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Mabel Erdozain: PERCHE’ ORA NON SONO IN FOCOLARE?

Ospito nel blog la traduzione italiana della lettera di una focolarina argentina che ha deciso di uscire dal focolare e ha voluto spiegarne le ragioni con una lettera che probabilmente NON verrà letta da tutti i destinatari. Per chi non conosce il movimento e non no conosce il gergo, potete lasciare un commento e cercherò di spiegarne i concetti. Intanto: la parola “popo, popa” è una parola del dialetto trentino e vuol dire “bambino, bambina” ed è il modo con cui nel movimento vengono chiamati i focolarini.

PERCHE’ ORA NON SONO IN FOCOLARE?

Lettera inviata il 5 dicembre 2009 durante l’incontro annuale nella Mariapoli Lia

Mabel Erdozain

Care pope,
Approfitto di questa occasione dell’incontro annuale per salutarvi.
Neanche quest’anno sarò fra voi. Con molte non ho avuto occasione di parlare pertanto desidero spiegare alcuni motivi per i quali ho chiesto un periodo di riflessione (Quando ho parlato con Serenella lei mi ha detto che potevo prendere il tempo che mi era necessario e io ne sto approfittando).
Voglio lasciare da una parte i problemi di convivenza perché per essere sincera, nei miei 20 anni di permanenza nel movimento (prima come gen e poi come focolarina) non ho avuto quasi nessun problema di quel tipo.
Piuttosto voglio concentrarmi sulle difficoltà più strutturali. E quando parlo di struttura, non mi riferisco alla gerarchia o l’organizzazione in sé, ma ho intenzione di parlare specificamente della “dottrina”, vale a dire l’insieme di credenze e norme che regolano la vita delle focolarine.
Per spiegare meglio cercherò di affrontare una alla volta alcune delle cose che hanno influenzato la mia identità come persona e come cristiana (ovviamente non voglio fare un trattato quindi mi scuso con le persone più “esperte” su questi temi, per l’uso di termini inadeguati o errati). Spero che se ne capisca perlomeno il senso…
La grazia: è la facoltà o il dono ricevuto dai responsabili del focolare (attraverso la capozona e questa a sua volta attraverso la presidente) per poter guidare le persone che formano il focolare. Da un lato sembra un fardello troppo pesante per una persona, finita, limitata e può essere molto rischioso lasciare la responsabilità di una o varie persone al giudizio totalmente arbitrario e soggettivo di qualcuno che ha, grazie a questo strumento, un potere tanto grande e senza limiti.
La manipolazione della coscienza e la volontà: dovuta sicuramente ad una interpretazione erronea di alcuni concetti fondamentali ( Gesù in mezzo, Volontà di Dio, Unità). Gesù in mezzo, come altoparlante della voce di Dio dentro di noi, però utilizzato molto spesso come mezzo per avallare certe decisioni già prese in precedenza (la maggior parte delle volte da una élite di persone). Volontà di Dio, utilizzata per piegare la volontà e persino la coscienza della persona che è soggetta alle autorità attraverso il voto di obbedienza. Unità, intesa molte volte letteralmente come “obbedienza cieca”.
Gesù Abbandonato: avrei voluto trattarlo a parte, però in realtà apparterrebbe al gruppo precedente. A proposito di tutto quello che vedo qui, è che la strumentalizzazione dell’amore per G.A. Può provocare uno sdoppiamento della personalità (bisogna stare sempre bene, utilizzare frasi stereotipate, comportamenti stereotipati ecc.)
Ora della Verità: è un valido strumento per progredire nel Santo Viaggio. Il più delle volte, per un difetto nella preparazione o a volte per la poca “santità” si possono provocare ferite molto profonde e talvolta molto difficili da riparare. Sarebbe come dare a qualcuno un’arma e una divisa affinché faccia la guardia in piazza; questa persona senza un’adeguata preparazione potrebbe credere di essere la padrona della vita di coloro che passano da lì. Anche secondo la mia esperienza (sia personale che legata all’osservazione di quella degli altri) aiuta alla creazione di un doppio registro.

Tre anni fa insieme ad altre focolarine abbiamo fatto presente al Centro dell’Opera alcune irregolarità della Mariapoli (autoritarismo, violenza verbale, mancanza di trasparenza nell’utilizzo dei fondi comunitari, tra le altre cose). Tuttavia siamo ancora in attesa di un chiarimento della situazione. Sono rimasta nel focolare perché pensavo che si potesse cambiare qualcosa e voi avete ascoltato la mia esperienza nell’incontro di dicembre 2007. Ero veramente disposta a continuare!! Ma devo confessare che l’anno scorso è stato un anno molto duro. Si è creata dentro di me una chiusura emotiva molto forte. Si è spezzata la confidenza non solo con le mie superiori ma anche con molte pope (alcune dicevano una cosa a me e alle mie superiori dicevano cose diverse…)
E’ difficile da descrivere e all’inizio ho chiamato tutto ciò “violenza psicologica” perché non sapevo come spiegarlo… Ho chiesto del tempo per riflettere se continuare a seguire nel focolare. Poi ho capito che quando avevo scelto di farmi coinvolgere in questo progetto spettacolare del”mondo unito e la santità collettiva”, ho messo un sacco di energia, ho dato tutto quello che avevo, ma allo stesso tempo mi sono resa conto che mi stavo allontanando dalla Chiesa, mi stavo rinchiudendo in una “comunità” che gestisce codici molto diversi tra chi sta dentro e chi sta fuori. E’ come se ci fosse una distinzione fra l’Ideale che si grida ai 4 venti sul tetto e quello che si vive “al di sotto del soffitto”.
Per chi si chiedeva qualcosa e non potevano (o non volevano) chiedere a me personalmente, io dico che sto lavorando nell’amministrazione di un convento di Lomas de Zamora e sto vivendo nella Capitale. Poco a poco intendo introdurmi nelle attività della Parrocchia e questo mi sta restituendo il senso della Chiesa Universale che in una certa forma io avevo perduto. Non ho cambiato l’indirizzo di posta elettronica pertanto con chi lo desidera potremo restare in contatto: mabelerdozain AT hotmail DOT com
Penso che l’abitudine al “dialogo” con le altre religioni, altre chiese, agnostici, ecc, ci permette di dialogare anche con “chi la pensa diversamente”.
In quest’ultimo mese mi sono incontrata con alcune persone che mi hanno detto che l’Opera sta cambiando… che alcune cose furono necessarie nei primi tempi e che nel frattempo si stanno cercando nuove risposte. Ohilà! Mi piacerebbe sfidarli perché me lo dimostrino.
Bene, credo per il momento di non avere nulla di più da dire. Ho voluto essere presente in qualche modo all’incontro di fine anno ed esporvi le mie riflessioni.
In aggiunta a quelle pope che potrebbero avere dubbi se lasciare o meno il focolari, o che hanno paura di ammalarsi seriamente (soprattutto psicologicamente) o che non riescono a sopportare la pressione o che sono stanche di aspettare un cambiamento che non arriva mai, volevo dire ciò che ho detto a me stessa un anno fa: Dio è più grande del Movimento dei Focolari “. Le “garanzie” sono le stesse: Dio è amore, Padre e misericordia… anche fuori dal focolare. Si può amare tutti senza sentirsi superiori. Non credo che nessuno possa andare all’inferno perché abbandona qualcosa che sta facendo del male. Così come non c’è la garanzia di salire in “cielo” solo per la propria appartenenza ad una comunità.
Infine, questa è la mia esperienza di questo periodo (con le limitazioni di tempo e spazio di una lettera).
Infine voglio ringraziare tutte quelle persone con cui ho avuto tutti questi anni un rapporto di vero amore e che hanno costruito grandi cose dentro di me, per le quale ringrazio anche Dio. (mi dispiace non poterle nominare tutte perché sono tante…)
Con i migliori auguri per le prossime feste di Natale e di Anno Nuovo.
Vi mando un abbraccio. Con affetto
Mabel.
P.S.: mi dispiace, avrei voluto poter arrivare a ciascuna però non ho tutti gli indirizzi e-mail (è possibile mettere questo messaggio in bacheca?) Grazie

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Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 93 commenti

  • Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Pubblico sul mio blog la traduzione italiana della lettera di una focolarina che spiega le ragioni del suo allontanamento…

  • Elena ha detto:

    Condivido tantissimo di quello che ha scritto questa donna,l’ora della verità mi ha sempre spaventata molto, penso che sia un meccanismo volto a contenere tutte le ombre e i sentimenti negativi che inevitabilmente sono presenti in un gruppo, canalizzandole in un’attività, mettendo dei paletti e facendole passare per un’attività amorevole, come sempre tutto deve essere armonioso..Parlando di cristianesimo..Gesù non ha fatto l’ora della verità ai mercanti del tempio 🙂 si è proprio arrabbiato.Non sopportava l’ipocrisia, ha parlato di sepolcri imbiancati, se veniva trattato male qualcuno non stava mai zitto (bambini, donne, poveri, prostitute) e sovvertiva tutte le regole del tempio.Curando un uomo durante il sabato ha dimostrato che l’uomo è molto più importante di una regola. Gesù era caldo,maschile,non armonioso.Ha pianto per Lazzaro.
    Quello che non sopportava era l’ego. farsi vedere, ostentare, giudicare, sentirsi grandi, migliori,sopraffare le altre persone. Riusciva a vedere oltre le apparenze.
    Se non sbaglio nell’ora della verità non si può controbattere quello che ti viene detto, questo è ancora più pericoloso, crea rabbia interiore, frustrazione. Molto meglio chiarirsi tra persone, farsi una bella e santa litigata senza frustrarsi continuamente, l’amore non è cancellare l’ombra secondo me, è vedere luci e ombre di una persona e volerle bene proprio per quello che formano,l’ambivalenza amore-odio anche con le persone più vicine e specialmente con quelle più vicine è un meccanismo normalissimo, spesso influenzato da proiezioni personali,non è male, è sano.. a volte proprio non sopporti tua mamma che ti fa l’ennesima raccomandazione, ci discuti e poi fai pace, non per questo la ami di meno. Elena (io mi esprimo ma puoi anche non pubblicarlo, non mi offendo)

  • Uyulala ha detto:

    per Elena
    Ma quando mai non ti pubblico!
    Devo dire che nel mio caso l’ora della verità, quando l’abbiamo fatta nella nostra unità, è stata positiva. Ma eravamo un gruppo di ragazze affiatate davvero e l’assistente gen di allora era una persona molto dolce. Nonostante questo, nonostante ognuna di noi sia stata davvero molto attenta nel dare i feedback alla povera malcapitata, è stato un momento molto stressante, sia per chi stava al centro che per noi che dovevamo parlare. Non ho dubbi che, in circostanze più ambigue, diventi un vero strumento di tortura, di svalutazione e di “esibizione di potere” da parte di chi lo fa.

  • Alberto ha detto:

    Hello everybody

    Sono un interno dell’Opera, presumo che questo faccia automaticamente di me un “fake” (come ho letto qualche commento fa) dato che, si sa, gli interni sono tenuti alla larga da certi siti/blog.
    Concordo pienamente con il fatto che l’ora della verità rischi di essere molto dannosa; del resto è il “banco di prova” dell’unità. Come giustamente detto da Uyulala che parla invece di “affiatamento”. Personalmente la trovo un esercizio utile, non fosse altro per vedere se veramente all’interno del nucleo/unità siamo così affiatati da dire ( ed incassare) non dubitando del bene che ci vuole l’altro.
    Bisogna anche dire che è somministrata con molta cautela: io stesso in 13 anni di onorata carriera l’ho fatta solo 3 volte ed una il giro si è protratto così a lungo che ho fatto in tempo a trasferirmi in un’altra città per lavoro senza che toccasse a me “stare sotto”. Ad onor del vero, nelle rimanenti due circostanze l’assistente gen ci ha raccomandato di chiarirci tra di noi, se ve ne fosse stato bisogno, dopo la “seduta”.
    Non sono d’accordo con Elena quando dice che l’OdV sia un pretesto per dirsi in maniera cortese cose che altrimenti ci urleremmo in faccia, del resto, sempre per rimanenere in ambito neo-testamentario, anche Gesù quando si è trovato davanti il giovane ricco per prima cosa lo ha amato e poi gli ha detto cosa non andava (ed ecco che anche oggi ci siamo ridotti a tirare Gesù per la giacchetta). Certo, penso anche io che, se all’interno del gruppo ci fossero sentimenti negativi forti, non bisognerebbe aspettare l’ora della verità per chiarirsi.
    Scusandomi per l’uso improprio di questi ultimi congiuntivi vi saluto
    Alberto

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Alberto
    Non ritengo automaticamente un fake chi si dichiara interno dell’opera, però di solito capisco quando una persona dice di essere interno ma non lo è, spesso senza neppure saperlo.

