La dolce Alexia - il blog di una escort - riflessioni sulla prostituzione volontaria
Posted by Uyulala on 19 Mag 2008 | Tagged as: BLOGSFERA, Blog, Blog e Siti, IL CORPO E LA MENTE, RECENSIONI, Relativismo etico, SPIRTULES, Sessualità
N.B.: Il post contiene il link di un sito riservato a un pubblico adulto
Da tempo desideravo fare una recensione di un blog che leggo da qualche mese a questa parte, ma mi frenava il fatto che la mia poteva apparire una sorta di pubblicità per la professione svolta da questa giovane russa. Non è così, anche se non nego che probabilmente questa mia recensione potrebbe avere questo come “effetto collaterale”.
Alexia è di nazionalità russa e si cimenta con l’italiano con buoni risultati espressivi per scrivere piccoli racconti molti dei quali legati alla professione che esercita. Esprime inoltre considerazioni, pensieri, riflessioni su fatti della vita, sia della sua in particolare che sulla “vita” in senso più ampio.
Narratrice delicata e sensibile, l’ho conosciuta grazie al blog Occhiodellanima, in quanto in ques’ultimo blog è stato linkato un suo post sul sesso a pagamento per i disabili.
Mi colpiva infatti di quel post la capacità che Alexia ha dimostrato nel porsi dei problemi di tipo etico, affettivo e anche strettamente professionale relativamente alla possibilità di incontrare un disabile. Tale sensibilità l’ho riscontrata in altri punti del suo blog, per tematiche differenti legate sempre alla relazione con i clienti.
Chi dovesse avventurarsi nel suo spazio avrà modo di constatare che la giovane usa un linguaggio moderato, mai volgare e descrive le situazioni con leggerezza ma mai in modo superficiale.
Altra cosa che mi colpisce è l’interazione che esiste fra Alexia e altre sue colleghe che commentano il suo blog e che hanno a loro volta uno spazio analogo in rete. Non so se si tratti di persone legate fra loro da un’amicizia personale, anche fuori dal web, ma ho avuto l’impressione che in alcuni casi esistesse fra loro una grande solidarietà, fatta di suggerimenti pratici, consigli e scambi di idee. In questo devo dire che l’ho un po’ invidiata. Raramente ho trovato infatti altrettanta solidarietà nell’ambiente medico in generale e/o psichiatrico in particolare.
Non voglio certamente idealizzare né la professione degli escort né il mondo che vi ruota attorno, ciò che voglio sottolineare però è che questo mondo è molto sfaccettato, molto più articolato di quanto non ci si possa immaginare.
_____________________________________
Approfitto di questa recensione per affrontare alcune riflessioni legate al mondo della prostituzione volontaria.
A parte la cosa buffa che prima di accedere al blog di Alexia ero convinta che “escort” fosse semplicemente un’automobile della Ford, da questo luogo virtuale mi sono incuriosita e sono andata di link in link a curiosare fra blog analoghi e fra siti di promozione di questa particolare forma di prostituzione.
Da una rapida e molto approssimativa valutazione sembra che sia un’attività molto diffusa, intrapresa sia da donne che da uomini sebbene le prime siano decisamente più numerose. Le grandi città, per motivi intuibili, sono i luoghi preferiti per esercitarla e stando a quello che ho letto in rete i professionisti seri garantiscono e chiedono soprattutto una grande discrezione rispetto ai luoghi degli incontri (oltre ovviamente alle garanzie igieniche e di protezione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili).
In Italia tale attività è necessariamente clandestina, non ho capito bene perciò com’è che questi professionisti riescano a trovare degli escamotage per non violare le leggi.
Ho trovato poi anche dei siti dove venivano pubblicizzate delle case per appuntamenti in altre nazioni (Svizzera e Germania, prevalentemente) e riflettevo sul fatto che in Italia non si sia mai più ripreso il discorso del ripristino delle case di tolleranza (termine peraltro che detesto). La prostituzione volontaria infatti rischia di essere penalizzata a favore di quella coatta ai danni di giovani straniere giunte nel nostro Paese con l’illusione di trovare ben altra vita.
