L’anima si avvicinò lentamente, a passi incerti. Lui si voltò a guardarla e gli sorrise. Il vecchio lo guardò negli occhi, un po’ stupito. I limpidi occhi da bambino avevano qualcosa di familiare. All’improvviso l’immagine di una vecchia foto gli balenò alla mente e nel Suo sguardo si rivide come in uno specchio.
Egli lo prese per mano e il vecchio divenne bimbo e Lui stesso divenne bimbo e insieme divennero fanciulli, ragazzi, giovani, adulti e vecchi, e poi di nuovo ancora e ancora in un delicato e struggente moto circolare.
Egli lo teneva sempre a mano presa e quella mano irradiava un discreto ma costante calore.
Il vecchio pianse.
“Non sono riuscito a trovarti, in tutti questi anni”
Egli sorrise con dolcezza.
“Non avevi bisogno di cercarmi, sai” – Fece un gesto ampio e come in un moto perpetuo le immagini di una vita scorrevano lente e armoniche.
“Hai cercato un punto fermo in una chiesa, in una filosofia. Hai cercato maestri, ideali, strade. Ma le chiese crollano, le filosofie deludono, gli uomini cambiano, gli ideali portano al fanatismo. E le strade non sai mai dove possono portarti.”
Il vecchio continuava a piangere sommessamente.
“Si, l’ho visto, lo so…”
Egli lo fece sedere davanti a Sé. Lentamente allungò la Sua mano e penetrò con essa al centro di quell’anima. Il vecchio provò un calore intenso, all’improvviso tutte le emozioni racchiuse là dentro esplosero tutte insieme, con forza, come mai in vita era stato possibile… o come mai aveva permesso che ciò accadesse. E provò un amore intenso, quasi violento, e gli comparve davanti una figura di donna dagli occhi tristi. Provò un odio feroce, doloroso e lacerante e davanti a sé sembravano materializzarsi uomini e donne a lui ben noti. E provò un orgasmo esplosivo che gli annebbiò la vista e gli sconvolse i pensieri al punto che gli sembrava di avere ancora il corpo fisico. E provò una tristezza infinita mentre i suoi pensieri andavano verso colei che amava e che era morta prima di lui. Provò una gioia dolcissima carica di colori e suoni e mille immagini, mille musiche arricchivano vista e udito.
Egli teneva sempre la Sua mano al centro del petto dell’uomo, e ogni cosa fluiva attraverso l’apertura generata dalla presenza di quella mano di luce, e tutt’intorno si diffondevano luci ora calde ora fredde, suoni ora armonici ora stridenti.
Egli ritirò la mano lentamente.
Il vecchio piangeva ancora ma il suo pianto era dolce e pacato. Guardò quella mano un po’ stupito. Sul palmo Egli aveva un piccolo punto di luce calda e pulsante, viva e luminosissima.
“E’ sempre stato dentro di te. Son sempre stato dentro di te. Non mi potevi trovare se non nel profondo del tuo cuore.”
Tornò a immergere la mano nel profondo di quell’anima e il vecchio cominciò, stavolta, a sentire il calore che emanava il piccolo punto di luce, a percepire le sue pulsazioni, a godere della sua vita.
Egli accarezzò dolcemente il volto dell’anima del vecchio e lui con la carezza tornò bambino, dagli occhi limpidi e sgranati.
“Hai sofferto molto.”
Il bambino lo guardò negli occhi, incapace di parlare.
“Tieni aperta la porta della tua anima e troverai il tuo punto fermo. Troverai me e non saprai neppure di avermi trovato. Ora và, puoi ritornare sulla terra.”
Egli guardò l’anima che si dirigeva verso il ventre della sua nuova madre e sorrise con dolcezza.
“Arrivederci…”
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