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Piccoli Pensieri molto Personali – l’Abito del Matrimonio

Mia figlia… Mia figlia è speciale. E’ ovvio che è speciale per me, forse non lo sarà per il mondo intero ma sicuramente lo è per me. Accetta con molta naturalezza tante cose della mia vita, che in parte è anche la sua.

Ieri mi ha chiesto di vedere l’abito del mio primo matrimonio, quel matrimonio fatto quando ero nel movimento dei focolari, quel matrimonio in cui avevo 22 anni e l’allora mio fidanzato 23. Non guardo quell’abito da molti, molti anni. Praticamente da quando sono riuscita a separare la mia vita da quella del mio ex.

Ho cacciato l’abito, arrotolandolo alla bell’e meglio, in una scatola, che poi ho imballato con nastro adesivo da pacchi e da allora non ho più aperto quella confezione. Curiosa coincidenza: nella mia attuale casa ho messo via l’abito proprio nello stesso posto dove tengo molte cose del movimento dei focolari.

Quell’abito ha una storia. Nel movimento ho avuto un’amicizia vera, una ragazza di poco più grande di me, Valentina, che è stata anche il mio bianco dell’unità quand’ero GEN (praticamente una specie di mio superiore…). Io e Valentina ci siamo legate in occasione di un lungo periodo di malattia che lei ha attraversato, costringendola ad una degenza di un mese in ospedale e molta molta sofferenza fisica. All’epoca ero l’unica fra le GEN che la andasse a trovare per il semplice fatto che le volevo bene, a dire il vero ero l’unica che la andasse a trovare, tout court.

Ho voluto lei come testimone di nozze. Lei veniva da una famiglia modesta e non avrebbe potuto farmi un regalo “adeguato” per il ruolo di  testimone. Ma era una persona molto capace nei lavori manuali ed aveva appena concluso un corso di sartoria.

Le ho quindi chiesto di farmi l’abito di nozze. Le ho mostrato un modello che mi piaceva e le ho chiesto se fosse capace di confezionarlo. Il modello era molto semplice, arricchito da alcuni pizzi e da ampie maniche a sbuffo. Niente strascichi, niente velo, niente cose strane. Solo un semplice abito lungo con la gonna neanche tanto ampia. Molto accollato e rigorosamente opaco. Chi conosce il significato dell’ “azzurro” nel movimento sa a cosa mi riferisco.

Ma il mio primo matrimonio non finì bene. L’abito ne era il suo simbolo e quindi finì nascosto e chiuso in una brutta scatola di cartone.

Ieri, per accontentare mia figlia, ho sballato la scatola. Mi aspettavo di trovarlo rovinato, mangiato dalle tarme o che so io. Nonostante sia in mussola di lino, invece, non l’ho neppure trovato molto frustato. Certo, era sporco e impolverato, aveva ancora le tracce del giorno delle nozze, il 18 settembre del 1984, ma l’ho visto bellissimo. Oggi l’ho lavato. Non ho levato del tutto le tracce del giorno di 24 anni fà, ma ora almeno non ha più la polvere.

L’abito mi ha parlato. Mi ha parlato di un’esperienza difficile, molto sofferta. Mi ha parlato di sogni infranti e speranze deluse. Mi ha parlato del mio desiderio di vivere una favola dal finale “e vissero felici e contenti”. Mi ha parlato del mio desiderio di allora di avere un solo uomo accanto per tutta la vita, di avere figli con lui, che non sarebbero mai arrivati, di invecchiare insieme a lui.

Ma mi ha parlato anche di tutto quello che ho maturato, della mia presunzione di allora di poter piegare la vita alla mia volontà. Mi ha parlato di un cammino difficile ma necessario, forse indispensabile, per crescere, per maturare. Mi ha parlato della stranezza e della varietà delle esperienze umane. Mi ha parlato del mio ex, dei suoi dolori, delle sue gioie e entusiasmi che non avrebbe mai potuto sviluppare accanto a me.

Mi ha parlato del fatto che la mia vita finora è stata sicuramente strana, ma molto ricca di amore.

Mi ha ricordato che c’è una persona a cui ho voluto molto bene, che mi ha voluto molto bene, una persona che è stata capace di realizzare quest’abito mentre tutti le dicevano che non ce l’avrebbe mai fatta, che ha superato le difficoltà tecniche con tenacia perché voleva farmi un bel dono di nozze. Una persona in cui io credevo, della quale avevo fiducia e infatti ha creato per me l’abito del mio sogno di ragazza Questa persona non la vedo ormai da molti molti anni…

L’abito è quasi asciutto. Lo riporrò nell’armadio, com’è giusto che sia. Non lo lascerò più chiuso in una scatola.

Credo di essermi riconciliata con il mio primo matrimonio, anche con l’ultimo frammento residuo di rancore, sepolto in fondo alla mia anima.