Eliminare la prostituzione non solo è impossibile, è anche stupido. L’atto della compravendita di se stessi infatti avviene a molti livelli diversi e solo l’ipocrisia ci fa usare la parola “prostituzione” per una forma e per le altre no. Penso a quanti matrimoni per esempio avvengano sulla base pressoché esclusiva di interessi economici e materiali, o quante carriere vengano avviate in tutti i campi lavorativi passando attraverso talami di personaggi più o meno potenti. Penso a quanti vendono la propria dignità, il proprio pensiero, la propria etica per avere dei vantaggi sociali, in cambio del potere.
Nel caso della prostituzione sessuale meglio sarebbe, a mio parere, permettere una gestione autonoma, controllata e protetta di questo tipo di attività lavorativa in modo perlomeno che il (o la) cliente sappia esattamente quanto gli costa un rapporto sessuale e sia consapevole della durata limitata nel tempo di questo tipo di relazione.
Attribuiamo una valenza negativa a quest’attività, mentre quanto c’è di negativo non è il meretricio in sé ma piuttosto come esso viene svolto: nel caso per esempio venga svolto attraverso la violenza, la coercizione, il ricatto.
Soprattutto noi donne rischiamo di essere particolarmente giudicanti, spinte dalla paura che i nostri compagni possano usufruire di prestazioni sessuali a pagamento, arrivando ad agire da leva per cercare di eliminare la professione tout court piuttosto che rimuovere ciò che potrebbe spingere un uomo alla ricerca di qualcosa di alternativo alle nostre braccia.
Da donna sono convinta che sia più importante coltivare il rapporto col proprio uomo giorno per giorno piuttosto che accanirsi contro la prostituzione. Non sarà cercando di eliminare le professioniste che saneremo un rapporto vecchio né impediremo che il nostro uomo cerchi un’altra donna. Penso piuttosto, come cittadina prima di tutto, che debba essere restituita anche legalmente la dignità di persone a chi fa scelte che possiamo non condividere o non approvare. Ne gioveremmo tutti, anche sul piano della salute, visto che non possiamo mai dare per scontato che in un modo o nell’altro non arrivino anche al nostro corpo virus e batteri…
Popularity: 26% [?]
Stumble it!











Questo articolo stato segnalato su ZicZac.it.
Ciao Uyulala!Prima di tutto grazie per la recensione
Le persone che intervengono nel mio blog in qualche modo sono legate a me, virtualmente e personalmente. Raramente interviene una persona che non conosco. Vedo che mi leggono in tanti, ma forse hanno paura di intervenire per il fatto che il mondo escortistico è un pò strano, o forse per i pregiudizi…
Non c’e senso di accanirsi contro la prostituzione, come dici tu. E’ il mestiere più antico. C’era sempre e ci sarà. Una escort non offre solo servizi di sesso, a volte si stà solo in compagnia con una persona che si sente sola nella sua quotidianità. Non vorrei essere ipocrita, succede solo nel 80% dei casi
andare da una escort non lo considero come un tradimento. E’ come andare mangiare al ristorante ogni tanto, o andare in un centro estetico per togliersi lo stress.
Del resto, purtroppo, tra una prostituta e un altra c’e sempre la differenza. Ci sono tante ragazze sfruttate che vengono dall’Est, che hanno bisogno di aiuto. Tante come me, scelgono quel tipo di mestiere per una sua scelta. Sono contro le case di appuntamenti, perchè secondo me è sempre un sfruttamento. Sarebbe meglio lasciare che ognuna di noi lavorasse indipendentamente.
