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La dolce Alexia – il blog di una escort – riflessioni sulla prostituzione volontaria

N.B.: Il post contiene il link di un sito riservato a un pubblico adulto

Da tempo desideravo fare una recensione di un blog che leggo da qualche mese a questa parte, ma mi frenava il fatto che la mia poteva apparire una sorta di pubblicità per la professione svolta da questa giovane russa. Non è così, anche se non nego che probabilmente questa mia recensione potrebbe avere questo come “effetto collaterale”.

 

 

Alexia è di nazionalità russa e si cimenta con l’italiano con buoni risultati espressivi per scrivere piccoli racconti molti dei quali legati alla professione che esercita. Esprime inoltre considerazioni, pensieri, riflessioni su fatti della vita, sia della sua in particolare che sulla “vita” in senso più ampio.

Narratrice delicata e sensibile, l’ho conosciuta grazie al blog Occhiodellanima, in quanto in ques’ultimo blog è stato linkato un suo post sul sesso a pagamento per i disabili.

Mi colpiva infatti di quel post la capacità che Alexia ha dimostrato nel porsi dei problemi di tipo etico, affettivo e anche strettamente professionale relativamente alla possibilità di incontrare un disabile. Tale sensibilità l’ho riscontrata in altri punti del suo blog, per tematiche differenti legate sempre alla relazione con i clienti.

Chi dovesse avventurarsi nel suo spazio avrà modo di constatare che la giovane usa un linguaggio moderato, mai volgare e descrive le situazioni con leggerezza ma mai in modo superficiale.

Altra cosa che mi colpisce è l’interazione che esiste fra Alexia e altre sue colleghe che commentano il suo blog e che hanno a loro volta uno spazio analogo in rete. Non so se si tratti di persone legate fra loro da un’amicizia personale, anche fuori dal web, ma ho avuto l’impressione che in alcuni casi esistesse fra loro una grande solidarietà, fatta di suggerimenti pratici, consigli e scambi di idee. In questo devo dire che l’ho un po’ invidiata. Raramente ho trovato infatti altrettanta solidarietà nell’ambiente medico in generale e/o psichiatrico in particolare.

Non voglio certamente idealizzare né la professione degli escort né il mondo che vi ruota attorno, ciò che voglio sottolineare però è che questo mondo è molto sfaccettato, molto più articolato di quanto non ci si possa immaginare.

_____________________________________

 

Approfitto di questa recensione per affrontare alcune riflessioni legate al mondo della prostituzione volontaria.

A parte la cosa buffa che prima di accedere al blog di Alexia ero convinta che “escort” fosse semplicemente un’automobile della Ford, da questo luogo virtuale mi sono incuriosita e sono andata di link in link a curiosare fra blog analoghi e fra siti di promozione di questa particolare forma di prostituzione.

Da una rapida e molto approssimativa valutazione sembra che sia un’attività molto diffusa, intrapresa sia da donne che da uomini sebbene le prime siano decisamente più numerose. Le grandi città, per motivi intuibili, sono i luoghi preferiti per esercitarla e stando a quello che ho letto in rete i professionisti seri garantiscono e chiedono soprattutto una grande discrezione rispetto ai luoghi degli incontri (oltre ovviamente alle garanzie igieniche e di protezione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili).

In Italia tale attività è necessariamente clandestina, non ho capito bene perciò com’è che questi professionisti riescano a trovare degli escamotage per non violare le leggi.

Ho trovato poi anche dei siti dove venivano pubblicizzate delle case per appuntamenti in altre nazioni (Svizzera e Germania, prevalentemente) e riflettevo sul fatto che in Italia non si sia mai più ripreso il discorso del ripristino delle case di tolleranza (termine peraltro che detesto). La prostituzione volontaria infatti rischia di essere penalizzata a favore di quella coatta ai danni di giovani straniere giunte nel nostro Paese con l’illusione di trovare ben altra vita.

Eliminare la prostituzione non solo è impossibile, è anche stupido. L’atto della compravendita di se stessi infatti avviene a molti livelli diversi e solo l’ipocrisia ci fa usare la parola “prostituzione” per una forma e per le altre no. Penso a quanti matrimoni per esempio avvengano sulla base pressoché esclusiva di interessi economici e materiali, o quante carriere vengano avviate in tutti i campi lavorativi passando attraverso talami di personaggi più o meno potenti. Penso a quanti vendono la propria dignità, il proprio pensiero, la propria etica per avere dei vantaggi sociali, in cambio del potere.

Nel caso della prostituzione sessuale meglio sarebbe, a mio parere, permettere una gestione autonoma, controllata e protetta di questo tipo di attività lavorativa in modo perlomeno che il (o la) cliente sappia esattamente quanto gli costa un rapporto sessuale e sia consapevole della durata limitata nel tempo di questo tipo di relazione.

Attribuiamo una valenza negativa a quest’attività, mentre quanto c’è di negativo non è il meretricio in sé ma piuttosto come esso viene svolto: nel caso per esempio venga svolto attraverso la violenza, la coercizione, il ricatto.

Soprattutto noi donne rischiamo di essere particolarmente giudicanti, spinte dalla paura che i nostri compagni possano usufruire di prestazioni sessuali a pagamento, arrivando ad agire da leva per cercare di eliminare la professione tout court piuttosto che rimuovere ciò che potrebbe spingere un uomo alla ricerca di qualcosa di alternativo alle nostre braccia.

Da donna sono convinta che sia più importante coltivare il rapporto col proprio uomo giorno per giorno piuttosto che accanirsi contro la prostituzione. Non sarà cercando di eliminare le professioniste che saneremo un rapporto vecchio né impediremo che il nostro uomo cerchi un’altra donna. Penso piuttosto, come cittadina prima di tutto, che debba essere restituita anche legalmente la dignità di persone a chi fa scelte che possiamo non condividere o non approvare. Ne gioveremmo tutti, anche sul piano della salute, visto che non possiamo mai dare per scontato che in un modo o nell’altro non arrivino anche al nostro corpo virus e batteri…

 

 




 

 

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Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 60 commenti

  • Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.

  • dolce alexia ha detto:

    Ciao Uyulala!Prima di tutto grazie per la recensione 😀 Le persone che intervengono nel mio blog in qualche modo sono legate a me, virtualmente e personalmente. Raramente interviene una persona che non conosco. Vedo che mi leggono in tanti, ma forse hanno paura di intervenire per il fatto che il mondo escortistico è un pò strano, o forse per i pregiudizi…
    Non c’e senso di accanirsi contro la prostituzione, come dici tu. E’ il mestiere più antico. C’era sempre e ci sarà. Una escort non offre solo servizi di sesso, a volte si stà solo in compagnia con una persona che si sente sola nella sua quotidianità. Non vorrei essere ipocrita, succede solo nel 80% dei casi 😉
    andare da una escort non lo considero come un tradimento. E’ come andare mangiare al ristorante ogni tanto, o andare in un centro estetico per togliersi lo stress.
    Del resto, purtroppo, tra una prostituta e un altra c’e sempre la differenza. Ci sono tante ragazze sfruttate che vengono dall’Est, che hanno bisogno di aiuto. Tante come me, scelgono quel tipo di mestiere per una sua scelta. Sono contro le case di appuntamenti, perchè secondo me è sempre un sfruttamento. Sarebbe meglio lasciare che ognuna di noi lavorasse indipendentamente.

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Alexia!
    si, penso anch’io che le persone non intervengano sul tuo blog per pregiudizio. Invece come sai a me è piaciuto e non vedo che problema possa esserci a esprimere l’apprezzamento per ciò che scrivi e per come lo scrivi, visto poi che usi una lingua che non è la tua lingua madre.

