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Movimento dei focolari: dissenso e allontanamento

E’ abbastanza curioso che la voglia di scrivere mi sia tornata grazie ad un commento di chi vede i miei post con occhio critico, ma in effetti FABIO in QUESTO COMMENTO mi segnala (forse involontariamente) un sito che non conoscevo e che vorrei che fosse invece conosciuto: FOCOLARE.NET

Ho il grosso limite di non conoscere l’inglese e mi son dovuta limitare a leggere qualcosa scritto nell’area italiana e cercare di decifrare (più che altro a senso) quelle pochissime parole di inglese che mi derivano dai termini scientifici.

Ad occhio e croce il sito sembra essere costruito per dare una voce a coloro che, usciti dal movimento, hanno avuto la stessa esperienza di solitudine e di ostracismo più o meno esplicito che ho vissuto io. Poi, se qualcuno interessato che conoscesse anche l’inglese volesse leggermelo, potrà eventualmente confermare o smentire le mie impressioni.

Approfitto però di questo rinnovato interesse per raccontare tre storie delle quali son stata testimone.

F. è stata la prima focolarina che ho conosciuto. Donna magra dall’aspetto molto sobrio, mi aveva colpita per la dolcezza dei modi e la disponibilità che mostrava. Era responsabile delle ragazze nel periodo in cui ho cominciato a frequentare il focolare, ossia all’inizio del 1978. Era la persona a cui mi riferivo e con la quale mi capitava spesso di parlare dei miei dubbi, delle difficoltà che incontravo. I dubbi più tipici per una ragazza di 16 anni sono soprattutto quelli legati alle tempeste ormonali che normalmente avvengono nel proprio corpo e F., in quanto responsabil, mi invitava a percorrere la strada dell’autocontrollo rigoroso.

A onor del vero ci sono degli aspetti vissuti nel movimento dei focolari che sono semplicemente l’applicazione rigorosa e senza compromessi delle direttive della chiesa cattolica e per questa ragione da ragazza apprezzavo l’ideale proposto dal movimento proprio per la grande coerenza, senza sapere che tanta coerenza a me personalmente avrebbe creato in seguito dei grossi problemi.

Ritornando a F., mi ero affezionata profondamente a lei che rimase la mia referente (la referente delle GEN) per due-tre anni successivamente al mio ingresso. Dopo quel periodo venne trasferita, richiamata a Roma, sembra per entrare in un focolare più vicino a Chiara. Sapevo ormai che i focolarini sono soggetti ad essere spostati e che, per il voto di obbedienza, quando vien dato loro quest’ordine devono semplicemente partire, senza chiedersi altro.

Mi dispiacque molto, ma faceva parte della sua vita e accettai questo fatto. Rimasi però profondamente legata a lei e speravo di poter in qualche modo comunicare o avere sue notizie. Nel movimento però si scoraggiano drasticamente questi legami, quando un focolarino viene trasferito infatti deve tagliare tutto dietro di se e rincominciare la propria vita.

Finché son stata nel movimento però non ho mai smesso di cercare notizie di F. Le risposte che avevo erano evasive, fatte spesso di “mi pare” o “non so”. Mi dicevano solo che era a Roma (“mi pare”). Solo dopo molti anni venni a sapere per vie MOLTO traverse che F. era uscita dl focolare, si era sposata ed aveva dei figli. Ma mai nessuno mi disse dove abitava e come l’avrei potuta rintracciare. Il fatto è che F. aveva già fatto i voti definitivi e il suo allontanamento e il suo matrimonio son stati ritenuti un sacrilegio, così come commette un sacrilegio qualunque altro consacrato che avesse fatto i voti monastici permanenti.

Tutt’ora non so che fine abbia fatto F., né se sia viva o morta.

M invece è stata una delle prime GEN che mi ha accolta all’interno del movimento. Di lei posso dire poco perché siamo sempre finite in gruppi diversi. Ci incrociavamo ogni volta che facevamo incontri di numero più ampio, era una persona che mi stava molto simpatica ma niente di più. Un giorno vengo a sapere che aveva lasciato il movimento. In quel periodo a me sembrava impossibile che potesse succedere una cosa simile ed ero sinceramente desiderosa di capire.

La chiamai e le chiesi se aveva voglia di farsi una chiacchierata con me. M. mi rispose con tono molto diffidente chiedendomi intanto chi mi mandava. Le spiegai che non mi mandava nessuno e che volevo solo capire, e allora accettò. Ci recammo in una zona panoramica della nostra città e parlammo a lungo. Non ricordo ciò che ci dicemmo, ricordo però che ebbi una strana sensazione: mi sembrò che quella che mi parlava in quel momento fosse la ragazza autentica, mentre quella di prima una persona finta. Lì per lì attribuii a fattori suoi personali questa cosa e mi resi conto che effettivamente la sua strada doveva essere lontana da quella del movimento.