Ciao Alexia!
si, penso anch’io che le persone non intervengano sul tuo blog per pregiudizio. Invece come sai a me è piaciuto e non vedo che problema possa esserci a esprimere l’apprezzamento per ciò che scrivi e per come lo scrivi, visto poi che usi una lingua che non è la tua lingua madre.
Sul fatto che tu preferiresti comunque lavorare in modo indipendente anche se ci fossero le case di appuntamenti non ho da discutere (non avrei proprio argomenti), penso però che potrebbero esserci persone che magari si troverebbero meglio in strutture simili a quelle esistenti in alcuni paesi del nord Europa. Il fatto è che da noi una scelta non è possibile. Tu parli di sfruttamento, ma non credo che se i casini fossero legali il lavoro sarebbe poi così diverso da quello che fa comunque un qualsiasi lavoratore dipendente in qualunque tip di lavoro: io stessa lo sono, sicuramente come libero professionista avrei dei vantaggi ma non è male l’idea di avere un’entrata fissa garantita.
Per quanto riguarda l’aspetto del tradimento sessuale non la penso come te, ma sono realista. Se il mio uomo volesse cercare sesso a pagamento lo troverebbe comunque. A questo punto meglio che vada con una persona che garantisce igiene e che svolge il lavoro per scelta piuttosto che cercare qualcuna dalla strada, magari malata e sicuramente sfruttata.
Allora, per quanto riguarda del igiene, hai ragione, le ragazze per strada non possono garantire questo, ma ci sono tante che lavorano in casa, ma di igiene non se ne importano più di tanto, ci sono anche i motel o alberghi di 2-3 stelle che dopo incontri del genere non cambiano neanche lenzuola. Aproposito, si parlava di quel servizio in una programma delle “Iene”.
Quindi, non è tutto perfetto sempre, bisogna sempre scegliere bene. E’ come andare da un medico… Se uno lavora in un ospedale pubblico non vuol dire che è meno competente in materia di uno che ha uno suo studio, magari anche ben attrezzato.
Dimenticavo, putroppo la colpa che un uomo che va da una prostituta non è solo delle donne. Non è che una moglie è meno capace di un altra, ma sono gli uomini che come bambini hanno bisogno di tante certezze, colpa loro perchè si sentono insicuri e lo cercano ovunque. Poi ci sono tante altri casi. Ad esempio avevo un cliente, personaggio abbastanza noto, una persona dolce e gentile, stavamo passeggiando sulla spiaggia una sera e lui mi raccontava che è costretto avere relazioni con le escort perchè ha delle esigenze come tutti gli uomini. Ma con la sua moglie ormai non aveva più rapporti perchè era malata di cancro. E’ una situazione difficile da spiegare. Diceva che una volta si era pure innamorato di una ragazza ma non poteva stare con lei. Mi ricordo ancora le sue parole:”Io mi sono sposato davanti al dio, ho promesso di stare con la mia moglie nel bene e nel male. Per questo continuo vivere in queste condizioni” Mi hanno colpito le sue parole. Non è da tutti.
Non avrei mai pensato che potessimo pensarla similmente su così tanti argomenti


Riguardo al definire tradimento o meno il rivolgersi a una/un escort personalmente credo che dipenda e dal perchè una persona vi si rivolge e da cosa ne trae… ma l’argomento è complesso e temo che il mio modo di intendere amore/relazione/tradimento esuli dal tema…
In ogni caso avevo già letto da te del blog di Alexia e talvolta sono stata a leggere, sul non commentare più che il pregiudizio temo che pesi un retaggio di vergogna.
Un caro abbraccio, Lisa
per Alexia
Mi colpisce la storia di quell’uomo con la moglie malata di cancro. Credo che, al di là del “bisogno di sesso” puro e semplice, potesse aver bisogno di non pensare alle sofferenze della moglie almeno per un breve lasso di tempo…
per Lisa
Io commento poco da Alexia, però commento poco anche negli altri blog. Ne ho talmente tanti che è un miracolo se riesco a seguirli. Comunque capisco che ci possa essere molto pudore nell’intervenire in questo tipo di post.