    Su ciò che succede all’interno delle unità, nuclei, focolari ecc… è un discorso molto complesso. Il modo di relazionarsi dei membri è talmente particolare che molto facilmente si sgancia dalla realtà per trasformarsi in un delirio condiviso che viene spesso scambiato per amore reciproco, per unità, gesù in mezzo e così via. Di fatto il rischio di sconfinare in stati mentali alterati è elevatissimo, e a quel punto davvero cominciano dei guai molto seri. Ho visto persone completamente stravolte da questo.

  • Mariela ha detto:

    Sono d´accordo con Elena in tutto.
    Il tema della lettera di Mabel e del commento di Elena non é riguardo SOLTANTO l´ora della verità, ma vorrei dire qualcosa…
    Sono d´accordo con Elena perchè io sono stata di quelle che non era capace di dire in faccia quando qualcosa andava male tra di noi (e infatti MOLTE cose andavamo male. Io ero il rosso dell´unità arcobaleno della mia zona). E io non era l`unica perchè normalmente nella società e in famiglia si insegna a NON dire direttamente ciò che si pensa.
    Ho conosciuto gen di tante parte del mondo e riguardo l´ora della verità spesso si parlava molto(e anche si rideva..), ed é vero che in ogni paese l´ora della veritá diventa AVVOLTE lo “sfogo” delle rabbie nel gruppo. Forse per questo motivo l´ora della verità (dopo la prima esperienza)non si fa spesso, perché si aspetta fino al momento giusto, cioè fino a quando l´unitá é cresciuta UMANA e spiritualmente come gruppo.

    Per me l´ora della verità era il momento in cui avevo il “santo” permesso di dire finalmente e chiaramente quello che mi spiaceva dell´altro. Ed era difficile fare il limite tra la cattiveria e la buona fede. Questa è la mia esperienza, se per Alberto non è stato MAI così, allora sono contenta per lui. Ma non tutte le unità sono uguale, dipende dalle persone che ci sono dentro, della cultura, del paese, ecc.

    (Gesú non ha fatto “l´ora della verità” al giovane ricco…. Il paragone non centra in niente)

  • mariateresa ha detto:

    “…capisco quando una persona dice di essere un interno ma non lo è,spesso senza neppure saperlo…”.Mi complimento per la tua capacità di scrutare le coscienze…(eredità del ‘gesù in mezzo’ che ti ha fatto allontanare?).Non penso e non credo che abbia creato questo sito per capire se una persona che scrive sul tuo blog sia un’interna o meno,sarebbe segno di banalità e ho potuto constatare,da quello che scrivi,che banale non sia affatto!Ho visitato il sito perchè dei miei amici mi hanno detto che esistono siti come questi.E leggendo per curiosità il tuo blog, sono rimasta colpita dall’esperienza di diversi exinterni ad un’Opera che non conosco attualmente così..Sono abbastanza ‘nuova’,non so cose che riguardano i ‘vecchi tempi’ e credo che l’amore puro e disinteressato è quello che fa di una qualunque azione,di una qualunque scelta, la vera appartenenza a Cristo.

  • Uyulala ha detto:

    per maria teresa
    ci sono delle ragioni per cui posso capire se una persona è veramente un interno o non lo è. L’utente “dioamore” per esempio, non lo è. E’ un simpatizzante, un “aderente” (non so se si usa tutt’ora questo termine) e quando gli ho espresso la mia idea in proposito, me l’ha confermato. Alberto probabilmente invece è davvero un interno, non conosco la sua età ma potrebbe essere un gen o un volontario. Non credo che sia un focolarino.
    Nel movimento non ci sono divise esterne, ma ogni appartenente finisce per avere una specie di impronta che lo contraddistingue. A noi ci era molto facile capire se una persona era interna, se faceva parte di coloro che ruotavano attorno al movimento oppure se era talmente dentro da costituirne l’ossatura più centrale. E’ difficile spiegare, ma chi è stato proprio dentro sa bene di che parlo.
    C’è un modo di fare, un modo di esprimersi, l’uso dei termini, un particolare uso della diplomazia o la mancanza di essa, il modo stesso che si ha di difendere l’opera o di NON difenderla…

    Per esempio, ad occhio e croce tu non mi dai l’impressione di essere un’interna, ossia di essere o una gen (che frequenta un gruppo chiamato “unità gen”, nè una volontaria (che frequenta quello che viene chiamato “nucleo”), né una focolarina, né una genR (gen religiosa – una suora), dal nome escluderei che tu sia un genS (gen sacerdote) o un focolarino sacerdote. Ogni persona che appartiene a questi sottogruppi di interni è riconoscibile, e sai perché? Perché purtroppo accoglie troppe stereotipie sia nel modo di parlare che nel modo di comportarsi. Ma credo che nel giro di poco tempo apparterrai a qualcosa di più interno, sai 🙂 In bocca al lupo!

    P.S.: io non credo che Gesù fosse il figlio di Dio, per cui non ho motivo di desiderare di appartenere a lui…

  • Francesco ha detto:

    Cara Mabel
    Ho appena letto la tua lettera ed debbo dirti che sei coraggiosa !!!
    Condivido con te quello che dicci perchè anch’io ho vissuto in una comunità del focolare e posso testimogniare che quello che dicci non è per niente esagerato, é proprio cosí!
    Il problema principale del movimento é, secondo me, la dottrina … e la sua applicazione in modo molto manipulatorio, a profitto di una struttura a scapito dell’uomo…
    Ti ringrazio d’avere osato la VERITÁ.
    Ti sostengo a distanza, nei miei pensieri e nelle mie preghiere.
    Francesco, Friburgo.

  • Uyulala ha detto:

    Ciao Francesco, felice di rileggerti
    Farò in modo di far avere il tuo commento a Mabel (non sono sicura che legga assiduamente il mio blog)
    E non dimentichiamoci: NON SIAMO SOLI!

  • alberto ha detto:

    solo una precisazione poi vado a lavorare.
    Per mariela:
    Non ho detto che gesù ha fatto l’ora della verità al giovane ricco, anche perchè sarebbbe una stupidaggine sesquipedale.
    Ho solo sottilineato due cose:
    1) Che a volte si può criticare amando
    2) Che a volte si usa gesù per dimostrare di tutto (il “tirare per la giacchetta” di cui parlavo)

    Sono riuscito a spiegarmi?

    Ci si becca

    Alberto

  • dioamore ha detto:

    Ricordo che Chiara amava paragonare il Movimento ad un albero. Metaforicamente parlando ci diceva che le radici dell’albero sono i focolarini che traggono nutrimento dalla terra e alimentano tutta la pianta. Il tronco con le sue diramazioni sono i volontari e noi aderenti siamo le foglie e i fiori, cioè coloro che durano una stagione, ma che dovrebbero fare la bellezza dell’albero rinnovandosi di anno in anno. Ma tutti insieme facciamo parte dello stesso albero.

    Mi piace questa metafora, perché anche Gesù amava paragonarsi ad un albero: la vite, l’albero della vita di cui noi cristiani siamo i tralci e facciamo parte della stessa vigna. In effetti, in merito all'”ora della verità”, è sempre Gesù che fa lezione quando dice che lui è la vera vite e il Padre suo è il vignaiolo. Gesù insegna che ogni tralcio che non porta frutto, il Padre suo lo toglie, mentre ogni tralcio che porta frutto viene purificato e quindi liberato da Dio, perché porti più frutto.

    Non siamo noi tralci pur avendo Gesù in mezzo e nemmeno Gesù, quindi, ad essere chiamati in questa operazione di selezione e liberazione dalle impurità, ma ci pensa Dio, perché lui è vignaiolo, conosce la vigna e i tralci e sa cosa c’è nel cuore di ogni uomo.

    Se c’è qualcosa che non va in noi, non siamo noi a doverci fare l’ora della verità, nemmeno l’albero, la vite (Gesù in mezzo) è chiamato in tale compito, ma ci pensa Dio.

  • Uyulala ha detto:

    per dioamore
    c’è una parte della metafora che ti sfugge o che non conosci. Chiara, e le pope più in alto nella scala gerarchica, invitavano a non far conoscere MOLTI particolari della struttura del movimento. Diceva che era come mostrare uno scheletro, che è brutto.
    Ora, questa metafora è elegante ma il risultato è che ci sono dei comportamenti profondamente omertosi all’interno del movimento, infatti la comunicazione (che dovrebbe essere teoricamente garantita dalla spiritualità del rosso) di fatto avviene a compartimenti stagni. Certe cose si possono sapere al 100% solo ai vertici, ciò che si può conoscere dell’opera è via via sempre di meno mano a mano che si scende nella scala gerarchica.
    A mio parere questa mancanza di trasparenza diventa NON un modo per rendere esteticamente più bella la visione dell’albero, ma un modo per nascondere, occultare, ciò che non va in modo che non lo si affronti mai veramente

  • dioamore ha detto:

    Sì Uyulala, un albero senza foglie e senza fiori è come uno scheletro, brutto a vedersi. Tuttavia non sono le foglie o i fiori la cosa importante, ma i frutti. Tutto il resto fa da contorno all’albero. Dai frutti si conosce l’albero, come insegna Gesù.

    Credo nell’opera di purificazione di Dio nei confronti del Movimento e lascio che sia lui a fare il suo lavoro di agricoltore della vigna, anche in merito ai comportamenti omertosi a cui accenni.