Era passato un po’ di tempo dalla sua decisione di lasciare il movimento e M mi disse che io ero stata l’unica persona che si fosse preoccupata di contattarla semplicemente per ascoltarla, per sapere. Col tempo anche M. svanì dalle nostre vite. Nonostante continuassimo ad abitare nella stessa città, di lei comunque nessuno sapeva più nulla e le GEN che sembravano essere state sue amiche non si presero mai la briga di chiamarla. Allora non ci feci molto caso, non sapevo che a me sarebbe toccata la stessa sorte.

R. l’ho conosciuta nel periodo in cui stavo sulla porta di uscita. Era una focolarina che era arrivata da poco e che aveva preso la responsabilità del focolare femminile della mia città. In quel periodo ero molto tormentata sul da farsi: da un lato non volevo lasciare il movimento ma dall’altro mi sentivo già da tempo un pesce fuor d’acqua. La focolarina che mi conosceva ormai da anni era stata trasferita e non mi restava altro che parlare con R.

Fu un’antipatia a prima vista, sicuramente reciproca. E’ stata la persona che più di qualunque altra ha cercato di impormi dei comportamenti, ma non tanto legati alla morale cattolica (che già sarebbe stato anche comprensibile) ma riguardo a come muovermi all’interno del movimento. Di fatto pretendeva che qualunque decisione io la prendessi solo ed esclusivamente dopo averla verificata con “Gesù in mezzo”, il che, nel suo linguaggio, equivaleva a dire che doveva darmi lei l’autorizzazione. Non voleva che andassi alla fase organizzativa della Mariapoli, quell’anno. Fu per quello che invece dci andai.

Lei mi vide nella grande sala parrocchiale e si fermò guardandomi negli occhi. Mi disse: “Avevamo stabilito tenendo Gesù in mezzo che tu non dovessi partecipare, quest’anno. Ti sembra una cosa ben fatta esser venuta lo stesso?”. Sostenni lo sguardo e le dissi, semplicemente: “Si.” Lei si allontanò molto imbarazzata: la conversazione era avvenuta alla presenza di molte persone.

Non molto tempo dopo esser andata via dal movimento, seppi che R. era stata mandata da noi in punizione, perché si era innamorata, ricambiata, di un focolarino molto in vista in quel periodo. A quanto ne so ora sono sposati. Di lei, invece, non mi può fregar niente di meno che fine abbia fatto: mi sono infatti convinta che la tendenza a prevaricare faccia parte del suo carattere e che l’appartenenza al movimento le abbia dato un ottimo strumento per poterla sviluppare meglio.

Lascio questo post con pochi cenni che spero emergano fra le righe:

  • chi si allontana dal movimento viene frequentemente lasciato solo
  • chi si allontana perde sovente tutte le amicizie che aveva al suo interno
  • se capita ai focolarini essi di solito vengono considerati sacrileghi
  • facilmente le persone con velleità di potere trovano in questi movimenti delle basi ideologiche da usare a tal fine.

 

 

 

 

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Ci sono 15 commenti

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Movimento dei focolari: dissenso e allontanamento

    Grazie alla segnalazione di un visitatore, accedo ad un sito fatto da un’ex focolarina. Da lì riparto per parlare ancora del movimento dei focolari.

  • Comicomix ha detto:

    Comincio a conoscere, grazie ai tuoi post, un po’ l’universo dei Focolari.

    Mi spiace avere trovato conferma nei miei “pregiudizi”, perchè sono sempre lieto se qualcosa mi dimostra che erano sbagliati.

    Forse non te lho mai detto, forse sì. Hai un dono nel descrivere le persone, nel tratteggiare le situazioni, con una prosa asciutta e semplice, che “buca” lo schermo del monitor.

    E dopo questa sviolinata (compenso come da accodi sindacali ^_^) ti saluto e ti abbraccio.

    Carlo

    P.s. Ti ho rsiposto, finalmente!