Credo che il problema di molti (non credo sia il tuo però), in fondo sia quello di ritenere che le persone che fanno un lavoro come quello di Alexia siano diverse, che non ci sia modo di comunicare davvero.
Credo che la vita possa essere molto diversa da persona a persona, ma NON CREDO che le persone siano fra loro tanto differenti invece. Potrei trovare molte più difficoltà a comunicare con un mio collega (e spesso mi capita, altroché) nonostante con un collega ci dovrebbero accomunare una cultura simile e lo stesso lavoro, e invece vedi?
per Lisa
Vuoi ridere, a proposito di vergogna? Sono andata a vedere le statistiche e ho scoperto che questo post è stato molto letto ed è stato letto da molti che provenivano da OKNOtizie. Però mi hanno votata in pochissimi
E’ un argomento difficile per tanti. Credo che intervengano in pochi perché non conoscono bene quel mondo. Anche oggi è ancora un tabù per tanti.
Purtroppo si parla spesso di sesso, fantasie e perversioni, ma una escort la vedono ancora come una donna malvagia, di basso livello. Ma posso assicurarvi che non è cosi. Ci sono tante come me che sono laureate, sanno parlare di argomenti serie, si vestono di classe e si comportano da tali. A volte mi viene da ridere, osservando le ragazze, diciamo “normali”, che sono vestite peggio di una puttana(scusate il termine)e hanno un linguaggio volgare, poca educazione.
Alexia
viviamo a compartimenti stagni e non vogliamo prenderci la briga di conoscerci. E’ più facile così: si vive prendendo per veri i luoghi comuni.
Perchè non prendiamo un caffè un giorno? Cosi conoscerai la vera Alexia
per Alexia
abito MOOOLTO lontano da Milano, ma se mi capita di tornarci ben volentieri.
Il mio può sembrare un commento sciocco. Sono finito su questa conversazione per caso, in un attimo di requie del mio lavoro (sono un medico milanese). Non so nulla di “escort” et similia; mi ha colpito, di questa breve conversazione, la nitidezza delle parole e dei pensieri e l’eleganza della scrittura, pur senza velleità letterarie. Forse sarà l’ennesima dimostrazione della superiorità intellettuale femminile… Lo so, è un commento stupido.
per Mauro
Intanto benvenuto! Poi sinceramente non trovo stupido il tuo commento, ma anzi molto generoso. Non so se ti riferisci a quanto ho scritto io o a ciò che scrive Alexia: nel primo caso ti ringrazio direttamente, nel secondo caso giro a lei le tue lusinghiere parole.
Non sono sicura delle doti di superiorità intellettuale femminile, probabilmente abbiamo semplicemente delle caratteristiche complementari e, se ci osserviamo “con occhi puri”, sappiamo riconoscere nell’altro quanto manca a noi stessi. In caso contrario rischiamo di farci stupidamente la guerra per mancanza di comprensione reciproca.
Ti auguro buon lavoro (forse non hai la stessa mia specializzazione ma qualunque sia il tuo campo so bene che di quest’augurio tutti noi abbiamo sempre molto bisogno)
Bene. Certi argomenti difficilmente sono trattati con normale serenità. Spesso sono argomenti dove scattano isterismi, ipocrisie, ideologizzazioni etc…
Siamo sempre molto disinformati in Italia su questa sfera di argomenti.
Ad esempio, io fino a non molto tempo fa, pensavo erroneamente quello che molti in Italia pensano: e cioè che esista il REATO di prostituzione. Beh, non è vero.
Esistono reati “collaterali” che spesso vengono addebitati in tal senso, ma sono: l’adescamento e lo sfruttamento della prostituzione… non la prostituzione di per sé. A volte sussistono gli estremi per “atti osceni” (ovviamente in luogo pubblico).
