere in piazza i problemi di una famiglia. Il paragone è fuorviante. Il movimento è un’organizzazione pubblica e la mancanza di trasparenza di un’organizzazione rende questa una struttura di tipo mafioso, con tanto di omertà. Per cui, se il movimento non vuole trasformarsi in una forma soft di mafia, dovrà ben accettare che le proprie mancanze vengano rese pubbliche

    EDIT
    Ogni essere umano ha bisogno di pace. Anche tu, anche Volontaria. E, ovviamente, anch’io

  • Cico ha detto:

    L’altra faccia della medaglia non è mai stata nascosta a nessuno, quella è Gusu Abbandonato e chi entra in focolare fa quella scelta. Il che non significa non parlare quando si vedono cose che non vanno, ovviamente.

    Io le peggio incomprensioni e critiche le ho ricevute proprio all’interno del movimento ma anche esperienze indescrivibili, quasi mistiche, per esempio durante le lezioni sul paradiso dei congressi dei primi anni 2000 mi sembra o prima, forse quelle erano la moneta da pagare boh

    Cmq sono in accordo con molti che scrivono dell’eccessivo fanatismo nei confronti di Chiara, o della stereopaticità di molti comportamenti,del fatto che nei primi tempi era diverso, o dell’abuso che si fa di determinate formule tipo “teniamo G in M”, abbiamo visto in Unità” “ho fatto un’esperienza su…”:quelli che usano tali formule poco ci hanno capito II me dell’ideale.

  • Felice45 ha detto:

    Uyulala,
    mi ferisce il tuo giudizio sul “genere di commenti” ed è assolutamente FALSO che quello che tu dici scivoli via senza come la pioggia da un ombrello.

    Il dolore non mi lascia mai indifferente; ed è proprio considerando il tuo dolore che sono intervenuto su questo sito.

    Questo spazio web ti serve per condividere il tuo dolore; per con-patire, trovando esperienze e situazioni simili alla tua; in definitiva è la stessa cosa che succede ai genitori di ragazzi vittime della strada, o a vittime di abusi, ecc.

    Inoltre c’è il bisogno di trovare il responsabile, che tu hai ben identificato e sparare a zero parlando di plagio, di coercizione, di omertà; questo nasconde un velato bisogno di “far giustizia” di “consumare vendetta”, il velo è qui rappresentato dal proposito di “aiutare altre persone nella stessa situazione” o “cautelare altre persone affinché non ci caschino”.

    Allora quello che ti dico è che se hai trovato questo spazio web di confronto, allora non devi apprezzare solo gli interventi nella direzione di comprendere e condividere il tuo approccio, ma anche quelli critici, che magari in alcuni casi sono quelli che maggiornmente possono aiutare te e altre persone.

    Sbagli a considerare fuorviante il paragone movimento-famiglia. La famiglia, come ogni comunità, ha un proprio “privato” e un proprio “pubblico”.

    Anche in una famiglia ci può essere mancanza di trasparenza, ad esempio quando i genitori non reputano opportuno condividere certe situazioni con i figli (pensa ad esempio a situazioni di relazioni extra-coniugali).

    In ogni famiglia c’è “omertà”, ad esempio quando ci si deve difendere da attacchi esterni, oppure quando i genitori adottano determinate strategie nell’educazione dei figli.

    Ma in ogni caso il “portare in piazza” non ritengo sia un diritto, ma semplicemente un modo sbagliato e cattivo di risolvere un problema.

    Dici di aver chiuso con il MdF molti anni fa. E questo è quello che “ufficialmente” è avvenuto e quello che “vorresti” fosse avvenuto dentro di te.

    Infatti il termine “chiudere” rappresenta idealmente l’abbassare la saracinesca, dividendo il mondo in ciò che sta “al di qua” e ciò che invece sta “oltre” la porta.

    Ma questo sito ed ogni tuo intervento “dimostra” che dentro di te quella porta non si è mai chiusa, che la tua mente è ancora là, che tu vivi ancora da “separata”, “sola” e “sofferente” quella situazione; per questo ogni giorno hai bisogno di dire A TE STESSA E AL MONDO INTERO CHE LA PORTA E’ CHIUSA.

