Un mazzo di fiori freschi

Ogni giorno, tornando a casa dal lavoro, imbocco il cavalcavia in discesa. Alla fine della serpentina, per immettersi in viale M., c’è un semaforo. Guardo alla mia sinistra con tristezza: appoggiato sul guard-rail che separa la strada dallo spazio al di sotto del ponte c’è un mazzo di fiori freschi infilati in un piccolo vaso di coccio.

Da qualce giorno è morto. Ha lottato con tutte le sue forze ma era finito in ospedale in fin di vita in seguito ad un selvaggio pestaggio fatto da un gruppo di giovani cittadini.

Lo vedevo tutti i giorni, esile e mingherlino, con i giganteschi occhi chiari. Si avvicinava alle auto per chiedere qualche soldo. A dire il vero io non gliene ho mai dati, e lui mi riconosceva e non si fermava. Girava fra le auto dell’incrocio di solito tenendo un giornalino di Topolino fra le mani. Leggeva, si avvicinava, uno sguardo, a volte un diniego, a volte qualcuno abbassava il finestrino e gli dava qualcosa. Poi di nuovo si rituffava nella lettura.

La sua casa era quel ponte da molti anni. Aveva qualche coperta e degli stracci. Non era insistente, non parlava quasi. Alcuni dicevano che si fosse ridotto a vivere da clochard in seguito ad un difficile divorzio ma non so se fosse vero.

L’hanno massacrato di botte. E’ finito in ospedale in fin di vita ed è morto dopo più di due settimane di agonia.

Aveva 48 anni.

Ora qualcuno mette ogni giorno un mazzo di fiori freschi là dove solitamente si sedeva ad aspettare che le auto fossero ferme per il semaforo rosso.

 

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7 Responses to “Un mazzo di fiori freschi”

  1. on 17 Mar 2008 at 21:58 upnews.it

    Sacro Profano » » Un mazzo di fiori freschi

    La morte di un clochard

  2. on 17 Mar 2008 at 22:13 Anne

    Che tristezza!
    :-(

  3. on 18 Mar 2008 at 08:56 Lisa72

    “un selvaggio pestaggio fatto da un gruppo di giovani cittadini”… chi lo sa se si rendono conto di quello che hanno veramente fatto e della motivazione che li ha portati a questa crudeltà!
    Un saluto, Lisa

  4. on 18 Mar 2008 at 11:39 ennebì

    Ciao! Ho visto che anche tu sei evoluta in un nuovo blog. Il mutamento è vita, così anche io da un po’ covavo qualcosa di diverso: http://lupusinfabulablog.wordpress.com/
    Un caro saluto!
    Ennebì, già kysra!


  5. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it.

  6. on 19 Mar 2008 at 19:03 merendina

    I fantasmi delle città. Io li chiamo così. Ci sono, li vediamo, ma cosa fare?.
    Tutte le mattine ci sono almeno 5di queste persone, che mi chiedono soldi al finestrino della macchina. Io sono fortunata e quando rifiuto quella moneta mi si string elo stomaco perchè penso che potrei da un momento all’altro essere tra di loro. La soluzione non la ho. Se posso non do soldi, anche perchè ogni giorno sarebbero troppi, ma una merendina, un dolce a volte anche solo una caramella…troppo poco lo so…Pace per l’anima del fantasma della città con gli occhi chiari.

  7. on 19 Mar 2008 at 19:36 Uyulala

    per Merendina
    Anche oggi sono passata e il mazzo di fiori, stavolta, era quello di ieri. A poco a poco il suo volto verrà dimenticato, i suoi stracci già son stati buttati via.
    Non possiamo fare quasi nulla per queste persone, pur sapendo che è solo una questione di fortuna quella di trovarsi al di qua del finestrino dell’auto. Però quello che mi attanaglia le viscere è che in una città come la mia, sempre stata tranquilla e tollerante, si verifichino episodi così gravi. E’ un segno molto preoccupante.

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