  • Uyulala ha detto:

    dioamore
    francamente non vedo come potrebbero nascere i frutti senza tutto il resto. Io amo molto le metafore, ma quando vengono prese e confuse con la realtà si trasformano in delirio. Ora ti dico:
    1. spesso i frutti sono belli fuori e marci dentro. Non tutti, per carità, ma succede più spesso di quanto non si immagini
    2. Dio lascia fare, ammesso che esista, fin troppo nella vita. Se davvero ci fosse la sua opera presente e attiva nel mondo non esisterebbero la pedofilia, le guerre, la fame, le ingiustizie ecc. Il movimento e i suoi appartenenti vivono nella convinzione di essere dei privilegiati e che tutto ciò che accade sia opera di dio. Beh, svegliatevi! NON E’ VERO!!! Ciò che succede è opera di PERSONE, che agiscono con la terrificante presunzione di operare per conto di dio.
    3. (conseguenza del punto 2) questa presunzione di fatto determina che la stragrande maggioranza delle persone sia convinta che non ci sia nulla di perfettibile nell’opera. Per quel che mi riguarda, oserei dire “cazzi loro”, la vita è ben altro che i sorrisi del movimento. Ma so che ci sono tantissime persone oneste che soffrono per tutta l’ipocrisia e l’omertà che vedono e che subiscono. L’unica ragione di questo mio scrivere sta proprio nella sofferenza di queste persone. Dir loro NON SIETE SOLI

  • Elena ha detto:

    Per Alberto.Non critichi una persona con amore.. la critichi perchè ti sta profondamente sulle scatole quello che fa…che tra l’altro Tu pensi che sia sbagliato e non è detto che lo sia.E l’unità di un gruppo non si definisce affatto dal saper incassare quel che viene detto.
    Come in psicologia sociale si è rilevato, in ogni gruppo si creano tensioni e problemi, antipatie, discordie. Ci sono elementi di coesione che possono cancellare temporaneamente questi elementi di conflitto e aumentare l’unione tra i membri: l’altro o nemico comune, la competizione con un altro gruppo, l’affiliazione a un leader carismatico (che però porta spesso a una competizione sotterranea o manifesta per ricevere l’approvazione del leader), un intento comune che spinga a cooperare.
    Cosa succede se un gruppo ha per ideale Amare l’Altro?Tutte le discordie devono necessariamente sparire facendo posto all’amore,chiamato Gesù in mezzo. Ma siccome l’essere umano, come non mi stancherò mai di dire, è molto complesso, più si cerca di reprimere un aspetto negletto di sè, più questo si ingrandisce e crea danni.Più si cerca di velocizzare il perdono, la fine di un’arrabbiatura,l’accettazione di un sacrificio per il bene del gruppo,l’accettazione del dolore, più è facile che il tutto risulti falso, sedimenti e si ingrandisca nel tempo, inconsapevolmente.
    Così può capitare che, pensando di amare l’altro e in buonissima fede, gli si dicano le cose più terribili e ci si racconti che lo si sta facendo per il suo bene.Tutte queste tensioni inevitabilmente, rischiano di essere canalizzate in un momento come l’Ora della verità..che tra l’altro ha un titolo davvero altisonante e preoccupante.E il fatto di dover incassare in silenzio peggiora la situazione.
    Gesù non ha affatto criticato il ricco. Il ricco ha chiesto come poter entrare nel regno dei cieli e Gesù gli ha proposto di rinunciare a quello che lui riteneva fondamentale perchè non vedeva oltre. in questo senso è come se gli avesse detto che tutto quello che di materiale abbiamo passerà, nulla resta,c’è qualcosa oltre. Non è una critica, è la realtà. Se io mi guardo allo specchio so benissimo che un giorno di me rimarrà solo cenere, tutto quello che ora mi sembra così importante non è che una fondamentale illusione. Fondamentale perchè credo anche che tutto quello che sto vivendo ha un senso profondo ed è necessario viverlo così intensamente per imparare qualcosa.
    L’unica cosa che resta in effetti è l’Amore. E Gesù,che non intendo tirare per la giacchetta anche perchè penso che indossi una tonaca :)era in grado di vedere l’Amore presente,o meno, dietro a un gesto e dietro alle apparenze. Direi L’anima delle persone.
    Smascherava con molta durezza le ipocrisie.Ricordo l’episodio dell’elemosina al tempio. Tutti ammiravano i ricchi che facevano grandi offerte e Gesù invece ha indicato una donna molto povera che stava facendo un’offerta esigua che però le costava davvero moltissimo.Era come se spesso dicesse, con molto Amore:”smettetela di raccontarvi delle storie, di dar retta a cose che non hanno nessun valore,la verità è un’altra”.Capovolgeva la visione del mondo. Per questo nel Magnificat si dice che Dio ha rovesciato i potenti dai troni e innalzato gli umili.

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, mi piace la tua determinazione. Concordo con te quando dici che ciò che succede è opera di persone che agiscono con la terrificante presunzione di operare per conto di Dio. Io sono una di quelle, non mi sento solo. Ci sono tante persone che agiscono con quella idea in testa, volta più alla ricerca di una gratificazione personale, incuranti dei danni che possono fare, se non si tiene conto dei diritti del prossimo e se non si rispetta la libertà delle persone.

    Non mi sento un privilegiato, ma piuttosto chiamato a dare una responsabile testimonianza nel riaffermare la verità del Vangelo che non è certo opera mia e nemmeno opera dell’uomo, ma opera di uno “spirito” le cui parole non posso non riconoscere vere.

    Parli di persone oneste che soffrono per tutta l’ipocrisia e l’omertà che vedono e che subiscono. Succede anche a me di soffrire per ipocrisie e omertà, ma più in ambito lavorativo in questo mondo che non in quello spirituale. Io cerco di superare quelle sofferenze guardando in faccia la verità, magari con una bella incazzatura che non con un sorriso.

  • catimini ha detto:

    Per dioamore

    Ciao! Come va? Ma… il tralcio e la purificazione…allora hai letto Msggi?? Sarei proprio contenta! Però se è così vorrei chiederti una cosa, riguardo alla metafora di Chiara che riporti, e che è davvero molto aderente alla situazione: nel tuo Movimento ci sono alcune persone che si sacrificano per tutti gli altri. Sacrificano la propria salute psichica, la propria realizzazione come persone adulte (rimangono popi: nei dialetti del Nord significa lattanti) in nome del benessere dell’albero, un benessere di cui non conosceranno nulla. Per loro è impossibile un rapporto esclusivo con qualcuno, non soltanto l’amore ma anche l’amicizia è vietata: niente esclusività, perché tutto deve sciogliersi come il sale nel mare dell’unità. Mi sbaglio? Regolarmente devono essere spostati di città in città, forse di Paese in Paese, e sono tenuti a instaurare con i nuovi fratelli le stesse relazioni che avevano con i fratelli precedenti. Ovvero sono condannati a non stabilire relazioni autentiche con nessuno, e accettano questo in nome dell’Ideale. Se non accettassero, non sarebbero Focolarini, ovvero coloro che si sacrificano per far vivere l’albero, che rinunciano alla loro unica opportunità di conoscere il sole e l’aria e la pioggia, rinunciano per far crescere al posto loro l’albero in mezzo al sole all’aria e alla pioggia. Dunque ecco la domanda, e non è una domanda retorica: mi interessa molto il tuo pensiero.

    Secondo te, perché nella metafora dell’albero i focolarini devono essere le radici dell’albero, quelle che stanno al buio, che non vedranno mai i frutti, che fanno tutto il lavoro più difficile per sostenere il fusto, i fiori e i frutti che non vedranno mai? Perché deve essere così, se nel Vangelo c’è scritto chiaramente che UNO SOLO, che rimane per sempre la vite per ogni tralcio, è già morto per tutti, ed è Risorto, e per questo ora non c’è più NESSUNO a dover morire?
    Perché i focolarini devono portare da soli tutto il peso dell’albero, devono immolarsi per sostenere questo peso, se già nell’Antico Testamento i sacrifici umani venivano condannati?
    Due milleni dopo la stesura del Vangelo si offrono sacrifici umani. In nome di chi?
    Mi sembra che nel tuo post tu stia in realtà già iniziando a rispondere, proprio quando accosti la metafora dell’albero all’immagine del Vangelo dei tralci e della Vite. Secondo il Vangelo a NESSUNO è chiesto più di essere radice, e nemmeno fusto: a ognuno è chiesto di essere un tralcio, di vivere immerso nel sole nell’aria e nella pioggia, e nel profumo dell’uva matura, il profumo più dolce. A NESSUNO è più vietato questo profumo. Perché? Perché il nostro Signore non è più l’Abbandonato, è il Risorto!!!! Non siamo noi che dobbiamo farLo vivere, ma Lui che fa vivere noi.

    A questo proposito, nella lettera d Elena, il post seguente a questo che commentiamo, c’è un particolare che mi pare estremamente significativo. E’ il passaggio in cui lei racconta che “una persona molto saggia” davanti a una coca cola l’aveva messa in guardia dall’entusiasmo per il gruppo in cui era entrata. Non a caso poi Elena ha trovato il coraggio di opporsi alla violenza: c’era qualcuno che le voleva bene in modo sano, poteva sentire la differenza, nel senso che quel bene la proteggeva. E’ sempre così, mi pare, se qualcuno tiene davvero a noi lasciandoci liberi, se c’è qualcuno che ogni giorno prova meraviglia per quello che siamo: è come se avessimo intorno una forza, che ci difende dalla falsità, dalla violenza dell’ipocrisia, perché ci dà la pietra di paragone, per poter scegliere, per poter capire le persone che incontriamo, per poter valutare quello che ci succede.
    Dovrebbe essere questo il “lasciapassare” per il mondo che ogni genitore consegna ai suoi bambini diventati grandi, quando li lascia partire, ormai senza più sostegno, ma per sempre protetti.
    Dovrebbe essere questo… ma sai quanti ragazzini e ragazzine non hanno nessuno, nessuno nell’universo che voglia loro bene in modo sano?
    Sai quante famiglie apparentemente normali nascondono storie di solitudini impenetrabili, storie di angosce tenute segrete dall’infanzia, di ferite che non hanno mai trovato parole per venire a coscienza? Sono tanti, tanti… e secondo te non è una tragedia nella tragedia che proprio questi ragazzini se capitano in un gruppo in cui si va in cerca di sacrifici umani siano quelli che cadono nella trappola?
    Io mi chiedo come sia possibile che le persone che nel Movimento hanno la loro bella famiglia, le loro amicizie esclusive, le loro case di proprietà ben radicate in un suolo, mi chiedo come sia possibile che tutti quelli che fanno il tronco e i fiori e frutti non si rendano conto di quanto sono COMPLICI dell’orrore riservato alle radici.
    Perché un volontario o fiore e frutto o quello che è, uno che ha avuto la possibilità di vivere un’esistenza appagante, autentica, equilibrata, uno che è stato protetto, perché costui per incontrare il VANGELO dovrebbe succhiare il sangue (passami l’espressione, purtroppo rende l’idea) di qualcuno che non è capace di difendersi???
    Io non lo capisco, non lo capisco, e mi fa molto male. E’ risaputo che molti Focolarini come i Memores o i Numerari debbano ricorrere in continuazione a farmaci per combattere la depressione, la tentazione del suicidio. E’ risaputo fuori dal Movimento, com’è possibile che chi vive con loro magari giornate intere in anni interi non se accorga? A te non sembra che ci sia qualcosa che non va?
    Che appunto un albero si debba riconoscere dai frutti, e non dalle radici???
    Grazie, spero mi risponderai.

  • dioamore ha detto:

    Catimini, bello e stimolante il tuo commento. Che dirti? Tocchi problematiche importanti e delicate. Si, seguo le omelie di Maggi che in gran parte condivido, ma non in tutto.

    Il tuo commento lo si può estendere a tante realtà ecclesiali.

    Tu mi chiedi: “Secondo te, perché nella metafora dell’albero i focolarini devono essere le radici dell’albero, quelle che stanno al buio, che non vedranno mai i frutti, che fanno tutto il lavoro più difficile per sostenere il fusto, i fiori e i frutti che non vedranno mai?”
    Ogni uomo ha aspirazioni e desideri diversi ed è libero di fare le scelte che ritiene. Non siamo fatti con lo stampo. Il Movimento ha una tensione verso la vita comunitaria e raccoglie quelle persone che si sentono attratte da una vita comunitaria basata sui valori del Vangelo. Personalmente voglio bene ai focolarini, apprezzo la loro scelta di vita radicale che come ogni scelta ha i suoi pro e i suoi contro. Le radici sono una metafora, ma noi sappiamo che loro vivono in mezzo al mondo testimoniando la presenza di Gesù in mezzo a noi.

    Mi chiedi: “Perché deve essere così, se nel Vangelo c’è scritto chiaramente che UNO SOLO, che rimane per sempre la vite per ogni tralcio, è già morto per tutti, ed è Risorto, e per questo ora non c’è più NESSUNO a dover morire?”
    Perché nel vangelo c’è anche scritto: Luca 14,26 “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.”

    Mi chiedi: “Perché i focolarini devono portare da soli tutto il peso dell’albero, devono immolarsi per sostenere questo peso, se già nell’Antico Testamento i sacrifici umani venivano condannati?”
    E’ una loro scelta e come tale va rispettata. Non lo vedo come un sacrificio umano, ma come un dono, un condividere la propria vita per vivere meglio il Vangelo.