  • Uyulala ha detto:

    per Comicomix
    le mie esperienze hanno avuto un epilogo piuttosto diverso da quello che ci si poteva aspettare visti i gradi discorsi di amore. Tieni presente però che la mia è una voce sola 🙂
    La cosa curiosa è che c’è sempre qualcuno che, con i suoi commenti, mi stimola a proseguire il racconto… Non lo trovi proprio buffo questo? 😆

  • Lisa72 ha detto:

    Carissima, ho letto solo stamani ^_^
    Per la traduzione non so se puo essere utile comunque Google permette di “tradurre” anche le pagine web: per una con l’inglese scolastico è abbastanza 😉 la pagina che hai segnalato verrebbe così: http://translate.google.com/translate?u=http%3A%2F%2Fwww.focolare.net%2F&langpair=en%7Cit&hl=it&ie=UTF8

    Come ha già scritto Carlo le tue parole non possono che confermare scelte che ho fatto anni fa ( a riprova di cose che ho visto e vedo con i miei occhi ancora oggi!)
    Spero che tu continui a scrivere su questo tema perchè è importante sapere che se da una parte la Fede (quella autentica) è da ammirare, dall’altra la strumentalizzazione della stessa è riprorevole!
    Un abbraccio immenso, Lisa

  • orione ha detto:

    Vi voglio raccontare una mia breve pagina personale.
    Anni fa come membro attivo (Gen) del Movimento, facevo parte di un gruppo musicale Gen (suonavo la batteria) e portavamo in giro l’Ideale di un Mondo Unito e di Dio che è Amore con le nostre canzoni. Tra le altre cose era un lavoro massacrante ma pieno di soddisfazioni.
    Non ci sentivamo davvero superiori ad altri credetemi, lo facevamo con molta umiltà eravamo un bel gruppo e io provavo tutte le volte questa sensazione: mi chiedevo cosa mai io avessi fatto, del resto avevo solo suonato (anche se con molta passione) la batteria, per vedere tanti giovani essere così contenti e partecipi? Giovani provenienti da ogni dove e da esperienze diversissime.
    Ho visto gente anche anziana con gli occhi lucidi, persone che a fine concerto mi hanno raccontato metà della loro vita senza che io abbia aperto bocca prima o chiesto niente.
    A me? io ho solo suonato. Non ho mai aperto bocca.
    Eppure succedeva: ho l’immagine ancora davanti a me di una persona, a cena in un salone dopo un concerto che mi guardava con gli occhi lucidi; uno sguardo pieno di commozione e di speranza, almeno così io lo ho percepito. Forse proprio perchè ci sentiva come lui, alla pari e non con qualcosa in più.
    E’ vero, ognuno ha la propria storia, le proprie esperienze, le proprie idee che ci portano a fare determinate scelte.
    Alla fine credo e mi sento di dire (ma è un mio personale pensiero) che forse non era proprio tutto sbagliato, se fosse servito quello che ho fatto per fare sorridere o commuovere anche solo una persona sono contento ho dentro un sentimento di gioa e mi viene da dire che se il movimento dei focolari fosse anche tutto sbagliato o portasse le persone ad essere succubi di certe verità e di questa organizzazione, bhè almeno una volta il Movimento dei Focolari è servito per dare anche solo per un attimo un po di gioia e commozione ad una persona. E tanto basta, avrebbe raggiunto credo almeno una volta il suo scopo.
    Ciao a tutti

  • raccoss ha detto:

    Antropologicamente parlando, quello che scrivi in questo post (e parte di altri tuoi post) non mi sconvolge più di tanto: in fin dei conti è il tipico comportanmento di autodifesa del gruppo, che non può disperdere energie per aiutare e difendere chi volontariamente e consapevolmente se ne allontana. Quando un’ape regina si allontana per fondare un’altro alveare, le vecchie “compagne” se ne disinteressano, al più entrano in competizione.

    Ciò che più deprime è dover constatare, che dopo 5 millenni di evoluzione, ancora l’uomo o molti uomini hanno bisogno di “fare gruppo” per sentirsi protetti dalla (e non “nella”) civiltà moderna.
    Vedere che ancora oggi preferiamo sottometterci a un pensiero dominante, sia pur ispirato positivamente, piuttosto che arrischiarci a produrre la nostra consapevolezza (come avrebbe invece voluto Gesù, quando combatteva il fariseismo).

  • Fabio ha detto:

    Bravo Orione hai detto una cosa semplice e vera. Tutto il resto sono polemiche sterili che non portano a nulla.