    Sul fatto che tu preferiresti comunque lavorare in modo indipendente anche se ci fossero le case di appuntamenti non ho da discutere (non avrei proprio argomenti), penso però che potrebbero esserci persone che magari si troverebbero meglio in strutture simili a quelle esistenti in alcuni paesi del nord Europa. Il fatto è che da noi una scelta non è possibile. Tu parli di sfruttamento, ma non credo che se i casini fossero legali il lavoro sarebbe poi così diverso da quello che fa comunque un qualsiasi lavoratore dipendente in qualunque tip di lavoro: io stessa lo sono, sicuramente come libero professionista avrei dei vantaggi ma non è male l’idea di avere un’entrata fissa garantita.

    Per quanto riguarda l’aspetto del tradimento sessuale non la penso come te, ma sono realista. Se il mio uomo volesse cercare sesso a pagamento lo troverebbe comunque. A questo punto meglio che vada con una persona che garantisce igiene e che svolge il lavoro per scelta piuttosto che cercare qualcuna dalla strada, magari malata e sicuramente sfruttata.

  • dolce alexia ha detto:

    Allora, per quanto riguarda del igiene, hai ragione, le ragazze per strada non possono garantire questo, ma ci sono tante che lavorano in casa, ma di igiene non se ne importano più di tanto, ci sono anche i motel o alberghi di 2-3 stelle che dopo incontri del genere non cambiano neanche lenzuola. Aproposito, si parlava di quel servizio in una programma delle “Iene”.
    Quindi, non è tutto perfetto sempre, bisogna sempre scegliere bene. E’ come andare da un medico… Se uno lavora in un ospedale pubblico non vuol dire che è meno competente in materia di uno che ha uno suo studio, magari anche ben attrezzato. 😉

  • dolce alexia ha detto:

    Dimenticavo, putroppo la colpa che un uomo che va da una prostituta non è solo delle donne. Non è che una moglie è meno capace di un altra, ma sono gli uomini che come bambini hanno bisogno di tante certezze, colpa loro perchè si sentono insicuri e lo cercano ovunque. Poi ci sono tante altri casi. Ad esempio avevo un cliente, personaggio abbastanza noto, una persona dolce e gentile, stavamo passeggiando sulla spiaggia una sera e lui mi raccontava che è costretto avere relazioni con le escort perchè ha delle esigenze come tutti gli uomini. Ma con la sua moglie ormai non aveva più rapporti perchè era malata di cancro. E’ una situazione difficile da spiegare. Diceva che una volta si era pure innamorato di una ragazza ma non poteva stare con lei. Mi ricordo ancora le sue parole:”Io mi sono sposato davanti al dio, ho promesso di stare con la mia moglie nel bene e nel male. Per questo continuo vivere in queste condizioni” Mi hanno colpito le sue parole. Non è da tutti.

  • Lisa72 ha detto:

    Non avrei mai pensato che potessimo pensarla similmente su così tanti argomenti 😉
    Riguardo al definire tradimento o meno il rivolgersi a una/un escort personalmente credo che dipenda e dal perchè una persona vi si rivolge e da cosa ne trae… ma l’argomento è complesso e temo che il mio modo di intendere amore/relazione/tradimento esuli dal tema… 😕
    In ogni caso avevo già letto da te del blog di Alexia e talvolta sono stata a leggere, sul non commentare più che il pregiudizio temo che pesi un retaggio di vergogna. 😳
    Un caro abbraccio, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    per Alexia
    Mi colpisce la storia di quell’uomo con la moglie malata di cancro. Credo che, al di là del “bisogno di sesso” puro e semplice, potesse aver bisogno di non pensare alle sofferenze della moglie almeno per un breve lasso di tempo…

    per Lisa
    Io commento poco da Alexia, però commento poco anche negli altri blog. Ne ho talmente tanti che è un miracolo se riesco a seguirli. Comunque capisco che ci possa essere molto pudore nell’intervenire in questo tipo di post.
    Credo che il problema di molti (non credo sia il tuo però), in fondo sia quello di ritenere che le persone che fanno un lavoro come quello di Alexia siano diverse, che non ci sia modo di comunicare davvero.
    Credo che la vita possa essere molto diversa da persona a persona, ma NON CREDO che le persone siano fra loro tanto differenti invece. Potrei trovare molte più difficoltà a comunicare con un mio collega (e spesso mi capita, altroché) nonostante con un collega ci dovrebbero accomunare una cultura simile e lo stesso lavoro, e invece vedi?

  • Uyulala ha detto:

    per Lisa
    Vuoi ridere, a proposito di vergogna? Sono andata a vedere le statistiche e ho scoperto che questo post è stato molto letto ed è stato letto da molti che provenivano da OKNOtizie. Però mi hanno votata in pochissimi 😆

  • dolce alexia ha detto:

    E’ un argomento difficile per tanti. Credo che intervengano in pochi perché non conoscono bene quel mondo. Anche oggi è ancora un tabù per tanti.
    Purtroppo si parla spesso di sesso, fantasie e perversioni, ma una escort la vedono ancora come una donna malvagia, di basso livello. Ma posso assicurarvi che non è cosi. Ci sono tante come me che sono laureate, sanno parlare di argomenti serie, si vestono di classe e si comportano da tali. A volte mi viene da ridere, osservando le ragazze, diciamo “normali”, che sono vestite peggio di una puttana(scusate il termine)e hanno un linguaggio volgare, poca educazione.

  • Uyulala ha detto:

    Alexia
    viviamo a compartimenti stagni e non vogliamo prenderci la briga di conoscerci. E’ più facile così: si vive prendendo per veri i luoghi comuni.

  • dolce alexia ha detto:

    Perchè non prendiamo un caffè un giorno? Cosi conoscerai la vera Alexia 😛

  • Uyulala ha detto:

    per Alexia
    abito MOOOLTO lontano da Milano, ma se mi capita di tornarci ben volentieri.

  • Mauro ha detto:

    Il mio può sembrare un commento sciocco. Sono finito su questa conversazione per caso, in un attimo di requie del mio lavoro (sono un medico milanese). Non so nulla di “escort” et similia; mi ha colpito, di questa breve conversazione, la nitidezza delle parole e dei pensieri e l’eleganza della scrittura, pur senza velleità letterarie. Forse sarà l’ennesima dimostrazione della superiorità intellettuale femminile… Lo so, è un commento stupido.

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    Intanto benvenuto! Poi sinceramente non trovo stupido il tuo commento, ma anzi molto generoso. Non so se ti riferisci a quanto ho scritto io o a ciò che scrive Alexia: nel primo caso ti ringrazio direttamente, nel secondo caso giro a lei le tue lusinghiere parole.

    Non sono sicura delle doti di superiorità intellettuale femminile, probabilmente abbiamo semplicemente delle caratteristiche complementari e, se ci osserviamo “con occhi puri”, sappiamo riconoscere nell’altro quanto manca a noi stessi. In caso contrario rischiamo di farci stupidamente la guerra per mancanza di comprensione reciproca.