    Mi chiedi: “Due milleni dopo la stesura del Vangelo si offrono sacrifici umani. In nome di chi?”
    Tu lo vedi come sacrificio. Per altri non è così, è un dono. Se diventa un sacrificio, non ha più senso perché, come dici, Gesù si è sacrificato al nostro posto per darci la vita. Il sacrificio usa il verbo “dovere”, il dono e in genere l’amore invece usano il verbo “potere”. Io “posso” donare la mia vita come scelta personale, per amore. Ma se “devo” donare la mia vita su imposizione o condizionamento psicologico, non ha più senso parlare di cristianesimo perché si vanifica il sacrificio di Gesù.

    Bello il tuo pensiero: “Secondo il Vangelo a NESSUNO è chiesto più di essere radice, e nemmeno fusto: a ognuno è chiesto di essere un tralcio, di vivere immerso nel sole nell’aria e nella pioggia, e nel profumo dell’uva matura, il profumo più dolce. A NESSUNO è più vietato questo profumo. Perché? Perché il nostro Signore non è più l’Abbandonato, è il Risorto!!!! Non siamo noi che dobbiamo farLo vivere, ma Lui che fa vivere noi.”

    Io aggiungo: “E’ Lui che fa vivere noi se è presente in mezzo a noi” E dov’è che Gesù è presente?

  • Giovanna ha detto:

    Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, non capisco il vostro astio contro il Movimento dei Focolari, l’acredine che vi spinge a scrivere determinate cose. La mia vita era un inferno, tutti mi consideravano brutta, anzi quando uscivo per strada, ognuno che mi incontrava si toccava le parti intime perché si credeva al mio paese che una brutta automaticamente portasse “sfiga”. La cosa più carina che mi veniva detta era “Brutto cesso torna nella fabbrica di rubinetteria da dove sei uscita”. Avevo decisamente pensato di farla finita, perché non vedevo prospettive alla mia vita. Poi un giorno un parente mi invitò ad una giornatona. Qui successe per me una cosa incredibile: la gente non mi scansava, non si toccava le parti intime, non mi apostofavano con quegli epiteti irriferibili. Durante l’incontro una focolarina fece un discorso. Non ricordo cosa disse precisamente. Però ricordo una cosa che mi rimase impressa: Dio ama ciascuno di noi anche se siamo dei falliti, brutti ed incapaci. Non ci potevo credere. Allora anch’io valevo qualcosa. La mia vita da allora è cambiata. Accetto con maggiore serenità la mia bruttezza e la mia castità forzata. Certo a volte vorrei anch’io un uomo che mi facesse sentire altre gioie ed altre felicità. Però non è stato possibile. Appena ho tentato qualche approccio, subito mi è stato fatto capire che in Gesù in mezzo non era volontà di Dio. Io spero sempre che in Gesù in mezzo questa volontà di Dio cambi e che un giono anch’io riesca ad accalappiare qualche bravo giovane da portare all’altare. Però non mi preoccupo, se In Gesù in mezzo Dio non vuole vorrà dire che vivo Gesù Abbandonato e come Maria Desolata vado in bianco. Adesso che vi ho conosciuto, spero che comunichiamo le nostre cose, in Gesù in mezzo, nella volontà di Dio, in Gesù Abbandonato ed in Maria Desolata e tutta la Santissima Trinità. Della spiritualità dei Focolari solo una cosa non mi piace: si parla poco di Padre Pio e della sua resistenza alle tentazioni demoniache. Se a me fosse capitato quello che capitò a Padre Pio, cioè trovare una donna nuda nel suo letto, non so come avrei reagito. Penso che sarei entrata nel letto. Auguri di Natale a tutti, anche in famiglia.

  • Uyulala ha detto:

    per Giovanna
    Che dire? Ti faccio i miei auguri di buona permanenza all’interno del movimento, se questo va bene per te.

  • Giovanna ha detto:

    Cara Uyulala,
    per il Movimento è stato una salvezza!
    potevo fare una brutta fine!
    Sai da piccola come mi chiamavano i miei amichetti?
    “Belfagor”. Per chi ha qualche annetto il mostro “Belfagor” è quello che ha spaventato un’intera generazione di bambini che non riuscivano ad addormentarsi, dopo averlo visto in televisione.
    E dire che i miei amichetti non avevano tutti i torti. Crescendo le cose sono peggiorate, perché sul mio naso aquilino e “dantesco” sono cresciute due protuberanze che mi facevano assomigliare alla strega cattiva delle fiabe. Insomma il Buon Dio mi ha dotato di un fisico infelice e non mi ha concesso nessuna di quelle cose che fanno impazzire i maschi (cosce, tette, culo). A volte ci penso ed avrei voluto chiederlo a Chiara: perché Gesù ha concesso tutta quella grazia di Dio a Manuela Arcuri e a me niente.
    Va bene vivere Gesù Abbandonato e Maria Desolata, ma qui si va sempre in bianco. Una volta, cara Uyulala, tentai un approccio con un bel biondone dagli occhi azzurri. Stavamo facendo un campo di lavoro e non so come ci trovammo da soli in un garage. Avvicinai furtivamente la mia mano alla sua cerniera, facendo capire con il mio sguardo le reali mie intenzioni lussuriose. Ebbene, hai presente Pietro Mennea, il grande velocista, campione olimpionico! Il bel biondone, dagli occhi azzurri scappò via di corsa che, mi dicono, sta ancora correndo. Quando ho raccontato in un’ora della verità questa mia esperienza mi è stato detto che dovevo finirla di importunare i gen, che dovevo essere più spirituale e che mi dovevo vestire meno succintamente. Poi se il biondone era scappato alle mie procaci avances, voleva dire che in Gesù in mezzo non era volontà di Dio che mi facessi il gen, che dovevo vivere Gesù Abbandonato e fare come Maria Desolata. Questo per me è stata una GRANDE RISPOSTA: Dio mi vuole mantenere casta e pura per il Regno di Dio. Certo mantenersi caste e pure e difficile e molte volte cado in tentazione. Però chiedo aiuto a Padre Pio che mi dà sempre una mano. Ancora auguri per il Santo Natale

  • Uyulala ha detto:

    Giovanna
    non approverò altri commenti di questo tipo. Mi dispiace per i problemi che hai, ma credo che non sia la sede adatta per divulgarli. A mio parere sono altre le sedi in cui una persona può affrontare le frustrazioni della vita, non un blog né un’organizzazione religiosa.

  • Giovanna ha detto:

    Carissima sorella in Cristo Uyulala, la mia vita, come diceva qualche anno fa il comico Enrico Montesano che interpretava il personaggio “Felice Allegria” è “N’Apocalisse”.
    Nata brutta come la peste, piatta come una lastra di marmo, priva di quelle cose che rendono attraenti una donna e fanno impazzire gli uomini, ho menato una vita triste, senza “acuti”, ma soprattutto senza un compagno che sapesse rendermi felice ed appagata. Pensa che ho 47 anni e sono ancora “integra”, così come uscii dal seno materno. Avrei voluto con tutte le mie forze che qualcuno “profanasse” questo mio santo tabernacolo, ma non c’è stato niente da fare. I maschi appena mi vedono, scappano via terrorizzati. Solo nel Movimento ho trovato un pò di accoglienza, qualcuno che mi capisse e non mi facesse sentire un’Appestata. Però, nonostante tutto l’amore, anche nel Movimento non si “batte chiodo”. Anzi dicono le mie responsabili che devo accettare questa volontà di Dio e che il mio sacrificio, unito a quello di tanti altri, serve a redimere il mondo dal peccato. E’ vero, io sento che il Signore mi ha dato una missione da compiere e che, col nostro sacrificio, redimiamo il peccato dal mondo. Però, io qualche volta, invece di stare dalla parte della Redenzione, vorrei stare dalla parte del “peccato”. Ti mi capisci, vero Uyulala? Questi discorsi li posso fare qui, perché nel Focolare non li comprendono. Lì si parla sempre di sacrificio, di amare gli altri, di vivere Gesù Abbandonato e non si “batte chiodo”. A te, sotto quest’aspetto, come va? Vedi quì c’è la libertà di parlare di “certe cose”, in Focolare dobbiamo sempre parlare di amore spirituale, di fare la volontà di Dio, di tenere “Gesù in mezzo” e cose simili. Ma ad una certa eta, specie se si è vissuti in perenne castità, nascono “certe esigenze” e non possono sbrigativamente essere liquidate come cose “dell’uomo vecchio”. Bisogna capire che siamo fatti di “carne” e certe cose le dobbiamo fare. Curiosamente la Natura mi ha fatto brutta, ma in quanto ad “andare in calore” sono la prima. Come si spiega una cosa simile? Una volta che lo dissi ad una focolarina, ebbi questa risposta: In questo tuo “allupamento” molto umano, devi vedere il volto di Gesù Abbandonato. Tu che sei molto laica, che ne pensi?
    Grazie dell’ascolto vero, ne ho bisogno.

  • george ha detto:

    Da un po’ non scrivo perchè alla fine si rischia di dire sempre la stessa cosa, cambiando a volte interlocutore, che più o meno casualmente “incappa” in questo tuo blog. Ho pensato in questo tempo a volte a questa situazione strana che ricorre nel tuo blog e che si avvicina molto al concetto di “tanatos” freudiano, poi gli altri interlocutori aggiungono a tratti questo o quel particolare. Quando sono uscito dal movimento anch’io avevo una strana velleità di riincontrare certi focolarini/amici per dimostrargli che “fuori” si poteva vivere benissimo (ovviamente meglio) senza necessariamente perdere la fede in Dio, anzi…! Spesso incontravo un amico, coetaneo, capo-focolare (mica poco) perchè abitavamo vicini, spesso ci intrattenevamo a parlare anche per ore, ho smesso per carità cristiana quando ad un certo punto questi mi disse che sostanzialmente a “quest’età” fuori non poteva più fare niente [cosa fa nella vita uno che a 40-50 aa non ha un lavoro, magari un titolo di studio che non ha da decenni frequantato?]. Questo meccanismo è diventato per un breve momento coscente in questa persona, ma quanti/quante alla fine sono in quella situazione anche solo come “giro” di amici, piccola società che, quando non ti violenta, ti protegge (vedi gli scritti precedenti) in questo caso 10 100 1000 Movimenti dei Focolari; il problema è certamente quanto entra il plagio, la sopraffazione e queste cose che sono ovvimente ai limiti del codice penale. Credo che nella Chiesa ci siano opportunità differenti, personalmente per alcune di queste ho seri dubbi del loro fondamento biblico-teologico etc. nè che abbiano scoperto chissà quali verità teologiche come a volte faceva pensare la Lubich con pochissima modestia (quella interpretazione di Gesù Abbandonato è antica e già ampiamente criticata e sorpassata), ma tant’è quando una certa forma mentis si adatta tanto di guadagnato; in fondo ognuno cerca di vivere il meglio possibile, se questo è utile a va bene. Sarebbe tanto bello che gli aficionados che qui scrivono ammettessero forse questa cosa rilasserebbe tutti ed eventualmente si potrebbe passare alla discussione teologia sostanziale, ho notato che Catimini potrebbe essere determinante. saluti

  • Elena ha detto:

    Per giovanna: Dio non ti vuole affatto mantenere casta e pura per il regno dei cieli! semplicemente non hai incontrato la persona giusta. E di sicuro non è una tentazione demoniaca vedere una donna nuda nel letto, semplicemente gli impulsi non possono essere come al solito repressi.. Guarda che il voto di castità l’ha inventato l’uomo, se leggi la Bibbia non se ne parla da nessuna parte.
    è abbastanza logico che se fai un approccio sessuale così esplicito e soprattutto all’interno di un’organizzazione religiosa verrai rifiutata..
    Ti auguro dal profondo del cuore che tu possa trovare un’equilibrio dopo le cose brutte che hai vissuto e che tu possa trovare una persona che ti ami davvero,completamente.
    Secondo me dalle tue parole si capisce che sei molto arrabbiata e frustrata.TU HAI TOTALMENTE RAGIONE AD ESSERE ARRABBIATA E FRUSTRATA PER QUELLO CHE HAI VISSUTO.
    Puoi fare due cose: reprimere tutto diventando una zitella repressa ossessionata dalle tentazioni che dice 10 rosari al giorno oppure cominciare ad amare te stessa. Cosa ti interessa? Cosa ti rende davvero felice e ti appassiona?
    Ho visto ragazze davvero molto poco carine secondo i canoni estetici occidentali e non, sposarsi felicemente o avere una gran bella vita sessuale e sentimentale. Non è quello il problema.Tu non sei solo il tuo naso o la tua fede, scopri tutto il meraviglioso che c’è in te!Secondo me non l’hai ancora fatto perchè sei stata impegnata a difenderti e cercare amore.Direi che sei una Sopravvissuta.
    Intanto sei molto intraprendente, morirei di vergogna a provarci con uno in un capanno, poi sei simpatica e hai una scrittura effervescente direi.Risultato: sei piena di sensualità mal canalizzata.Anche la sensualità è un dono, ci sono donne stupende che non ce l’hanno.E poi hai senso dell’umorismo,anche questa è una dote interessante.Inoltre sei forte, dopo tutto quello che hai sopportato negli anni.
    Se il tuo naso ti ossessiona potresti anche fare un’operazione di rinoplastica, Manuela Arcuri non è stata graziata da Dio, quanto piuttosto da un chirurgo estetico 🙂 Con tantissimo affetto, anche se questa non è la sede mi è venuto spontaneo dirti queste cose.