  • Martia ha detto:

    caro orione.
    è piuttosto grave ciò che scrivi, lo dico senza polemica.. il fine non può e non deve giustificare i mezzi. A tutti è capitato di sentirsi partecipi e commossi all’interno di un concerto, una manifestazione, o un altro evento di gruppo. Io mi commuovo sempre quando mi sento “parte”. Penso che sia un meccanismo fisiologico, Uyulala potrà forse dare una spiegazione molto più scientifica su questo fenomeno. La cosa su cui vorrei porre l’accento è che se io mi commuovessi ascoltando Mark knopfler in concerto cantare “romeo and juliet” e trasportata da questa canzone (e dal fatto che tutti intorno a me la cantano in coro) facessi riflessioni sul senso dell’amore, la cosa non avrebbe conseguenze. Magari uscita di li mi comprerei una maglietta e un paio di CD ma ciò non avrebbe conseguenze sulla mia vita, al massimo avrei meno soldi. Ben altro discorso si deve fare per chi dopo aver sentito il concerto GEN si trova inconsapevolmente spinto verso l’affiliazione. Perdona la mia sacrilega concretezza ma nessuno mi toglierà dalla testa che questi concerti dei gruppi gen siano un potente veicolo e di proselitismo e di motivazione nei confronti di chi c’è già dentro.

  • Comicomix ha detto:

    Succede perchè sei un “cavallo di razza” che trova nei commenti lo spunto per approfondire ancora l’argomento.

    Una blogger con i controfiocchi, insomma…

    ^_^

  • Uyulala ha detto:

    per Orione
    Come mi son trovata spesso a ripetere anche ad altri: quella è la TUA esperienza. La leggo volentieri e la prendo per quella che è, ossia il tuo racconto. Io sto semplicemente facendo il mio. Non ti sembri strana la presenza di realtà contraddittorie all’interno del movimento dei focolari: è la vita che è fatta così. Poi c’è chi ha la fortuna di incappare prevalentemente negli aspetti solari e chi invece ha la sorte di vivere soprattutto quelli negativi. C’est la vie.

    per Raccoss
    hai perfettamente ragione. Il grosso guaio è che nella nostra società non si riesce ancora a trovare un equilibrio fra individualismo sfrenato e corporativismo acritico. Sai che palle alla lunga!

    per Fabio
    complimenti per le tue capacità di svalutare completamente il vissuto altrui

    per Martia
    è bello rileggerti!
    Sai, partendo dal presupposto che in un movimento come questo si sia scoperta La Verità, viene come conseguenza naturale quella di utilizzare tutti i mezzi per portare le persone dalla parte di questa Verità. Chi c’è dentro neppure si accorge di questo fatto e ho anche visto comportamenti al limite del lecito. Ricordo di una focolarina, una che abitava proprio nel focolare, che era insegnante. Questa quando doveva andare ai congressi pretendeva che il suo medico di base le facesse un certificato di malattia e non capiva perché questo medico, anch’egli del movimento ma non focolarino, si rifiutasse di scrivere un falso.

    per Comicomix
    😳 🙂
    Mi confondi (devo dire che è una confusione piacevolissima)

  • ida ha detto:

    rispondo relativamente al punto in cui dici che chi abbandona viene lasciato solo. Si vede che non hai costruito rapporti autentici o almeno così credevi… io sono uscita dal movimento dopo quasi 25 anni di assidua frequentazione e raggiungimento di “alte posizioni di responsabilità”(questo purtroppo e un tasto dolente..) e le amicizie che avevo lì all’interno le ho ancora dopo quasi 8 anni di assenza. E sono tutte persone che continuano a frequentarlo e qualcuna a fare i voti…
    Molte delle cose che tu dici sono vere, alcune le esageri un po’ è vero che tu hai frequantato in anni diversi dai miei ma in questi gruppi bisogna sempre imporsi di decidere con la propria testa per andare avanti.. è come nella vita!
    ciao e guarda avanti!! io adesso ho trovato la mia dimensione e quando guardo indietro agli episodi brutti li vedo con tanta tenerezza..

  • Uyulala ha detto:

    per Ida
    è strano, ma son proprio risposte come la tua che mi invitano a rinvangare cose ormai superate e a riprendere certi discorsi.
    Ogni tanto mi arrivano mail di persone che hanno fatto all’interno del movimento esperienze davvero psicologicamente devastanti. Ahimé, io non ho esagerato, anzi!