    Quando una persona ti dire che nel MdF si trova bene, ecco hai immediatamente il BISOGNO DI RIVENDICARE IL TUO DIRITTO DI ESSERTI TROVATA MALE, DI AVERE SOFFERTO; e di conseguenza il tuo DIRITTO A GIUDICARE a A CONDANNARE.

    Cara Uyulala, devi renderti conto che NESSUNO PUO’ chiudere per te quella porta; è una cosa che SPETTA SOLO A TE. Non è detto che tu ci riesca, ma io ti auguro sinceramente che tu riesca a farlo ed è quello il senso di augurio di pace che io ti ho rivolto e che ti ribadisco.

    Io ti posso dare un consiglio del quale farai l’uso che credi: la medicina in questo caso è sempre solo una! Ricorda le parole profetiche di Giovanni Paolo II;

    NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA
    E
    NON C’E’ GIUSTIZIA SENZA PERDONO.

    Sei una persona molto sveglia e intelligente oltre che simpatica. Per questo non c’è bisogno che io vada oltre.

    Con grandissimo affetto,

    Felice

  • Uyulala ha detto:

    Felice quando parlo di “pioggia che scivola via” non mi riferisco alle risonanze emotive ma ai concetti. Tu insisti, e anche questo commento ne è la prova, a rifiutarti di accogliere molto semplicemente quello che dico e quello che altri dicono. Vuoi a tutti i costi mantenere la tua idea di me e del modo in cui ho vissuto e vivo la questione senza minimamente farti sfiorare dal sospetto che, semplicemente, quello che dico è quello che è. Ecco il tuo ombrello impermeabile.
    Il dolore sta nel fatto che la mia visione e la mia esperienza non è la tua. Invece a questo riguardo l’ombrello ce l’ho io perchè, molto semplicemente, io so bene che ciò che dico corrisponde alla realtà di un’esperienza che tu vuoi interpretare a modo tuo e, in questo modo, sostanzialmente vuoi negare. Sapere di essere onesta al riguardo è per me avere la serenità necessaria per guardare con distacco il tuo commento e quelli analoghi al tuo che, ahimé, si somigliano desolatamente.
    Ho molta compassione di te, perché vedo che preferisci le teorie all’ascolto e alla reale accoglienza di chi ha vissuto e vive la vita in modo diverso da quello che tu pensi “sia il giusto”. Pazienza.

    edit
    Mi sono svegliata da poco e ho scritto solo a metà. Tu rifiuti di vedere una cosa in particolare: io non ho dolore rispetto alla mia esperienza nel movimento, del movimento me ne frego altamente altrimenti non potrei scrivere così. Ma a ME non è indifferente il dolore di tutti coloro che mi hanno scritto e che mi hanno parlato della loro esperienza, e che mi hanno chiesto di continuare. Chi non ha superato le esperienze nel movimento non riesce a parlarne perché le reazioni come la tua sono come bruciature su carne già bruciata. Anche di questo, che te lo dico a fà??? Tanto, comunque, vorrai credere solo a ciò che ti fa comodo per la tua omeostasi interna.

    Ah, per inciso: non esiste il perdono, ma solo la piena assunzione delle responsabilità. Io le mie me le assumo. I membri del movimento sanno farlo? Sarà quella, eventualmente, la loro condanna o il loro perdono. Anche perché, se esiste un dio, è a lui che spetta perdonare, non a me. Io so benissimo di non essere Dio

  • alfredo ha detto:

    Per Felice 45,
    innanzitutto ringrazio la nostra ospite per il suo sito così bello e organizzato.
    A lei deve andare ogni rispetto per il coraggio di raccontare una esperienza.
    Io non sono cattolico e la penso in parte come lei.Anzi non proprio perhè per me Dio è lontano e a noi non si interessa, nella sua perfezione .Trovo però molto giuste le parole di Felice45 . Mi sembra di individuare nelle parole, di alcuni interventi anche molto lunghi da non poter essere letti, una notevole aggressività accompagnata da una una mancanza di rispetto per le scelte degli altri .
    Alcuni interventi, non uyulala a dire il vero, presentano una notevole carica di pregiudizio intellettualoide sicuramente dovuti a mancanza di sicurezza e pace

