Chiara Lubich si chiamava Silvia
Posted by Uyulala on 14 Mar 2008 | Tagged as: PERSONALE, PICCOLE E GRANDI STORIE, Pensiero Laico, Personaggi, Religioni, Altre Discipline, SPIRTULES, movimento dei focolari
Sono stata nel movimento dei focolari. Ho conosciuto Chiara Lubich, che stanotte è morta a casa sua, una villetta a Rocca di Papa. Ho fatto parte di quel movimento dall’età di 15 all’età di 23-24 anni.
Mi ricordo della venerazione che avevamo (e che suppongo ancora molti hanno) nei suoi riguardi. Ricordo i congressi di gennaio, quando facevo parte del movimento GEN. Congressi che si svolgevano al centro congressi di Rocca di Papa o di Sassone, rigorosamente separati i maschi dalle femmine. Mi ricordo quando Chiara veniva a leggerci una delle sue conversazioni spirituali. Allora per un breve lasso di tempo maschi e femmine venivano mischiati e ci accalcavamo cercando di restare il più possibile vicino al palco, per poterne incrociare lo sguardo o sperare che ci dedicasse un sorriso fugace. Ricordo le corse, quando usciva dal centro ove facevamo i congressi, una corsa per salutarla.
Ero sdoppiata allora. Da un lato l’ardore di poter diventare come tutte mi spingeva ad assumere comportamenti e a “sentire” certo tipo di emozioni, dall’altra uno strano distacco mi portava a chiedermi il perché di tutto ciò.
Perché tanta idolatria verso una persona? Non era infatti amore né semplice ammirazione. Si adorava quella donna. Lo percepivo nel modo che avevano tutti e che avevo anch’io di pronunciarne il nome, nel lampo di luce che illuminava le persone che avevano avuto occasione di interagire con lei.
Tutto doveva essere filtrato attraverso la sua “spiritualità ”. Non poteva esistere nulla al di fuori di essa, nulla che non vi rientrasse in un modo o nell’altro. Si negava ogni libertà invitandoti dolcemente a rinunciarvi in prima persona. E noi lo si faceva col sorriso sulle labbra, offrendo il dolore di questi “tagli” a Gesù in croce.
Chiara in realtà si chiamava Silvia. Il nome lo scelse all’atto della sua originale e allora insolita consacrazione, un atto comune a molte forme di consacrazione attraverso il quale si lascia quanto è terreno per prendere una diversa identità .
La mia esperienza nel movimento dei focolari mi ha dato delle ferite profonde che ho dovuto curare in molti anni e che, probabilmente, non si sono ancora rimarginate. Ma c’è una cosa che mi ha insegnato, definitivamente: ho imparato che mai, per nessuna ragione al mondo, potrò considerare un altro essere umano sulla faccia della terra come emissario, portavoce o profeta di nessun dio, né come guru o maestro. E’ l’unica cosa di cui le sia veramente e profondamente grata: mi ha fatto da vaccino.
Ora tu sei tornata Silvia. Mi spiace per quanti inorridiranno alle mie parole ma son profondamente convinta che ora tu, Silvia, saprai quanti errori son stati fatti appigliandosi ad una spiritualità che era solo tua. E quanto male si celi nelle pieghe della parola “bene”.
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Un ricordo un po’ amaro alla notizia della sua morte
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Caspita che rivelazione!Mi spiace per quelle tue inevitabili ferite, ferite che movimenti del genere possono produrre in chi ripone fede assoluta per i profeti…
Meno male che ora sei salva, con una bella testolina e un cuore grande grande!
Baci
Rosalba ( rosarossa)
Credo molto nel genere umano e nella sua meravigliosa imperfezione. Non ho mai particolarmente sentito (neppure PRIMA, voglio dire) il richiamo del trascendente. Il mio essere cultore del dubbio mi impedisce di comprendere prodfondamente questo tipo di esperienze. So solo che mi piacciono le persone, e quelle che fanno del bene, semplicemente. E senza offesa per nessuno, neppure per Chiara Lubich (che non conoscevo affatto) ai profeti ho sempre preferito gli umili e semplic esseri umani. Il tocco divino, se c’è, sicuramente passa per i loro cuori….
:-*)
@ Rosy
Purtroppo quando si è immersi in questa realtà il modo di vedere le cose è molto ma molto diverso. Non ci si rende conto… son tante le cose di cui non ci si rende conto
@ Carlo
Carlo, hai perfettamente ragione. Qualunque cosa divina possa esistere in questa terra, è nella vita di chi, in assoluto silenzio, vive con onestà e amore la propria vita.
I “personaggi”, anche i migliori, sono sempre e solo un veleno e una forte tentazione per un culto idolatrico mai ammesso.
Onestamente non la conoscevo nè conosco il “movimento” (scusate la definizione ma sono ignorante in materia!), la mia breve permanenza in un gruppo di catechisti mi ha definitivamente chiarito quanto sia lontano dal mio sentire tutto ciò che riguarda un Essere Cosciente Creatore del Tutto… forse, e sottolineo forse, posso arrivare a concepire un agente non-cosciente da cui è scturita la Vita… ma onestamente anche questo lo sento un po’ una forzatura..
Vedo persone amiche intelligenti come ipnotizzate in “gruppi di preghiera” che sembrano tanto sette… persone che arrivano a indossare vesti lunghe bianche per Pasqua.. e io non capisco come, pur potendo credere in Dio, si possa credere in queste ritualità molto umane, settarie, gerarchiche..
Tante parole solo per dire che mi dispiace che la tua esperienza sia stata tanto dolorosa.. io ne sono uscita molto prima.
Un carissimo abbraccio, Lisa
Carissima, leggendoti mi sono ritrovata moltissimo - quasi troppo..- nella tua storia ( chissa’ che in quegli anni non ci siamo anche incontrate), mi ha toccato la tua serena capacità di leggere le corde piu’ intime del cuore e il tuo sentire da allora che l’amore e’ piu’ di un obbligo a negare sè stessi quando nell’agire cosi’ giochino tante paure e vuoti che niente hanno da spartire con i veri sentimenti..
La tua libertà interiore e’ grande e sincera, come pensavamo fosse il nostro eroismo di allora .. in piu’ oggi c’e’ la consapevolezza - o il tentativo, per me - di voler vivere la vita con tutte le sue note, le sue forze, le sue miserie e vilta’..e con momenti speciali in cui tutto sembra trovare un’ armonia questa volta piu’ umana ..
Chiara ha fatto il suo viaggio e , senza condizionamenti, la sento oggi molto molto vicina e preziosa perche’ credo che come noi sia stata sola e abbia spesso cercato e dubitato con coraggio e amore grandissimi e forse solo il cielo sa’.. il resto - la struttura - non era per noi..
