FEEDATI di me


Dalla parte degli ex:
Movimento dei Focolari, una visione critica

Visualizza gli articoli più recenti

Leggi gli articoli in ordine cronologico


RSS Gordon Urqhuart

RSS Come Ci Vede la Stampa Estera

Cinque Post Presi a Caso

Gli ultimi cinque commenti pubblicati

Views

Nuvola di parole

Un’anima altera (racconto)

Lo guardò pensoso. Si accarezzò la lunga barba bianca con un enigmatico sorriso. Questa volta era più difficile. Davanti aveva un’anima dritta e altera, di chi era abituato a dare ordini.

Scosse i candidi e lunghi capelli e lentamente si trasformò. La barba si diradò pian piano, il viso si distese, giovane e fresco. I capelli divennero fulvi, lunghi, mossi. La tunica a poco a poco mostrava inequivocabilmente fattezze femminili.

Sorrise con molta dolcezza.

L’anima altera inorridì.

“Tu sei il demonio e mi vuoi ingannare”

La voce squillò argentina in una risata. Scosse i capelli con un pizzico di civetteria e tornò a trasformarsi. Lentamente i capelli imbiondirono come il grano a giugno. Il viso acquistò lineamenti infantili e un’aura luminosa si sparse intorno. Per qualche istante tutto assunse l’aspetto ieratico di una immaginetta. Anche il bambinello rise, come se da un presepio si fosse levato in piedi dalla mangiatoia.

L’anima spenta appariva palesemente confusa.

Dio scosse ancora una volta il capo e lentamente riprese a trasformarsi, di volta in volta, in uomo, donna, bambini comuni, animali di ogni specie, piante, fuoco, acqua, luce, per poi tornare ancora una volta un vecchio dalla candida barba bianca.

“Non capisco tutto ciò. Chi sei tu?”

Dio sospirò con pazienza.

“Fra tutte le forme che assumo questa è quella che mi piace di meno. Mi ricordo di te, quand’eri molto giovane. Il tuo spirito era sincero, la tua anima candida. Ridevi…” E scoppiò in una risata gioiosa che fece trasalire l’anima altera, riconoscendo in essa un tempo molto lontano.

“Ridevi perché eri felice.”

Tornò a trasformarsi. Divenne un giovane dai lineamenti dolcissimi e i capelli candidi e lunghi. La tunica, iridescente, emanava una calda luce, riposante.

Lo guardò con una tenerezza infinita.

“Come hai potuto credere che la Via fosse quella di un dio sadico e crudele? Com’è possibile che voi uomini vi lasciate sedurre tanto da mortificazioni e da dolori? Vivete una vita di prova, dura. C’è forse bisogno di aggiungere altri dolori?”

Dio scosse la testa. L’ambiente candido si trasformava intorno a loro mostrando lentamente tutto l’Universo, a partire dalla Terra, via via cambiando luci, cambiando forme, in mille stelle, in mille pianeti, in mille forme di vita sconosciute e strane.

L’anima era sempre più confusa. Se ancora avesse avuto un corpo avrebbe pianto di rabbia e impotenza.

Nella lenta trasformazione di un Universo vivo, con molta dolcezza si mostrò la sua vita, fin nei minimi particolari, fin nei più remoti pensieri, fin nei segreti più scabrosi e turpi.
Il vescovo si sentì improvvisamente denudato, avrebbe voluto la sua lunga veste, i suoi anelli, l’imponenza di un corpo abituato agli agi. Ma era un’anima nuda ormai.

“Eppure… ricordi? Nulla può restare nascosto, mai. Neppure un sospiro o il fugace momento di un pensiero inconscio. Tutto segna la tua vita. Tutto io vedo, tutto viene conservato in eterno.”

Incessantemente quelle immagini si trasformavano l’una nell’altra in una sequenza atemporale, sempre eterna, al tempo stesso presente e passata, fissata indelebilmente in un Universo attento. Passavano e ripassavano davanti al vescovo infinite volte, imprimendosi in una memoria resa labile dal cinismo.

“Mi punirai per i miei errori?”

Dio si trasformò ancora. Divenne immenso, occupò lo spazio dell’Universo intero. Divenne terribile e bellissimo ad un tempo, senza forma, puro amore e pura armonia, con la crudele spietatezza dell’amore vero. Parlava senza suoni, vibrando l’anima stessa dal profondo. Il vescovo avrebbe potuto dire che la voce di Dio proveniva dalla sua pancia, se ne avesse avuta una. La sensazione era terrificante, una paura infinita lo scosse, un’assoluta impotenza lo colse e si sentì davvero irrimediabilmente nulla.

E Dio l’avvolse così, come in un immenso manto, e all’improvviso tutto ciò scomparve. Una infinita pace penetrò fin nel profondo di quell’anima infinitamente piccola. Ed egli avrebbe voluto restare così in eterno, incastonato in un’immensità incomprensibile, senza pensieri ma purissima e incorporea sensazione.

Ma Dio si ritirò ancora e di metamorfosi in metamorfosi assunse l’aspetto di tutte le persone incontrate dal vescovo in vita. Come gli effetti di un sasso nell’acqua, ogni vita si sviluppò a partire dai contatti avuti con il vescovo, ed egli vide in ogni minimo dettaglio ogni aspetto dell’influenza esercitata sulle persone. Donne, uomini, bambini, piante, animali, oggetti, pensieri e azioni, tutto legato da quest’unico filo.

