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Movimento dei focolari – Quarta parte: la simbologia dei colori, gli impegni e come era scandito il mio tempo

Nel prosieguo del mio racconto ho deciso di discostarmi un po’ da quanto scrissi su Clerofobia. Un po’ anche per via delle reazioni che ho suscitato nei post precedenti. Cercherò quindi di semplificare il racconto, nei limiti del possibile, e nei post successivi vedrò di raccontare le cose sganciandomi da quanto pubblicato in passato.

Uno degli aspetti a cui ho spesso fatto cenno, è quello della simbologia dei colori. Non so perché allora ritenessero fosse una cosa particolarmente segreta, ma ci fu svelato solo al secondo anno di pre-unità. Secondo la fondatrice ogni colore rappresentava un modo particolare di vivere l’amore divino, e il bianco che racchiudeva tutti i colori, era l’espressione completa dell’amore divino. Quindi vi era un significato per ognuno dei 7 colori dell’arcobaleno:

Il ROSSO aveva a che fare con la comunione dei beni, sia quella spirituale che quella materiale. Questo significava che dovevamo mettere in comune ogni pensiero, ogni sentimento, ogni cosa potesse passarci in testa, ma anche ogni avere, limitatamente alle possibilità che ci dava la nostra vita in famiglia. Poi spiego quali risvolti aveva quest’aspetto.

L’ARANCIO aveva a che fare con il rapporto con gli altri, quindi rientrava, fra l’altro, anche il proselitismo, il diffondere l’ideale agli altri.

Il GIALLO era collegato al rapporto con dio, e qui ci rientrava la preghiera, l’adorazione al tabernacolo… cose così.

Il VERDE riguardava la cura di sé nel senso della propria salute e, eventualmente, il modo di vivere la malattia.

L’AZZURRO è ovviamente il colore mariano. Il suo significato era quello dell’armonia in ogni ambito della vita. Ma ciò su cui spesso si metteva l’accento era l’abbigliamento. Il modo di vestirsi doveva rientrare in alcuni canoni che erano dettati soprattutto dalla necessità di apparire per quanto possibile non “appetibili” sessualmente, almeno per noi donne.

Sull’INDACO e il VIOLETTO devo dire che, così come confondo questi due colori, non ho molta memoria del significato. Mi pare di ricordare che il violetto avesse a che fare con lo studio, mentre l’indaco doveva, se non erro, riguardare le comunicazioni e vi rientrava così anche il rapporto con i mass media, la divulgazione mediatica e con tutto quanto avesse a che fare con la tecnologia. Ma potrei ricordare male…(ehm… non so neppure se ho azzeccato i colori dei caratteri).

Fra l’altro esistevano all’epoca pochissimi scritti che riguardavano la spiritualità dei colori, la stragrande maggioranza delle cose era materiale che veniva mantenuto dai responsabili a stretta circolazione interna, e tutto veniva trasmesso in forma orale. Come si conviene ad ogni struttura che dà insegnamenti di tipo esoterico. Per cui su molte cose devo per forza andare a memoria.

 

Quando dalla pre-unità passammo all’unità vera e propria e divenni GEN, a ognuna di noi venne affidato un colore, e noi dovevamo essere “responsabili” per tutte le altre, affinché ognuna aiutasse le altre a “vivere” quel colore. Il “bianco” era la responsabile, come ho detto in un altro post, e a lei era affidata la responsabilità di tutto quello che facevamo, pensavamo, dicevamo, era affidata la responsabilità del nostro cammino.

 

Il mettere tutto in comune aveva tanti risvolti molto impegnativi. Intanto non potevamo trattenere nulla: ogni cosa doveva essere esposta, ma con delle regole ben precise ed esplicite. Infatti non potevamo parlare di tutto a tutti, ma solo ai nostri responsabili. Alle persone di “pari grado” o, a maggior ragione, a coloro che stavano nel movimento da meno tempo, non potevamo parlare per esempio dei nostri problemi a meno che non li avessimo già risolti, e questo, ci dicevano, per non intralciare il loro cammino e per essere loro di esempio. Nonostante questo però ebbi occasione di avere molte amicizie all’interno del movimento, e anche maschili in quanto ho frequentato gruppi parrocchiali misti. Devo dire che almeno in questo non ho preso eccessivamente alla lettera le indicazioni, sebbene in effetti a poco a poco smisi di confidarmi con persone che non appartenevano al movimento.