Grazie di quanto mi hai donato, sei una persona molto speciale.
sono passato anch’io nell’esperienza focolarina e ne sono uscito per le stesse ragioni da te individuate ed espresse: l’idolatria della persona; la visione della realtà incapsulata in una sola dimensione, quella del leader; la verità della fede, la verità evangelica, la sostanza della vita comunitaria..tutto fondato su una specie di slogan-illuminazione: Gesù in mezzo…una specie di eresia, ma ortodossa, una eresia benedetta da Papi, Cardinali, Vescovi, Patriarchi
@ Lisa, Agata e Giuseppe:
impegni familiari mi impediscono di rispondervi subito, lo farei di fretta e i vostri commenti meritano un’attenzione profonda.
Non appena ritorno, mi voglio dedicare a voi.
Nel frattempo vi ringrazio per quello che avete scritto: mi avete toccato il cuore
Cara Uyulala,
quello che ci hai gentilmente e dignitosamente detto l’ho purtroppo ritrovato in tanti (tantissimi) altri interventi di fuori-usciti da altre esperienze (tipo settario) coem la tua… Scientology, testimoni di geova, sai baba, osho… l’elenco è lungo…
Spero che serva ad altri per evitare di cascarci.
Io sinceramente non credo in nessuna entità definibile come dio (mi sembra razionalmente e naturalmente un non-senso) men che meno a chi si definisce “portavoce” di tale entità .
Non conoscevo questa persona e nemmeno il movimento di cui parli.Ammetto che in un particolare momento della mia vita sono stata molto attratta da Scientology…ma fortunatamente mi sono limitata solo alla lettura dei libri e a qualche contatto telefonico.Per mia natura,rifuggo da certe tendenze prevaricatrici della libertà altrui,sotto qualsiasi aspetto si presentino.
Mi sono sempre documentata sulle grandi religioni o filosofi o correnti di pensiero…ma mi definisco equidistante da tutti,con qualche “simpatia”in più per la filosofia buddista.
Ciao.
@ tutti:
ho deciso di postare a poco a poco una serie di articoli che avevo scritto per il blog “Clerofobia” alcuni anni fa. Avevo iniziato a raccontare la storia ma poi ho interrotto. Era abbastanza impegnativo. Per ora torno a postare a puntate quello che ho già scritto. Poi vedremo se continuare
Bentornata Silvia!!
Molto interessante quello che dici, anche se credo vada sempre contestualizzato. Ho frequentato per un periodo un gruppo, al limite della setta, però mi è stato utile a superare un certo momento, poi ho ripreso la strada con le mie gambe. Non c’è nulla di assoluto, assolutamente buono o cattivo. tutto può servire, se preso a piccole dosi… Il problema è proprio quello che dicevi… A>lla fine il “gruppo” cerca di farti tagliare i ponti col mondo esterno. Se accade, non è un buon segno e occorre subito “staccare la spina”.
Ciao e complimenti vivissimi per quello che scrivi e per il blog in generale!! un abbraccio - Alex
per Alex
Hai ragione: nulla è mai completamente buono o cattivo. Anche a me il movimento ha lasciato qualcosa che mi è utile, che mi permette di lavorare in modo efficace con i miei pazienti (ci ho messo una vita e ho sputato sangue per liberarlo dagli aspetti ideologici, ma comunque quel qualcosa mi rimane).
Chi entra in questi movimenti o nelle sette solitamente lo fa proprio per cercare un modo per risolvere dei problemi psicologici o esistenziali molto profondi, ed è chiaro che le sette sanno dare (apparentemente, per lo più) delle soluzioni che appaiono definitive. Chiaro che poi è necessario fare il taglio di cui dici, sennò si viene ingurgitati da un blob che digerisce tutto in una massa informe.
Il punto è che spesso non si ha il coraggio di operare quel taglio. Tu sei stato molto bravo, devo dire.
Nel movimento dei focolari ho conosciuto delle persone splendide. Certo come ovunque ci sono anche dei fanatici,ma complessivamente il mio giudizio é positivo. Nessuno ha cercato di lavarmi il cervello. Sinceremente le sole persone che hanno saputo ascoltarmi e aiutarmi nei momenti difficili sono stati loro.Anch’io a volte ho fatto loro presente l’eccessivo interesse per Chiara,ma alcuni di loro mi dicevano che erano riconoscenti a quella donna perche’gli aveva fatto scoprire Cristo. Pero’in questi giorni gli elogi per Chiara sono arrivati dagli ambienti piu’ svariati, Presidente della Repubblica,Bertinotti,Prodi,capi di stato esteri,personalita’religiose non cristiane e tanti altri.Lo tgrovo singolare che ne dite?
per Lucio
ogni medaglia ha due facce, sempre. Da come parli sembra comunque che tu non sia diventato interno del movimento ma che ti sia trovato accanto nella vita persone che appartenevano al movimento. Ci sono cose che non hai vissuto, probabilmente sei riuscito ad avere la parte migliore. Ne sono lieta per te.
ancora per Lucio (ma un po’ per tutti)
Pochi si immaginano cos’è la vita degli ex appartenenti al movimento, quante e quali ferite devono essere curate. Pochi conoscono la solitudine, l’ostracismo, pochi sanno quanto noi ex ci siamo sentiti unici, “sporchi e cattivi”. Ho avuto modo di conoscere altri ex e non so descrivere cosa leggevo nei loro occhi. Compresa la paura di parlare di ciò che abbiamo passato. Io questa cosa l’ho superata da tempo, ho imparato a esprimere il mio modo di vedere le cose e le mie esperienze così come le ho vissute, senza paura e senza, soprattutto, quella tremenda omertà che ti avvelena l’anima.
Mi dispiace per le tue ferite, ma la tua è solo un’esperienza personale e particolare, influenzata dalle situazioni specifiche e dalla giovane età e questo è ciò che va considerato.
Gettare fango su una persona così significativa del mondo contemporaneo, che ha cercato solo di portare un po’ di bene su questa Terra, come hanno fatto Madre Teresa di Calcutta o papa Giovanni Paolo II, mi sembra pertanto troppo esagerato e ciò mette in luce la cattiveria e tutto il male che ci può essere nel nostro mondo. Soprattutto in un momento doloroso, quale può essere la morte di una persona tali commenti sono davvero meschini e inopportuni soprattutto nei confronti di famigliari e amici.
P.S. Anche Giovanni Paolo II si chiamava Carol…è forse questa una scoperta così clamorosa, sensazionale e sconvolgente???
per Giovanna
beh son riuscita a far perdere le staffe a una simpatizzante e la cosa mi fa assai sorridere.
Sai, nella mia vita ho visto con frequenza impressionante persone e istituzioni che, messe di fronte a problemi e/o mancanze, anziché fare una DOVEROSA autocritica, sapevano solo ributtare in modo psicanaliticamente proiettivo a coloro che esprimono le osservazioni tutto il male possibile.
È un atteggiamento molto poco maturo ed è una delle innumerevoli ragioni per cui ho preso le distanze dal movimento. Procediamo con ordine:
1. io cito la mia esperienza perché non posso certo parlare per bocca di altri, ma ti assicuro che quanto ho vissuto io è la norma per chi si allontana dal movimento (se avrai voglia di leggere integralmente la mia storia forse potrai cogliere tante cose)
2. rispetto a Chiara non butto nessun fango, semplicemente io mi rifiuto di divinizzare gli esseri umani. Poi, sai, di lei conosco cose che solitamente non vengono divulgate e mi son fatta un’idea più completa. Nel complesso penso che da un certo periodo in poi sia stata una involontaria e inconsapevole vittima e spero di arrivare nei miei post a spiegarne le ragioni.