    Ti auguro buon lavoro (forse non hai la stessa mia specializzazione ma qualunque sia il tuo campo so bene che di quest’augurio tutti noi abbiamo sempre molto bisogno)

  • Logico ha detto:

    Bene. Certi argomenti difficilmente sono trattati con normale serenità. Spesso sono argomenti dove scattano isterismi, ipocrisie, ideologizzazioni etc…
    Siamo sempre molto disinformati in Italia su questa sfera di argomenti.
    Ad esempio, io fino a non molto tempo fa, pensavo erroneamente quello che molti in Italia pensano: e cioè che esista il REATO di prostituzione. Beh, non è vero.
    Esistono reati “collaterali” che spesso vengono addebitati in tal senso, ma sono: l’adescamento e lo sfruttamento della prostituzione… non la prostituzione di per sé. A volte sussistono gli estremi per “atti osceni” (ovviamente in luogo pubblico).
    Io non sono un avvocato, forse potrei anche sbagliare, ma da quando ho acquisito questa distinzione ho notato che effettivamente tutti gli articoli di giornale che ho letto parlavano nel titolo di arresti e fermi per prostituzione, ma in realtà nell’articolo specificavano proprio almeno uno dei due reati veramente esistenti: adescamento e/o sfruttamento.
    Giusto per riflettere.
    La recensione del sito della dolce Alexia mi ha notevolmente incuriosito, forse appena avrò un po’ di tempo, andrò a curiosare.

  • Uyulala ha detto:

    per Logico
    ogni pregiudizio, anche quello nato con le intenzioni più “pie”, ci impedisce di osservare la realtà così com’è, senza dare connotazioni di valore.

    Per quanto riguarda la prostituzione in senso stretto, credo che il “reato” risieda nello scambio di denaro non regolamentato dal fisco. Non ricordo dove l’ho letto, potrei anche sbagliarmi, ma non sarei tanto sorpresa se scoprissi che è vero…

  • dolce alexia ha detto:

    Ovviamente, in tv o su giornali non si fa altro che parlare della prostituzione, dello sfruttamento. Il mondo delle ragazze per strada è diverso da quello mio. Sono sfruttate e giusto aiutarli. Io lo faccio per una mia scelta, ci sono state circostanze che mi hanno fato fare questa scelta non molto facile. A volte ci si trova nelle situazioni che devi decidere e trovare se stessi. Il mestiere più antico ha un lato negativo e un lato positivo. Per me è stata come una terapia questa lavoro e lo faccio con serenietà. Mi ricordo la conversazione con una ragazza italiana che fa lo stesso lavoro al tempo libero(di giorno ha un lavoro regolare):”Prima di inniziare mi sentivo brutta. Facendo questo lavoro, ho capito che non è cosi, mi sento bella, desiderata e corteggiata”
    Cosa sarebbe sucesso se lei non avrebbe fatto questa scelta? Entrava in depressione, invece è un guadagno per lei e divertimento(ovviamente non sempre). I miei motivi erano ben diversi. Come prima, motivo economico. Non è facile vivere in un paese dell’Est per un stipendio di 50 euro al mese. Del resto ci sono stati altre situazioni che mi hanno fatto riflettere e fare questa scelta.

  • Uyulala ha detto:

    per Alexia
    Mi è spesso capitato di pensare ad una cosa: dall’alto delle nostre sicurezze spesso pensiamo :”Io questo non l’avrei mai fatto – non lo farei mai”. E’ un errore perché i fatti della vita spesso ci spingono a intraprendere strade che pensavamo ci fossero estranee.

    Ora, lasciamo perdere la situazione attuale, visto che a quasi 46 anni non credo che potrei avere “Mercato”, ma penso che se in passato mi fossi trovata in condizioni di difficoltà senza una via d’uscita può essere che avrei fatto scelte simile alla tua.

  • dolce alexia ha detto:

    Beh, una mia amica ha cominciato a 42 anni fare la escort per motivi economici. E’ una bella donna, e ti dico, che io ho 10 anni meno di lei, lei è più richiesta 😆
    Per un certo periodo lei aveva smesso, perchè si era innamorata di un ragazzo 10 più giovane, ma come tutte le storie è finita con tanti problemi e insicurezze. Ha dovuto andare da psicoanalista. Ascoltando la sua storia, lui le ha detto che il periodo quando lei era felice è proprio quello da escort, perchè era sicura di se, sodisfatta economicamente e fisicamente.

  • Uyulala ha detto:

    Ale
    giuro che pensavo che tu fossi più giovane!

    Comunque a dir la verità per ora mi va bene fare la psichiatra. Ho già un’altra lista di mestieri alternativi, tipo l’idraulico per esempio 😆

  • Uyulala ha detto:

    (per inciso: non sto scherzando. In casa faccio anche manutenzione e a volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio se mi fossi scelta un lavoro tipo imbianchino, idraulico… L’elettricista no perché ho paura della corrente…)

  • Mauro ha detto:

    “…giuro che pensavo che tu fossi più giovane!…”
    Sono rientrato nel tuo blog dopo la scoperta casuale di ieri e ho letto distrattamente i nuovi “post” (si chiamano così? A 52 anni mi sento talora un po’ a disagio con i nuovi linguaggi…). La tua frase che ho isolato mi ha incuriosito, alla luce di alcune considerazioni precedenti di Alexia: sei una psichiatra, conosci così poco l’universo maschile da non avere ancora capito che noi maschietti, oltre all’ossessione priapica (inutile negarla, figurarsi), in quanto esseri tendenzialmente fragili e insicuri abbiamo anche tanto bisogno di essere coccolati?
    Una ventenne potrà anche avere un “topless” perfetto, ma di solito finisce tutto lì: difficilmente potrà essere la consolatrice che tanti maschietti, ridotti a macchinette per fare soldi ma desolatamente soli in famiglia, cercano spesso nell’amore mercenario, magari cercando proprio solo un colloquio. E non è letteratura di quart’ordine, come anche l’ultratrentenne Alexia ha confermato en passant.
    Io stesso, farmacologo clinico di un certo successo, ripensandoci, quando ho cercato una lunga storia parallela con uan collega sposata e altrettanto sola, non ho cercato il piacere, ma solo il colloquio che, chissà perché, il matrimonio spesso uccide e sentirmi desiderato, anche solo come presenza e compagno di conversazione davanti a un tè.

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    😀 la mia era una pura considerazione estetica. L’ho vista anche nel sito e sinceramente pensavo (parlo solo di fisico, eh) che fosse più giovane

  • dolce alexia ha detto:

    Uyulala, se fossi io più giovane non avrei la testa di 10 anni fa 😆 io 10 anni fa mi ero appena laureata, ma mica sono vecchia adesso! 😀
    Fisicamente sono una ragazzina, ma di testa no, avendo alle spalle tante esperienze, gioie e tante altre cose al costo di soffrire.
    Se si stava bene economicamente in mio paese, non avrei mai fatto la escort. Avevo un lavoro da giornalista alla radio della mia città, ma ho voluto rischiare e cercare i “nuovi orizzonti”.
    😉

  • Uyulala ha detto:

    per Alexia
    sai, per me è un errore di valutazione che faccio spesso su internet. In rete ho conosciuto persone molto giovani (ma ti parlo di ragazzi di 20 anni) che avevano una maturità stupefacente, e persone fortemente immature, dispettose e infantili che scopro magari che hanno 60 anni. Alla fine non so più attribuire l’età alle persone. Nella vita di tutti i giorni spesso il ruolo che si riveste ti aiuta a comprendere la fascia d’età in cui cade il tuo interlocutore, ma su internet i ruoli cadono e si smaschera l’età mentale. Per quello ho fatto affidamento al tuo aspetto: sapevo bene che dal livello di maturazione dimostrata avrei potuto sbagliarmi. Così mi sono sbagliata lo stesso 😆 La prossima volta prima di far figuracce chiedo. Così mi dicono una balla e la figuraccia la faccio lo stesso… 😛

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    Scusa se prima ho liquidato velocemente il tuo commento (stavo col palmare in concessionaria in attesa di farmi sistemare un piccolo problema all’auto)
    A parte che quanto ti ho scritto è vero, ossia non ho pensato alla maturità ma semplicemente all’aspetto fisico per l’impressione sull’età di Alexia, vorrei dirti che non mi è sconosciuto il bisogno maschile di certi aspetti al di là di quelli sessuali, ma non è la mia professione che me li ha insegnati, sebbene il conoscerli mi permette anche di aiutare a ricucire rapporti di coppia sfilacciati.