  • Uyulala ha detto:

    George
    mi sono trovata ad affrontare questo tipo di discorso per le ragioni che ti ho spiegato una volta per email. Nel mio tentativo di parlare ad una persona specifica, finisco per parlare, per così dire, a tutta una categoria (brutto da dire, ma è così). Questo mi sta portando alla fine a percorrere una strada che mi mette in contatto con molte persone. Mi sono accorta che molti “reduci” hanno un bisogno, ossia di sapere che c’è qualcuno che li capisce. Poi, scoperto questo, spesso vanno via e buonanotte al secchio. Mi sta bene, perchè il mio scopo era un altro e non ho problemi nell’assistere a questo flusso. Rimangono alcuni contatti, non so per quanto tempo, e finché ci sono ne godo con piacere.

    A volte ciò che vuoi ti viene negato e ciò che ottieni è qualcosa di completamente diverso…

    Il mio percorso fuori dal movimento, paradossalmente, escludeva completamente la presenza di chi era rimasto, perché mi è stato chiaro abbastanza rapidamente che il fatto di essermene andata mi aveva pregiudicato la possibilità di restare loro amica. Molti vivono benissimo all’interno del movimento, e trovo abbastanza buffo un certo scambio che si verifica qui, quando un interno o un affiliato cerca di convincere me che dentro si sta bene o quando un ex cerca di convincere gli interni che fuori si sta bene. In questo tu hai perfettamente ragione: di solito le persone cercano un aggiustamento nella propria vita che permetta di vivere in modo abbastanza comodo. O perlomeno nel modo che sia il meno scomodo possibile.
    Finchè giochiamo al gioco del “la mia scelta è più (bella-buona-importante-matura-ecc) della tua”, mi sa che le parole che troveremo saranno sempre quelle…

  • george ha detto:

    Certo, certo, posso capire, sono d’accordo soprattutto per gli ultimi concetti, a me il fatto diverte simpaticamente con anche una punta di tenerezza per costoro che credono di aver raggiunto l’apoteosi, ovviamente certi fatti, che qui a volte vengono raccontati, però gridano vendetta, soprattutto perchè chiamano in causa un Dio che, se esiste, non può che volere il mio bene, che io sia felice (e non nell’aldilà) ciao

  • catimini ha detto:

    Per dioamore e George

    Ciao!! scusate tanto il ritardo, perdono… Grazie per avermi risposto. Non ce l’ho fatta a scrivere prima purtroppo, ma spero domani sera.

    buonanotte!

  • catimini ha detto:

    Buonasera!
    Leggendo la tua risposta, dioamore, innanzitutto mi fa tantissisimo piacere che tu legga Maggi. (Anch’io non lo condivido del tutto, anzi su alcune cose trovo che proprio si sbagli, però penso che sia una voce critica molto importante da conoscere in Italia, per un motivo semplice: perché cerca di fondarsi su studi biblici rigorosi. Credo che al di là del suo sito, spesso poco rappresentativo per le inesattezze di chi sbobina, sia molto prezioso il suo primo libro, Padre dei poveri).
    Poi però vedo che ti senti attaccato dalle mie parole, e ti difendi. Sostanzialmente la tua risposta è quel versetto di Luca, che però, se vuoi controllare, secondo la critica testuale, e direi unanimemente, non riguarda affatto i “consacrati”, ma ogni cristiano. “Odiare” non significa “rinunciare a”, ma “non bramare”, non ritenere tuo possesso. E’ un po’ lo stesso significato di quel brano in cui si dice che nel Regno dei Cieli non si prenderà moglie né marito. L’espressione utilizzata di “prendere moglie” è quella idolatrica, tipica delle civiltà antiche, che ritiene il matrimonio un commercio. Per cui a chi domandava come si sarebbe regolato il commercio del matrimonio nel Regno dei Cieli, la risposta è semplicemente che il commercio sarebbe finito, chi si sposa nel Regno non firma contratti, ma è libero di scegliere per amore, come gli angeli del Cielo.
    Dunque “odiare” significa che tutti quei legami che vengono elencati, fino alla nostra stessa esistenza, non devono più essere vissuti in modo “vecchio”, ma “nuovo”, perchè la nostra presenza nel mondo non è più nel mondo, e nessuna delle nostre relazioni deve rimanere “vecchia”: ogni affetto deve scaturire ormai dalla libertà e non dal bisogno, la famiglia non è più una comunità che protegge dal mondo, una “funzione” della nostra sopravvivenza, ma una appartenenza libera, i nostri rapporti vanno scelti ogni giorno di nuovo, non possono più essere dettati dalla tradizione, dal dovere, dal giudizio degli altri, perché la nostra protezione è già sicura.

    In realtà, se parlerai anche con i teologi del tuo Movimento, scoprirai che nel Vangelo non esiste in alcun modo una fondazione del celibato consacrato, per gli Ebrei era un abominio, l’uomo che non generava era considerato maledetto, e i Vangeli sono scritti da persone che mai hanno rinnegato la loro appartenenza alla fede dei Padri. Se mi vuoi poi citare la setta degli Esseni il celibato di quegli Ebrei è un problema aperto, al di là dei possibili contatti con il cristianesimo delle origini, che dal mio punto di vista possono tutt’al più riguardare il gruppo del Battista, ma non è affatto detto. Problemi immensi… che attendono i risultati delle ultime scoperte archeologiche per trovare risposte, dunque poco prudente pronunciarsi anche per gli addetti ai lavori. In ogni caso, nei quattro Vangeli non c’è nessun tipo di legittimazione del celibato, e se non sbaglio i vostri teologi la fanno risalire al periodo dei primi martiri. Comunque sia, il valore che i Movimenti come il tuo attribuiscono alla consacrazione dei Focolarini, Numerari, Memores… è molto diverso anche da quella sacerdotale. E’ la perfezione il cuore del discorso: i Focolarini sono perfetti, e tu stesso lo dici tra le righe, perché rappresentano la perfezione del Signore, che non era sposato. Loro sono puri, perché Lui era puro. Questo è in definitiva l’argomento chiave, che fa coincidere per essenza purezza e rinuncia alla vita sessuale, che giustifica la loro centralità all’interno del gruppo, il quale non vivrebbe senza di loro, e che dunque legittima il peso sulle loro spalle. Peso molto maggiore, appunto, di quello che porta un prete cattolico. Come tu ben saprai infatti, in Oriente ci sono sacerdoti cattolici sposati, tanto che gli anglicani che presto verranno ammessi non risulteranno una eccezione troppo strana, e dal punto di vista del magistero, visto che inoppugnabilmente tutti i primi Apostoli risultano sposati, il celibato dei preti è esplicitamente considerato una tradizione, una prassi invalsa della Chiesa, un’abitudine insomma. Diversa è la posizione sull’ordinazione delle donne, per cui si cercano invece motivazioni di ordine non pratico ma teoretico, teologico.
    Ora, ciò che invece fonda la “vocazione” dei Focolarini Numerari, Memores… nei vostri Movimenti è del tutto diverso. Loro sono chiamati a rappresentare una sorta di razza pura, differente, separata. Loro non sono celibi per ossequio ad una tradizione, ma per una chiamata da cui è impossibile per loro sciogliersi, che sorregge la vita stessa dei vostri gruppi, come secondo la metafora di Chiara.
    Tu prima citi la metafora come piena di senso, e poi la butti via, perché è soltanto una metafora. Ti sbagli, una metafora, come ogni parabola del Vangelo, è un’immagine che comunica in ogni suo particolare, anzi se è una vera immagine non cessa mai di aggiungere nuovi aspetti della situazione che descrive, proprio grazie al progressivo dispiegarsi del significato di singolo particolare. E’ l’immenso potere dell’analogia, un pensiero che non procede per concetti come siamo abituati dalla Scolastica in poi, ma per approfondimento della somiglianza. Il Vangelo è scritto così, e la metafora di Chiara è ricalcata su questo stile: più la scopri, più ti si ri-velano dimensioni che non avresti notato osservando semplicemente la vita del Movimento.

    A me sembra che però il problema sia che tu non vuoi metterti sul mio piano, o meglio non puoi. Tu ti senti depositario di una verità “esoterica” che riguarda esclusivamente gli appartenenti al tuo Movimento, e che io non posso condividere a meno che non decida di entrarci, perché si basa su un’esperienza, si può solo provarla. Questo provoca un grosso problema nella tua comunicazione: risulta una sorta di finzione. Io sono certa che tu sei in perfetta buona fede, che davvero vieni qui per annunciare il Vangelo. Diversamente non troverei il motivo di scriverti. Il fatto è che però io non faccio parte di un Movimento: tu sei per me sullo stesso piano di ogni persona che incontro nella mia giornata, sulla mia strada. Tu invece hai un’appartenenza che ti vincola, tu necessariamente mi riserveresti un’attenzione del tutto diversa se io, benché sconosciuta, fossi un’inziata del tuo Movimento, molto esteso nel mondo e dunque composto di fratelli “sconosciuti”. Non so se riesco a spiegarmi. Il problema è che annunciare il Vangelo, da dentro un gruppo di iniziati, ad gentes, che stanno fuori, è davvero arduo. Tu che cosa puoi annunciare nella Verità se non la cosa più bella che ti è successa? Se fai parte del movimento dei Focolari credo sia perché nonostante alcune riserve ritieni che la tua esperienza del Vangelo lì si arricchisca, immagino tu lo scelga perché è il meglio che hai trovato (spero proprio sia così!). E pertanto, nel momento in cui parli con me sinceramente, come puoi non tentare, inevitabilmente, di annunciarmi il Vangelo così come l’hai incontrato in questo gruppo? Per necessità, dal momento che ne fai parte, tu annunci il tuo Movimento, e credo che questo debba accadere proprio se sei onesto con te stesso e con me.