“Hai creduto di servire me, all’inizio. Ma poi tutto è divenuto fatuo e lontano, soffocato da menzogne. Credevi di adorare un dio ed hai adorato immagini, uomini, luoghi. Hai adorato reliquie. Ma hai soprattutto adorato un potere che non hai mai avuto. Guarda, guarda bene le vite di coloro che hai voluto controllare. Non una, delle persone che hai incontrato nella tua vita, ha seguito la strada che avevi imposto, mai.”

Dio tornò ad assumere l’aspetto del vecchio barbuto e si sedette in quello che, se ci fosse stato, sarebbe stato sicuramente un trono.

“Non sono mai io a scegliere il destino delle anime. Quando vi ho lasciati liberi, era questa la libertà che vi ho donato, per sempre. E’ la vostra vita che sceglie il vostro destino dopo la morte. Non ciò che fate, ma come lo fate. Tu hai sostituito il giudizio all’amore. Hai sostituito l’ipocrisia alla schiettezza. Hai preferito essere contorto per nascondere tutto ciò. Tu hai scelto, giorno dopo giorno.”

“Che ne sarà di me?”

Dio tornò nella sua forma preferita, quella del giovane scuro dai capelli candidi e l’abito iridescente. Si sedette in quello che, se ci fosse stato, sarebbe stato un pavimento e incrociò le gambe come uno yogi nella posizione del loto.

“Il tuo cammino è solo all’inizio. Io non ho fretta. La tua vita stessa ti guiderà. Tornerai ancora in una forma fisica. E forse in tante altre ancora.”

E con una risata argentea si trasformò ancora, e assunse, con un sorriso divertito, l’aspetto del dio Shiva nella sua lenta e incessante danza di creazione e distruzione. Risuonò come un’infinita eco la risata di Dio, mentre l’anima spenta, attonita e confusa, venne rimandata al destino che si era da se stessa costruito.

 

 




Altri Articoli Che Potrebbero Interessarti:

Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 7 commenti

  • Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it.

    Lo guardò pensoso. Si accarezzò la lunga barba bianca con un enigmatico sorriso. Questa volta era più difficile. Davanti aveva un’anima dritta e altera, di chi era abituato a dare ordini.[…]

  • Ciuchino ha detto:

    Ciao Uyulala,
    grazie per il saluto e per le belle parole che hai lasciato su OkNo. Sono arrivate a destinazione 🙂
    Un bacio ed un sorriso (sincero).
    Ciuchino

  • Uyulala ha detto:

    Ciuchino!
    Sono molto felice che ti sia arrivato il messaggio. Sto frequentando poco anch’io OKNOtizie e in genere gli aggregatori, ma fa sempre piacere risentire qualcuno che stimavo.
    So che il tuo bacio e il tuo sorriso sono sinceri, così come lo sono le mie parole e il mio affetto…

  • Lisa72 ha detto:

    😈 …allora??? questo libro??? quando ti decidi ad assemblarlo??? 😀 😀
    Sei estremamente brava, davvero, mi piaccino molto questi brevi racconti ^_^
    Ti abbraccio forte.. sperando di aver presto un po’ più di tempo per scriverti con calma 😉 Lisa

  • Uyulala ha detto:

    Lisa, prima o poi mi bruceranno come eretica… Dai, dobbiamo proprio sentirci, io e te!

  • diggita.it ha detto:

    Sacro Profano » » Un’anima altera (racconto)

    Lo guardò pensoso. Si accarezzò la lunga barba bianca con un enigmatico sorriso. Questa volta era più difficile. Davanti aveva un’anima dritta e altera, di chi era abituato a dare ordini.[…]

  • upnews.it ha detto:

    Sacro Profano » » Un’anima altera (racconto)

    Lo guardò pensoso. Si accarezzò la lunga barba bianca con un enigmatico sorriso. Questa volta era più difficile. Davanti aveva un’anima dritta e altera, di chi era abituato a dare ordini.[…]

Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

Ci sono 446 articoli e 2,874 commenti.

RSS Pensieri Liquidi

Cerca in questo blog

Da Leggere Prima dell’Uso

Categorie

Creative Commons License

Creative Commons License
I contenuti di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.



Sito Non raggiungibile


Protected by Copyscape Originality Checker

Lottiamo insieme contro il neuroblastoma



Comprate il libro



Social Networks




Donatella's bookshelf: read

Il Respiro Del Grande Spirito - Canti Degli Indiani d'AmericaDove soffia il vento - Il volto più antico e profondo della cultura "pellerossa" - con una suggestiva documentazione fotograficaUna storia degli Indiani del Nord America - gli uomini dalla pelle rossa - un popolo di guerrieri e mistici innamorati della loro terraDal Popolo degli Uomini - Canti, miti, narrazioni, preghiere degli Indiani del NordamericaMolte vite, un solo amoreMolte Vite, Molti Maestri

More of Donatella's books »
Donatella's  book recommendations, reviews, quotes, book clubs, book trivia, book lists


ViviStats



Flag Counter