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Movimento dei focolari – Seconda Parte: alcuni accenni dell’organizzazione della struttura

In questa seconda parte riprendo l’articolo pubblicato su Clerofobia ma lo modifico leggermente. Mi sono accorta infatti che alcune parti potevano non essere chiare per chi del movimento dei focolari non sa assolutamente nulla. Se ci sono curiosità, fra l’altro, potete esprimerle nei commenti, tenendo presente che dal periodo in cui sono andata via non ho avuto più nulla a che fare con loro e non conosco le trasformazioni che, eventualmente, si sono create sul piano strutturale e organizzativo.

Nel frattempo mi misi insieme col mio primo ragazzo (non avevo ancora compiuto 16 anni) che poi, nel tempo, divenne il mio primo marito. Quel ragazzo era ateo e la cosa mi creò non pochi problemi, ma credo che ne creò parecchi anche a lui. Di questa storia ne parlerò in un secondo momento.

Vorrei qui parlare un po’ della struttura, l’ossatura del movimento.

Intanto i GEN: I gruppi di giovani appartenenti venivano chiamati UNITA’, nel caso dei/delle pre-GEN, ovviamente, si chiamavano pre-unità. In entrambi i casi erano coordinati da un esponente più anziano, non come età ma come esperienza all’interno del movimento. Questo veniva chiamato “perno” in quanto era la persona attorno alla quale ruotavano le altre, e anche “bianco”, il perché lo spiegherò più avanti. Queste erano cose che ci dissero man mano che andavamo avanti nel cammino. Il “bianco” a sua volta apparteneva ad un’unità speciale, che viene chiamata “l’unità dei bianchi” e che era costituita da giovani che svolgevano questo ruolo all’interno di altre unità o pre-unità. Tutti i GEN erano coordinati da un focolarino (o focolarina, a seconda del sesso di appartenenza delle persone), che aveva all’interno l’incarico di responsabile del movimento GEN. Se devo descrivere adesso la struttura del movimento, direi che è organizzata in modo frattalico: tutto quanto è formato da gruppi di piccolo numero, coordinati dai bianchi, coordinati da gruppi di bianchi, coordinati dai focolarini i quali a loro volta hanno un bianco, che appartengono ad un gruppo che fa capo ad un responsabile di zona, che fa capo a responsabili di nazione, che fa capo a responsabili di continente e che, alla fine, fa capo al focolare centrale che è quello di Chiara. I gruppi di bianchi a loro volta, oltre ad avere per responsabili i focolarini, fanno capo ad un gruppo di zona che viene chiamato “unità arcobaleno” (e poi cercherò di spiegare il particolare significato “esoterico” che assumono i colori nella spiritualità del movimento). Poi sinceramente non ricordo affatto quali fossero gli altri gradini gerarchici.

Comunque questa struttura fatta in questo modo era una caratteristica di tutti i settori del movimento. Oltre ai focolarini e ai GEN ci sono i Volontari, che sono persone che vivono la spiritualità ovunque siano inseriti, sono di solito lavoratori e lavoratrici che si impegnano in modo specifico nel sociale. I loro gruppi non si chiamano unità ma “nuclei”, ma il concetto è lo stesso. Inoltre ci sono i gruppi di Famiglie, gruppo un po’ meno all’interno delle fila e, credo, unico gruppo misto in quanto partecipano insieme marito e moglie.

I GEN sono suddivisi per fasce d’età: ci sono i GEN 2 che hanno approssimativamente un’età compresa fra i 15-16 anni fino a quando non hanno organizzato socialmente la propria vita (con un lavoro, con un matrimonio o una scelta religiosa). I GEN 3 hanno un’età compresa fra gli 8 e i 13-14 anni, i GEN 4 dalla nascita fino a circa gli 8 anni.
E i GEN 1? Di fatto non esistono. In qualche modo son stati chiamati così, retrospettivamente, i focolarini dei primi periodi.

I Focolarini sono l’anima stessa del movimento. Sono persone che hanno espresso i tre voti monastici (castità, povertà e obbedienza) ma che vivono in piccoli gruppi chiamati appunto “focolare” e non hanno un abito, un saio né niente di esteriore nell’abbigliamento o negli accessori che li renda riconoscibili. Di solito hanno un lavoro che permette loro di sostenersi, quando non ce l’hanno vengono sostenuti dal movimento stesso. Sono soggetti a trasferimenti così come accade negli ordini monastici e da un giorno all’altro possono dover tagliare tutto e spostarsi magari anche dall’altro capo del pianeta.

Altro aspetto particolare del movimento è l’esistenza di focolarini sposati. Si tratta di persone che hanno fatto i tre voti monastici ma che hanno il voto di castità relativo al proprio stato matrimoniale. Come dissi in un commento, la differenza tra obbligo e voto è legata al fatto che infrangere un voto è un sacrilegio, disattendere un obbligo può essere un peccato e basta. Queste persone ruotano attorno alla vita del focolare collaborando in modo stretto, ma per motivi intuibili non vivono insieme ai focolarini “vergini”. Solitamente ai focolarini sposati vengono affidate le famiglie del movimento. Sebbene dai vertici dell’organizzazione si sottolinea a gran voce che i focolarini sposati non sono “focolarini di serie B”, io però notavo che di fatto questo è proprio quello che accadeva, in quanto la vita di castità assoluta è considerata la vita di perfezione nell’amore di dio.

Le persone del movimento che hanno figli fanno loro frequentare il focolare praticamente fin dalla nascita, imponendo un’educazione strettamente aderente alla spiritualità del movimento stesso.

C’è, per concludere, tutto il gruppo di interni del movimento che appartengono al clero. Chiunque può far parte di una congregazione religiosa e ANCHE del movimento. Non stento a credere, fra l’altro, che alti prelati siano strettamente legati al movimento stesso.