    Tanto è vero che tu nel rapportarti a me e ad ogni altro con cui ti confronti applichi quello che nel tuo Movimento hai imparato, ad esempio cerchi sempre di valorizzare la parte positiva del mio pensiero, sempre trovi parole di approvazione.
    Che io sento sincere, ma risultano poi del tutto disattese dal contenuto del tuo commento. Se il mio commento fosse davvero stimolante ti metteresti in discussione, cercheresti di porti dal mio punto di vista, e invece te ne guardi bene, tutte le tue argomentazioni sono esclusivamente difensive, non discuti nemmeno, non motivi, dici semplicemente il contrario. Non è che “non vuoi” provare a osservare diversamente alcune cose, il fatto è che “non puoi”, non puoi farlo finché resti fedele, quindi per forza legato alla prospettiva del Movimento, finché dunque ci poniamo in questa relazione asimmetrica per cui tu per me sei un “fratello” tout-court e io invece sono un “sorella” di seconda categoria, in quanto non iniziata. Temo che molti per questo motivo possano trovare indisponenti alcune cose che scrivi, perché suonano false, come fossero figure retoriche, registri stilistici obbligati, ma poi non suffragati da un’intenzione reale. L’impressione che resta è che tu in definitiva voglia criticare, sminuire, addirittura offendere l’esperienza diversa di chi non è più del Movimento, dietro alle parole concilianti che scrivi. In realtà tu fai un grande sforzo invece per raggiungere l’interlocutore sul suo stesso piano… ma è impossibile per via della struttura chiusa, iniziatica, del Movimento e della tua militanza in esso. E’ una contraddizione in termini che non riguarda il Movimento dei Focolari soltanto, ma ogni Movimento, cattolico e protestante, che pretenda di annunciare il Vangelo da dentro a fuori senza chiarire preventivamente la propria intenzione di cercare un nuovo iniziato.
    Le comunità carismatiche protestanti, ad esempio, sono molto esplicite: chi ne fa parte riceve un nuovo Battesimo, ed è chiara la disparità tra chi l’ha ricevuto e chi no.
    Se credi di poter “dialogare” da dentro a fuori, mi sembra, senza ammettere che da dentro stai cercando INNANZI TUTTO di difendere il Movimento e di presentarlo come un’opportunità migliore di ogni altra, la comunicazione non passa, nonostante tutti i tuoi sforzi, nonostante tutta la fatica che fai per accogliere il mio pensiero.
    E’ proprio un problema di comunicazione.
    Mi viene in mente un relatore Focolarino che dopo la sua conferenza davanti a duecento persone circa rispondeva alle domande chiedendo il nome di ognuno degli ascoltatori che le ponevano, in ossequio alla regola di entrare in relazione capillarmente con ogni “fratello”. Era palesemente assurdo, perché non portava a nulla pronunciare il nome di uno sconosciuto che nemmeno vedeva in faccia, e che avrebbe poi immediatamente dimenticato, anzi era una specie di insulto, era come buttare via qualcosa di prezioso che avrebbe dovuto essere riservato ad altri modi e ad altri tempi. Eppure lui si sentiva in regola, aveva rispettato le regole, e questo mostrava la sua mancanza di flessibilità, la sua evidente rigidità nei confronti degli-altri-fuori-dal-Movimento, la sua ansia, in definitiva, nei loro confronti. Per volerli trattare come trattava i “suoi” li privava di significato.
    Il commento di George in due parole dice tutto questo “non detto” che c’è nelle tue. Tu non puoi motivare il fatto che ritieni un dono ciò che io ritengo un sacrificio, non puoi smontare le mie ragioni, semplicemente perché sono contrarie alla tua esperienza, che ritieni in ultima analisi migliore della mia, e non c’è davvero nulla di male se lo ammetti, perché un Movimento è questo, è sentirsi separati dagli altri per una condivisione che agli altri è negata. Esponenti di Movimenti diversi si sentono spesso solidali tra loro, nonostante le differenze, perché si scoprono simili in questa stessa “forma” della separazione dal mondo, a prescindere dal contenuto.
    Però la comunicazione con il mondo è interrotta.
    Mi permetto di dirti queste cose perché ho visto il tuo nikname in altri siti, e in tutti ti proponi, come qui, in veste di interlocutore sullo stesso piano di chi ti legge. E sono proprio convinta che tu sei sicuro di esserlo, quello che volevo dirti con questo lungo sproloquio in cui magari non si capisce niente è che mi dispiace per te perché mi pare che perdi molte energie in questo tentativo di “neutralizzare” la tua esperienza di “iniziato”. Non è possibile… non puoi annunciare il Vangelo se la comunicazione non è aperta, se da una parte chi ti legge conclude che fai parte di una setta e tu credi di dover mostrare che non lo è, ma al contrario è la strada maestra per il Vangelo.
    Non sto cercando di screditare trasversalmente il tuo Movimento, come ti dicevo secondo me ci sono cose estremamente interessanti in quello che fate, ad esempio io sono socia di Banca Etica e so che lavorate moltissimo per l’Economia di Comunione, non posso che apprezzare. Ti sto soltando presentando un grosso problema di fondo, che accomuna tutti i Movimenti dal mio punto di vista: la struttura chiusa e sacrificale che si produce all’interno. Dalla quale non può uscire l’annuncio del Vangelo come è richiesto: andate e predicate. Un Movimento non ti chiede affatto di andare ma di stare dentro. Non ti dice che sei nel mondo ma non sei del mondo, ti cotruisce un mondo parallelo. Pensa soltanto al rapporto con il denaro che hanno i “popi” (Memores, Numerari…): il denaro è il fattore più rappresentativo del mondo, no? Senz’altro c’è chi saprebbe spiegare molto meglio di me il significato simbolico del denaro, ad esempio secondo la Psicanalisi, ma io ne parlo semplicemente dal punto divista del buon senso: il fatto di sapersi mantenere da soli, di guadagnare il necessario, è condizione della nostra appartenenza al mondo. Una persona è adulta quando è in grado di pagare le bollette, di mettere via i soldi per il mutuo e insieme riuscire a comprare il necessario per i suoi bambini, etc etc.
    I “popi” in realtà non lavorano: nel senso che non guadagnano, non devono in nessun modo preoccuparsi di far quadrare i conti, basta che versino lo stipendio e poi tutti i problemi sono magicamente risolti dal Movimento, no? In questi tempi di crisi, di precari, di cassaintegrati, è davvero evidente come loro fanno parte di un mondo parallelo (ma lo stesso vale per le gerarchie ai vari livelli), in cui non si lavora per vivere. Non sto dicendo affatto che non si lavora moltissimo, magari ventiquattr’ore su ventiquattro, eppure non c’è rapporto con il denaro. Mi dirai che lo stesso avviene in un convento, ma lì la scelta di sapararsi dal mondo è appunto esplicita, nell’abito, e nel significato universalmente condiviso di quell’abito. Il significato del mondo parallelo di un Movimento invece vale solo per gli iniziati. Nessuno può capire che un popo è tale se lo incontra per strada, un frate francescano è palesemente tale. C’è proprio essenzialmente una sfera semantica “segreta” in un Movimento, come un ponte interrotto con il mondo fuori.
    Tentare di far finta che il ponte non sia interrotto è pericolosissimo: si rischia di precipitare. Questo mi pare che tu stia rischiando: di investire tantissime energie nel tentativo di continuare per una strada chiusa, quando forse ce ne sono altre aperte. Te lo dico perché ti sento davvero sincero nel tuo tentativo: la presenza del Signore senz’altro è nella tua passione di annunciarLo, che ti fa studiare, cercare… perché Lui si mostra ovunque venga adorato in Spirito e Verità. Non è necessario cercarlo lontano dal mondo perché ormai nel mondo c’è chi tenta di vivere, con tutti i problemi annessi e connessi, senza “essere del mondo” (la Banca Etica! la diffusione sempre maggiore del commercio equo che straordinariamente resiste alla crisi…) senza ritenerlo più impuro, perché ormai l’impurità viene soltanto da dentro di noi, non da fuori, non c’è più nulla da fuggire perché possa contaminarci… nulla che possa più pregiudicare il nostro rapporto diretto con il Signore, qui e ora, Vivo. Questo rapporto la nostra coscienza ce lo attesta, e ancora ti prego di pensare alle mie parole: sei sicuro che considerare i Popi come una specie extraterrestre in virtù della “vocazione” è fare il loro bene? Sei sicuro di essere per loro un “fratello”, responsabile dell’unica vita che hanno? Ecco, spero che tu non ti sia offeso… ho scritto quello che pensavo, e ti ringrazio per la pazienza di essere arrivato fin qui! Poi non so cosa intende George per “piano teologico”, ma grazie mille per avere detto che sarei “determinante”, benché al condizionale, non me lo aveva mai detto nessuno! 😆

    Buonanotte!

  • george ha detto:

    Beh, quanto hai scritto, Catimini, direi che spiega perchè considero determinante (però, è vero, forse è meglio “importante”, anche “autorevole”; quanto al condizionale, la frase veniva così, ma a dire il vero l’indicativo la faceva diventare troppo perentoria) il tuo pensiero che ovviamente condivido in pieno. Invece per il piano teologico butto lì due o tre temi che comportano conseguenze pratiche mica male. Intanto la “volontà di Dio” (abbrevierò: VdD). Cos’è la tanto sbandierata VdD? nel movimento c’è sempre qualcuno (superiore) che ti dice qual’è la VdD “su di te”, a parte la questione del plagio etc., c’è qui una visione della VdD spicciola, come se Dio voglia nell’attimo puntuale che io faccia questo, quello, quell’altro. Questa, per me (e non solo, e tu lo sai bene) non è la VdD. Dio non telefona a nessuno, uno solo sa cosè la VdD, per questo l’hanno crocifisso, ma ha avuto il tempo di dircelo: è VdD il nostro (di ogniuno di noi) bene (anche qui sulla terra), e ci ha dato una semplice ricetta: ama il Padre (fede) ed il prossimo tuo (carità) ma non più di te stesso. Cristo è venuto a dire questo e questo diventa centrale nella mia vita, e non è venuto a togliere il peccato originale, questa intenzione sposterebbe su Adamo (con la solita interpretazione antica di Genesi 1-2) la centralità del Cristianesimo, con un evidente ossimoro. E, tra l’altro, se vuole il mio bene (altro tema), Lui nè mi manda le sventure, nè le permette, non è possibile comprendere come un essere filosoficamente onnipotente non possa fare il mio bene senza farmi prima soffrire. Mi fermo qui (perchè ho già citato il famoso Gesù Abbandonato) perchè non mi piace essere lungo; però penso che questi sono i motivi per cui il Movimento (con tutta la teologia da cui provengono questi concetti) risulta indeguato per chi non si nasconda le domande importanti che stanno dentro l’uomo.

  • Uyulala ha detto:

    Catimini ha parlato, fra le altre cose, di una caratteristica degli appartenenti al movimento (soprattutto i focolarini) che penso sia molto importante: il fatto che non vivono in modo collegato il lavoro e la propria capacità di mantenersi nella vita.
    Catimini mi scuserà se ho usato parole mie e se sono imprecisa spero che mi correggerà.
    Trovo che sia un problema molto serio questo: si mantengono le persone in uno stato di infantilismo, usando in modo improprio e, a mio parere, del tutto distorto, le famose frasi del vangelo “se non resterete come bambini ecc.ecc.”. E’ in fondo il modo migliore per limitare fortemente la libertà di scelta delle persone.

    Per quanto riguarda l’altro discorso, quello relativo al modo di proporsi di dioamore (e, in generale, degli adepti di un movimento), non posso che complimentarmi con catimini per l’analisi tanto precisa.

  • dioamore ha detto:

    Catimimi, mi piace leggerti. Belle le tue considerazioni. Trovo che mi aiutano a comprendermi meglio, però non mi ritrovo in certe tue considerazioni.

    Non ho capito cosa vuoi dire con: “Questo mi pare che tu stia rischiando: di investire tantissime energie nel tentativo di continuare per una strada chiusa, quando forse ce ne sono altre aperte”.

    Sono dell’idea che niente è impossibile per Dio e se una strada è chiusa, non sono certo io a doverla aprire, ci pensa Dio ad aprirmela. L’importante è che sia volontà di Dio. La volontà di Dio è che tutti gli uomini siano salvati. Salvati dalla morte, perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico figlio affinché chi crede in Lui non muoia, ma abbia vita eterna.

    Mi fai due belle domande, la seconda più bella: “sei sicuro che considerare i Popi come una specie extraterrestre in virtù della “vocazione” è fare il loro bene? Sei sicuro di essere per loro un “fratello”, responsabile dell’unica vita che hanno?”