Io non sono un avvocato, forse potrei anche sbagliare, ma da quando ho acquisito questa distinzione ho notato che effettivamente tutti gli articoli di giornale che ho letto parlavano nel titolo di arresti e fermi per prostituzione, ma in realtà nell’articolo specificavano proprio almeno uno dei due reati veramente esistenti: adescamento e/o sfruttamento.
Giusto per riflettere.
La recensione del sito della dolce Alexia mi ha notevolmente incuriosito, forse appena avrò un po’ di tempo, andrò a curiosare.
per Logico
ogni pregiudizio, anche quello nato con le intenzioni più “pie”, ci impedisce di osservare la realtà così com’è, senza dare connotazioni di valore.
Per quanto riguarda la prostituzione in senso stretto, credo che il “reato” risieda nello scambio di denaro non regolamentato dal fisco. Non ricordo dove l’ho letto, potrei anche sbagliarmi, ma non sarei tanto sorpresa se scoprissi che è vero…
Ovviamente, in tv o su giornali non si fa altro che parlare della prostituzione, dello sfruttamento. Il mondo delle ragazze per strada è diverso da quello mio. Sono sfruttate e giusto aiutarli. Io lo faccio per una mia scelta, ci sono state circostanze che mi hanno fato fare questa scelta non molto facile. A volte ci si trova nelle situazioni che devi decidere e trovare se stessi. Il mestiere più antico ha un lato negativo e un lato positivo. Per me è stata come una terapia questa lavoro e lo faccio con serenietà. Mi ricordo la conversazione con una ragazza italiana che fa lo stesso lavoro al tempo libero(di giorno ha un lavoro regolare):”Prima di inniziare mi sentivo brutta. Facendo questo lavoro, ho capito che non è cosi, mi sento bella, desiderata e corteggiata”
Cosa sarebbe sucesso se lei non avrebbe fatto questa scelta? Entrava in depressione, invece è un guadagno per lei e divertimento(ovviamente non sempre). I miei motivi erano ben diversi. Come prima, motivo economico. Non è facile vivere in un paese dell’Est per un stipendio di 50 euro al mese. Del resto ci sono stati altre situazioni che mi hanno fatto riflettere e fare questa scelta.
per Alexia
Mi è spesso capitato di pensare ad una cosa: dall’alto delle nostre sicurezze spesso pensiamo :”Io questo non l’avrei mai fatto - non lo farei mai”. E’ un errore perché i fatti della vita spesso ci spingono a intraprendere strade che pensavamo ci fossero estranee.
Ora, lasciamo perdere la situazione attuale, visto che a quasi 46 anni non credo che potrei avere “Mercato”, ma penso che se in passato mi fossi trovata in condizioni di difficoltà senza una via d’uscita può essere che avrei fatto scelte simile alla tua.
Beh, una mia amica ha cominciato a 42 anni fare la escort per motivi economici. E’ una bella donna, e ti dico, che io ho 10 anni meno di lei, lei è più richiesta
Per un certo periodo lei aveva smesso, perchè si era innamorata di un ragazzo 10 più giovane, ma come tutte le storie è finita con tanti problemi e insicurezze. Ha dovuto andare da psicoanalista. Ascoltando la sua storia, lui le ha detto che il periodo quando lei era felice è proprio quello da escort, perchè era sicura di se, sodisfatta economicamente e fisicamente.
Ale
giuro che pensavo che tu fossi più giovane!
Comunque a dir la verità per ora mi va bene fare la psichiatra. Ho già un’altra lista di mestieri alternativi, tipo l’idraulico per esempio
(per inciso: non sto scherzando. In casa faccio anche manutenzione e a volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio se mi fossi scelta un lavoro tipo imbianchino, idraulico… L’elettricista no perché ho paura della corrente…)
“…giuro che pensavo che tu fossi più giovane!…”
Sono rientrato nel tuo blog dopo la scoperta casuale di ieri e ho letto distrattamente i nuovi “post” (si chiamano così? A 52 anni mi sento talora un po’ a disagio con i nuovi linguaggi…). La tua frase che ho isolato mi ha incuriosito, alla luce di alcune considerazioni precedenti di Alexia: sei una psichiatra, conosci così poco l’universo maschile da non avere ancora capito che noi maschietti, oltre all’ossessione priapica (inutile negarla, figurarsi), in quanto esseri tendenzialmente fragili e insicuri abbiamo anche tanto bisogno di essere coccolati?