3. Non ho nessna stima di Karol Woitila: ha demolito gradualmente e incessantemente la grande e straordinaria opera voluta dal Papa Buono: il concilio vaticano II.
4. Mai detto che il nome vero di Chiara fosse un segreto. Ciò che volevo dire è che ora che è morta è tornata (lei, individualmente) ad essere Silvia. Percè la morte non ci consente un “nome nuovo”
Per finire: non c’è nulla di più cattivo di chi vuole per foza essere buono.
per Giovanna
Il senso di guardare ad un percorso fatto, il vederne gli errori o le artificialità non nasce da rancore ma dal desiderio di liberarsi da paure, inibizioni, da condizionamenti laceranti che, a mio parere, sono un macigno sul cuore e tengono lontani l’amore e la libertà .. questo non toglie nulla, per me, al valore eterno del trascendente ma lo depura di tutto quanto, celato sotto amorevoli vesti, e’ ben altro e nasconde in se’ un’aridità dolorosa che e’ la negazione della vita o che, quantomeno, le lascia sempre il fiato corto..
Un abbraccio.
Quando ho scritto l’altro post non avevo letto questi commenti. Capisco la tua sofferenza. Io non l’ho vissuta.
Le persone che ho avuto vicino quando ero nel movimento le ho avute anche dopo, bellissimi rapporti e amicizie vere, che hanno resistito anche quando stavo dall’alto lato del mondo. Certo alcune persone sono sparite, è vero, ma quasta è la vita: solo le cose migliori restano.
Mi spiace per cos’hai vissuto, ti ha segnata… ma resta la tua esperienza e di tanti altri. Esperienza personale di ciascuno…
Ciao.
per tutti:
Vi ringrazio dei numerosi commenti e sono molto felice di aver dato il via ad un confronto. All’epoca non mi è stato permesso (non scherzo: era proprio così, e spero nel mio racconto di arrivare anche a quel punto).
Quando chiudo una porta alle mie spalle non ne ripercorro più la strada e non ho più alcun rimpianto, non ho rancori “collettivi”, ho sviluppato una profonda disistima per alcuni aspetti in alcune persone (purtroppo sono tante) e quella la mantengo tutt’ora.
Io non nego affatto che per alcuni l’esperienza all’interno del movimento sia stata e continui ad essere positiva e importante, ma io racconto la mia, e la mia ha avuto dei risvolti pesanti.
per Agata:
noi che abbiamo sofferto di ciò, abbiamo taciuto troppo e troppo a lungo. Personalmente penso che sia ora di aprire la bocca e parlare, o perlomeno di non accettare in silenzio una descrizione della vita dell’”ideale” che non mi corrisponde, che non calza e che è diversa dall’esperienza che ho fatto.
Cara Uyulala,
ho fatto parte anch’io del movimento dei focolari, poi mi sono accorta che non ero portata per quel tipo di vita molto impegnativo e ne sono uscita senza riportare ne ferite,ne senzi di colpa ….semplicemente non avevo la vocazione,come non ce l’ho per altre cose. Al momento che feci presente la mia decisione trovai la massima comprensione all’interno del movimento,nessuno cerco’ di trattenermi,mi fecero presente che ci sono tante strade per seguire Cristo…. Sono rimasta amica con molti di loro e nei momenti difficli so’ di poter contare su di loro. E credimi di questi tempi non é facile trovare persone disponibili ad ascoltarti e aiutarti. Mi sono accorta che lo fanno disinteressatamente e questo per me é importante.
Per quanto riguarda il Concilio non sono pochi coloro che in questi giorni hanno ricordato che Chiara Lubich per tanti aspetti lo aveva anticipato. Pensa al dialogo interreligioso per esempio!
per Cinzia
Come ho ripetuto più volte, mi fa piacere che altri abbiano vissuto in modo diverso anche le proprie scelte. Per me non è stato così. Io avevo amicizie praticamene solo all’interno del movimento e, quando mi presi un periodo di riflessione (non ero uscita, volevo solo staccarmene un po’) mi son trovata il vuoto intorno. Troppe attività , nessuno aveva il tempo per, dico, uscire a prendere un gelato. Mi cercavano solo per avvisarmi degli incontri. A quel punto ho deciso di non rimettere più piede nel focolare.
x Uyulala
leggendo i tuoi post ho notato che scrivi le parole Dio e Madonna in minusculo e ne deduco che dopo la tua esperienza nel movimento dei focolari sei diventata atea.Non é una novita’; ho letto che anche il noto matematico ateo Odifreddi proviene da una famiglia cattolicissima e da ragazzo fece l’esperienza del seminario. Sono frequenti questi rigetti e non solo tra i credenti. Per esempio proprio nel movimento dei focolari ho conosciuto delle persone che provenivano da esperienze diverse ;gruppi di estrema sinistra,seguaci del buddismo,ma anche atei che hanno scoperto la fede attraverso quel movimento e molto critici con le esperienze vissute in precedenza.
Che dire? Tu critichi la struttura del movimento dei focolari,ma in ogni organizzazione ci sono delle strutture piu’ o meno perfette e criticabili. Un mio amico che seguiva un gruppo buddista,dal quale poi é uscito,parlava piu’ o meno come te. Doveva recitare delle formule per settecento volte e doveva alzarsi piu’ volte durante la notte. A lui non andava bene ma ad altri forse si. Tempo fa’leggevo da qualche parte le riflessioni di un ex membro dell’associazione degli atei dalla quale é uscito deluso definendola una “chiesa” integralista e illiberale.
Immagino la tua solitudine dopo l’uscita dal focolare,ma questo succede sempre quando si lascia una comunita’o anche quando una coppia si separa. Ma c’é sempre la possibilita’ di ricominciare.
Tornando al movimento dei focolari penso che si tratti sempre di un movimento giovane che ha bisogno di assestarsi e anche di correggersi nella struttura. E’successo cosi anche nei grandi ordini religiosi come il francescanesimo.
Ti auguro ogni bene
per Loris
(mi ci manca pure questo).
non posso dire né di essere atea, né agnostica. Ho una forma di spiritualità che non divulgo se non per sommi capi perché ha degli aspetti (che sono fondamentali) che sono non verbalizzabili, e anche perché non intendo fondare una religione o fare proseliti
Il minuscolo:
il concetto di dio e della madonna nel cattolicesimo è a mio parere di tipo idolatrico ed io il nome degli idoli lo scrivo in minuscolo.
le strutture religiose:
ho avuto modo di conoscere altre strutture religiose e anche quelle di altri movimenti cristiani: si somigliano tutte, come se fossero fatte con lo stampino e per questo ad un certo punto ho smesso di cercare di appartenere ad altro. Però ovviamente avendo militato nelle file del movimento dei focolari posso parlare di questo e non degli altri movimenti religiosi.