    Non considero i Popi come una specie extraterrestre. Fare il bene a qualcuno significa salvare dalla morte fisica e spirituale, quindi dare vita, comunicando con la parola Colui che è la Vita: Gesù e il Vangelo da una parte, testimoniandolo con l’esempio dall’altra. Non sono affatto sicuro di essere per loro un “fratello” responsabile (o custode?) della loro vita. Per chi crede il tuo custode è il Signore Gesù. Come ho detto prima, io posso portare una mia testimonianza con l’esempio nell’amore in unità con loro e con la Chiesa, perché il bene non è solo quello dei Popi, ma dell’umanità intera come Chiesa.

    Per cui se riusciamo a dare una testimonianza concreta di unità nell’amore, possiamo sperare che il mondo creda in Gesù. E se il mondo crede in Gesù, allora c’è speranza di salvezza nella vita eterna e quindi raggiungere l’obiettivo: il bene di tutti.

    Ho risposto alle tue domande, ma tu non hai risposto alle mia domanda: dov’è che Gesù è presente?

  • dioamore ha detto:

    george, dici bene, la volontà di Dio è la salvezza di tutti gli uomini che in definitiva è quello che dici anche tu, cioè il bene di ogni uomo e che in pratica si traduce nel dargli la vita, sottraendolo alla morte sia fisica che spirituale.

  • dioamore ha detto:

    Uyulala, dici: “E’ in fondo il modo migliore per limitare fortemente la libertà di scelta delle persone”. A me piace molto anche ascoltare Tiziano Terzani e che in questo video verso la fine dice che la libertà non è la libertà di scelta, ma la vera grande libertà comincia quando le scelte finiscono, che è come dire: limitare la libertà di scelta, perché se non c’è scelta, sei libero di fare una scelta sola.

  • george ha detto:

    Altra problematica appena accennata da Dio amore (anche all’attenzione di Catimini): dovè che Dio è presente? risposta 1. nell’eucarestia (dalla transustaziazione in giù -nel senso di indietro-); risposta 2. nel Libro. Non ti sembra un bel problema teologico? Ora non ho più tempo eventualmente prosegui … eventualmente aggiungerò ciao a tutti e tanti auguri di buon Natale (altro bel tema teologico)…

  • Mariela ha detto:

    Mi sembra che qualcuno non ha capito NIENTE (e anche non ha capito MAI niente, forse la mancanza di umiltá? problema di lettura? chissá…)e persino si é dimenticato della propria opinione avuta in un momento passato!!!, per passare poi a fare una nuova domanda…

    Tipico dei cattolici: cambiano subito il tema di “discussione” quando si trovano senza risposta.

    Per alcune persone il perdere molte energie in questo tentativo è uno sport.

  • george ha detto:

    [scusate l’errore di ortografia: dov’è]
    Davvero non ho capito a chi/cosa ti riferisci Mariela (?), quanto poi a che i cattolici abbiano o non abbiano risposte, proviene dall’attuale disposizione della “Chiesa Cattolica” che si dimostra sempre piena di risposte pronte (normalmente in negativo: non si può, non si fa, non si deve) per ogni domanda nuova od antica che sia. E’ che il cristiano (notare differenza cristiano/cattolico) NON è rassicurato da un Dio che dà tutte le risposte, è solamente un uomo che alla pari degli altri cerca di rispondere alle domande che hanno tutti comprendendo anche la sua fede in Dio, non per un insulto al rasoio di Occam ma per ascoltare quell’intuito antropologico che, questo sì, hanno tutti. Qualsiasi persona al mondo creda di aver capito tutto o è un illuso o un presuntuoso, ma prima o poi batte il naso! Anche Gesù Cristo alla fine si è fatte un bel po’ di domande ed il Vangelo di Marco finisce praticamente così, lasciando in sospeso l’ultima possibilità (risurrezione=confermazione), visto che l’ultimo capitolo l’hanno aggiunto dopo. Credere in questa spaccatura, vivere in questa spaccatura, non è per niente “più” facile.

  • Uyulala ha detto:

    per George,
    credo che tra te e Mariela sia insorto un equivoco legato al fatto che lei non è italiana. Se non mi sbaglio, ha creduto che TU pensassi che ci sono solo quelle due risposte (eucarestia e libro). Mariela conosce abbastanza bene l’italiano ed è molto brava, ma a volte il modo di parlare di un madrelingua lascia tante cose sottintese che altri possono non riuscire a cogliere.

  • Mariela ha detto:

    Per George,
    Tu e io abbiamo scritto ieri (22 dic.) quasi al tempo stesso. Cioé io ho scritto prima che il tuo commento sia stato pubblicato. Quindi io non stavo rispondendo a te.
    Mi dispiace la confusione.
    Avrei dovuto scrive il nome di questo “qualcuno” ma non ho mica voglia di scambiare DI NUOVO parole con questa persona. Avrei pensato che sia facile di capire a chi stavo parlando, ma se non ci mettiamo a leggere tutti i commenti di prima, allora anche questo mio commento é tempo perso.
    Lui sa chi é, e di solito molto diplomaticamente farà finta di non capire… Perché come ho detto, per qualcuno il perdere energie qui é un sport, un hobby… e devo confessare che mi ha divertita il suo gioco.
    Non credo che abbia il bisogno di chiedere scuse per il mio cattivissimo italiano (e per i MIEI tantissimi “errori di ortografia”)né per la mia insolenza di mettermi a commentare qui, quando ovviamente la mia madrelingua non sembra di essere PER NIENTE l´italiano e perché credo che questo sia uno spazio pubblico di opinione. E comunque qualcosa che dica si capisce…!

    Per Uyulala:
    Nel mio ultimo commento (come ho spiegato a George) non ho opinato NIENTE del pensiero di George perché NON era ancora pubblicato il suo commento quando io ho mandato il mio. Grazie per volere aiutarmi ma in questo guaio mi sono messa da sola.

  • george ha detto:

    Chiedo scusa, avevo immaginato che fosse un problema di questo genere, ma il mio ragionamento seguiva quel disorso sui problemi teologici (per specificare a Catimini). In definitiva ci tenevo a sottolineare che i motivi di discussione nel confronti del MdF stanno su due piani. Uno quello relativo alle tematiche teologiche ove non solo hanno aggiunto poco o nulla, ma sono ancora ancorati a motivi tridentini o della controriforma; il secondo è un piano pratico non disgiunto da quello precedente, per esempio se si pensa che esista una volontà di Dio spicciola di tutti i giorni (cioè, ora Dio sta volendo che io sia qui a scrivere, tra un’ora pensa già che dovrò preparar da mangiare etc…) allora si può pensare che qualcuno, particolarmente introdotto presso le segrete stanze(l’esoterismo cui faceva cenno Catimini), mi possa dire cosa dovrò fare tra un’ora o, ben più rilevante, cosa dovrò fare della mia vita: se dovrò sposarmi o no (cose successe), se dovrò partire o no, se… se… tra l’altro se questo qualcuno ha anche qualche problema caratteriale mi può addirittura far del male psicologicamente ed anche tanto, come testimoniano tanti scritti su questo ed altri siti. Ma l’errore importante sta a livello teologico, perchè le domande stanno su quel piano, e le domande sono rivolte a tutti. Saluti

  • george ha detto:

    Per Mariela, avevo capito la questione della lingua ed anche la possibile contemporaneità, son ben lontano dall’offedermi, purtroppo patisco anch’io per certa intransigenza del mondo cattolico (ribadisco la differenza tra cristiano e cattolico anche perchè etimologicamente questa parola vorrebbe dire universale) in barba ad un certa questione sull’amare il prossimo che qualcuno ha detto (ecco perchè è meglio il Libro con tutto che anche questo è una “traduzione” e tra tradurre e tradire c’è un piccolo spazio). Buon Natale!

  • george ha detto:

    Tra l’altro, Mariela, il tuo italiano non è per niente cattivo, fossi capace io a parlare così un’altra lingua!

  • catimini ha detto:

    Buongiorno a tutti e BUON NATALE!!!!
    questa sera dovrei riuscire a scrivere finalmente, riuscivo a leggere ma non c’era un attimo per rispondere, e l’equivoco è anche un po’ colpa mia: io avevo capito, perché si vede che io e Mariela siamo un po’ “telepatiche virtuali”… se avessi scritto sarebbe stato chiaro!!(avevo pensato: che bello è tornata Mariela mi mancava un sacco!! oggi, se puoi, spostiamoci telepaticamente a Betlemme dove in questo momento non è ancora Natale purtroppo… e dove gli abitanti cristiani sono sia Israeliani che Palestinesi, e preghiamo con loro, chiedendo che sia Natale anche là!!) Cara Uyulala, non mi permetterei mai di correggere qualcosa che scrivi… TU sei chiarissima e precisa e grazie mille per tutto lo spazio che mi regali qui! per Dioamore e George: quello che scrivete è interessantissimo, spero che continueremo a parlarne… se andate sul blog di Piero Stefani (il pensiero della settimana) c’è un augurio bellissimo per oggi: buona “festa dell’umiltà del Signore”… a prestissimo!

  • Uyulala ha detto:

    BUON NATALE a tutti!
    Catimini, anche se mi avessi corretta, non c’è problema (non ho la pretesa di essere infallibile, non so se mi spiego 😉 )

  • Mariela ha detto:

    Buon Natale a tutti!
    Grazie per i saluti!!!
    Mi sento ora in Betlemme salutando insieme a voi al bambino Gesù, e chiedendo per la pace. Grazie Catimini per le tue parole, sono molto contenta ora!

  • dioamore ha detto:

    Passando di qua ho visto con sorpresa gli auguri di Uyulala che ringrazio e ricambio con un buon Natale !

  • alfredo ha detto:

    Per catimini, george ecc.
    ho letto gli interessanti commenti,sicuramente pieni di sapienza di alcuni degli intervenuti nei quali però trovo delle accuse un poco inconsistenti nei confronti del movimento dei focolari.Ad esempio c’è la pretesa che tutti i religiosi conoscano il greco antico, l’ebraico e magari l’aramaico per poter dissertare con competenza.
    Nel vangelo, che io leggo solo in italiano,scopro che sono accomunati dotti , scribi e farisei i quali vengono accusati per la loro superbia arrogante mentre vengono esaltati gli anawim che alla fine con cuore puro si fanno carico dei problemi del mondo e della fede proprio come i semplici focolarini.
    Ritengo anche che il meccanismo del capro espiatorio come dicecredo in un post la dotta Catimni( vedi Girard)sia stato eliminato e reso inutile dal sacrificio di Gesù ed è questo che veramente fa la differenza tra il cristianesimo e le altre religioni
    Ma nel movimento da quello che leggo nei vostri interventi( perchè io non lo conosco personalmente)non c’è questo meccanismo ma solo l’aspirazione all’unione mistica…e dove sta il sacrificio umano?
    Ancora, non mi sembra giusto che disprezziate chi intende intraprendere una strada che voi ritenete sbagliate nel tentativo di elevarsi spiritualmente…
    Avete mai letto Roberto Assagioli? Lui, un laico, non disprezza la sublimazione e la potenza energetica che si raggiunge proprio mediante il sacrificio delle pulsioni. Altro che maschere…altro che rimozione del proprio ego sintonico.

    Poi si accusa le persone appartenenti a un movimento di non essere all’altezza… del loro ideale
    Ma scherziamo ? il mondo delle idee è una cosa e gli esseri umani hanno purtroppo la loro tipica caducità tale anche nel fare il bene
    Le persone che lasciano il movimento, infine, in fondo si lamentano di rimanere sole e si crucciano per non riuscire a seguire gli ideali del gruppo?
    Ma l’amicizia , anche in gruppo penso che nasca dalla condivisione di un progetto e se questo non c’è più è normale andarsene e sentirsi per questo soli.