Una ventenne potrà anche avere un “topless” perfetto, ma di solito finisce tutto lì: difficilmente potrà essere la consolatrice che tanti maschietti, ridotti a macchinette per fare soldi ma desolatamente soli in famiglia, cercano spesso nell’amore mercenario, magari cercando proprio solo un colloquio. E non è letteratura di quart’ordine, come anche l’ultratrentenne Alexia ha confermato en passant.
Io stesso, farmacologo clinico di un certo successo, ripensandoci, quando ho cercato una lunga storia parallela con uan collega sposata e altrettanto sola, non ho cercato il piacere, ma solo il colloquio che, chissà perché, il matrimonio spesso uccide e sentirmi desiderato, anche solo come presenza e compagno di conversazione davanti a un tè.
per Mauro
la mia era una pura considerazione estetica. L’ho vista anche nel sito e sinceramente pensavo (parlo solo di fisico, eh) che fosse più giovane
Uyulala, se fossi io più giovane non avrei la testa di 10 anni fa
io 10 anni fa mi ero appena laureata, ma mica sono vecchia adesso! 

Fisicamente sono una ragazzina, ma di testa no, avendo alle spalle tante esperienze, gioie e tante altre cose al costo di soffrire.
Se si stava bene economicamente in mio paese, non avrei mai fatto la escort. Avevo un lavoro da giornalista alla radio della mia città, ma ho voluto rischiare e cercare i “nuovi orizzonti”.
per Alexia
La prossima volta prima di far figuracce chiedo. Così mi dicono una balla e la figuraccia la faccio lo stesso… 
sai, per me è un errore di valutazione che faccio spesso su internet. In rete ho conosciuto persone molto giovani (ma ti parlo di ragazzi di 20 anni) che avevano una maturità stupefacente, e persone fortemente immature, dispettose e infantili che scopro magari che hanno 60 anni. Alla fine non so più attribuire l’età alle persone. Nella vita di tutti i giorni spesso il ruolo che si riveste ti aiuta a comprendere la fascia d’età in cui cade il tuo interlocutore, ma su internet i ruoli cadono e si smaschera l’età mentale. Per quello ho fatto affidamento al tuo aspetto: sapevo bene che dal livello di maturazione dimostrata avrei potuto sbagliarmi. Così mi sono sbagliata lo stesso
per Mauro
Scusa se prima ho liquidato velocemente il tuo commento (stavo col palmare in concessionaria in attesa di farmi sistemare un piccolo problema all’auto)
A parte che quanto ti ho scritto è vero, ossia non ho pensato alla maturità ma semplicemente all’aspetto fisico per l’impressione sull’età di Alexia, vorrei dirti che non mi è sconosciuto il bisogno maschile di certi aspetti al di là di quelli sessuali, ma non è la mia professione che me li ha insegnati, sebbene il conoscerli mi permette anche di aiutare a ricucire rapporti di coppia sfilacciati.
Non ho abbinato l’aspetto al mestiere. Per quanto immagino che ci voglia comunque una bella presenza, credo che per mantenersi appetibili a certi livelli ci voglia un miscuglio di tante cose.
Hai letto “Memorie di una geisha”? Quando ho cominciato a girare nel sito di Ale ho avuto l’impressione di conoscere una versione moderna e occidentale di geishe, che sono donne comunque coltissime, profonde conoscitrici dell’animo maschile, spesso dedite alle arti: suono, canto, danza. Persone che per essere competitive imparano tanto e offrono tanto, perché per il sesso e i servizi da 1/4 d’ora basta anche girare per le strade.