    Non ho abbinato l’aspetto al mestiere. Per quanto immagino che ci voglia comunque una bella presenza, credo che per mantenersi appetibili a certi livelli ci voglia un miscuglio di tante cose.

    Hai letto “Memorie di una geisha”? Quando ho cominciato a girare nel sito di Ale ho avuto l’impressione di conoscere una versione moderna e occidentale di geishe, che sono donne comunque coltissime, profonde conoscitrici dell’animo maschile, spesso dedite alle arti: suono, canto, danza. Persone che per essere competitive imparano tanto e offrono tanto, perché per il sesso e i servizi da 1/4 d’ora basta anche girare per le strade.

    Qui rischio di aprire un discorso infinito, forse se riesco a far funzionare quell’unico neurone disponibile (gli altri sono sotto ipnovel) farò anche questo discorso.

    Che di fatto riguarda il significato della comunicazione fra maschi e femmine (è un tema che mi è molto caro), di COSA chiedono davvero gli uomini, COSA chiedono davvero le donne, al di là del sesso per gli uni e delle risorse economiche per le altre, al di là cioè degli aspetti legati alla superficialità dei luoghi comuni. Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi. Parliamo linguaggi diversi e probabilmente fra le poche persone che si allenano a decifrare questi linguaggi ci sono proprio gli/le escort.

  • Mauro ha detto:

    “…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi…”
    Altra frase che mi ha colpito, ma non per la seconda parte, che esprime una verità vecchia come il mondo: pensando anche a questo avevo scritto nel mio primo contributo di ‘superiorità intellettuale femminile’, tema del quale sono profondamente convinto, almeno in media.
    Quello che mi ha colpito, perché mi sembra assai poco specchio della mentalità femminile corrente, era la prima parte della tua osservazione: “…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi…”. E’ verissimo anche questo; ed è il motivo per il quale non penso che il cervello femminile, pur mediamente superiore al nostro (ripeto, mediamente), non tocca lo zenit della perfezione.
    Non ho nessuna esperienza di “escort”: può sembrare incredibile, ma la mia unica esperienza con l’amore mercenario risale ai miei 17 o 18 anni, più di trent’anni fa, all’epoca delle prime esperienze: un fallimento clamoroso per la vergogna. Ma da quello che mi sembra di cogliere nelle vostre conversazioni, credo anch’io che Alexia, donna evidentemente molto colta, probabilmente con il genio slavo per le lingue straniere (è così, “Dolce Alexia”, se non sono irriguardoso?) e dai neuroni brillanti, sia una versione post-moderna e occidentale della secolare “geisha” o delle cortigiane poetesse delle nostre corti rinascimentali. Sì, quel tuo frammento mi ha colpito: nemmeno voi capite spesso cosa vorrebbe sul serio un uomo (parlo di uomini intelligenti e colti, non dei bestioni atelencefalici che ci girano intorno di solito). M.

  • Mauro ha detto:

    Sì, in effetti sarebbe un discorso lungo. E anche doloroso.

    Post scriptum tra colleghi. D’accordo che, come me, puoi avere accesso in corsia a farmaci particolari, ma non ti sembra che l’Ipnovel sia un po’ troppo? Ipnotico fulmineo, d’accordo; e poi il midazolam è un derivato benzodiazepinico, di conseguenza praticamente privo di tossicità acuta grave e potenziale tossico fatale (si vede che sono un farmacologo clinico, vero?), ma è un farmaco ospedaliero: è talmente potente che è facile eccedere con le dosi. E se poi resta ancora un po’ di etanolo nelle vene, residuo dalla cena fuori di due ore prima… E poi come fai a somministrartelo, ammesso che sia proprio Ipnovel ciò che usi?

  • dolce alexia ha detto:

    “…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi…”

    Vorrei dire la mia… Spesso ricevo delle mail da uomini che mi scrivono di loro rapporti con le loro compagne. Mi raccontano le loro storie e disavventure. Per dare un consiglio ho bisogno di sentire anche l’altra parte, femminile, ma purtroppo difficile che una donna mi scrive(forse mi vede come una concorrente 😆 , non sò). O credo che spesso sono gli uomini che si sentono più insicuri.

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    non posso risponderti in dettaglio perché sono al lavoro, ma ci tenevo a dirti che la storia dell’Ipnovel è una battuta fatta proprio perché sapevo che sei farmacologo clinico. Non assumo nessun tipo di benzodiazepine e non lavorando in ospedale (sono in un centro di salute mentale, lavoro nel territorio) non ho accesso a farmaci anestesiologici.

    Era solo un modo di dire, perché quando torno dal lavoro sono in coma…

  • Mauro ha detto:

    L’insicurezza maschile è ormai quasi un luogo comune: tu, Alexia, nella tua attività professionale lo constaterai ogni giorno. E non è tanto un problema d’insicurezza sessuale, quanto di drammatica accelerazione del mondo e della Storia e di rapidissima perdita del ruolo maschile che è stato costante per secoli o millenni.
    Io ho una mia teoria: il maschio è stato selezionato dalla selezione naturale, per centinaia di migliaia di anni, essenzialmente per uno scopo: la guerra e la violenza contro i propri simili per sopravvivere e, direbbe un naturalista darwiniano, perpetuare il proprio patrimonio genetico. Eliminata la guerra in Occidente come prospettiva inevitabile nella vita di ciascuno di noi, almeno per le due ultime generazioni e per il breve futuro prevedibile, il maschio si è scoperto nudo e sostanzialmente inutile. Ormai, almeno in linea teorica, non servirebbe nemmeno più per la riproduzione.
    A proposito, divertente – e forse tragicamente vera: non ho nessuna esperienza sul tema – l’osservazione del timore femminile per la tua “concorrenza”, Alexia; o, se preferisci, in sostanza per il tuo terribile potere.

  • Mauro ha detto:

    Peccato, iniziavo ad affezionarmi a questo strano modo di conversare: si vede che il tema ha perso interesse. Temo sia il problema dei blog, che rispecchia a sua volta il problema principale del nostro mondo: una certa aleatorietà di tutto, la ricerca dell’emozione istantanea e immediatamente transeunte, la gratificazione immediata e afinalistica, il flatus voci da “talk show” televisivo. Pazienza. Felice giornata a tutti.

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    Ciao, Mauro. Purtroppo dipende anche dal fatto che sono profondamente stanca. La primavera nel nostro lavoro porta a un aumento delle urgenze (le psicosi si scompensano soprattutto in questo periodo) e quando torno a casa ho a malapena la voglia di leggere. Se non rispondo io inevitabilmente il discorso si interrompe.
    E’ vero, certamente, che nei blog la conversazione è “transeunte”, non è un forum dove una discussione resta aperta finché c’è l’interesse a farlo e l’ordine dei thread dipende dalla data dell’ultimo intervento e non da quella di apertura della discussione stessa.
    Ma purtroppo non ho la possibilità di seguire un forum: richiede un tempo e delle energie notevoli (tempo fa ho fatto la moderatrice in un forum ed è stata un’esperienza che mi ha esaurita…)

    Magari tornerò su questi argomenti, e forse proprio utilizzando il tuo e altri commenti. Ma ora a malapena mi restano 2 neuroni che vagano tipo “particelle di sodio” chiedendo “C’è nessuno???”

