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Nuvola di parole

Pallore estivo

Da qualche tempo soffro d’insonnia. E’ un’esperienza insolita per me, che invece di norma mi addormento non appena metto la testa sul cuscino e per svegliarmi ci vogliono le martellate. Conosco le cause della mia insonnia, ovviamente ce ne vogliono molte per scardinare la mia natura.

Oggi è l’ultimo giorno di malattia. Un lungo stato di stress mi ha ancora una volta indebolito il fisico rendendomi preda di batteri che, come al solito, hanno trovato facile ospitalità nella mia gola.

Venerdì ho ricevuto la visita del medico fiscale. E’ una cosa molto  molto rara, nella mia ASL, che mandino il medico fiscale, ma per tante ragioni in fondo non mi ha sorpreso. Una stupida cattiveria. Stupida perché quando vado in mutua lo faccio perché sto male, non perché voglia fare una vacanza extra o perché intendo evitare qualcosa. Il collega che mi fa la visita fiscale è palesemente imbarazzato, al suo posto lo sarei anch’io ma lui non c’entra nulla con le cattiverie di cui è involontario portavoce.

Il foglio che mi rilascia porta l’intestazione della mia ASL di residenza. Chi richiede la visita è invece il Dipartimento di Salute Mentale della ASL dove lavoro. Proprio il luogo dove lavoro, non è un’iniziativa dell’Ufficio del Personale. Il decreto Brunetta non c’entra nulla.  C’entra invece una delle ragioni del mio stress, una delle ragioni della mia insonnia. Pazienza. In fondo ci sono altre ragioni di stress che mi preme di più risolvere. Amo il mio lavoro, ma al diavolo, quello è il lavoro, non la mia esistenza!

L’insonnia è scoppiata nel periodo di ferragosto, quando ho dovuto fare due interventi notturni in reperibilità. Non sono più riuscita a recuperare un ritmo di sonno decente, come se quegli interventi fossero stati l’ultima goccia.

Mi addormento molto tardi, con fatica, aspettando che il cuore la smetta di martellarmi così furiosamente nel petto e nelle tempie.

Mi sveglio presto. Questa mattina ero in piedi alle 6.30. Faccio colazione e decido di uscire un po’. So bene che devo rientrare presto: non ho idea di quanto si spinga una certa cattiveria e preferisco non rischiare che una seconda visita fiscale mi trovi irreperibile.

Metto il naso fuori casa dopo una settimana di arresti domiciliari. La mia città è molto rumorosa, sempre, e l’impatto sulla strada è stato quello di un’ondata di rumori stridenti, clackson e vociare, nonostante l’ora non consenta ancora neppure l’apertura dei negozi.

Mi dirigo verso Monte Urpinu. Abito abbastanza vicino ad uno degli ingressi del piccolo parco cittadino, abbastanza da poterci arrivare a piedi. Il marciapiede di una strada è completamente divelta: stanno rifacendo il lastrico. Chiasso, ancora chiasso e avrei voluto un po’ di silenzio.

I miei piedi sembrano calpestare le sabbie mobili e tutto intorno è velato da un senso di irrealtà. Conosco bene questa sensazione che provo ogni volta che esco da casa dopo un periodo di malattia. E’ anche per quello che sono uscita, per evitare l’impatto violento con la realtà proprio domani mattina, quando dovrò uscire per recarmi al lavoro.

Arrivo finalmente al cancello e resto nella zona bassa della piccola collina. Vorrei stare in una parte isolata ma mi prende una strana paura. E’ vero che non ho mai sentito di aggressioni nel parco, ma evidentemente mi sono indebolita un po’ globalmente. Scelgo una zona meno isolata, trovo una panchina. Mi rendo conto che sto affannando nonostante abbia camminato molto lentamente.

Non riesco a fermare il vortice di pensieri, li lascio andare sperando che la smettano di martellare il mio cuore e il sangue nelle mie arterie.  A poco a poco l’affanno si calma e anche il mio cuore, forse ormai sfinito, decide di concedermi un po’ di tregua.

Sento un piccolo suono familiare. Ho ricevuto un sms. Non me l’aspettavo. Mi salgono le lacrime agli occhi. Devo tornare a casa. Dovrò trovare un modo per rivestire la mia anima nuda o domani mi faranno a pezzi.

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Ci sono 2 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    Posso lasciarti solo un abbraccio e il pensiero che ti porto nei miei pensieri e, sperando che ti porti un sorriso, annunciarti che domani avrò l’immenso piacere di vedere un Angelo accompagnato da quasi tutta la sua splendida famiglia ^_^

    Ti voglio bene!!!
    Lisa

  • Uyulala ha detto:

    Un abbraccio anche a te. Porta il mio cuore al piccolo Angelo e a tutta la sua famiglia.

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