  • Mariela ha detto:

    “Caro” Felice45 “vincitore”

    tu ti credi di essere “Vincitore” … ma di una guerra che nessuno qui sta cercando di fare. Tu sei un soldato cercando un nemico nel posto sbagliato. Persino dichiari una guerra con dei motivi che non sono veri…
    TU SEI TROPPO VIOLENTO… tu non stai bene, tu non hai per niente pace nè amore. Lo si sente in ogni tua parola…

    Uyulala in nome nostro non ha mai “giudicato” nè “condonnato” il movimento
    Qui ci si racconta le NOSTRE esperienze.
    Pensi coinvolgere a tutti per una rivoluzione in contro lei?
    Pensi che inventado delle cose che mai si hanno detto qui puoi manipolare la opinione di coloro che viene a visitare questo sito web? Respeta loro, non sono “ragazzi” di scuola secondaria… neppure viviamo nel tempo dell´inquisizione nè la censura…
    Quindi non si capisce per niente il tuo concetto di libertá… Forse neppure sai cosa vuol dire la libertà d´espresione. Sei un violento intollerante.

    Ti nascondi in un nickname e ti nascondi di te stesso dicendo che sei solo un “simpatizante”….
    TU CONOSCI BENE il movimento, non per niente ” ti ferisce ” tanto.
    Perchè ti nascondi? perchè non sei capace di fare un “vuoto di amore”, nè di “farti uno” con nessuno di noi. Sei troppo pieno di te stesso e della tua rabbia. NON SEI PRONTO A UN DIALOGO.

    Sei un dittatore. E ci vieni tu a parlare della LIBERTÀ ? ti credi capace di toglierci il diritto all´espressione, a annullare le nostre esperienze, a ironizzare il dolore di tanti ? Sei irrazionale. Sei crudele!

    Il movimento é una organizzazione pubblica, ti lo hanno ormai detto.
    E io “come buona cristiana” non smettirei mai di “portare in piazza” i problemi che ci sono all´interno di ogni organizzazione pubblica (nè privata) se quella avesse anche delle piccole cose che fanno male.
    Perché non sei d´accordo? hai qualcosa di nascondere? ogni organizzazione pubblica lavora con dei beni pubblici, quindi, cosa accada dentro appartiene a tutti!
    E io, “come buona cristiana”, voglio dare un´altra opinione raccontando la mia esperienza(l´altra faccia della medaglia). Un cristiano é costretto ad aiutare.

    Ma quello non vuole dire che non sia d´accordo con la essistenza del movimento, anzi, sarei contenta se tante cose all´interno cambiassero.

    Non avrei voluto scriverti. Ormai la brutta figura la hai fatto tu da solo… ma mi dispiace il modo come hai scritto a Uyulala…

    Tu non sei per niente simpatico (diventa “cristiano” e smette la tua stupida ironia!) e ti saluto con “pochissimo” affetto! (anzi, senza affetto…)

    Mariela (io almeno ho il coraggio di mostrare il mio nome)

  • Uyulala ha detto:

    per Mariela
    ne abbiamo parlato anche in privato, per me non è un problema ricevere commenti (o lettere) come quelli di Felice. Qui stesso ho scritto che del movimento me ne frego e in fondo anche di un certo tipo di critiche bel lontane dall’essere costruttive.
    L’unica cosa che mi dispiace fortemente in questo genere di critiche è che possono veramente ferire chi è uscito dal movimento e si ritrova ancora con una grande fragilità e soffre tutt’ora di un profondo e apparentemente insanabile senso di vuoto.

    Io non sono così, un po’ perchè ho superato molte cose, un po’ perché ho avuto la fortuna di trovare un’altra persona, uscita più o meno nello stesso periodo, con la quale abbiamo condiviso questo nostro ostracismo. Questo non mi ha preservato comunque da tante cose, ma me le ha rese sicuramente più leggere.