    N.B.: oggi ho il turno di pomeriggio…

  • Mauro ha detto:

    Non volevo disturbarti! Sapevo che la primavera è un periodo di esacerbazioni delle psicosi, ma non avevo pensato che questo per te significasse iperlavoro. Scherzi della biologia. Delle basi biologiche delle psicosi, voglio dire: da buon internista farmacologo, e anche se so che è probabilmente molto riduttivo, non riesco a non vedere le psicosi come concerti di recettori con qualche stonatura qua e là. Felice giornata e buon riposo fino al pomeriggio… M.

  • Uyulala ha detto:

    per Mauro
    con l’avvento dell’antipsichiatria è stato messo da parte in modo troppo superficiale l’aspetto biologico della psiche, quasi che fosse un peccato mortale considerare l’essere umano globalmente anche nei suoi aspetti di funzionamento più raffinato, molecolare, biochimico, elettrico, sistemico e “olografico”.
    Non sei riduttivo, anzi!
    Quello che dico spesso a pazienti e familiari che cercano a tutti i costi di considerare le psicosi come malattie dell’anima suona grosso modo così:

    “Se credi nell’esistenza di un’anima, saprai che la nostra anima non è libera ma è incarnata. Come puoi pensare che essa si esprima al meglio se la tua base fisica non funziona bene? Resterai con un’anima incapace di comunicare, di esprimersi, di vivere in una esistenza materiale”

    Se non si curano le basi biologiche, tutto il resto non è affrontabile.

  • escort ha detto:

    credo che questo tipo di attività, svolto in questa maniera, cioé come lo svolgono le escort non sia – come molti fanno – da denigrare. C’è una ricerca ed una cura dei particolari degna di una attività professionale. L’importante è l’assenza di sfuttamento.

  • Mauro ha detto:

    E’ stata una sorpresa inattesa, dopo tanti mesi, l’arrivo nella mia casella e-mail privata che annunciava un nuovo messaggio in questo “blog”. I miei omaggi, “escort” dall’incantevole italiano: scrivi mediamente molto meglio, senz’altro più leggiadramente, di moltissimi miei studenti universitari e specializzandi medici e biologi. Devi avere avuto qualche sgradevole avventura per ritenerti in dovere di scrivere “attività – come molti fanno – da denigrare”. Come già in maggio, confesso la mia totale ignoranza del tuo settore d’attività, ma certamente non ti ritengo eticamente peggiore di me, soprattutto se riesci a mantenerti lontano dal sottobosco criminale che, immagino, allignerà intorno al tuo mondo. Mi occupo anche di editoria medica, a livelli anche elevati, e vendo in giro (molto cara) tanta aria fritta: come potrei mai giudicare, o peggio denigrare, una professionista che ha scelto una professione lecita almeno altrettanto della mia e che deve avere inevitabilmente molte virtù consolatorie della fragile psiche maschile? L’unica differenza, forse, è che per la attività mia è necessaria la laurea in medicina e magari qualche specializzazione, ma tu vendi senz’altro qualcosa di molto più concreto della mia aria fritta. Spero di risentire presto anche la nostra ospite Uyulala.

  • Uyulala ha detto:

    per Escort
    benvenuta! Come vedi qui non sono apprezzati giudizi su questa professione. Un abbraccio!

    per Mauro
    et voilà! Sono qui 🙂

  • Mauro ha detto:

    Un inchino alla psichiatra più fascinosa incontrata nell’ultimo paio d’anni (come avrai capito, per me il fascino femminile non si misura in termini di misure di reggiseno e altre amenità simili, ma di neuroni). Peccato che tu viva a diverse centinaia di km da Milano: ti avrei volentieri eletto mia compagna (ben neuronata) di tè del sabato. Ora però vado a casa: sono in pezzi, il carico di aria fritta di oggi è stato particolarmente gravoso.

  • neveblu ha detto:

    ciao a tutti,
    ne approfitto per segnalare un nostro progetto.

    Si tratta di un sito che pubblicizza solo escort e donne che si concedono per brevi incontri rispettando la legge.
    Da noi, in Svizzera, la prostituzione è legale ma per non pagare le tasse e per il fatto che se vengono prese pagano solo una piccola multa, molte donne rimangono ancora nell’illegalità.

    Come dicevi tu la prostituzione non si potrà mai cancellare ma noi pensiamo si possano evitare tutti i reati che alcuni portano avanti grazie alla prostituzione,

    Se vorrai lasciare questo commento ci aiuterai…
    Non ti preoccupare…il sito è completamente legale

    neve blu

    grazie

  • Uyulala ha detto:

    per neveblu
    scusami se ho rimosso i link al sito ma ho fatto la scelta di non fare pubblicità a nulla che sia commerciale (ho rimosso anche gli adsense…). Lascio però l’indicazione della tua firma. Chi volesse cercare con google potrà comunque farlo 😉

  • Mauro ha detto:

    Peccato, avevo sperato che la conversazione qui dentro, dopo tanti mesi, si riaccendesse: vedo che non è stato così. Ho qualche minuto libero e ne ho approfittato per rileggere tutti i “post” (si chiamano così, vero? Talvolta mi sento un dinosauro linguistico). Una frase di maggio della nostra psichiatra, a proposito dell’incomunicabilità tra uomini e donne, mi ha colpito: “Parliamo linguaggi diversi e probabilmente fra le poche persone che si allenano a decifrare questi linguaggi ci sono proprio gli/le escort”. Mi ha colpito molto…
    In effetti, come ho scritto anche in passato, quando ho cercato un affetto al di fuori del matrimonio non è stato per sesso (c’è stato anche quello, ma quasi per dovere legato alla situazione), ma soprattutto per avere qualcuno che mostrasse d’interessarsi a me e ai miei piccoli guai quotidiani, magari anche solo per cortesia. E in realtà è stata più che cortesia, ed è stato evidente il tentativo di decifrare e comprendere il mio modo di pensare.
    Credo proprio, cara coltissima “escort” dalla deliziosa scrittura, che rischi d’infrangere molti cuori, se è vero ciò che scrisse in maggio la nostra amica psichiatra! Io, per esempio – ma chissà quanti si rifletteranno nelle mie parole -, torno a casa dopo dodici ore di lavoro e sono assalito ancora sull’uscio da resoconti di lavastoviglie che si sono rotte, beghe condominiali, dimissioni del filippino “e ora cosa faccio senza filippino? Ecco, tu non capisci i miei problemi”, ecc.

    PS. Ho visto praticamente per la prima volta la tua foto iniziale e le immagini del tuo “blog”: inutile che dica che sei incantevole.

    PS. PS. E se provi a suggerire alla dolce metà che magari tutto potrebbe risolversi proponendo al filippino un aumento della sua paga oraria, passi pure per un bruto materialista.

  • Mauro ha detto:

    La conversazione, che sembrava rinascere, si è spenta subito. Peccato, posso solo augurare buon anno alla lontana psichiatra e alla libera fanciulla che scrive in delizioso italiana. M.

  • neveblu ha detto:

    grazie mille!