La solitudine:
è un concetto molto vasto. La mia solitudine era legata a fattori differenti: intanto quella strettamente fisica. Avendo io tutte le amicizie più care fra le persone del movimento ed essendomi trovata di punto in bianco completamente priva della loro presenza, mi son sentita sola e abbandonata. Il secondo fattore è legato alla solitudine esistenziale dell’uomo, che nella frequentazione di questi movimenti viene coperta e rimossa. Son stata costretta a prendere contatto con essa in modo brusco e doloroso e l’ho dovuta affrontare, ma comunque meglio così, tanto prima o poi questa cosa sarebbe arrivata lo stesso.
La cosa strana è che non ho “rancori” verso tutto quello che ho passato, ma solo la voglia di descrivere ciò che è successo, così come l’ho vissuto io. Ogni tanto nella vita capita, per un motivo o per l’altro, di fare un riepilogo, senza che questo necessariamente debba essere carico di emozioni.
Il mio fidanzato ha un amico focolarino. Si sono conosciuti all’università e hanno stretto un’ amicizia piuttosto solida che tuttavia dopo la laurea si è un po’ andata sbrindellando.
Quando abbiamo iniziato a frequentarci si era ormai nel post laurea e anche se i rapporti tra i due erano piuttosto sporadici il mio fidanzato non ha mai lesinato parole di grande elogio nei confronti di
questo ragazzo, anche se ad un occhio esterno come il mio, è sempre parso piuttosto bizzarro. Ragazzo piacevolissimo, per carità , ma incredibilmente misterioso. Non è mai disponibile per una pizza, una birra o un gelato e neppure si ha una vaga idea
di come occupi le sue giornate. Ogni tot si fa sentire telefonicamente o via chat intrattenendo conversazioni che durano ore salvo poi sparire nel nulla per un altro lasso di tempo piuttosto esteso, lasciando inoltre trapelare l’avvertenza che deve essere lui a farsi sentire, non gli altri a cercarlo. Io lo conosco solo superficialemente e non ci ho mai prestato molta attenzione, è come una stella cometa, compare ogni tot e poi di nuovo sparisce, non ha alcuna influenza sulle nostre vite.
Però mi stupisco quando qualche giorno fa a metà del
pomeriggio, dopo più di un mese di silenzio, egli invia un sms al mio fidanzato, invitandolo, in modo incredibilmente cortese “volevo solo dirti..se sei nei pressi di una tv e nel caso ti interessasse..” a guardare in televisione i funerali della Lubich.
Onestamente io non avevo idea di chi fosse costei e anche il mio fidanzato rimane un po’ stupito da questo messaggio, non avendo mai prestato molta attenzione all’appartenza dell’amico al movimento e avendo sempre attribuito il suo carattere così misterioso e il suo stile di vita così parco ad un mix tra timidezza,simpatica avarizia e costrizioni familiari.
Tuttavia a me, curiosona di natura, questa cosa
colpisce. Perchè cavolo stai scrivendo ad una persona che non senti da un bel po’ (che tra l’altro sai essere praticamente ateo) per invitarlo a guardare su rai1 i funerali di una persona di cui non sa quasi nulla? Infatti il suo appello cade nel vuoto e la
tv rimane spenta. Però a me il tarlo rimane. Chiedo spiegazioni su questa Lubich e sul suo movimento. Il mio fidanzato ne sa
poco. A lui che tramite un’ex ragazza aveva sperimentato l’ipocrisia di alcuni gruppi cattolici
nati all’interno dell’alta borghesia, visti da fuori i focolarini erano sempre parsi un organizzazione di altro livello e profondità , a cui la gente si accostava liberamente per fare quattro chiacchiere sul senso della vita. Tipo Bonolis e Laurenti.
Anzi, egli stesso mi ha raccontato di aver
partecipato, su invito dell’amico, ad un incontro, spinto dal fatto che si svolgeva praticamente a pochi passi da casa sua. Ci era andato e aveva trovato molte canzoni e molti sorrisi franchi e cordiali. La serata si era svolta serenamente, senza padri
nostri nè momenti di preghiera forzosa ma anzi, si poteva addirittura dire di aver trovato un ambiente “quasi laico”. Tuttavia
tutti quei sorrisi non fanno breccia in un laico convinto che ringrazia l’amico per l’invito ma fa capire che non ne accetterà altri.
L’amico non fa una piega e la vita continua.
Ora però mi chiedo: se in quel periodo il mio fidanzato (scusate la ripetitività ma non riesco a trovare un’altra espressione, potrei usare l’iniziale ma credo che aumenterebbe la confusione) si fosse trovato in un momento di crisi personale o affettiva, che effetto avrebbe avuto tutto quel clima di gentilezza e cordialità su un animo
stanco e ferito? Probabilmente molto diverso da quello che ha avuto su un ragazzo giovane, bellino, pieno di vita e di sogni. che si fa trascinare alla riunione sperando, come quasi tutti i 25enni single, di trovare qualche ragazza carina. Ma se invece fosse stato un adolescente in crisi con la famiglia? Una persona sull’orlo della depressione? Un animo intristito dalla solitudine?
Forse la storia prenderebbe qui un’ altra direzione. E sinceramente questo mi spaventa.
In questi giorni, animata dalla curiosità ho girato il web in lungo e in largo alla ricerca di spiegazioni e sono saltate fuori cose sorprendenti. Una su tutte: il mio fidanzato ha sempre elogiato la capacità dell’amico di approcciarsi ad un quasi ateo con un atteggiamento aperto e positivo: “con lui posso discutere in maniera serena di qualsasi cosa, lui è in grado di trovare in ogni situazione il buono
e soprattutto ha la capacità di cogliere gli elementi comuni anche in posizioni diamentralemente opposte”. Ergo: io ammiro il mio amico perchè LUI è speciale, quando discorriamo IO E LUI, LUI ha una marcia in più. Ergo: lo ammiro perchè LUI è fatto così.
Invece no.
Lui non è proprio per nulla speciale. Basta andare sul sito ufficiale del focolare per scoprire che esiste una sorta di di vademecum per trattare “con persone di convinzioni non religiose”. I punti fondamentali?
Indovinate!
1)mettere in luce il positivo di ciascuno
2) scoprire i valori comuni a tutti… IN MODO CHE si possa costruire insieme un mondo più unito.
Non sto a continuare.
Sottolineo solo quanto una persona possa rimanere delusa scoprendo che quell’atteggiamento così aperto, quel continuo sottolinare l’humanitas che lega le persone al di là delle convinzioni religiose dal momento che “homo sum et nihil humanum a me alienum puto” non è frutto di un’autenticità ma è solamente un’ applicazione di un decalogo emanato dai vertici. L’apparenza non cambia, la sostanza si.
Senza contare che nel vademecum si sottolinea che nelle interazioni non ci deve essere NESSUN FINE DI PROSELITISMO.
Si certo, e gli asini volano.