    Da quando sei entrata nel blog, da quando ci siamo conosciute abbiamo imparato a volerci bene anche se non ci siamo mai incontrate di persona. Ho sempre apprezzato la tua schiettezza e il modo diretto di esprimerti perché ne ho avuto veramente fin sopra ai capelli dei modi “politicamente corretti” delle persone del movimento. Capisco da dove proviene la tua enfassi, lo capisco perchè lo so. Per alcuni versi dipende dall’affetto che abbiamo, per altri versi dipende dal fatto che tu conosci perfettamente ciò di cui parlo quando descrivo la situazione degli ex e sai che le mie non sono esagerazioni (anzi, sono tante le cose che non dico) e che nulla nasce dalla rabbia.
    Ti ringrazio pertanto per questo commento in cui difendi ciò che scrivo. Spero solo che non ti si ritorca contro… me ne dispiacerebbe tantissimo.

  • Felice45 ha detto:

    Cara Uyulala,
    leggendo la tua replica vedo che su molte cose sono stato frainteso. Pazienza.

    Sul “perdono che non esiste” però devo necessariamente ribattere, e lo faccio non con le parole mie, ma con quelle di Don Vigilio Covi:

    ——————————————————-

    Solo un Dio che sia Padre può perdonare.

    Solo chi ha in sé lo Spirito di Dio Padre può perdonare. Gesù ci mostra il volto del Padre e ci dà il suo Spirito perché diventiamo capaci di perdonare.

    Così la nostra vita si «perfeziona»: porta a perfezione l’amore!

    Chi non perdona non vive la vita di Dio.

    Chi non perdona entra nel giro di colui che non sa perdonar perché è uscito dalla luce di Dio: rimane fuori dall’amore, immerso nell’egocentrismo, ripiegato, contorto: non vive.

    Dio è Dio perché sa perdonare! Egli sa amare fino a questo punto, fino a perdonare settanta volte sette!

    ——————————————————-

    Hai dunque ragione; il persone non appartiene all’ordine di cose di questo mondo; il saper perdonare ci proietta in una dimensione sovrannaturale e rivela la nostra origine divina.

    Ti auguro buona serata.
    Felice

    PS

    Mi chiamo Felice Panizza e sono nato a Reggio Emilia nel 1945.

  • Uyulala ha detto:

    io non sono cristiana e nemmeno monoteista. Sono agnostica con una propensione alla spiritualità, che vedo più simile a quella dei nativi del continente americano, di tipo panteista.
    Le parole di quel sacerdote non mi dicono niente perchè non rientrano nel mio modo di vedere la spiritualità.
    Ritengo che il perdono, così come tutti i tentativi (peraltro molto “gnostici”, eretici secondo la chiesa cattolica) di “ricondurci alla nostra origine divina”, alla fine diventano solo un modo elegante perchè le persone possano sentirsi superiori agli altri.

    Personalmente io non ho nulla da perdonare nè da farmi perdonare. Siamo granelli di sabbia in un immenso deserto, di nessun valore e/o di valore perfettamente equivalente. Non esistono credenti, atei, agnostici, religiosi, laici. Non esistono maschi e femmine, vecchi e bambini. Non esistono ricchi o poveri. Non esiste nulla di veramente importante, in fondo.

    Come Castaneda fa dire a don Juan, il grosso problema dell’essere umano è il suo senso di importanza personale. Semplicemente non c’è. L’atto del perdono è il più ipocrita dei modi in cui si esalta il proprio personale senso di importanza. Ahimé.

  • Felice45 ha detto:

    Beh,
    invece io sono profondamente, autenticamente ed integralmente cattolico.
    E tengo molto al pensare che la mia esistenza non sia una casuale coincidenza di eventi fortuiti e quello in cui credo non sia semplicemente un segnale elettromagnetico trasmesso dalle sinapsi del mio sistema nervoso.
    Io credo di avere un senso nell’essere qui, io, ora.
    Siamo culturalmente agli antipodi.
    E non capisco tuttavia come un discepolo di Nietzsche perché un nichilista dovrebbe preoccuparsi della sofferenza degli altri combattere contro le mafie e le sette. Per lui in fin dei conti anche quello che uno pensa e soffre non dovrebbe essere importante.
    O no?
    Dov’è il busillis?