  • kristalia ha detto:

    Bè, arrivo un po’ tardi. Io frequento pochissimo i siti e i blog delle escort, anche se conosco Uyulala, grazie a Max.
    Tuttavia, oggi cercavo un blog che avevo visto un paio di mesi fa – seguendo un commento – e che non trovo più in archivio, ahimè. È di una ragazza che esercita in strada (e proprio questo mi ha colpita: una prostituta blogger non escort, ma stradale. Notevole, davvero notevole!). La cerco come la Titina e la troverò.
    Per cercarla ho provato con il famigerato e odiato Google e sono atterrata qui, riscoprendo il piacere di leggere la padrona di casa.
    Conosco Alexia di nome, anche se ho seguito poco il suo blog per i motivi già indicati in premessa. Se non erro, l’ho conosciuta tramite un brutto e famoso forum di fruitori che leggevo diversi anni fa.
    Tutto questo per motivare il mio intervento tardivo.

    Avrei un paio di considerazioni da aggiungere.
    Cito:
    «Ci sono tante come me che sono laureate, sanno parlare di argomenti seri e, si vestono di classe e si comportano da tali. A volte mi viene da ridere, osservando le ragazze, diciamo “normali”, che sono vestite peggio di una puttana(scusate il termine)e hanno un linguaggio volgare, poca educazione.»

    Questo fa parte della mitologia, perché ti assicuro che le escort – se sono escort – devono avere i requisiti che hai indicato: “sanno parlare di argomenti seri, si vestono di classe, si comportano da tali” e, in molti casi, sono laureate, appunto.
    La vera escort, altro non è che l’accompagnatrice, la quale, come suggerisce il termine, accompagna il cliente e deve essere in grado di farlo in qualsiasi circostanza. Può affiancare il cliente ad un’inaugurazione (ad esempio, con un giornalista che doveva fare un servizio per il suo giornale) e trovarsi in mezzo a persone colte con le quali deve interagire senza insospettire.
    Il cliente, in questo caso, sceglie con cura la compagnia per la serata. Può accompagnarlo ad una cena particolare, dove verrebbe subito smascherata se non avesse classe, cultura e fascino.
    Qui non è in discussione neppure la bellezza, ché, fine a se stessa, non è determinante quanto il fascino e la classe, oltreché, la capacità di dissertare su argomenti diversi.

    Ma è doveroso anche spiegarti perché la escort si muove disinvoltamente in ogni ambiente: la verità è che spesso proviene da quegli ambienti. So di non contare favole affermando che molte delle donne “della buona società”, hanno un’attività parallela. Conosco docenti universitarie, consulenti, giornaliste, ect., che lo fanno, magari non più di un paio di sere alla settimana per comprensibili ragioni di tempo e stanchezza, però lo fanno.
    E credi che cambino atteggiamento? Credi che ripongano nel cassetto i comportamenti abituali? Ma, soprattutto, non lo svelano al mondo cosiddetto rispettabile. Per questo, non è possibile censirle. Sono accanto a noi, colleghe, cugine, sorelle, madri, figlie, amiche (ovviamente non per la pelle, altrimenti lo rivelerebbero).
    Io, ad esempio, ero e sono stimata nell’ambiente “normale”, ovvio: sono insospettabile!
    La verità è che spesso ci relazioniamo con persone delle quali ignoriamo praticamente tutto della sfera privata e magari proprio con queste, dispensiamo perle di irreprensibilità.

    Poi ci sono quelle che hai definito, giustamente virgolettando, normali, che sono vestite peggio di una puttana ed hanno un linguaggio volgare e poca educazione. Ti dico la verità, le puttane, a parte quelle di strada, le quali, gioco forza, vestono in modo provocante (poi magari, il mattino successivo, quando accompagnano il bimbetto a scuola, hanno jeans, maglione, scarpe basse, viso struccato e nessuno le marchierebbe come prostitute), vestono in modo conforme alla loro personalità, quindi eleganti, easy, casual, raffinate o spregiudicate.
    Di donne volgari e poco educate, ce ne sono tante, e magari sono proprio quelle che additano la prostituzione come piaga sociale da estirpare.

    Comunque, è vera una cosa: la solidarietà femminile è pressoché pari a zero. Se ne parla tanto, nascono circoli volti a solidarizzare, a lottare per l’uniformazione salariale e la parificazione occupazionale, per l’equiparazione degli incarichi dirigenziali, ma poi, prese singolarmente, non sono autenticamente solidali. È nel DNA femminile purtroppo e anche le sex-worker non fanno eccezione: lo sono, sì, ma come categoria. La donna rimane donna.

    Mi piace la tua obiettività, la franchezza e, in particolare, la filosofia dell’inconsistenza del “mai”. Mi ci riconosco ed è lo scopo del mio blog: comunicare a chi mi legge che nulla è definitivo, nulla può essere certo.
    La vita insegna a bandire gli avverbi “mai” e “sempre”, poiché l’imponderabilità è dietro l’angolo. L’affermazione: “questo non lo farò mai!” a me fa sorridere.
    E mi piacerebbe che si imparasse a sospendere i giudizi prima di conoscere davvero la storia delle persone, anche se i mezzi di comunicazione di massa ci hanno insegnato a dividere in buoni e cattivi e ad additare.
    Scrollarsi da questi schemi ci farebbe fare un bel balzo in avanti verso una vera emancipazione, soprattutto delle donne, le quali – da quel che sento e che leggo – sono ancora influenzate dalla mentalità maschile.

    Kristalia

  • kristalia ha detto:

    «Per quanto riguarda la prostituzione in senso stretto, credo che il “reato” risieda nello scambio di denaro non regolamentato dal fisco. Non ricordo dove l’ho letto, potrei anche sbagliarmi, ma non sarei tanto sorpresa se scoprissi che è vero…»

    Non è reato. Non è legale e non è illegale: è trasparente, come non ci fosse. Un tema che si ripropone ciclicamente, specie nei servizi e nelle inchieste di quasi tutti i media, lasciandolo però “per aria”.
    È reato il favoreggiamento, l’istigazione. La questione alla quale ti riferisci, esiste. Ci sono stati rari casi in cui l’organo constatatore prima, e l’agenzia delle entrate poi, hanno accertato l’evasione fiscale, determinandola sul patrimonio: è stato chiesto di dimostrare la provenienza del reddito che ha formato il patrimonio immobiliare.

    La ratio è questa: nessuno può essere punito per un reato non espressamente previsto dalla legge. E poiché la prostituzione non è legale, né illegale, lo Stato non può esigere somme a titolo di imposte dirette di tali proventi – a vario titolo considerati immorali – si configurerebbe una sorta di favoreggiamento.
    Altra cosa è il patrimonio, la cui formazione, benché provenga dai suddetti proventi, non è inequivocabilmente a questi ascrivibile.

    Siamo in piena ipocrisia moralista e moralizzatrice, lo so. Ci vuole un atto di coraggio per osare superare queste barriere di matrice religiosa.
    E non è il Vaticano a impedirlo. Certo, si intromette, ma teniamo presente che durante il secolo scorso ci sono state profonde rivoluzioni culturali. La legge sul divorzio e la legge sull’aborto, benché ostacolate dalle associazioni cattoliche, dalla gerarchia ecclesiastica, dalla Democrazia cristiana, sono passate in Parlamento, sia pur con enormi e lunghe difficoltà, e sono state ratificate dalla volontà popolare con il sistema referendario.

    Questo ci dovrebbe insegnare che quando le forze politiche sono coese, serie e determinate, la lotta – perché di lotta si tratta per certi temi etici – diventa possibile e vincente.
    Ma la classe politica degli ultimi decenni, è senza pantaloni, forse anche senza mutande. E non c’è colore politico in grado di indossarle, perché anche quando si avvicendano i governi, non succede nulla di straordinario che favorisca realmente quel balzo in avanti verso un vero stato laico. Forse i radicali? Non lo so, non è uno spot politico, è mera analisi storica degli eventi.

    kristalia

  • Uyulala ha detto:

    ciao kristalia e benvenuta!

