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Nuvola di parole

Leggendo “Queste oscure materie”

Sto affrontando un periodo per me profondamente difficile, per ragioni personali, e come spesso mi capita (e non mi capitava da molti anni) le letture mi stanno aiutando ad affrontarlo. Per tantissimo tempo avevo letto “La storia infinita” di Ende, l’ho letto moltissime volte e l’ho amato al punto che su internet porto il nome di uno dei suoi personaggi.

Ho regalato il mio libro “storico” circa un anno fa, l’ho regalato perché per me era un dono speciale, dal significato speciale. Ma ora, all’improvviso, mi rendo conto che non ce l’ho più con me perché quel libro ha smesso per me di svolgere le sue funzioni. Ho comunque di esso un’altra copia, nuova, con la copertina morbida e senza l’aspetto che ricalcava quello del libro descritto al suo interno. Ma ovviamente non è la stessa cosa.

Ho in mano invece un’edizione della Salani che contiene tutti e tre i libri della trilogia “Queste oscure materie”, scritta da Philip Pullman, inglese, che abita attualmente a Oxford.

La trilogia è tornata ad essere famosa a causa della riduzione cinematografica del primo dei tre libri: “La bussola d’oro”. Gli altri due sono “La lama sottile” e “Il cannocchiale d’ambra”.

Io sto leggendo il secondo libro ora. Mi sono fermata carica di un’emozione stranissima perché nel libro ad un certo punto si dice una cosa che so da moltissimo tempo, e viene detta più o meno con le stesse parole che uso anch’io (è vero, io ho la traduzione italiana, ma immagino che nell’originale le parole non siano poi tanto diverse)

Si tratta di uno stranissimo dialogo, fatto attraverso un computer, fra una ricercatrice e delle entità, degli Angeli.

Mary: E la materia-Ombra è ciò che noi abbiamo chiamato spirito?

Computer: Da ciò che siamo, spirito; da ciò che noi facciamo, materia. Materia e spirito sono una cosa sola.

La prima volta che ho avuto questa consapevolezza avevo più o meno 10 anni. Mio padre, interessato alla fisica da autodidatta, era affascinato dalla teoria della relatività che metteva in relazone la materia con l’energia e la luce stessa. La velocità della luce, certo, ma di fatto la luce. E’ da allora che ho intuito che non esiste separazione fra spirito e materia, ma sono semplicemente modi diversi di guardare la stessa cosa, come le particelle elettromagnetiche che sono sia corpuscolate che onde magnetiche.

Poi ci sarebbero state tante cose nel mezzo che mi allontanavano e mi avvicinavano a questa consapevolezza, in modo quasi ritmico. Ciò che me ne ha allontanato di più in assoluto è stato la religione cattolica e in particolare quel modo specifico di viverla attraverso il movimento dei focolari.

Da molto tempo mi sono accorta che la religione, così com’è stata impostata, si rivolge al male usando le seduzioni del bene, della gentilezza, dell’amore apparente. Da molto tempo mi sono accorta che quello che cerca di fare è di creare prima, di mantenere poi una profonda e mortale lacerazione fra “spirito e materia”, uccidendo il primo e rendendo cosa morta la seconda. In qualche modo credo che l’autore di questa trilogia stia parlando della stessa cosa e questo mi ha sconvolta, proprio in questi giorni che vivo una situazione emotiva molto difficile e che quindi, per questo, ho un canale aperto.

Parlo accavallando le parole, a precipizio e senza pensare, ma pubblico in rete questo perchè chi deve capire possa farlo. E forse non si tratterà neppure delle stesse persone che ho in mente io.

Philip Pullman: “His Dark Materials”:

  1. Northern Lights

  2. The Subtle Knife

  3. The Amber Spyglass

 

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Ci sono 6 commenti

  • Lisa72 ha detto:

    … E=mc^2 … ricordo la primissima volta che ho letto questa formula e l’ho “capita”: ho interpretando tutto il mio mondo in base ad esso e mi sono sentita.. LIBERA.. come se una parte della mia mente si fosse liberata da dei lucchetti che le impedivano di capire, di vedere…

    ti voglio bene, Lisa

  • Uyulala ha detto:

    Ti voglio bene anch’io, Lisa

  • Gianni ha detto:

    Persone con animo profondo e sensibile nei momenti di difficoltà riescono a trovare linfa vitale grazie alle profonde radici della propria coscienza … ammiro queste tue doti forse perchè mi rispecchiono un po’ … ti auguro di superare al più presto, ma sopratuttto rigogliosamente questa tua densa finestra temporale !

  • Paolo C. ha detto:

    Avendo avuto fin dall’adolescenza un interesse molto spiccato per le filosofie orientali (parallelamente con quelli scientifici, astrofisica in particolare), non ho mai considerato realmente esistente la presunta dicotomia spirito-materia. Mi appare evidente però che, alla resa dei conti, un’adesione solo mentale – o anche frutto di un’intuizione più profonda – non basta a ‘medicare’ la nostra condizione esistenziale (di cui tu sei ben consapevole): può farlo solo una comprensione di altro genere, un ‘vedere’ senza mediazioni mentali la Realtà non duale. Non è un caso che in sanscrito la saggezza non duale venga definita Vidya, termine affine etimologicamente al nostro ‘vedere’. Nell’attesa che quella comprensione albeggi anche per noi, rimane solo il nostro Cuore a farci avvertire, anche nei momenti più difficili, il nostro legame con l’Essenza, con la nostra Origine. E’ ciò che mi auguro tu riesca a percepire, nonostante tutto.

    Ti abbraccio

    Paolo

  • Simona Ferlini ha detto:

    commento di getto, così come tu hai scritto. Queste oscure materie è un trattato di etica-religione-metafisica sotto le(neanche tanto) mentite spoglie di un racconto. Ma in fondo, penso, anche i trattati di filosofia sono racconti sotto mentite spoglie. Ed è anche bellissimo, e consolante: non nel senso di zuccherare il dolore o di distrarre, ma nel senso di dare la forza, le parole e i concetti per riuscire a essere presente a quel che vivo e ho vissuto.
    (e sarà di nuovo la vita immensa …)

    Sono contenta che tu lo stia leggendo, e spero che ne scriverai ancora

    Simona

  • Uyulala ha detto:

    Allora… da qualche giorno l’ho finito di leggere completamente e devo dire che l’ho trovato ricchissimo, affascinante e, per alcune cose, molto sconcertante. Soprattutto è sconcertante il fatto che sia così esplicito, non tanto i contenuti che presenta.

    Probabilmente ho necessità di leggerlo ancora, forse riuscirò anche a scriverci qualcosa, ma è meglio che non prometta nulla, per la scrittura non c’è verso che io riesca a mantenere un impegno…

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