    Con grande affetto
    Felice

  • Uyulala ha detto:

    non sono un discepolo di Nietzche, per esserlo avrei dovuto leggere direttamente i suoi scritti, perlomeno, e purtroppo non l’ho mai (ancora) fatto. Non sono nichilista ma, come ti ho detto, ho una spiritualità più affine a quella dei nativi americani. Il fatto è che solo se nulla è importante diventa tutto importante, senza gerarchie. Dopo di che è mia scelta personale, arbitraria, il fatto che mi occupi di una cosa e non di un’altra.
    Il cristianesimo porta spesso all’ingiustizia perchè, come capita con le relgioni monoteiste, l’essere umano è portato a credersi in qualche modo superiore a causa del senso di appartenenza. E’ una cosa che può essere molto grossolana o molto velata, ma finora non l’ho ancora vista pari allo zero. Personalmente guardo a questo a volte con molto stupore, perchè sembra che le persone siano spesso completamente ignare di ciò.
    Non esistono dei che scendono sulla terra, perché, per come la vedo io, non esiste una separazione fra sacro e profano. Tutto è sacro, soprattutto ciò che viene considerato profano. Solo una persona, da quando ho aperto il blog, ha notato che il titolo del mio blog è “Sacro Profano”, senza la congiunzione “e”.
    E’ in nome della sacralità del tutto che posso interessarmi a tutto. Ma è in nome della mia limitatezza e del mio essere niente che devo scegliere di occuparmi di poco.

  • Felice45 ha detto:

    Hai tantissime ragioni!
    Ho notato anch’io l’arroganza dei convertiti che si sentono gli eletti, i privilegiati, i predestinati.
    Invece un vero cristiano sa che Dio ama tutti gli uomini indistintamente se cosiddetti buoni o cattivi, se convertiti o no.
    Vedi, si può non credere alla natura divina di Gesù di Nazareth; ma bisogna riconoscere a lui che religioso non era ed anzi ha combattuto contro i religiosi di allora, di avere donato al mondo una prospettiva nuova della vita; il riscatto degli umili, dei miti, dei semplici, degli emarginati; che tutto quello che è considerato piccolo sulla terra è grande nel suo regno.
    Anch’io credo che tutto sia sacro, il creato, le cose, gli animali, le persone e sono sacri in quanto vengono da Dio. Non è buonismo! E’ sacro un leone che uccide una gazzella e sacro un male che ti uccide. Sacra è la vita e sacra è la morte.
    L’uomo è l’unico essere che può profanare questa sacralità, perché ha una coscienza ela chiave per scegliere deliberatamente il male: l’odio, il ramcore, il disprezzo, il tradimento, la calunnia. Aspetti questi che non sono sacri in quanto rinnegano deliberatamente il bene scegliendo invece il male.
    “io sono in pace quando sono in armonia” scriveva Ungaretti; e questo significa che la pace deriva dalla scelta dolorosa e perdente del bene, del saper perdere, del perdono che non è sublimazione dell’io, esaltazione del proprio amor proprio, ma vittoria nella buona battaglia da combattere con quella parte di noi che vorrebbe scegliere di profanare a nostro vantaggio il nostro ambiente (cose, persone, …) con cui conviviamo.
    Carissima Uyulala, io e te siamo trame diverse di uno stesso tessuto, che è il grande disegno di Dio sul creato.
    Dei nostri diversi punti di vista faranno certamente sorridere colui che dall’alto questa trama d’amore ha ideato e ci ha voluti, scelti, come tessitori, in un misterioso e ineffabile disegno d’amore.

    Ti voglio bene,
    Felice

  • Uyulala ha detto:

    🙂 ti ricordi della storiella dei 5 saggi ciechi e dell’elefante?

  • Felice45 ha detto:

    Sì è bellissima. Forse io e te oggi abbiamo fatto un po’ la parte … dei saggi ciechi.
    Ma è servita… per fugare i reciproci sospetti!
    Buona notte.

    Felice

  • Uyulala ha detto:

    Buona notte a te, Felice

  • volontaria ha detto:

    ciao, vedo che dopo tanti mesi, siete lì a pestar l’acqua nel mortaio.
    Al caro Felice direi che non v’è più sordo di colui che non vuol sentire…
    Sii felice, giovane Ululaya, lo meriti, davvero.