Ma ci prendono per stupidi? Purtroppo si, dato che fino a quando non si è fatto un giro sul web al mio fidanzato non era mai neppure passato per la testa che l’amico in realtà stesse tessendo tutto intorno a lui una bella ragnatela in cui il focolare era presentato come un’innocua associazione di liberi e cortesissimi pensatori a cui non c’era nulla di intellettualmente compromettente ad accostarsi. Il mio personalissimo pensiero è che probabilmente l’amico stava aspettando un momento di depressione o sconforto per spingere la vittima nella rete, forse quella volta dell’invito alla riunione aveva calcolato male i tempi o magari aveva provato a fare un generico test. Però scusate tanto ma questo a casa mia si chiama PROSELITISMO. e pure subdolo. Altrettanto lo è il messaggino che, dopo un mese di silenzio, mi invita a guardare il funerale in tv in modo che ascoltando l’omelia io possa dire “cavolo, che bella persona questa Chiara Lubic! vorrei accostarmi al suo movimento, visto che è cosa buona e giusta”. Vorrei che passasse questo messaggio: il problema non è aver mandato l’sms, chiunque può scrivere all’amico “ehi, metti su italia uno che c’è mio zio dalla defilippi” ma farsi sentire dopo più di un mese per una cosa del genere. Come va, come stai, cos’hai fatto in questo tempo, sei felice, hai problemi sul lavoro ecc. Niente di tuto ciò. Chissenefrega della tua vita! Non ti scrivo per sapere come stai ma per darti le dritte affinchè tu possa vedere quanto era in gamba il mio capo. Detto questo, torno a sparire nel nulla,ho cose più importanti da fare che informarmi sulla tua stupida esistenza. se mi vuoi, sai dove trovarmi. Vieni, ti aspetto. I want you.
Quasi preferisco i testimoni di Geova che mi fermano per strada con fini espliciti.
per Martia
ecco, hai descritto quello che succede di solito.
Son tutte cose fatte in buona fede, per carità . Ma poi l’effetto non cambia…
Grazie per aver lasciato questo commento.
grazie a te per la risposta. Ti disturbo ancora una volta per chiedere una delucidazione: come veniva presentato e attuato il proselitismo? Da quanto ho letto in giro mi sembra che sia un argomento tabù ma è chiaro che deve costituire uno dei punti fondamentali. Dico la verità , questo aspetto un po’ mi angoscia, sia a livello personale sia a livello di donna e potenzialmente mamma. Come vengono scelti gli idonei? Come si parla di questo aspetto durante le riunioni?
per Martia
Sto cercando di scrivere un articolo apposta per risponderti. Ce l’ho ancora in bozza (ora che ti scrivo questo commento) e probabilmente per altri risulterà troppo lungo perché ho voluto inserire anche il tuo commento precedente. Ma siccome la tua domanda pone delle riflessioni a mio parere imporatnti, credo che valga comunque la pena.
Un abbraccio
Leggendo alcuni post mi viene da sorridere. Conosco molti focolarini da piu’ di 20 anni e nessuno ha mai cercato di convincermi a entrare nel movimento.Pero’quando qualcuno scopre qualcosa che ritiene bello e giusto cerca sempre di proporlo agli altri.Ma che male c’é? Quante volte dei colleghi hanno cercato di conquistarmi alle loro convinzioni politiche? Tanti,io sempre ascoltato e poi andavo avanti per la mia strada.
Forse qualcuno non sa’ che nel movimento dei focolari ci sono persone di altre religioni e perfino atei e agnostici.Quindi non c’é nessuna intenzione di convertire al Cattolicesimo,viene solo proposto di cercare il positivo nell’altro per creare la fratellanza universale.
Anch’io ho notato in alcuni di loro degli atteggiamenti stereotipati,ma queste sono cose secondarie.
Per concludere a me l’amicizia con i focolarini ha migliorato la mia vita e i miei rapporti con gli altri.
per Cesare
come ho ripetuto fino alla nausea, io non faccio altro che raccontare la MIA esperienza.
Nel movimento ci sono persone provenienti da molte realtà diverse, ma ci sono anche molte “stratificazioni”. Per fare un esempio: hai presente i “cerchi celesti” del paradiso dantesco? Credi davvero che gli atei e gli agnostici facciano proprio parte della struttura del movimento? Ti dico tranquillamente che non è così. Vi possono ruotare attorno e probabilmente sono anche convinti di farne parte.
Poi, comunque, si possono ricavare le cose buone da ogni esperienza e da ogni tipo di contatto. Indubbiamente questa è una bella dote.
Carissimi tutti!
E’ bello pote discutere apertamente di quello che si porta in cuore. Io faccio parte del movimento (si dice così?) ma ho una storia un pò particolare. Ci sono entrata per gradi e non ho lasciato che nessuno “pensasse” per me. E’ vero ci sono persone che erano/sono afflitte da “Chiarite acuta”, ma questo non è colpa di Chiara. Mai nessuna parola di Chiara è stata rivolta a se stessa o ad autoacclamarsi. Poi, come dappertutto, il movimento è composto da esseri umani con i loro limiti e le loro debolezze. Ho sofferto situazioni ma ho lottato, ho cercato di tenere alto il pensiero di Dio nella mia vita. E’ innegabile che l’amore, il modo di vivere l’unità , la reciprocità dell’amore vero porta buoni frutti. Poi è sempre l’uomo che decide per la sua vita. A Chiara sono arrivate manifestazioni d’affetto da tutto il mondo e da tutte le estradizioni, culture, religioni: questa realtà parla da sola, rimanendo sempre vero che siamo liberi e nessuno è obbligato a credere. Un abbraccio a tutti/e! Agatha
Ciao, è interessante quanto scrivi e mi ha fatto riflettere. Ho letto anche i tuoi post successivi e ho ritrovato un disagio psicologico già presente su altri siti web che ho avuto modo di navigare come focolare.net. Conosco il movimento dei Focolari e ne apprezzo lo stile di vita. Voglio dirti che quando si viene a contatto con realtà come i movimenti religiosi e non solo quelli, ma anche con gruppi sportivi o politici, nonché anche quando ci si innamora di qualcuno, il rischio è quello di rimanere delusi se l’”oggetto” amato viene troppo idealizzato e se si scopre alla fine che non corrisponde alle nostre aspettative. Si rischia, quindi, quella che io chiamo la sindrome dell’”innamorato deluso”.
Può succedere a tutti di investire tempo e affetti verso una persona o un gruppo di persone che, alla fine, per un motivo o per l’altro, ci delude.
Tutto crolla prima o poi, come sostiene anche Chiara.
L’ideale di Chiara era Dio, Dio Amore, l’ideale che non crolla. Del resto già Gesù ci insegna che il Pastore è uno solo e chi aspira ad essere cristiano deve porre la sua fiducia in Gesù e seguire Lui per prima cosa, altrimenti il rischio è quello di restare delusi se si estromette Gesù dal suo ruolo di guida e di pastore per sostituirlo con gruppi di amici o leader religiosi carismatici che, per quanto affascinanti, restano comunque persone umane con i loro pregi e difetti, strumenti nelle mani di Dio.