N.B.: Oltre a mia figlia c’è anche un’altra persona a cui devo essere grata per questo, la persona che ieri ha saputo accogliere fra le sue mani quest’ultimo pezzetto di rancore e di dolore.


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Ci sono 13 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    Carissima, cosa dire? Hai una figlia stupenda sì!.. e sei una persona stupenda!
    Credo che tu abbia il dono della parola, per quanto tu ti definisca, per natura e contingenza, taciturna: leggerti è un tale piacere 🙂 e poi sai raccontare tante cose “solo” parlando del tuo vestito da sposa….
    Mi verrebbe altro da dirti ma se avrò il tempo lo farò con una email 😉
    Ti abbraccio forte e mi permetto di estendere l’abbraccio a tua figlia e a “l’altra persona” ^_^, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    per Lisa
    Ti abbraccio forte anch’io. Girerò il tuo affetto alle due persone

  • dioamore ha detto:

    Certamente tu puoi accogliere tra le tue mani quell’ultimo pezzetto di dolore e rancore sepolto nella tua anima e riporlo in quell’armadio che accoglie vestiti vecchi e nuovi preparati dalle mani del re per la gioia dei suoi figli o della figlia…

  • ilaria ha detto:

    …..
    sei mai stata ad armaganta? è una città magnifica!
    guarda i cristalli di gesso, sono fatti come gli strati di fantasia, ogni strato un sogno… e voli di draghi della fortuna la notte e labirinti da attraversare e storie…

    sono scesa in cantina di corsa per riprendere il mio libro della storia infinita. letto riletto e adesso me lo rileggo ancora, come il mio piatto preferito.
    mai sazi e ogni volta una sfumatura nuova.

    giravo e ho trovato il tuo sito. 😀 mi è piaciuta la “sintesi” che hai fatto del libro, anche se non tutto si può dire a parole…
    ciao.
    è stato proprio bello trovare la storia infinita tra le tue pagine!
    ciao

  • Uyulala ha detto:

    per Ilaria
    “La storia infinita” è il libro che salverei dal diluvio universale, è il libro che leggo ogni volta che attraverso un periodo difficile, è la fonte dei miei nik su internet, è il libro che consiglio di leggere alle persone che amo di più…

    Sono molto felice che tu abbia ripreso a leggerlo: è vero: ogni lettura ti permette di scoprire una sfumatura che non conoscevi

  • Oscar Ferrari ha detto:

    A questo punto indossa l´abito e faccelo vedere anche a noi…

  • Uyulala ha detto:

    Oscar ma secondo te io ora ho la stessa taglia di quando avevo 22 anni???

  • Oscar Ferrari ha detto:

    Vabbè, ti starà un tantino largo ma è lo stesso….

  • Uyulala ha detto:

    😀 queste sono le cose che una donna vuole sentirsi dire…

  • Ciao Uyu,
    E’ tanto che non ci scriviamo. Ne sentivo la mancanza. Non è un modo di dire il mio ma anche se tra noi c’è stato sempre e solo un legame molto sottile mi lega a te qualcosa di dolce, forse un ricordo di un tempo sereno, più leggero e spensierato.
    Mi piace poter leggere ancora qualcosa che riguarda la tua vita. E non solo un’analisi alle situazioni del nostro mondo perchè attraverso le tue esperienze ho avuto altri punti di vista in diverse occasioni.
    So cosa ti ha spinto a rendere il blog meno personale, e lo condivido con te. Del resto anche il mio è diventato privato.
    Sono contenta che stai bene, che tua figlia cresce sana e aperta al mondo come è giusto che sia. Del resto anche il suo essere biondo miele come il pelo del famoso gatto ha un qualcosa di maggico no?
    Beh ora ti lascio i miei saluti. Spero di non essermi dilungata troppo.
    A presto 😉

    ex Cipo :mrgreen:

  • Uyulala ha detto:

    CIPOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Che piacere leggere il tuo commento!

    E’ tanto che ci conosciamo, anche se attraverso questa curiosa linea sottile. E’ molto strano il percorso del mondo affettivo, non trovi?

    Tu hai intuito molto, altre cose non puoi intuirle ma magari te le scrivo in privato (forse attraverso splinder…)

    La mia dolce bimba dai capelli color miele ha ora i capelli più scuri e per giunta pasticciati di colori vari, fra cui le punte color fucsia…. 😯

  • vittorio giacomo ha detto:

    Entro in punta di piedi in questo spazio per ringraziare, timidamente,le persone che ti hanno liberato dalla peggiore delle prigioni:il rancore.
    Ma non posso impedirmi di aggiungere, il gradevole e coinvolgente passo felpato della tua “penna”….
    Un saluto,un augurio…..

    Vittorio Giacomo…..

  • Uyulala ha detto:

    Grazie Vittorio, gradisco e apprezzo molto il tuo commento in punta di piedi 🙂

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