  • Uyulala ha detto:

    per volontaria, non sono giovane ma grazie lo stesso

  • giovanni ha detto:

    Nelle relazioni personali di ogni giorno, anche tramite internet, si ha l’occasione di incontrare persone positive e persone negative. Le persone positive sono quelle che fanno nascere in chi le incontra sentimenti positivi, come l’amicizia,l’amore, la gratuità, la tolleranza ed il rispetto verso le altre persone, la benevolenza, ecc. ecc.. In altre parole, tutti quei sentimenti positivi che “fanno bene” all’anima, alla mente e allo spirito.
    Le persone negative, invece, sono esattamente l’opposto. I sentimenti che suscitano sono il rancore, la rabbia, l’invidia, la maldicenza, la calunnia ecc. ecc.
    In questo periodo io ho per fortuna incontrato più persone del primo tipo. Una per tutte Chiara Badano, una ragazza che ha saputo trasformare una malattia terribile in occasione di amore. Pur essendo morta 20 anni fa tutt’ora coloro che vengono a conoscere la sua storia trovano motivo di speranza, gioia e forza. Voglia di vivere, insomma. Non per nulla, questa ragazza è stata recentemente beatificata.
    Come dicevo, però, purtroppo, capita anche di imbattersi in persone negative, che sembrano nate, per vocazione, per distruggere cio’ che di buono c’è nel mondo. Mi spiace per loro, che perdono tanto tempo a far del male al prossimo. Ma di questo ne dovranno prima o poi rendere conto a Dio.
    Di sicuro, dopo la loro morte, cadranno nell’oblìo perché l’uomo, nel profondo del cuore, cerca la luce e la speranza, non le tenebre. Naturalmente, uno può sempre cambiare, per carità, ma deve uscire dal castello di menzogne che si è costruito attorno assolutizzando e ingigantendo esperienze del tutto personali…..e mi fermo qui .

  • Uyulala ha detto:

    per Giovanni
    non mi aspetto un minimo di autocritica all’interno del movimento nè tantomeno dai suoi simpatizzanti e non sono particolarmente sorpresa del tuo commento stupidamente allusivo (è una vera e propria ipocrisia usare questi impersonali ed è molto poco cristiano, visto che Gesù diceva “La vostra parola sia Si si, No no, quello che è in più viene dal male”). Ecco, tu, come tanti, hai voluto ignorare una realtà ben lontana dall’essere una semplice esperienza personale unica. Questo mi rafforza nella convinzione che di fatto il movimento sia una pessima setta.
    Ma non posso che ringraziarti del tuo commento: da molti mesi avevo smesso di scrivere sull’argomento e ora invece mi sono venute delle belle idee per nuovi articoli. E’ strano, ma sono state proprio le persone come te che mi hanno stimolato. Pensa che quest’articolo, scritto quasi due anni fa, sarebbe rimasto unico e isolato in questo blog. Scritto di getto per puro sfogo, non avrebbe avuto seguito senza persone come te. Ti devo proprio ringraziare 🙂

  • Mario ha detto:

    Cara yulala infatti devi ringraziare…i blog sono interessanti solo quando c’è un pochino di dialettica
    le opinioni troppo simili sono stucchevoli ed è bello scoprire che spesso gli opposti coincidono

  • Uyulala ha detto:

    Oh sai, questo post ha superato i 115 commenti. Hai voglia di dialettica!!!

  • Mario ha detto:

    si è interessante chiedersi perchè gli unici post ai quali c’è interesse e a cui si commenta sono quelli sui focolari.lo hai notato?
    A me ad esempio piacerebbe sentire qualcosa d’altro su Jung avevi fato un articolo cosi bello tempo fa….
    oppure qualcosa su Orgiglio e pregiudizio…

  • Uyulala ha detto:

    Da quando ho iniziato con questo articolo (proprio con questo!) ho avuto una valanga di feedback, prevalentemente in privato, che mi ha portato a scoprire delle cose che non immaginavo. A quel punto ho cominciato a scrivere prevalentemente del movimento. Questi articoli suscitano più interesse degli altri per ragioni opposte: chi sta nel movimento o chi ne è un simpatizzante si sente offeso e si scandalizza. Chi invece ha fatto un percorso al suo interno e ne è uscito ha ferite che solo attraverso articoli come i miei riconosce come legati a quel percorso. Però in effetti mi manca di scrivere anche di altro