L’unità è l’asse portante del movimento insieme ad altre realtà spirituali importanti come Gesù in mezzo e Gesù abbandonato. Vivere quelle esperienze arricchisce molto umanamente e spiritualmente. Tuttavia penso che non basta fermarsi soltanto a quelle esperienze, sebbene necessarie. Esiste una realtà spirituale e concreta che va oltre ed è il rapporto personale con Dio (per chi ci crede e per chi lo sente). E’ un rapporto che non è soltanto comunitario, ma è anche personale ed esclusivo come lo è il rapporto d’amore coniugale, per esempio.
Ti auguro comunque di superare bene questa crisi e diventare sorgente di acqua viva come stai già dimostrando di fare con questo sito. Ti invito a non staccarti da Dio, ma ad approfondire il rapporto con Lui per mezzo del Vangelo, come è nello stile di Gesù: “conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi.”
per Agatha
ti ringrazio di aver inserito il tuo punto di vista senza svalutare quello altrui. Non è poco.
per dioamore permettimi: MA CHE PALLE!!!
Io la mia crisi l’ho risolta abbondantemente circa 20 anni fa, non me ne sono mai pentita. Il fatto che sia arrivata a conclusioni profondamente diverse dalle tue NON VUOL DIRE le seguenti cose:
1. che io sia infelice (anzi, mai passato periodi più gratificanti di questo)
2. che soffra di disagio psicologico (il fatto di arrivare a percorrere strade diverse ti dà forse il diritto di giudicare “disagi” la mia?)
A me Chiara non ha deluso affatto. Semplicemente ho visto lei e il movimento dei focolari sotto un’ottica che non è quella di chi è rimasto nel suo interno e vi ruota intorno. La mia delusione semmai è rivolta alle singole persone (potrei farti i nomi una ad una, ma mi sembra antipatico).
Ciao Uyulaya, Beh, quella è l’impressione che mi hai dato tu leggendo la tua esperienza sul movimento. Take off!
per dioamore
non ho mai parlato della mia esperienza nel movimento. All’inizio perché ne vivevo tutta la sofferenza degli effetti che mi ha dato, poi perché semplicemente non mi fregava più nulla. Era un periodo della mia vita come tanti altri e bon, finito lì.
Ma quello che davvero mi procura una fastidiosa torsione ovarica è che solo il fatto che abbia osato parlarne abbia autorizzato molti a pensare che sia in crisi.
Fatevene una ragione una volta per tutte: si può essere felici e vivere serenamente anche con una filosofia di vita diversa dal monoteismo e dal cristianesimo.
Uyulala, parli di felicità e di vivere serenamente. Cosa vuol dire per te essere felice? Ritieni che la felicità sia il fine dell’uomo? Si può essere felici nel dolore? C’è un collegamento tra dolore, tristezza e infelicità , secondo te?
scusa, ma fai discorsi che non hanno un senso. Gioie e dolori si alternano in tutte le vite, vanno gustate le prime e affrontati i secondi, tutto qua. Ma stare a crogiolarsi nel dolore è semplicemente masochismo.
Non ho la pretesa di sapere quale sia lo scopo dell’uomo, ma comunque non vedo che ci sia di male a coltivare la felicità , la serenità e la consapevolezza. Il dolore c’è. Lo si vive, lo si sopporta, si cercano rimedi per farlo passare. Punto. Nulla di trascendentale.
Poi, ognuno lo fa a modo suo. Non esiste un modo giusto e uno sbagliato. Pensare di si e pretendere di aver scelto quello “giusto” è piuttosto puerile.
Uyulala, in questo post tu dici: >”La mia esperienza nel movimento dei focolari mi ha dato delle ferite profonde che ho dovuto curare in molti anni e che, probabilmente, non si sono ancora rimarginate.”
Da come ti esprimi immagino che il movimento dei focolari sia stata una esperienza negativa per te, qualcosa di sbagliato e di doloroso, se ti ha procurato ferite profonde che forse non si sono ancora rimarginate. Ecco, vorrei capire, se tu me lo spieghi, da cosa sono nate queste ferite di cui parli e se forse credevi di trovare la felicità nel movimento dei focolari.
Ci arriverò, forse.
Fa parte del racconto. Ciò che non si rimargina è la consapevolezza del tempo perso. Ecco, quello mi brucia ancora un tantino. Per quanto, in fondo, credo sia abbastanza normale perdere tempo da giovani.
Sai, io compirò 46 anni quest’estate, non sono più giovane e lo so molto bene. Tu quanti anni hai?
Uyulala, cerca di arrivarci. Per me gli anni non hanno importanza. Lo so che è una risposta che può denotare malattia mentale, ma penso che l’età anagrafica è una gabbia mentale in cui l’uomo ama ficcarcisi dentro, condizionato dall’ambiente in cui vive.
Vedo che dai valore al tempo. E’ positivo. sono poche le persone che sanno valorizzare il tempo. Tu lo valorizzi e perderlo ti procura dolore. La maggioranza degli uomini soffrono quando perdono soldi in Borsa.
Il tempo! Che ne dici di Maria seduta accanto a Gesù ad ascoltare il suo insegnamento, apparentemente a perdere tempo, mentre Marta era indaffarata a servire gli ospiti? Te lo ricordi? Marta si lamenta con Gesù che Maria l’ha lasciata sola a servire, ma Gesù “rimprovera” Marta, dicendogli che Maria ha scelto la parte migliore: l’ascolto della Parola, secondo Gesù.
E che dici della parabola dei vignaioli che Il padrone manda a lavorare nella sua vigna, alcuni a inizio giornata, alcuni a metà giornata e altri al pomeriggio. Poi alla sera chiama tutti e li paga tutti allo stesso modo. Che ingiustizia! Agli occhi umani naturalmente. I vignaioli si lamentano soprattutto quelli che sono andati a lavorare alla mattina. Hanno perso più tempo a lavorare di quelli che sono andati alla sera e hanno ricevuto la stessa paga. Dove sono i sindacati?
L’amore va oltre il tempo e non lo misura. Cosa dovrebbero dire quei bambini che sono stati abortiti e che non hanno avuto il tempo di venire alla luce? Io penso a loro, E chi è partito per il cielo senza avere il tempo di salutare i propri cari cosa dovrebbero dire?
Il tempo perso ad amare non è mai perso, ma viene raccolto e custodito da Dio per essere poi ridato in abbondanza, dove 1 o 100 non fanno differenza.
Vediamo di giocare a capirci. L’età conta nel momento in cui ti consente di accumulare esperienze. Se tu hai, metti, 22 anni, certe esperienze puoi non aver mai avuto l’occasione di farle. Non mi dici la tua età , per me questo ha un significato molto preciso: sei giovane e non ti va giù che ci sia una possibilità che la tua strada abbia delle deviazioni che ora come ora ti spaventano.