 

Col tempo, dopo molti anni che me ne sono andata, mi son resa conto che queste limitazioni nei rapporti con i non affiliati a poco a poco mi avevano sganciato da un confronto , e mi hanno messo nella condizione di avere sempre e soltanto dei riscontri monotematici per qualunque atto della mia vita, cosa che sarebbe stata per me in seguito fonte di molti problemi.

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente materiale della comunione dei beni, l’intento era quello di fare come facevano i primi cristiani, che mettevano tutto in comune e che pertanto nessuno era ricco e nessuno era povero. Di fatto succedeva una cosa un po’ diversa. Si partiva dal presupposto che noi, comunque, vivevamo in un paese benestante (il che è peraltro vero) per cui ognuna di noi, di fatto, pagava una quota mensile come “comunione dei beni” che sarebbe finita a Roma, o per meglio dire, nelle sedi centrali del movimento GEN che si trovano nelle varie sedi dei castelli romani, e da lì sarebbe stata distribuita nelle sedi del movimento che si trovavano in aree disagiate.

Inoltre dopo un po’ di tempo che stavo nel movimento il papa polacco donò la residenza di Castelgandolfo al movimento stesso, che però doveva essere ristrutturata e riadattata per le esigenze differenti a cui era destinata. In quel periodo ci chiesero di contribuire economicamente (“anche se poco”) per tale opera, che ovviamente era un’opera di dio. Io ho pagato tutti i mesi mille lire per quello che, con uno degli ennesimi slogan, veniva definito “un mattone per Chiara”, perché ciò che ci veniva detto era che ognuno di noi poteva contribuire a comprare “un mattone”.

Altre iniziative richiedevano soldi e a queste ho sempre aderito ben oltre le mie possibilità. Ricordo che non trattenevo nulla della mia paghetta e mettevo DAVVERO tutto in comune di materiale e di spirituale, pensieri e sentimenti. Proprio tutto. Ci credevo davvero e mi piaceva molto. Ma, ripeto, alla lunga questo mi avrebbe comportato dei problemi molto seri.

Chi nell’unità GEN aveva affidato il ROSSO si incaricava anche di raccogliere questi soldi e di consegnarli a fine mese al bianco o alla focolarina responsabile.

 

Tralascio l’aspetto dell’ARANCIO, in quanto è abbastanza intuitivo che lo sviluppo di questo colore comportasse il proselitismo (ma guai a chiamarlo così!)

 

Mi soffermo giusto un attimo su quello che era il GIALLO, l’aspetto legato alla preghiera. A poco a poco, più che altro per imitazione, ognuna di noi cominciò a seguire la messa tutti i giorni e a prendere l’eucarestia quotidianamente. Il più delle volte, siccome ognuna di noi studiava, ci svegliavamo presto per assistere alla prima messa del mattino. Nel tempo gli impegni legati alla preghiera aumentavano. Dopo la messa e l’eucarestia quotidiana c’era la confessione, che se non ricordo male doveva essere mensile. Poi il rosario, che veniva recitato meditando su un’interpretazione di Chiara dei misteri mariani. C’era l’adorazione al santissimo sacramento, anch’essa quotidiana. C’era la preghiera per quella che veniva definita la “Mariapoli celeste” ossia i morti (poi spiegherò anche cos’è la Mariapoli, non celeste ovviamente). A poco a poco ogni momento libero della giornata veniva riempito da attività che in un modo o nell’altro avevano a che fare con il movimento, o per via delle attività più propriamente spirituali, o per le attività concrete in cui il movimento era impegnato.

Gli incontri catturavano la maggior parte del mio tempo. C’erano quelli delle unità (una volta la settimana), quelli delle aderenti, che mi son state affidate per un tempo abbastanza lungo (un’altra volta la settimana), quelli regionali, quelli della nostra zona (costituita da 3 regioni), quelli europei o internazionali. Poi c’erano i collegamenti con la Svizzera: attraverso le linee telefoniche svizzere ogni settimana si faceva un incontro durante il quale ascoltavamo la voce di Chiara direttamente. E poi non ricordo… Ricordo che ero impegnata praticamente a tempo pieno per una ragione o per l’altra al punto che ho finito per frequentare quasi solo persone del movimento.

Frequentavo anche dei gruppi parrocchiali e grazie a questi mi capitava di avere a che fare anche con ragazzi, ma comunque spesso erano GEN anche loro e questo comportava che non avevo modo di confrontarmi con gli altri. All’epoca questa era una cosa molto comune. Si frequentavano di fatto solo le persone del movimento e, al di fuori di esso, i compagni di classe o i colleghi di università. Erano poche le GEN che avevano una vita sociale anche fuori dal movimento che non fosse comunque finalizzata alle attività del movimento stesso.