  • Mario ha detto:

    Per Giovanni
    Anche io ho conosciuto persone assolutamente positive tra i focolarini.
    Una in particolare con un coraggio ed una abnegazione fuori del comune mi aveva colpito moltissimo per la sua forte personalità. Per la capacità di uscire dagli schemi e dimenticare la propria particolarità e arrivare al distacco, per l’atteggiamento di accettazione (amor fati) che ritroviamo anche negli antichi stoici, per la coerenza del pensiero con l’azione.
    NOn ho mai conosciuto una persona altrettanto positiva.
    Ma ritengo pericoloso ogni movimento che trasformi un percorso di miglioramento spirituale valido per pochi e individuale come un qualcosa che alla fine viene ad essere imposto mediante la forza della stessa organizzazione,anche in buona fede, come una sovrastruttura agli individui che fanno parte di essa mediante slogan o quant’altro. E Questo forse non è tipico anche per altri tipi di organizzazioni?
    Il fascino di questi post sui focolari e il motivo per il quale molti vi scrivono per me sta proprio nel veder come in tutti gli interventi lo Spirito mira in fondo a cercare di risolvere il contrasto tra L’individualismo coincidente con la libertà del pensiero e la forza trascinante ma coercitiva di una organizzazione.

  • Laryssa ha detto:

    Mario, nei post precedenti, mi ha ispirato la seguente riflessione:

    lo spirito di abnegazione non è sempre un atteggiamento positivo, bensì porta spesso a annullare la volontà di chi lo mette in pratica.
    Mi spiego meglio: i focolarini ti direbbero che la persona si annulla per accogliere meglio la volontà di dio. In alcuni casi, ciò può anche essere vero, ammettendo di conoscere la volontà di dio.
    Tuttavia,verranno a crearsi altri casi paradossali in cui la persona si troverà di fronte a banalissime scelte come: mi taglio i capelli oggi o domani? Oppure: cosa cucino per pranzo, pasta o riso? E anche davanti a queste domande,così semplici, si verrà a creare un problema. Dio certo non dà nessun consiglio su quando tagliarsi i capelli o su cosa mangiare a pranzo, e la persona, abituata a rinunciare alle proprie scelte per dare spazio agli altri, non conoscerà più la sua volontà, non sarà più nessun altro se non un soldatino di dio, e dentro di sè non troverà proprio niente, non avrà voglia di scegliere niente.
    L’abnegazione sembra un gesto nobile, eppure annullare se stessi non è tanto positivo.
    Dopo qualche anno di rinuncia alle proprie scelte, si perde coscienza di se stessi.
    Prova a pensare invece, se non è ammirevole anche chi è in grado di effettuare scelte proprie: non sempre è facile e, per quanto mi riguarda, ammiro di più questo tipo di persone.

  • Uyulala ha detto:

    Laryssa, intanto scusami, quando hai scritto il commento stavo già dormendo e l’ho approvato solo ora… A me il tuo commento fa venire in mente il fatto che i focolarini vengano chiamati “popi”, con la parola dialettale trentina che significa “bambini”. E di solito si tende a chiamare “popi” in senso estensivo tutti gli interni del movimento che vengono giudicati fra i migliori.
    Il movimento crea infantilismo, questa è la realtà. Crea una situazione di dipendenza infantile dalla quale le persone non possono e non devono affrancarsi. Ciò che gli ex mi riferiscono quasi costantemente infatti è che, una volta fuori, hanno avuto un grande senso di smarrimento perché dopo tanto tempo dovevano prendere le proprie decisioni senza doverle prima discutere con “Gesù in mezzo”, ossia di fatto dovevano decidere in autonomia secondo criteri propri. La cosiddetta volontà di Dio è una trappola. Sempre ammesso che esista, nessuno può veramente conoscerla, e nessuno può soprattutto pretendere di conoscere la volontà che Dio ha/avrebbe su ALTRE persone diverse da se stessi. E questo vale per il singolo e vale per le organizzazioni.

Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

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Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

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