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Nuvola di parole

Luce di candela

Lo guardo sempre con molta tenerezza. Nel suo sguardo quasi mai c’è la fissità della pupilla tipica di chi ha il suo stesso male. A volte si, certo, quando le voci prendono il sopravvento e l’angoscia di infiniti pensieri sparsi si coagula in deliri, quando visoni notturne come fantasmi superano le pareti per accalcarsi attorno a lui.

Ha lo sguardo limpido come quello di un bimbo. Quando sorride ha una dolcezza infinita. Ripenso a quel giorno in cui mi descrisse le sue allucinazioni più poetiche. Mi dice che quando va alla messa ogni persona si trasforma in un globo di luce che pulsa quando vengono recitate le preghiere corali.


Candela 4E’ bellissima la sua immagine. Lui sa che si tratta di un fenomeno legato al suo male e a volte mi dice che quelle sono “cose da pazzi”. Eppure non riesco a fare a meno di figurarmi la scena come un momento di grande calore.

Son passati molti anni dalle mie veglie pasquali. Quando condividevo tante cose del cristianesimo e vivevo in una sorta di distacco mistico tra realtà esterna e realtà interna, i rituali pasquali mi affascinavano profondamente, molto più di quelli natalizi. La veglia tra sabato santo e domenica di pasqua in particolare aveva per me un’attrattiva straordinaria. La benedizione dell’acqua e del fuoco, i canti sommessi, la lunga e quasi interminabile lettura della passione morte e resurrezione di Gesù.

La luce delle candele ha un fascino straordinario, non è un caso che praticamente in ogni religione vi siano rituali che ne fanno ampio uso. Dall’epoca di Prometeo, quando l’uomo si è impadronito dei segreti del fuoco con l’aiuto del titano, la candela è il simbolo di questa capacità di manipolare un’energia viva che scaturisce dalla consunzione della materia.

E’ lo spirito che si libra leggero e danzante, ancorato alla terra con un delicato picciolo dal quale trae nutrimento e, nello stesso tempo, cerca invano di liberarsi.

Ripercorro l’immagine che mi ha descritto il mio paziente dagli occhi dolci e buoni e rivedo nel suo mescolare metafore e realtà una grande profondità in un essere che purtroppo si trova a vivere suo malgrado in un groviglio di strade nelle quali non riesce ad orientarsi.

I globi di luce pulsanti si affacciano caldi alla mia immaginazione mentre quest’uomo sorride, tristemente consapevole dello scollamento che esiste fra la propria e l’altrui realtà. Non posso fare a meno di pensare a quanto a volte viene descritto sul campo energetico degli esseri viventi dallo sciamanesimo o da filosofie religiose per noi esotiche, e mi chiedo se questo giovane, al di là di altri fenomeni che sicuramente son sintomatici di una malattia mentale, almeno in questo non abbia semplicemente delle capacità percettive migliori delle mie.

 



SuGiu2

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Ci sono 13 commenti

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Luce di candela

    brevi riflessioni sul pulsare di una visione

  • P.C. ha detto:

    “e mi chiedo se questo giovane, al di là di altri fenomeni che sicuramente son sintomatici di una malattia mentale, almeno in questo non abbia semplicemente delle capacità percettive migliori delle mie.”

    sai che lo pensavo anch’io? chi è che disse che lo psicotico annega nelle stesse acque in cui il mistico nuota?

  • Uyulala ha detto:

    per P.C.
    a volte è proprio così sai. E a volte ho scoperto, seppur raramente, persone che non avevano nulla di psichiatrico ma davvero delle doti “sciamaniche” naturali che vivevano come anomale in un mondo in cui tutto è piatto. Credimi, a volte non è semplicissimo cogliere la differenza.

  • P.C. ha detto:

    “a volte non è semplicissimo cogliere la differenza.”

    mi pare che Stanislav Grof nei suoi libri abbia cercato di identificare alcuni dei fattori determinanti…

  • Uyulala ha detto:

    per P.C.
    allora sarà il caso che me lo vada a leggere 🙂

  • P.C. ha detto:

    Sono andato anch’io a rileggermelo (alcune pagine da “The stormy search for the Self”, in particolare), ma non ricordavo che le sue fossero considerazioni abbastanza ovvie… Immagino che troverai poco o nulla che tu già non sappia.

  • Uyulala ha detto:

    per P.C.
    chissà, magari l’autore ha cercato di sistematizzare qualcosa che non si presta ad essere generalizzato.
    In tal caso comprendo che possa aver banalizzato certe osservazioni, forse anche suo malgrado.

  • P.C. ha detto:

    be’, “banalizzato” è forse eccessivo… Povero dr. Grof… 😉

  • Uyulala ha detto:

    ehm.. probabilmente ho usato un termine improprio. Intendevo dire “semplificato”, nel senso che certe cose, messe per iscritto, non possono rendere e spesso non sono standardizzabili.

  • P.C. ha detto:

    comunque, per tornare in argomento: sai che è capitato anche a me una volta qualcosa del genere? Durante un incontro di meditazione, ho iniziato a vedere una sorta di “aura” intorno alle persone, finché per un istante ogni cosa è svanita letteralmente nella luce… Nessun oggetto o persona intorno a me, solo luce… Generalmente un buon insegnante di meditazione invita fin dall’inizio a non dare peso a questi ‘effetti speciali’, ma mi rendo conto che per chi non è preparato possano essere particolarmente impressionanti.
    E non parliamo dei vari ‘effetti kundalini’, lì davvero la salute psicofisica è messa a dura prova… 🙂

  • Uyulala ha detto:

    per P.C.
    a proposito dell’energia Kundalini…
    Il primo vero caso di schizofrenia grave agli esordi che mi sia mai capitato è stato quello di un ragazzo, praticante di yoga kundalini, che ad un certo punto aveva cominciato a praticare per conto suo tutti i giorni, contro il parere del suo maestro.
    Ricordo che una sua compagna di yoga mi disse che la pratica dello yoga kundalini, fatta in modo selvaggio e non guidato, può anche portare alla pazzia. Questa cosa mi ha impressionato moltissimo all’epoca…

  • P.C. ha detto:

    Nei primi tempi della mia pratica ho dovuto farci i conti anch’io, e non è stato facile… Se vuoi possiamo approfondire in un topic a parte.

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