Quello di cui parli tu è un discorso filosofico, religioso, quello che vuoi, ma totalmente inadeguato al contesto. Non parlare di cavoli mentre io ti sto descrivendo le rocce sedimentarie per favore
Uyulala, gli anni non contano un tubo davanti a Dio. Dio ama i bambini che hanno pochi anni e poche esperienze. A 22 anni si è adulti e bisogna saper tornare bambini. Facciamo così: giochiamo alla pari, fai finta che io abbia la tua età . Quanti anni hai tu? 46? Anche io 46. Ti va?
Tu parli del movimento dei focolari e il movimento dei focolari è un movimento a sfondo religioso basato su Dio Amore, quindi il mio discorso è adeguato al contesto. Non sto parlando di politica.
Voglio capire se l’origine delle tue ferite è soltanto il tempo perso da giovane o se c’è dell’altro. Se è soltanto il tempo perso, posso dirti che in una ottica divina il tempo perso per amore non è tempo perso. Nel movimento dei focolari si entra per amare, non per essere amati, altrimenti è meglio starne fuori o dedicarsi a qualche cosa d’altro. Ma se sei entrata, vuol dire che hai amato e puoi esserne fiera, perché Dio non dimentica il tuo amore.
Ma io voglio sapere se c’è dell’altro che ti ha ferito.
bene, ci ho azzeccato e la cosa ti rode!
Scusami, ma in tutte quelle cose non credo, e comunque non ho interesse a parlare delle mie ferite passate solo perché c’è qualcuno che è curioso e cerca di dimostrarmi cose che per me sono abbondantemente superate.
So bene che il mio amore non va perduto e di questo ne faccio la mia vita. Solo che non lo lego ad un dio, semplicemente perché ho delle idee che non coincidono con le religioni monoteiste.
Il vangelo è molto bello, ma mi sembra assolutamente puerile prenderlo come resoconto storico. Gli aspetti allegorici dei testi sacri sono stati per me un’affascinante oggetto di studio, così come alcune religioni e, soprattutto, le culture sciamaniche. Credimi: tutte le religioni e tutte le spiritualità si equivalgono. Non ne esiste una migliore delle altre, anche se io posso avere le mie preferenze. E queste non stanno nelle religioni monoteiste.
Comunque devo dire che mi diverti molto. Continua così, puoi fare meglio. Devo dire che quand’ero ragazza ero più convincente di te
Ora no: ho scoperto che non me ne frega più nulla. Ognuno è destinato a fare la propria strada e in fondo le interferenze esterne fanno parte del karma.
Per il cattolicesimo ho già dato, sono a posto per le prossime 100 vite.
Io non prendo il Vangelo solo come resoconto storico, ma anche come racconto profetico. Per il resto ritengo puerile (senza offesa) il tuo modo di accusare il movimento per le ferite che ti ha provocato, per via del tempo perso.
Ferite profonde, a mio giudizio, ne ricevo anche io, ma dalla Stato, diverse dalle tue, per il tempo perso, presso quelle Istituzioni statali presso le quali tu lavori come l’asl oppure l’Agenzia delle Entrate o i Comuni o le Regioni e le Province e che mi feriscono profondamente quando mi costringono a pratiche burocratiche perdi-tempo che ritengo insulse e vessatorie per correre di qui e di là in coda a sportelli postali e bancari per presentare documenti e certificati che ritengo inutili, mettendo a rischio la mia vita sulle strade, per fare chilometri per raggiungere uffici usl o catastali a presentare correzioni planimetriche o segnalare errori di accatastamento ai fini ICI, oppure per andare dal dottore due volte per la richiesta di un farmaco perché la ricetta medica fatta in Piemonte non è valida in Liguria e viceversa.
Mi feriscono le accuse che ricevo dagli enti statali per presunti reati e violazioni al codice della strada che non ho commesso. Mi feriscono le multe che ricevo perché ho parcheggiato fuori dalle strisce per andare all’ospedale a fare assistenza d un degente grave, non trovando altro posto dove parcheggiare o perché l’accompagnamento di un malato in un ambulatorio medico si è protratto oltre il tempo previsto e lo scontrino del parcheggio a pagamento è nel frattempo scaduto e io mi sono beccato la multa, non essendo potuto andare a rinnovarlo. Quelle sono cose che mi feriscono nella mia dignità di persona. Banalità per te forse, ma non per me.
ascolta, come hai visto questo spazio è moderato. Avrei potuto cancellare i commenti e buonanotte e invece li prendo in considerazione.
Io NON VOGLIO essere sotto nessuna forma il tuo dio, mi dà sui nervi la tua presunta disponibilità a capire perché non è una cosa che voglio, non te lo chiedo e non ne ho bisogno. Questo voler a tutti i costi scavare nelle mie presunte ferite (ci sono state, bada bene, ma ho trovato modo di porre rimedio a questa e ad altre avute per altre ragioni) a me suona ipocrita e sadico. Io non sono MAI andata a scrivere il mio pensiero su blog o siti cattolici né di altre religioni il cui ideale non condivido ed è questo l’unico rispetto che ha un senso, perché mi sembra giusto e sano che ognuno possa esprimere il suo pensiero senza avere rotture di coglioni. Mi sono aperta uno spazio mio che pago, in questo spazio scrivo ciò che vivo o che ho vissuto in passato, per condividerlo con chi ha voglia di leggermi. Tieni presente che ho segato persone molto meno invadenti di te. L’unica ragione per cui non l’ho fatto è perché i tuoi scritti (che, come potrai notare, ho pubblicato senza modificare neppure una virgola) possono mostrare a chi mi legge il modo di procedere nei pensieri e nei discorsi di persone come te. Così chi legge potrà giudicare.
Per quanto riguarda gli aspetti dell’organizzazione statale, la subisco io come chiunque altro. Chi ci lavora spesso la subisce anche più degli altri perché non la può criticare, pena il licenziamento (questa cosa non la sanno molte persone). E comunque questo è un argomento off topic.
Ho letto solo ora la tua risposta.
Mi spiace che tu abbia pensato che in un qualche modo volessi giudicare! Sono convinta che qualsiasi storia/vita/cammino abbia in sè la potenzialità della felicità . Ci credo profondamente. Volevo davvero solo dire il mio parere. Ciao!
Agatha
Opppssss. Ho capito solo ora che la seconda risposta non era indirizzata a me. Chiedo scusa… Agatha
per Agatha
ehehe, si, stavo per scrivertelo. Forse dovrei mettere in finestre distinte le risposte a persone diverse.
Comunque ti confermo che ho apprezzato molto i toni e i contenuti del tuo commento. Finora sei stata l’unica che si è dimostrata realmente rispettosa. Infatti non ho trovato nulla da aggiungere, da controbattere né alcunché per cui fosse necessario aprire una discussione.