Qui rischio di aprire un discorso infinito, forse se riesco a far funzionare quell’unico neurone disponibile (gli altri sono sotto ipnovel) farò anche questo discorso.
Che di fatto riguarda il significato della comunicazione fra maschi e femmine (è un tema che mi è molto caro), di COSA chiedono davvero gli uomini, COSA chiedono davvero le donne, al di là del sesso per gli uni e delle risorse economiche per le altre, al di là cioè degli aspetti legati alla superficialità dei luoghi comuni. Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi. Parliamo linguaggi diversi e probabilmente fra le poche persone che si allenano a decifrare questi linguaggi ci sono proprio gli/le escort.
“…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi…”
Altra frase che mi ha colpito, ma non per la seconda parte, che esprime una verità vecchia come il mondo: pensando anche a questo avevo scritto nel mio primo contributo di ’superiorità intellettuale femminile’, tema del quale sono profondamente convinto, almeno in media.
Quello che mi ha colpito, perché mi sembra assai poco specchio della mentalità femminile corrente, era la prima parte della tua osservazione: “…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi…”. E’ verissimo anche questo; ed è il motivo per il quale non penso che il cervello femminile, pur mediamente superiore al nostro (ripeto, mediamente), non tocca lo zenit della perfezione.
Non ho nessuna esperienza di “escort”: può sembrare incredibile, ma la mia unica esperienza con l’amore mercenario risale ai miei 17 o 18 anni, più di trent’anni fa, all’epoca delle prime esperienze: un fallimento clamoroso per la vergogna. Ma da quello che mi sembra di cogliere nelle vostre conversazioni, credo anch’io che Alexia, donna evidentemente molto colta, probabilmente con il genio slavo per le lingue straniere (è così, “Dolce Alexia”, se non sono irriguardoso?) e dai neuroni brillanti, sia una versione post-moderna e occidentale della secolare “geisha” o delle cortigiane poetesse delle nostre corti rinascimentali. Sì, quel tuo frammento mi ha colpito: nemmeno voi capite spesso cosa vorrebbe sul serio un uomo (parlo di uomini intelligenti e colti, non dei bestioni atelencefalici che ci girano intorno di solito). M.
Sì, in effetti sarebbe un discorso lungo. E anche doloroso.
Post scriptum tra colleghi. D’accordo che, come me, puoi avere accesso in corsia a farmaci particolari, ma non ti sembra che l’Ipnovel sia un po’ troppo? Ipnotico fulmineo, d’accordo; e poi il midazolam è un derivato benzodiazepinico, di conseguenza praticamente privo di tossicità acuta grave e potenziale tossico fatale (si vede che sono un farmacologo clinico, vero?), ma è un farmaco ospedaliero: è talmente potente che è facile eccedere con le dosi. E se poi resta ancora un po’ di etanolo nelle vene, residuo dalla cena fuori di due ore prima… E poi come fai a somministrartelo, ammesso che sia proprio Ipnovel ciò che usi?
“…Noi non sappiamo quasi mai quello che volete voi, e voi non capite quasi mai quello che desideriamo noi…”
Vorrei dire la mia… Spesso ricevo delle mail da uomini che mi scrivono di loro rapporti con le loro compagne. Mi raccontano le loro storie e disavventure. Per dare un consiglio ho bisogno di sentire anche l’altra parte, femminile, ma purtroppo difficile che una donna mi scrive(forse mi vede come una concorrente
, non sò). O credo che spesso sono gli uomini che si sentono più insicuri.
per Mauro
non posso risponderti in dettaglio perché sono al lavoro, ma ci tenevo a dirti che la storia dell’Ipnovel è una battuta fatta proprio perché sapevo che sei farmacologo clinico. Non assumo nessun tipo di benzodiazepine e non lavorando in ospedale (sono in un centro di salute mentale, lavoro nel territorio) non ho accesso a farmaci anestesiologici.