    Avrei voluto risponderti subito ma ieri ho avuto un problema di connessione che è durato molto a lungo. Ho approvato i tuoi commenti attraverso il palmare.
    Ora ho poco tempo, spero di riuscire a darti una risposta (è un periodo in cui le idee non riescono a prendere forma)

  • kristalia ha detto:

    Scusa Uyulala, devo fare una correzione al mio primo commento.
    Nella frase introduttiva volevo spiegare le ragioni del mio intervento tardivo. Era mia intenzione dire che abitualmente non seguo i blog di escorting semplicemente perché conosco abbastanza i temi ivi trattati.
    Mentre, per quanto riguarda questo post – che pure avrei dovuto notare a suo tempo visto che conosco e seguo il tuo blog – mi era sfuggito.

    Ma l’ho scritto da cane, tanto da far supporre una confusione di professione. So bene che sei psichiatra e hai trattato questo argomento da osservatrice.
    Sono dispiaciuta per l’equivoco: ti prego di scusarmi.

  • Uyulala ha detto:

    per Krisalia
    non farti problemi, mi sono immaginata che, semplicemente, ti rivolgessi prima a Alexia (o a altri commentatori) e poi a me.

    Non conosco il mondo delle escort. Sono psichiatra, lavoro per una ASL e i miei utenti sono perlopiù persone povere, lavoro in centri rurali molto lontani dagli ambienti che descrivi, molto lontani dalle grandi città non solo geograficamente ma anche e soprattutto culturalmente. L’unico tipo di prostituzione di cui sono venuta a conoscenza è stato quello di basso livello.

    Un amico tempo fa mi ha raccontato delle sue esperienze con la prostituzione e questi racconti mi hanno fatto scattare una grande curiosità perché prima, semplicemente, si trattava di un mondo lontano dai miei occhi di cui praticamente ne ignoravo l’esistenza.

    Per tante ragioni, forse un po’ stupidamente, ho confrontato il mio mestiere con la prostituzione, almeno in alcune parti di esso. Noi spesso siamo chiamati a vicariare carenze affettive importanti e lo facciamo a pagamento (direttamente o indirettamente). Nello strano gioco dell’etica, il nostro modo di “vendere vicinanza”, essendo privo di corpo è considerato accettabile, elevato, nobile.

    Poi, è chiaro, c’è tutto un aspetto del mio mestiere che è proprio diverso, ha a che fare con le cure di malattie importanti, ma tolto quest’aspetto molto spesso mi sono trovata a fare tali riflessioni. Viviamo in una società che ha apportato da troppo tempo una rovinosa lacerazione fra anima e corpo, considerando le cose di mente e anima come elevate e nobili mentre quelle del corpo sono viste come sporche e profane.
    Quest’argomento, della prostituzione volontaria, mi ha affascinato proprio nella sua teorica potenzialità di operare una ricucitura di questo strappo anche se so molto bene che in questa società, di fatto, questo non sarà comunque possibile.

  • Duval ha detto:

    Le vie della blogosfera sono imperscrutabili e possono ricongiungerti agli occhi dorati.
    Lascio una traccia (nota a kristalia) anche da parte del fruitore di sesso a pagamento.

    “Mi lascerebbe al finestrino?”
    “Certo, tanto io fra un po’ dormicchio”

    Che bella vecchia, dev’esser stata una gran gnocca, e anche birichina, ha due occhi … chissà quanti ne ha presi …

    “Beh … anche tu eri proprio un bel ragazzo; certo che ne ho presi tanti, era il mio mestiere, e l’ho preso anche da te”

    Eh?!? Ci conosciamo? Che cazzo significa?

    “Ueh, Duval! Ti ho riconosciuto: il grande puttaniere di Modena; io ti ho quasi svezzato … via Campanella, dietro a via Farini, terzo piano”
    “Nooo!!! Gina? La mitica Gina? Ma …”
    “ … pensavi che fossi morta, lo so, lo pensano tutti …”

    La Gina!
    Azzo! Che tempi!

    “Sai, Gina, quella sera salivo le scale con la tachicardia, un casino: la voglia di scopare, l’imbarazzo dell’approccio, l’incognita di come eri, l’ansia da prestazione. Avevo già pasticciato con Ingrid, d’estate a Gatteo Mare, avevo visto la figa per la prima volta, ma era stato un po’ come la prima sigaretta, imbarazzante. Questa era la mia prima vera scopata. Mi sei sembrata bellissima, i lunghi capelli biondi, gli occhi sorridenti … forse eri solo carina … ma i ricordi sono come le foto su internet: belli e spesso ingannevoli. Hai chiuso la porta e mi sono trovato nel piccolo mondo sognato, io e te soli, a fare l’amore. Allora non c’erano i telefonini, la tv con le cassette porno, l’hiv, era tutto più ruspante, meno professionistico; in verità non c’era neppure la vasca con l’idromassaggio, ma una cosa che c’è ti può mancare, se non c’è non lo sai. Era tutto rilassante, ovattato, in penombra; sei stata garbata ed intelligente; mi hai insegnato a leccare la figa e mi hai fatto un bocchino, adesso lo chiamano bj, che mi sembrava di morire. Un bravo scopatore scopa con la testa non con la pancia, dicevi, e io posso anche venire se trovo uno che scopa con la testa. Eri inconsciamente il prototipo della escort, oggi si chiamano così, della puttana che dà qualcosa in più, ma non chiedevi in cambio nulla in più. Probabilmente è colpa o merito tuo se sono diventato un grande puttaniere”

    “Eh, si, i ricordi sono traditori; ti pare possibile che una puttana come me abbia a volte nostalgia del mestiere? E’ perché ero giovane, forte di gamba e di testa. E poi i clienti mica erano tutti da sopportare. Mica mi trattavano tutti come una ‘diversa’. I peggiori erano quelli che arrivavano con i fiorellini per farmi capire che loro mi consideravano una donna, ma va? e io che temevo di essere un uomo!, una donna con i sentimenti e le pulsioni di una donna, ma va? e io che pensavo di essere una bambola gonfiabile!, e neppure immaginavano quanto così fossero discriminanti, alla radice. E’ come dire a un nero ‘sei nero ma io ti tratto come un bianco’. Ma c’erano anche quelli come te, che la pelle nera non la vedono proprio; che venivano a scopare con una persona qualunque che fa un mestiere qualunque e se portano i fiorellini è perché così gli va, e se ti dicono ‘che gran troia che sei’ non ti offendono, ti fanno ridere”

    “Una volta dicevo queste cose ad uno, mi ha risposto che avrebbe voluto vedermi se mia figlia avesse fatto la puttana. Non so … credo di non essere così libero come penso …”
    “Anche io non ho mai detto ai miei genitori che facevo la puttana … tanto lo sapevano … non si può essere sempre completamente liberi, non c’è nulla di male, è l’equilibrio generale che conta, che si possa dire, quando è ora, sono in pace con me e con gli altri”

    Come siamo piccoli visti da qui, ogni volta mi sorprendo.