Per tutte le categorie di interni è previsto un percorso simile, a tappe, durante le quali si approfondiscono con molta gradualità i temi relativi alla spiritualità, alla vita, alle caratteristiche strutturali del movimento stesso. Una caratteristica di questa gradualità fra l’altro è quella di imparare a mantenere segrete le informazioni assimilate. Con questi scritti io sto violando consapevolmente un impegno preso molti anni fa.

Focolarini, volontari, Gen, GenS (gen che son destinati al sacerdozio), religiosi e famiglie fanno parte della struttura più interna del movimento. Attorno ad essi ruotano molte altre persone, il cui ruolo è quanto mai variabile. Ricordo che quando facevo parte del movimento veniva scoraggiata la divulgazione dello schema strutturale del movimento stesso. Gli scritti e le conversazioni di Chiara stessa invitavano a tener riservati questi aspetti. Lei usava spesso metafore molto eleganti. In questo caso per esempio diceva che la struttura del movimento era come lo scheletro del corpo umano oppure tronco e rami di un albero: non aveva senso mostrare lo scheletro perché ciò che si deve vedere è il corpo umano nella sua interezza o l’albero provvisto di foglie, fiori e frutti. In questo modo, così come per tante altre cose, si invitava a non condividere con estranei molti aspetti della vita all’interno del movimento, col risultato che i legami fra gli appartenenti diventavano via via sempre più stretti e a poco a poco ci sganciavamo dagli “altri”, da coloro che non ne condividevano l’esperienza e l’ideale. Di fatto ci trovavamo a costruire delle invisibili (ma solidissime) barriere fra chi stava all’interno e chi era fuori.

Questo alla lunga avrebbe avuto un effetto devastante.

EDIT 22 March 2010

This article has been translated into English by Laryssa and published in THIS BLOG.

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Ci sono 8 commenti

  • Comicomix ha detto:

    E’ impressionante. Sembra di leggere la descrizione di una specie di esercito…

    Ti ribadisco quello che già ho scritto. Uno dei motivi del mio essere laico risiede in questo tipo di concetto:
    “Di fatto ci trovavamo a costruire delle invisibili (ma solidissime) barriere fra chi stava all’interno e chi era fuori”

    Siccome il mio recinto è l’Umanità, questo tipo di movimenti non fa per me.

    ^_^

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Movimento dei focolari – Seconda Parte: alcuni accenni dell’organizzazione della struttura

    La struttura del movimento dei focolari com’era all’epoca della mia “militanza”

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • Uyulala ha detto:

    Carlo:
    come ho scritto su OKNOtizie, la cosa drammatica è che finché stai dentro non te ne accorgi…

  • Cati ha detto:

    ❓ Avrei una domanda…se ho capito bene te paragoni il movimento focolare ad una setta. Però tolgie pure dei soldi alle gente? Insomma…quelli che lo organizano lo fanno per guadangiare secondo te?
    Ciao
    cati

  • Uyulala ha detto:

    per Cati
    il mio paragone ad una setta non riguarda gli aspetti amministrativi (non conosco quelli delle sette e immagino che ogni gruppo religioso abbia finalità differenti al riguardo) ma piuttosto le modalità di “percorso interno” e di aderenza alle regole, progressiva e spesso auto-indotta.

    Per quanto riguarda gli aspetti pecuniari del movimento, sicuramente c’è molto movimento di soldi, ma è anche vero che son state realizzate molte cittadelle, ristrutturato il centro di Castel Gandolfo, vengono mantenuti i focolarini qualora non abbiano un lavoro retribuito (e queste son cose che so per certo) e, almeno in teoria, dovrebbe avvenire una redistribuzione dei beni a favore delle sedi del movimento situate in aree più povere (questa è una cosa che ovviamente non ho potuto verificare).

    Che poi ci sia anche qualcuno che si sia arricchito questo non te lo so dire. Penso che, comunque, come in qualunque opera analoga, il movimento dei focolari usufruisca di ingenti donazioni. Del destino di queste donazioni sono del tutto ignara.

  • Cati ha detto:

    Gratzie 1000 per la tua risposa!
    Ti dispiace se te ne facio un’atra…scusa mi
    Un amioco mi ha detto che i Focolari hanno organizato un giorno della familgia o qualcosa del genere contro i omosessuali e il divorzio. E’ veramente cosi? Perche su internet non ho trovato questa informazione…
    un saluto
    Cati

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Cati!
    Allora: un evento che si chiama FamilyFest viene organizzato periodicamente ogni 12 anni dal 1981. Io ho assistito all’epoca al primo in assoluto, a Roma, al palazzo dell’EUR, proprio quell’anno. L’ultimo è stato nel 2005 e, se viene rispettato lo scadenzario dei 12 anni, il prossimo non dovrebbe essere organizzato prima del 2017.
    Non sono a conoscenza di eventi simili ma non escludo che possa esserci qualcosa di più piccolo e magari solo nazionale.

    Per quanto riguarda gli aspetti “contro” l’omosessualità e il divorzio, sebbene nel movimento mai nessuno è apertamente contro nulla, dal momento che al suo interno si applica in modo rigido la morale della chiesa cattolica non sarebbe tanto strano che venisse sottolineato il valore dell’indissolubilità del matrimonio e dell’amore fra uomo e donna come unica forma di amore “vero”. Queste son cose che nel movimento si dicono e si ripetono praticamente da sempre, all’infinito, a prescindere dalle mode.

    Comunque non so nulla di un evento organizzato apposta contro omosessualità e divorzio. Sono più propensa a credere che i messaggi che riguardino questi due aspetti della vita vengano mandati in forma indiretta.

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