E venne un giorno quand’ero bambina, il corpo iridescente e il viso fresco, a recitarmi per la prima volta una preghiera, ad accarezzare le mie lacrime salate di sabbia e vento, a coprire il mio freddo e la mia tristezza, per dirmi con dolcezza

Passerà questo tempo e i giochi e non sarai più innocente e dolce, passerà il tempo degli incubi bui e del terrore, passerà ancora il tuo sentirti fragile e indifesa.

E venne un giorno quand’ero giovane e piena di ideali, venne in una veste rosso sangue e il volto conturbante e sensuale. Venne di nascosto nel mio letto a tentare le mie carni e a respirare il mio respiro. E con voce roca ancora mi disse

Passerà questo tempo e non sarai più giovane e bella, passerà come fiamma in una torcia consumata e cercherai calore nelle carni spente, e cercherai amore fra le pieghe delle rughe della tua anima, e ti guarderai indietro ancora e ancora a rimirare i tuoi seni pieni e i tuoi fianchi ancora sterili e acerbi.

E venne a visitarmi un giorno, e guardò il mio parto e il suo dolore strano, ed aveva una tunica azzurra e un sorriso di una vecchia, e asciugandomi il sudore mi prese una mano e disse

Passerà questo tuo strano dolore e nei dolori della vita ritroverai il tuo parto, e in ogni istante qualcosa perderai per farla nascere ogni giorno libera e nuova. E passerà ogni tuo legame come passa l’acqua di un lento fiume.

E venne ancora un giorno quand’ero già matura e il suo volto era quello di un amante, mi teneva stretta fra le braccia e danzava una musica impossibile, e fra i capelli sussurrava ancora

Passerà questo tempo e l’amore ancora avrà altri volti, e il suo sangue verserai con le lacrime, non ti volterai indietro e non guarderai le sue mani e gli occhi. Il suo sorriso triste sarà il tuo per sempre e volterai le spalle a ricordi ed emozioni. E scoprirai la lama nei tuoi occhi e il veleno uscirà da labbra e mani. E passerà ancora e ancora

E giunse a me dietro gli occhi di un amore strano, ghiaccio e fuoco, donna, bambina, uomo e ragazzo insieme, si presentò come aria e fango, volto di pietra e cuore di cristallo, risuonò la voce da dietro quello sguardo lontano

Passerà questo tempo ancora e passeranno confusione e incertezza, e tornerà ancora incertezza e confusione per abbandonarti ancora e ancora ritornare, e un giorno guarderai lontano e da lontano per consumare il fuoco e sciogliere il ghiaccio, e uomo e donna, bambino e bambina terrai per mano nella loro unica anima, e vedrai occhi di vento e cielo e ancora il tuo cuore sarà strappato. Non ti volterai indietro e non guarderai i passi che hai percorso.

E giunge a me ancora nel cammino a consumare le mie risate e accompagnare dolci malinconie nel suono potente di un mare in tempesta, a consumare passo dopo passo una strada tortuosa, dura, a ricordare nelle pieghe di un’anima inquieta, giunge a me e ancora mi parla, col corpo iridescente e il volto d’un giovane vecchio.

Passerà il tuo tempo ancora e nella vita non saprai come e quando, passerà a consolare il tuo pianto e a trasformare il riso in un sorriso mite. Avrai acqua che corre fra le dita e niente in pugno, tanti amori e un amore solo e niente e tutto, e nel tuo cuore avrai una bambina e una donna, e madre e figlia e amante e vecchia; passerà d’un fiato questo tempo e il tuo tempo ancora e ancora…

E nel volo d’uccello ali di gabbiano, e grida di falco e fulmine e tempesta, e nel latrato di cane abbandonato e stanco, e foglie d’autunno cadute e calpestate, e nella neve d’inverno e freddo d’una notte buia; e risveglio di primavera nel sogno di profumo di ferormoni e carne; e nel bruciore di un’estate folgorante e lame di sole e soffio di vento umido africano; e ancora e ancora nel turbinìo del tempo ancora un giro diverso e sempre uguale, uguale e mai lo stesso, sfiorirà lentamente questo corpo e lascerà vigore e freschezza ancora fra le pieghe della terra smossa.

E tornerò ancora a portar via la tua notte…

Articoli correlati:


Cinque Post Presi a Caso:

Stumble it!

5 Comments »