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Di come sia opportuno non condividere le proprie idee

Mia figlia è in 1° liceo scientifico. Ha quasi 14 anni. Oggi è arrivata perché voleva parlare un po’ con me. Durante un’assemblea (si, le fanno ancora) c’è stata una discussione tra lei e un compagno di classe.

Quest’ultimo asseriva che non si debbano confrontare le idee per non rischiare di farsi influenzare. Quindi non bisognerebbe, stando a questo ragazzo, parlare con chi sai che la pensa diversamente da te. Mia figlia gli faceva notare che non si trattava di farsi influenzare ma di confrontare le idee e, quando ci si confronta può capitare che su qualcosa si cambi opinione.

Il compagno di classe di mia figlia, da come lei lo descriveva, sembrava molto convinto e devo dire che questo mi preoccupa molto. Da dove deriva tutto ciò? Cosa c’è dietro questo granitico bisogno di non cambiare una virgola del proprio mondo interiore, delle proprie idee?

Il mio pensiero corre inevitabilmente ai dibattiti televisivi, “ma anche” alle assemblee di condominio, alle riunioni di lavoro. Ogni momento che dovrebbe essere di scambio diventa invece un gioco al massacro con modalità piùà o meno raffinate, più o meno aggressive o subdole a seconda dei contesti e dei personaggi.

Cosa abbiamo insegnato a questi ragazzi? Che messaggio è passato attraverso le urla catodiche, gli insulti calcistici, le grida da una Porta all’altra Porta?

I giovani che rifuggono il cambiamento che razza di giovani sono? Quanto possono essere pericolosi i ragazzi se si sviluppano così? Con l’intransigenza tipica dell’età possono demolire il mondo e non se ne accorgono.

Il giovane in questione a detta di mia figlia definiva se stesso “fascista”. Mia figlia mi ha detto, ridendo, che l’hanno accusata di essere comunista. Le ho chiesto il perché. Mi ha rislosto, con mola semplicità, che per questi ragazzi chiunque non sia fascista automaticamente è comunista.

Mi son venuti i brividi…

 

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Ci sono 5 commenti

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Di come sia opportuno non condividere le proprie idee

    Che mondo abbiamo lasciato ai nostri figli?

  • Lisa72 ha detto:

    Anche a me sono venuti i brividi… e molta perplessità per il futuro dei miei figli!
    Parlo da soggetto che difficilmente si sposta di una virgola, che nello scambio di idee spesso si infiamma ma che MAI ha pensato che non ci si debba confrontare perchè si rischia di farsi influenzare… il concetto giusto dovrebbe proprio essere quello del confronto per arrivare a trovare la nostra versione più corretta….
    Un abbraccio, Lisa

  • P.C. ha detto:

    mi sembra che siano in tema alcune considerazioni tratte da un articolo su Innernet:

    “Finchè l’italiano rimarrà a casa con la mamma TV che gli racconta come funziona il mondo, non potrà fare il passaggio verso l’età adulta.”

    La ‘mamma Tv’ – aggiungo io -in questi ultimi anni ha portato all’esasperazione lo scontro ideologico “noi-contro-loro”, degradandolo alla stregua del più becero tifo calcistico.

    “Il dibattito politico si è spesso estremizzato e in tutto questo la verità è stata calpestata da tutti gli attori in causa.”

    E ancora:

    “Il “noi-diversi-dagli-altri” diviene il modo per essere rassicurati di nuovo nella propria identità, che sia il noi del Nord o il ritorno alle vecchie “certezze” degli integralismi religiosi o ideologici.[…]

    Alla base della chiusura verso il nuovo vi è l’incapacità di identificarsi con la propria natura autentica, in modo integro e allo stesso tempo flessibile per accogliere il nuovo senza rimanere destabilizzati nel proprio centro. Quanto più la nostra personalità è stata condizionata dalla famiglia e dalla società, tanto più sarà una personalità irreale, contraffatta. Come tale la difenderemo con unghie e denti in quanto l’unica che abbiamo, fragile e soggetta ad essere messa in discussione da messaggi contrapposti. Ma senza questa personalità, pur se finta, ci troveremmo nel panico, quindi si mette in atto un irrigidimento sul piano mentale.

    Viceversa, se la nostra personalità è stata costruita dalla consapevolezza di noi stessi, avremo più capacità di accogliere il nuovo. Il nuovo potrà essere integrato in un contenitore infinito che consentirà di far entrare ogni cosa senza attaccarsi ad essa.”

    [L’articolo completo è qui: http://www.innernet.it/il-colpo-di-coda-dell%e2%80%99italia-feudale/#more-881 ]

  • Castavita ha detto:

    Io vedo molti giovani di oggi che sono fragili, insicuri e non preparati ad affrontare la vita. Per contro conosco alcuni genitori che sono talmente protettivi nei confronti della prole da essere addirittura soffocanti, schermando le asperità quotidiane ben oltre l’età in cui ciò è naturale e legittimo. Durante la mia infanzia il confronto con i miei coetanei, di entrambi i sessi, erano cosa quotidiana e continua. Oggi il rapporto con gli altri al di fuori degli schemi predefiniti e controllati (come scuole, palestre o piscine) è inesistente. Questo porta i giovani che entrano nella adolescenza, e che quindi si vanno affrancando da questi vincoli, ad avere una visione un po’ distorta della vita, per mancanza di ‘pratica’.
    Io sono fiduciosa che l’esperienza del confronto porti in breve ad un riequilibrio della situazione. Sono certa che fra un paio d’anni il compagno di scuola di tua figlia avrà un concetto un po’ più chiaro dell’importanza per la società di confrontare le proprie idee.
    Ciò non toglie che a tutti i livelli dovremmo destinate maggiore attenzione e risorse ai giovani, che sono il nostro futuro. E lasciare anche che sbattano il naso contro il muro della vita alla giusta età, senza paura che si facciano male.

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