    “Ma … Gina … tu dove vai?”
    “Da nessuna parte, io sono già arrivata”
    “Cazzo! Ma questo aereo dove va?”
    “Per te non lo so, per me da nessuna parte”
    “Ma … allora …”
    “Si, sono morta, e da quel pezzo; quando sei venuto la prima volta eri poco più che un ragazzino. Ma puoi ancora vedermi, al cimitero … c’è una statua sulla mia tomba. Non era un bravo scultore e la statua non mi somiglia molto ma l’ha fatta col cuore; e lui era un mio cliente. Racconta questa storia ai giovani puttanieri, chè adesso tocca a loro”

  • escort ha detto:

    Secondo me considerare una escort o una accompagnatrice ad una prostituta è un po’ come equiparare il campione olimpionico medaglia d’oro di tiro con la pistola ad un killer di professione solo perchè entrambi sono dei “pistoleri”.
    Innanzitutto non ho niente contro le prostitute ed in italia la prostituzione non è un reato.
    Dico ciò solo perchè mi è sembrato di capire dall’articolo un utilizzo della parola prostituta come un voler sminuire l’attività della escort.
    Secondo me essere escort vuol dire innanzitutto essere pagata per trascorrere del tempo accanto ad un altra persona e di fare del mio meglio affinchè il tempo trascorso insieme sia al massimo del suo gradimento.
    Essere escort non vuol dire essere pagata per delle prestazioni sessuali bensì essere pagata per il tempo che si trascorre insieme, poi quello che accade sono solo cose che accadono tra adulti maggiorenni e vaccinati.
    Io credo sia questa la differenza tra escort accompagnatrice e prostituta.

  • kristalia ha detto:

    Ma certo, la vera escort offre il suo tempo, nelle forme che ho descritto nel commento. E fin qui siamo d’accordo.
    Resta implicito che la escort, che è accompagnatrice e che pertanto offre un servizio simile all’hostess, nel momento in cui “estende” la sua prestazione all’amplesso, assume la connotazione ben nota di prostituzione.
    Non credo che il sesso lo faccia gratuitamente a fine serata. Altrimenti detto: se è stata ingaggiata per accompagnare, si limiterà a questo e al termine della serata, come convenuto, tornerà a casa “illibata”. Se, al contrario, la serata prosegue in una camera da letto, o altro luogo, per fare sesso, lei ne terrà conto ai fini del compenso.
    Conseguenza? Avrà fatto sesso a pagamento.
    Ergo? Questo scambio si chiama prostituzione.
    Non c’è altro termine, né giri di parole.

    Detto questo, però, devo fare una osservazione:
    distinguere l’escorting dalla prostituzione, è cosa che dovrebbe essere ovvia, se per escorting intendiamo davvero accompagnamento (come dovrebbe essere).
    Però affermarlo linkando ad un sito che propone come escort delle girl (che esercitano la prostituzione), non è coerente.
    Distinguere le due professioni, entro i limiti suesposti, è corretto, ma proporre pagine che evocano inequivocabili disponibilità sessuali e certamente non gratuite, non conferma la teoria così ben esposta.

  • escort ha detto:

    Beh, si può filosofeggiare a piacere, ma le parole sono parole: una escort è una escort e una prostituta è una prostituta, con tutto il rispetto per entrambe le classi di lavoratrici. Ovvio che c’è chi interpreta le parole a proprio piacere, c’è chi vede un sito di prostitute dove c’è un sito di escort. Per esempio, come hai detto tu: “… nel momento in cui “estende” la sua prestazione all’amplesso, assume la connotazione ben nota di prostituzione.” è solo una tua interpretazione.
    Ripeto, per me invece quello che accade tra persone adulte e maggiorenni sono solamente affari privati tra adulti consenzienti e vaccinati.
    Non vorrei suscitare le ire dei benpensanti ma annunci simili al sito linkato si trovano sia sui quotidiani a tiratura nazionale, sia sui giornali di annunci, sia sui siti di annunci come kiji, bakeka e molti altri, mi sembra di ricordare che esercitare la prostituzione non è illegale in italia. Se per te esercitare la prostituzione e fare la escort è la stessa cosa… perchè si usano parole diverse?

  • francesco ha detto:

    io collaboro con escortbook, e posso dire una cosa… molte volte mi hanno detto che la prostituzione è un non è mai volontaria, perchè è sempre causata da qualche cosa che è successo nella vita della persona che si “vende”, io credo che qualsiasi donna è escort, solo che le ragioni per cui si vende sono lontane dai soldi. in fondo le donne giovani si vendono per la bellezza dei propri coetanei, quelle un pò più adulte per lo scenario che l’ uomo può garantire loro, quelle benestanti per la ottenere la sensazione di essere speciali. non vorrei dire che ogni donna è escort, o per lo meno non vorrei intendere quello che ho scritto come un insulto. per me la escort è una donna che ha deciso di vivere in maniera chiara il rapporto con gli uomini. e fino a che non vende illusioni, ma solo il proprio corpo, è una persona corretta con se stessa e con gli altri.

  • escort ha detto:

    Io insisto nel dire che una escort non vende il proprio corpo ma semmai vende il tempo che trascorre in compagnia del cliente. Quello che avviene con il cliente: compagnia, coccole, massaggi, sesso, adorazioene dei piedi, frustate sulle chiappe… una di queste cose o tutte quante e poi ancora… sono solo cose che riguardano due persone maggiorenni e nessun altro.

  • Unparere ha detto:

    Vi ho letto tutte e tutti.
    Vi dirò; c’è stato un periodo abbastanza lungo, diciamo 4-5 anni, che ho frequentato moltissime ragazze che ricevevano in appartamento. Anzi, solo quelle. Compravo il giornale e nelle ultime pagine, c’era solo l’imbarazzo della scelta. Ho passato un periodo che cambiavo sempre, poi mi ero “stabilizzato” ed usualmente avevo stretto la cerchia a due, quelle che si avvicinavamo di più al mio ideale di donna ed al mio ideale di sesso.
    Ora che sono sposato, con una figlia, credo di dover dire che, secondo me, andare con una escort NON è moralmente giustificabile. Soprattutto se sei sposato. Un uomo deve trovare affiatamento ed anche eccitazione per la propria sposa sempre; è chiaro che non cerco altrove perchè siamo stati molto molto chiari, io e la mia lei. Ed abbiamo un tipo di sesso molto fantasioso ed anche vario. Le cose che non facciamo sono proprio poche e sono concordate. Non sento il bisogno di cercare fuori quello che trovo già a pochi centimetri da me. E poi… e poi c’è l’aspetto emotivo…. le voglio un gran bene e stare a letto con lei, ti permette di affinare e conoscere sempre di più anche le sue esigenze ed i suoi desideri….
    Niente da ridire sulle escort. Ma credo che siamo noi maschietti che non abbiamo il coraggio di chiedere e di parlare chiaramente di sentimenti & sesso con le nostre spose / compagne.
    Quando andavo con le escort, ero single e non riuscivo a trovare la persona giusta…. ma ora, davvero, non potrei mai… questo, senza offendere nessuna, è ovvio!!!!
    Saluti!

  • Sandra Milla ha detto:

    Mi piasciuto le tue parole, mi fa sentire meglio, grazie.

  • Uyulala ha detto:

    Per Sandra: mi devi scusare ma ho dovuto rimuovere il link, in quanto rimanda ad un sito di tipo pubblicitario.

  • paolo ha detto:

    gchf

  • accompagnatore ha detto:

    Solo a pensare alle escort, ma nessuno sa che ci sono anche gli accompagnatori per signore e per tutti? E non solo gigolò per sesso, ma anche accompagnatori turistici, personal shopper, accompagnatori che fanno, per dare tranquillità e sicurezza, le guardie del corpo, autisti accompagnatori. Il mondo è vario e la vita va vissuta, anche da chi il fustacchione lo trova in internet.

    nota della titolare: in questo sito non si fanno pubblicità. Di nessun genere 😉

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