Lo studio, d’altronde, catturava ugualmente una fetta cospicua di tempo e ciò che facevo all’inizio, al ginnasio, non riuscivo più a farlo al liceo. Mi son venute quindi a mancare tutte quelle attività per le quali nutrivo un forte interesse: il cineforum e il gruppo archeologico soprattutto.

Il mio racconto comincia a diventare via via più difficile. I ricordi si accavallano e devo sospendere per recuperare un filo logico che mi permetta di riportare un po’ di ordine.

Se siete arrivati fino a qui, vi abbraccio con affetto. Se non altro per la pazienza che avete avuto.

 

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SuGiu2

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Ci sono 12 commenti

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Movimento dei focolari – Quarta parte: la simbologia dei colori, gli impegni e come era scandito il mi

    Proseguo il mio racconto, scusandomi del fatto che rischia di essere un po’ disordinato

  • anecòico ha detto:

    molto istruttivo…

    OT
    BUONA PASQUA

    anecòico

  • WebLogin ha detto:

    Tanti auguri di Buona Pasqua!

    Un caro saluto

    Giuseppe

  • Lisa72 ha detto:

    Mi chiedo se ci racconterai anche i risvolti che ha avuto per te questa aderenza al movimento e, tranquilla, arriverò fino in fondo al racconto!!! 🙂

    Un caro saluto e un augurio di tranquillità, ti voglio bene, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    per Lisa
    Oh io continuo, altro ché.
    Ti voglio un mare di bene anch’io.

    per Anecòico e per WebLogin
    scusatemi: non vi ho ricambiato:
    BUONA PASQUAAAAAAAAAA!!!

  • elisa ha detto:

    ciao…mi piacerebbe sapere come è andata a finire questa avventura…
    ciao un altra gen.
    elisa

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Elisa
    Ho scritto altri articoli sul movimento dei focolari, ho messo molti link che rimandano a questi, anche alla fine di questo stesso articolo. Ho intenzione di proseguire, ma per ora mi son presa una pausa. E’ un argomento per me abbastanza pesante.

  • Mariela ha detto:

    Ho da un po´di tempo letto poco a poco i tuoi racconti… Ma tu eri una “brava gen”!!! Come mai sei diventata cosí??!! (Io lo só, sto scherzando).