Era solo un modo di dire, perché quando torno dal lavoro sono in coma…
L’insicurezza maschile è ormai quasi un luogo comune: tu, Alexia, nella tua attività professionale lo constaterai ogni giorno. E non è tanto un problema d’insicurezza sessuale, quanto di drammatica accelerazione del mondo e della Storia e di rapidissima perdita del ruolo maschile che è stato costante per secoli o millenni.
Io ho una mia teoria: il maschio è stato selezionato dalla selezione naturale, per centinaia di migliaia di anni, essenzialmente per uno scopo: la guerra e la violenza contro i propri simili per sopravvivere e, direbbe un naturalista darwiniano, perpetuare il proprio patrimonio genetico. Eliminata la guerra in Occidente come prospettiva inevitabile nella vita di ciascuno di noi, almeno per le due ultime generazioni e per il breve futuro prevedibile, il maschio si è scoperto nudo e sostanzialmente inutile. Ormai, almeno in linea teorica, non servirebbe nemmeno più per la riproduzione.
A proposito, divertente - e forse tragicamente vera: non ho nessuna esperienza sul tema - l’osservazione del timore femminile per la tua “concorrenza”, Alexia; o, se preferisci, in sostanza per il tuo terribile potere.
Peccato, iniziavo ad affezionarmi a questo strano modo di conversare: si vede che il tema ha perso interesse. Temo sia il problema dei blog, che rispecchia a sua volta il problema principale del nostro mondo: una certa aleatorietà di tutto, la ricerca dell’emozione istantanea e immediatamente transeunte, la gratificazione immediata e afinalistica, il flatus voci da “talk show” televisivo. Pazienza. Felice giornata a tutti.
per Mauro
Ciao, Mauro. Purtroppo dipende anche dal fatto che sono profondamente stanca. La primavera nel nostro lavoro porta a un aumento delle urgenze (le psicosi si scompensano soprattutto in questo periodo) e quando torno a casa ho a malapena la voglia di leggere. Se non rispondo io inevitabilmente il discorso si interrompe.
E’ vero, certamente, che nei blog la conversazione è “transeunte”, non è un forum dove una discussione resta aperta finché c’è l’interesse a farlo e l’ordine dei thread dipende dalla data dell’ultimo intervento e non da quella di apertura della discussione stessa.
Ma purtroppo non ho la possibilità di seguire un forum: richiede un tempo e delle energie notevoli (tempo fa ho fatto la moderatrice in un forum ed è stata un’esperienza che mi ha esaurita…)
Magari tornerò su questi argomenti, e forse proprio utilizzando il tuo e altri commenti. Ma ora a malapena mi restano 2 neuroni che vagano tipo “particelle di sodio” chiedendo “C’è nessuno???”
N.B.: oggi ho il turno di pomeriggio…
Non volevo disturbarti! Sapevo che la primavera è un periodo di esacerbazioni delle psicosi, ma non avevo pensato che questo per te significasse iperlavoro. Scherzi della biologia. Delle basi biologiche delle psicosi, voglio dire: da buon internista farmacologo, e anche se so che è probabilmente molto riduttivo, non riesco a non vedere le psicosi come concerti di recettori con qualche stonatura qua e là. Felice giornata e buon riposo fino al pomeriggio… M.
per Mauro
con l’avvento dell’antipsichiatria è stato messo da parte in modo troppo superficiale l’aspetto biologico della psiche, quasi che fosse un peccato mortale considerare l’essere umano globalmente anche nei suoi aspetti di funzionamento più raffinato, molecolare, biochimico, elettrico, sistemico e “olografico”.
Non sei riduttivo, anzi!
Quello che dico spesso a pazienti e familiari che cercano a tutti i costi di considerare le psicosi come malattie dell’anima suona grosso modo così:
Se non si curano le basi biologiche, tutto il resto non è affrontabile.