  • Anna ha detto:

    Mi chiamo Anna e anch’io sono fuoriuscita dal movimento dei focolari, sono stata una Gen durante i miei studi universitaari in una città del Nord.
    Nel movimento non avevo legami familiari e non ho mai avuto nessun tipo di potere, ero solo una ragazza che aveva incontrato le Gen.
    Ti dirò che ricordo quest’esperienza con molta gioia,le gen mi hanno accolta, aiutata ad integrarmi nella metropoli e nei confronti di alcune di loro ho tutt’ora un profondo senso di amicizia e di gratitudine. C’erano sì delle esagerazioni, per esempio certe forme di eccessivo entusiasmo o vera e propria idolatria nei confronti di Chiara oppure certi modi di imporsi e di invadere la vita privata della gente ma le ho attribuite a problemi caratteriali delle singole persone e per questo non ci facevo caso più di tanto.
    Tornata al sud dopo la laurea ho contattato il movimento nella mia zona ma mi è stato impossibile proseguire perchè ero io ormai molto cambiata e non riuscivo ad essere in linea con il modo di pensare delle altre ragazze.
    Ho dovuto cercare altri amici, non senza sofferenza perchè ho dovuto lasciare un porto sicuro di brave persone per approdare chissà dove. Lo schema si è ripetuto spesso nella mia vita sono entrata in altri gruppi anche di amici per poi uscirne e cercarne altri.
    Questa è la mia esperienza ma credo che dovunque nel mondo si possono inconterare persone con problemi di narcisismo,ossessive con bisogni di controllo sugli altri e via dicendo… e queste persone non si annidano solo nei movimenti, vedi che cosa sono i posti di lavoro! purtroppo non possiamo liberarcene perchè non possiamo vivere da soli, siamo sempre esseri sociali. Però siamo colpevoli anche noi: anche a me forse piaceva sentirmi superiore e speciale e chiedo scusa alle persone che magari ho fatto soffrire, naturamente senza volerlo; mi sentivo solo in una grande crociata per il bene e questo giustificava tutto. Forse anche tu Uyulala avevi le stesse motivazioni quando hai fatto una scelta così radicale,sotto sotto magari non eri l’unica santa con grandi ideali o non eri così diversa dalle persone che ti circondavano e che ora tu critichi: in fondo tutti pensiamo di essere gli unici ad agire per il bene; abbagliati dal nostro narcisismo, non prestiamo orecchio alle persone che ci contaddicono o mostrano insofferenza e le etichettiamo con l’epiteto di stupide oppure di pazze.
    Sono convinta che la vita è una ricerca continua, nulla è definitivo e tutto è in evoluzione, ci sono delle tappe e quello che ci sta bene a vent’anni può non andare più a trenta, bisogna avere il coraggio di evolvere, cambiare e seguire le nostre aspirazioni.
    In questo, troveremo sempre persone che non ci approveranno e dovremo fare i conti con la nostra paura di lasciare porti sicuri e confortanti per andare verso l’ignoto, in cambio saremo maturati, saremo diventati più umani e troveremo altre persone che ci capiranno e avranno pazienza con noi.
    Mi rendo conto di essere stata dura ma almeno in questo sito non vorrei che si ricadesse ancora una volta nella trappola che si rimprovera ai focolarini:dover essere sempre d’accordo.

  • Uyulala ha detto:

    Anna, sono d’accordo con te quando dici che la vita è una continua crescita e sull’importanza di andare incontro all’ignoto. Temo che su altri punti ci sia stato un fraintendimento. Ciò che critico è la struttura dei movimenti settari – del movimento dei focolari nello specifico ma non solo – che fanno leva sul bisogno di spiritualità e di appartenenza dell’individuo, rubandogli di fatto l’anima e trasformandolo in qualcosa che vuole essere uguale o simile a ciò che viene considerato “il bene” (spesso si cerca di far diventare i membri di un movimento simili al fondatore). Non critico i singoli individui in quanto tali, ma, eventualmente, il loro modo di asservirsi al sistema. Inoltre faccio delle osservazioni su quello che è successo a tanti ex – tantissimi, credimi – che hanno sviluppato problemi di tipo psicologico che sono molto simili, a volte decisamente sovrapponibili, e cerco di dare una chiave di lettura per queste persone, che possano comprendere l’origine di tali problemi in modo da iniziare ad affrontarli con un animo più sereno.
    Per quanto riguarda l’analisi che fai – sia pure molto rapidamente – sui gruppi di diverso genere, i gruppi di amici o quelli di lavoro non ti catturano con ideali paradisiaci, totalitari e assoluti. Non hanno lo stesso potere di devastarti. Penso che, forse, tu non sia stata molto all’interno della struttura, oppure non ci sia rimasta abbastanza a lungo da verificare quanto dico.
    I problemi che descrivo non dipendono da questo o quell’interno dell’opera, ma dalla struttura stessa del movimento. Non hanno a che fare semplicemente col narcisismo del singolo, ma col fatto che esso viene usato e strumentalizzato dalla struttura stessa.

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