    Soltanto per dire che sicuramente la tua uscita fu una grande “tradimento” per il focolare.
    Io ho fatto grande fatica per uscire dal movimento, perché sapevo che il movimento aveva fatto un “investimento” con la mia vita. Non tutti siamo “chiamati”. In realtá: “non a tutti chiamano all´interno dell´opera, non a tutti invitano a fare un´esperienza a Loppiano o al Centro gen, ecc”.
    Penso che Chiara incominció il “proselitismo” con Graziella De Luca(mi sembra), comunque si racconta che “avevano trovato un pesce grande!”…
    Ognuno ha un talento, un dono. E il focolare sa “utilizzarli” bene, e con questo ti fanno sapere il bravo che sei, e il grande dono che sei per l´opera e ecc.. Ti fanno sentire importante e unica(fino a quando arriva un´altro migliore di te, e per amore e umitá si vede con Gesú in mezzo che e´ meglio spostare i carici)
    Io, nelle mie miserie spirituali e materiali, ho fatto grande fatica per uscire dal movimento, sentivo che tradivo”il grande dono”che Dio mi ha dato. Poi, io ero una gen che aveva “fatto la esperienza al Centro” e nel personale,sentivo che tradivo all´opera(“perché non tutti hanno avuto la grazia di fare la tua esperienza come tu, di stare vicino alle prime pope, ecc, ecc…”). C´é stata una popa a farmilo capire, se fosse non mi sia resa conto…
    I colori e tutti gli insegnamenti sono “privati” perché per qualcuno di fuori, gli insegnamenti possono sembrare troppo “radicale”, come se fosse una setta.
    Circa il 1995(non mi ricordo bene)gli Estatuti del Movimento e di ogni branco dell´opera sono stati finiti. Soltanto gli interni hanno ricevuto questo, un piccolissimo libretto giallo(ma credo che quello per le gen aveva un´altro colore). Ricordo che la capozona aveva portato da Roma una quantitá limitata, il giusto per noi interni, e anche perché se gli estatuti fossero stampati da un posto che non sia dell´opera, si aveva il pericolo di difondere informazione dell´opera troppo privata fuori di essa.
    Mi chiedo propio dove ho messo quello… ci lo hanno dato con tanta “cerimonia” che mi chiedo il perché non mi lo hanno tolto quando era uscita… Sarebbe”divertente” leggere tutte le cose che allora mi credevo…!
    Tu pensi che la morale cambia? La gente cambia e la morale anche secondo la “convenienza” della epoca, penso. Perché io lo vedo cosí. “L´azzurro” non si vive piú come nelle nostre epoche. Vedo le gen, sia per internet o sia nelle foto che avvolte mi capitano, e vistono come ,in quel allora, si avessi potuto dire “come puttane” e hanno una doppia morale(sento ogni tanto dei racconti… povereti i popi!!!sopportare tanta superficialitá). Adesso i capozoni della prima generazione non sono tante come prima, poco a poco muoiono o sono mandate “in pensione”. I capozoni vecchi sono molto piú moralisti, l´azzurro e la morale era secondo il loro punto di vista.
    Comunque volevo raccontarti che a me i colori mi hanno “accompagnato” per un lungo tempo dopo la mia uscita. Ogni nuova elezione della mia “nuova” vita é stata fatta con questi ricordi, con l´abitudine di cercare “l´armonia”. Penso, che nel periodo “dopo uscita” sono diventata piú ipocrita che mai dentro dell´opera, perché iniziavo ad esperimentare delle “cose nuove”, non senza sentire dopo un male di coscienza e un timore a dio, anche se da una parte era convinta che dio non poteva essistere dopo avere fatto la esperienza all´interno….
    Sai? ti lo dico ancora una volta, mi piace il tuo blog, mi piace un sacco leggerti perché riesco a ricordare con “un sorisso” nel cuore una epoca che in realtá sento di avere “perso”. Ed é solo di questo che “mi pento e mi dolgo”, ma non dei mie peccati, ma degli sbagli che ho fatto per l´impronta che l´ideale ha lasciato in me. Uscire dal movimento non mi é bastato per riccominciare la mia vita, ho fatto delle scelte sbagliate per la “piccola fiamma” che ancora dopo ho lasciato guidare le mie scelte. Idiota io e il mio “complesso psicologico” di gen!
    Ti mando lo estatuto un giorno(quando sappia dov´e´).È una promessa.

  • Uyulala ha detto:

    Mariela
    se lo trovi e me lo invii (magari scannerizzato e via email, che è più semplice) mi farai un gran favore. Io nel 95 ero una ex già da un pezzo, però ero venuta a conoscenza di qualcosa delle bozze dello statuto.
    Man mano che leggo le esperienze di altri ex mi rendo conto che per me è stata una vera fortuna non essere mai stata chiamata in posti di responsabilità. Non sono mai stata neppure bianco di una preunità. L’unica cosa “importante” per me è stata la gestione degli incontri con le aderenti. Mi ricordo che allora un po’ mi dispiaceva e di questo dispiacere mi vergognavo profondamente, la consideravo come una prova della mia superbia, da affrontare e vincere (oddio, forse in questo c’era molto del vero).

    Ora sono portata a pensare che invece la ragione del fatto che non mi abbiano mai fatto andare avanti più di così dipendesse dalle mie continue “crisi”, che esprimevo senza filtri soprattutto alla focolarina responsabile delle gen 2. Infatti non ho mai smesso di avere dubbi, di esprimerli anche se sempre e solo ai “capi”.

    Però ricordo anche una gen, che è stata quella che mi ha fatto conoscere il movimento, che era davvero perfetta sotto tanti profili, ma ad un certo punto si è ammalata di una malattia tiroidea in forma piuttosto seria e non ha potuto seguire le attività del movimento come avrebbe voluto. Neppure a lei è stato permesso di andare avanti e mi son spesso chiesta il perché…

    Per quanto riguarda i racconti, te l’ho detto che sono ERETICAAAAAAA!!! 😀 😀 😀

  • Mariela ha detto:

    SIIII!!! 👿 L´ho capito!!! 👿 👿 👿 Tu non hai salvezza… 👿
    Che buffo pensare che sei stata assistente degli aderenti… 😉 Ma forse sarebbe stato molto interessante con te, molto profondo.
    Spero ti migliori presto!!!
    Buon week end!
    Mariela 😈 ( :mrgreen: )

  • Uyulala ha detto:

    Mh… tanto interessante non credo: avevo una paura tremenda di sbagliare. Più che altro sono capitate delle esperienze che poi, nel tempo, hanno contribuito a spingermi verso la strada della psichiatria…

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