Un abbraccio
Sono capitato per caso sul sito focolare.net che é alternativo a quello ufficiale. Scusami,posso anche sbagliarmi,ma dallo stile e dal contentuo mi sembra che ci siano molte affinita’ su quanto scrivi qui.Magari sarai tu l’organizzatrice di quel sito? In ogni caso le luci e ombre sono ovunque perche’ nessuno é perfetto,nemmeno te credo.Giusto?
per Fabio
no, io ho aperto per la prima volta un sito a gennaio di quest’anno, e il sito è questo. Ho avuto blog personali ma in nessuno ho scritto del movimento dei focolari se non una volta in un post dove si parlava d’altro. Ho iniziato a scrivere la mia storia su un blog altrui fortemente anticlericale (l’ho anche linkato).
Sono andata al sito che mi hai indicato ma è in inglese e la parte tradotta in italiano è poco comprensibile. L’inglese non lo conosco per niente. Non so dirti se lo stile è analogo perché nel settore in inglese non posso leggervi, per ora non intendo approfondire ciò che è riportato in quello tradotto ma può essere che lo farò in seguito.
Non hai pensato, molto semplicemente, che se lo stile del racconto è sovrapponibile questo è dovuto al fatto che sono sovrapponibili le esperienza?
Per quanto riguarda l’ultimo punto: ovviamente neppure io sono perfetta. Come neppure tu, come nessun altro, neanche Chiara. Siamo tutti esseri umani e divinizzare (o santificare, sembra strano ma in fondo è la stessa cosa) chicchessia è, semplicemente, una grossa idiozia. Con buona pace degli interni del movimento, di TUTTI i movimenti, dei cattolici e anche di te.
“Ma loro non sanno chi sono io!”. Dioamore quando prende una multa per divieto di soldi si sente offeso.
Lui non è come gli altri. Lui è meglio perchè accompagna le persone all’ospedale.
Noi invece no, se accompagnamo i nostri cari all’ospedale, o noi stessi ci andiamo da soli chè nessuno ci accompagna, dobbiamo parcheggiare regolarmente, perchè le nostre eventuali multe sono giuste.
Ma si dai, facciamo un “Parcheggio riservato ai focolarini”, direttamente nel cortile degli ospedali. Perchè no?
Sai cosa ti direbbero qui in Piemonte, o dioamore? “Ma gavte la nata!” oppure “Ma pisa pi curt!”
Sai cosa ti direbbero a Roma? “Ma vedi de annarte…”
per Raccoss
a dire il vero quello che hai scritto nel tuo commento è più o meno quanto ho pensato. La ricerca dei privilegi è quello che rovina una società e per quanto riguarda gli aspetti personali è ciò che ci fa precipitare in senso negativo a stadi di infantilismo piuttosto primitivi.
Io sono profondamente convinto che tutti noi meritiamo rispetto, perchè più ancora che le idee, meritano dignità le persone!
A me piace molto la definizione che ho letto (non ricordo però chi nè è l’autore) di ateo e credente :
Un ateo è un credente che si sforza ogni giorno di non credere,
Un credente è un ateo che si sforza ogni giorno di credere.
In altre parole sono due modi di pensare che, a mio avviso, hanno molti più punti in comune di quanti se ne possano immaginare
Io sono profondamente convinto che tutti noi meritiamo rispetto, perchè più ancora che le idee, meritano dignità le persone!
A me piace molto la definizione che ho letto (non ricordo però chi nè è l’autore) di ateo e credente :
Un ateo è un credente che si sforza ogni giorno di non credere,
Un credente è un ateo che si sforza ogni giorno di credere.
In altre parole sono due modi di pensare che, a mio avviso, hanno molti più punti in comune di quanti se ne possano immaginare.
Chiedo scusa avevo sbagliato un tasto nella scrittura!
Cara Uyalala,
leggendo i tuoi post mi sono resa conto che sei critica non solo con il MOvimento dei focolari,ma anche con tutte le religioni e organizzazioni di qualsiasi genere in quanto condizionano la liberta’della persona.A questo punto mi domando cosa pensi della famiglia.Secondo la tua logica anche questa potrebbe essere fortemente condizionante.Non credi? Allora che facciamo,viviamo liberi come gli animali? ma no,ma che dico,anche tra loro esistono clan.gerarchie,regole e alcune specie vivono fedelmente in coppia per tutta la vita.
Scorrendo gli interventi dei tuoi interlocutori mi ha fatto riflettere uno che ricordava come da una inchiesta negli USA risulta che tra coloro che praticano una qualsiasi religione si verificano meno episodi di violenza, meno divorzi,meno consumo di droga,sono piu’ disponibili al volontariato,alla beneficienza ecc. Se cosi é significa che le religioni non sono dannose,ma al contrario positive per la stessa persona che la pratica. Quindi le tue analisi rimangono soltanto valutazioni personali che rispetto,ma che non mi influenzano neanche un po’.
ti saluto cordialmente
Scusate se mi intrometto.. però secondo me hai propio esagerato!
Io non sò molto dei Focolari, però fin’ ora la mia inpressione è stata positiva. Sicuramente te ne sai molto più di me, e trovo interesante cosa scrivi. E’ importane che ongiuna ha una propria opingione. Preò di scrivere nello stesso giorno in cui è morta un articolo come qesto contro di lei non mi sembra propio giusto.
Magari sono pure vere alcune cosa che scirvi, però quando ho letto il articolo mi dava l’impressione che dicevi: e vai!!!è morta
Però sicuramente non era quseto il messagio che volevi trasmettere. scusa
va bè… io vi salutò
e continuate cosi…è interesante leggere le diverse opinioni
ciao
per Cati
no, non è che ho voluto dire “evvai!”. E’ da tempo che non me ne frega più nulla del movimento né di Chiara. Ma non amo la santificazione sotto nessuna forma, trovo che sia una grande ipocrisia. Ho espresso le mie opinioni anche alla morte di papa Woitila: la santificazione di un personaggio religioso è un processo che implica il rifiuto di vedere a tutto tondo questo personaggio per deificarlo ed io non sono politeista.
Cara Uyulala, se tu non parlavi male del Movimento dei focolari, nessuno ti avrebbe dato fastidio. Potevi esprimere il tuo pensiero liberamente, tutti hanno diritto alla libertà di pensiero. Però c’è un limite che è la diffamazione, punita anche dalla legge civile.
Tu hai buttato la pietra e poi ti nascondi la mano.
Dalla tua esperienza si nota una persona che non è riuscita a fare un’esperienza spirituale, dimostri di essere una persona immatura, perchè dai la colpa agli altri. Dimostri un’acidità che rasenta un’inconscia vendetta contro persone che probabilmente ti hanno ferita.
Cosa dirti visto che non frequenti da 20 anni il movimento, parla delle tue cose così eviti di dire cose sbagliate.Ricordati che la verità coincide nel Cristianesimo sempre con L’amore.
Anche il diavolo diceva la verità quando affermava che Gesù era Figlio di Dio, ma lui lo diceva solo per far accellerare il momento della sua morte.
Anche le tue verità sul movimento non nascono dall’amore ma da una volontà solo di intorbidire le acque ed allontanare persone dalla spiritualità .
Ecco ti ho detto il mio pensiero. Se vuoi puoi non pubblicarlo sono contento lo stesso, importante che tu rifletta seriamente su quanto detto.
Per cege:
Ti rimando a questo:
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