  • sara ha detto:

    bello

  • george ha detto:

    Mi dispiace un po’ aver dato l’impressione di “accusare” qualcuno, di muovere accuse verso questo o quelli. Rispetto al MdF, che conosco abbastanza bene (almeno fino ad alcuni anni fa -per prestare il fianco alla solita ribattuta: “ma adesso è cambiato”) ho rivolto alcune critiche sul piano concettuale (per non usare la troppo altisonante e pretenziosa parola “teologico”), una fra le tante: NON esiste una volontà di Dio spicciola su ogni atto della mia vita, l’unica volontà di Dio possibile in questa (ripeto questa) e poi eventualmente nell’altra vita, è il mio/nostro bene, che non passa, almeno per sua intenzione, attraverso il male che ci manda o permette. Quindi nessun vivente su questa terra ha l’autorità di dirmi qual’è per me questa volontà su di me. Ho scelto questo tema (tra i tanti) perchè predispone direttamente alla seconda critica, che in certe condizioni è davvero un’accusa: in “mano” a certe persone l’arma della VdD su di “me” diventa (anche magari “a fin di bene”) motivo di vessazione, di prevaricazione, di annullamento… e Uyulala sa che si possono inanellare eventi concreti. Ciò grida ancor più vendetta perchè allontana da quel Dio che noi conosciamo (attraverso la parola di Cristo) come amorevole, compassionevole (come dicono gli Islamici e che è bellissimo perche ricorda il patire-insieme), sopratutto affidabile (Sequeri). In ultimo è curioso che leggi il Vangelo in italiano e poi usi il termine anawim che anche alcuni evengelisti hanno poi dovuto tradurre in greco; questo è un evidente segno che il problema esiste. La parola non è neutra, i cosiddetti “sinonimi” non sono parole uguali, lo sanno bene i traduttori dell’ultima edizione della Bibbia canonica, che non è stata edita per comprendere gli scritti di Kumran o altri ritrovamenti, ma per adeguarla a riletture teologiche (vedi il nuovo Padre Nostro) con diverse fortune peraltro. Le stesse parole povero o mite hanno connotazioni positive o negative e quindi richedono precisazioni. Ripeto, tradurre anche un po’ tradire, se qualcuno ha tempo, voglia, possibilità per farlo penso “debba” fare questo approfondimento, se per altri ciò non è una quaestio importante va assolutamente bene, ma almeno ne deve essere consapevole. Tanti auguri a tutti di buon anno.

  • george ha detto:

    Scusate aggiungo: se poi a qualcuno va bene la spiritualità dl Focolarini, purchè senza che questo determini le situazioni gravi a cui ho fatto cenno, ho già detto in altro post che lo reputo assolutamente una cosa buona, anzi non sono nessuno per giudicare chiccessia. Ognuno trova la sua via per arrivare là “io ho tante pecore che non sono di quest’ovile”. rinnovo gli auguri.

  • Uyulala ha detto:

    Alfredo
    in effetti aspettavo che rispondesse george prima di commentare il tuo intervento.
    Le parole sono importanti. Attraverso le parole noi siamo in grado di modificare noi stessi, la nostra percezione del mondo e di interpretare le nostre stesse percezioni. Basti pensare a cosa succede negli stati ipnotici: con le parole è possibile generare anestesia, creare bruciature cutanee, modificare i parametri vitali – fisici – del nostro organismo. E questo attraverso l’induzione creata dalle parole.

    Le parole possono creare dei danni tremendi e la questione delle traduzioni non è così secondaria e banale nel caso di testi sacri di una religione. Non per niente gli ebrei imparano ebraico antico e aramaico per poter leggere la bibbia. Ma può anche andar bene, nel momento in cui leggendo i testi sacri ci si metta con lo spirito attento di chi sa che QUELLE parole possono non corrispondere con precisione ai concetti espressi nei testi originali.

    E’ attraverso le parole che noi che abbiamo passato una fetta di vita all’interno del movimento, ci siamo trovati con tanti parametri di vita stravolti, capovolti, invertiti e distorti.

    La questione della volontà di dio è particolarmente perniciosa. Attraverso quell’etichetta sono molto spesso perpetrate delle profonde modifiche alla direzione della tua stessa vita, che a volte è stata pesantemente dirottata in direzioni che sono state fonte di grossi disagi, di malesseri molto profondi, perché comunque innaturali e disumane.

    Ora, vado un po’ a salti e rischio di essere molto disomogenea, ma per riprendere altri aspetti del discorso: George ha spesso puntualizzato che anche l’appartenenza ad un movimento come questo può essere funzionale ad un equilibrio personale, in questo forse, se proprio di rimprovero si può parlare (in modo molto improprio), tale rimprovero lo dovrei sentire più io. George ha ragione, ma continuo a pensare nonostante tutto che l’appartenere ad un gruppo settario blocchi nell’individuo alcuni aspetti della crescita che, a mio parere, possono essere fatti solo nella percezione della solitudine, e per tale ragione restare in un movimento non lo trovo un bene per la propria crescita, anche se può essere funzionale. Ma, ovviamente, questo è un mio punto di vista.

    Buon anno anche da parte mia, e scusate se son stata troppo incasinata nel mio discorso

  • george ha detto:

    Ovviamente è un tema che mi interessa, ma davvero non rimprovero nessuno; se il problema dei movimenti si svolge sul piano oggettivo hai perfettamente ragione (Uyulala) è la contestazione di Marx (… è l’oppio dei popoli), ma sul piano soggettivo ci sono più sfumature: se Dio vuole il mio bene e, per qualche motivo, il mio bene (per esempio “psicologico”) è quello di stare lì in una sorta di nirvana protettivo perchè in questo periodo ho bisogno della coperta di Lunus, allora perchè no? (purchè etc…). Ho esempi di personalità le più disparate che sembrano aver trovato casa nel Movimento, e sono anche professori di filosofia, mi sembra che in questo caso sia difficile che siano plagiati, questo mi ha ulteriormente dato un sentimento di umiltà e di modestia nei confronti delle mie idee che, comunque come per te, rilevano la necessità di risposte personali, senza abboccamenti, senza consigli direzionali, senza scarichi di responsabilità, alle domande che ti rivolge la vita. Trascrivo quello che dice E. Severino parlado di Kierkegaard: “La fede non cancella infatti l’imprevedibilità dell’esistenza umana (…), ma è il rischio che il singolo [ripeto singolo; george] corre, scegliendo, decidendo di credere – ed è tale rischio solo quando il singolo sa che la fede è rischio e non trasforma la propria fede in un ‘sapere'”[‘scegliendo’, ‘decidendo’, e ‘sa’ scritti in corsivo]. Così è tutt’altro che oppio! è l’atto più alto dell’esercizio della Libertà. Tanti saluti (tranquilla/i, tra un po’ finiscono le ferie e non avrò più molto tempo per annoiarti/vi).

  • Uyulala ha detto:

    Caro George, per quel che mi riguarda non mi annoi per niente.
    Il tema della scelta mi è molto caro, e penso che la discriminante in fondo sia tutta lì: scegliere, ma scegliere personalmente, individualmente, momento per momento, giorno per giorno.
    Il guaio arriva quando attraverso modi più o meno suadenti e seduttivi piuttosto che apertamente coercitivi ci sia qualcun altro che impone le sue scelte spacciandole come volontà di dio.

    Per inciso: non è da tantissimo che ho scoperto che la parola “airesis” vuol dire “scelta”. In fondo è per quello che spesso mi definisco eretica 🙂

  • dioamore ha detto:

    “Il guaio arriva quando attraverso modi più o meno suadenti e seduttivi piuttosto che apertamente coercitivi ci sia qualcun altro che impone le sue scelte spacciandole come volontà di dio.”

    Questo è molto vero e viene esercitato anche dagli Stati e organismi teocratici, ma anche da singole persone religiose, laiche o meno. Ne è vittima chi non conosce qual è la volontà di Dio, ma soprattutto non conosce la propria volontà e si ritrova a subire scelte imposte da altri, perché se non conosci qual è la volontà di Dio non puoi controbattere a scelte che con la volontà di Dio non hanno nulla a che vedere.

    La stessa cosa (per chi non è credente) vale in ambito politico e sociale, dove il potere governativo impone le sue scelte spacciandole come volontà del popolo o comunque della maggioranza del popolo.

    A quale volontà dare retta? O meglio, quale volontà fare? La nostra volontà o quella di un altro seppure spacciata per volontà di Dio o del popolo?

    A questo punto chiediamoci perché fare la volontà di un faccione sorridente quando quel faccione non parla nel mio nome. Ma allora chi è che parla nel mio nome se non io stesso?

    Gesù, pur dicendoci chiaramente qual è la volontà di Dio, non chiede a noi di fare la sua volontà, ma di testimoniare la sua resurrezione attraverso l’amore reciproco nell’unità affinché il mondo creda. Infatti nella preghiera del Padre Nostro, così come nella preghiera sacerdotale, Gesù ci invita a chiedere al Padre (non al fratello) che sia Lui (il Padre) a fare la volontà di Dio, non noi. Gesù chiede a Dio Padre, non a noi che i suoi discepoli siano una sola cosa. Il nostro compito è quello di testimoniare Gesù attraverso l’amore reciproco in unità tra di noi, al resto ci pensa Dio.

    Possiamo quindi liberarci da ogni fardello in merito al dover fare la volontà di Dio o quella del popolo, perché ogni uomo è chiamato a realizzare se stesso nell’amore, a realizzare i propri sogni, la propria vocazione da solo o in unità con altri. Se poi l’uomo vuole collaborare al progetto di Dio facendo la sua volontà come libera scelta, ben venga perché così entra nel regno dei cieli e nell’amicizia con Gesù, ma non costringa altri a fare scelte che non sentono e che Dio non chiede, spacciandole per volontà di Dio in alcuni casi o volontà del popolo in altri casi.

  • alfredo ha detto:

    nel leggere gli ultimi interventi di george credo di aver compreso con maggior nitidezza il suo pensiero al quale in effetti ritengo di non poter rivolgere alcun appunto, anzi posso aderire a molte sue osservazioni.
    Precedentemente nel leggere un po’ in fretta ( lo ammetto) i vari interventi di questo blog non riuscivo a cogliere la sostanza delle lamentele verso il movimento. Da quello che leggevo capivo che in fondo nel focolare la fondatrice proponeva un metodo di elevazione spirituale praticabile da tutti
    anche dai più semplici.Mentre mi sembrava di cogliere nelle critiche di questo blog un certo snobbismo intellettuale anche un poco semplicistico nel voler ridicolizzare nel movimento quello che invece costituisce una importante eperienza naturale umana: la sublimazione.
    Cosa avvenga all’interno del movimento io non lo so Per mio temperamento sfuggo infatti ad ogni manifestazione del sacro che richieda esperienze collettive ma questo riguarda me e comunque da quello che leggo dalle esperienze riportate in questo sito non mi sembra poi così terribile cercare di passare dall’amore umano a quello mistico, trasformare l’amore possessivo in amore disinteressato.Il passaggio dall’amore egoistico a quello per la famiglia per poi arrivare infine a quello per l’umanità si rende attuabile mediante la trasformazione delle energie.
    Certo sembra che nel gruppo sussista poi il problema di farsi dire da un altro quale sia la volontà di Dio .Questo senza dubbio va condotto alla presunzione di chi vuole fare il guru… senza averne la preparazione e la capacità.Pertanto mi auguro che i focolarini migliorino i propri istruttori spirituali..
    ps
    Chiederei a george ,invece, come possono gli islamici conciliare il loro concetto di “compassionevole “con un concetto di dio che
    come il loro rifiuta ogni umanizzazione…
    codiali saluti

  • sara ha detto:

    Per Dio Amore,
    perchè rispondere tirando in ballo il comportamento degli stati e dei faccioni ridenti che ci dicono cosa fare…?Il problema qui posto riguarda i comportamenti di singoli individui e la crescita personale all’interno di un movimento specifico.,cioè il tuo movimento…

  • dioamore ha detto:

    sara, penso che la crescita personale oltre che all’interno di un movimento, avviene anche nel contesto sociale, cioè nel “mondo” al quale non ci possiamo sottrarre e dove gli Stati, con le leggi, incidono sulla nostra vita e sulla nostra crescita condizionandola, molto spesso, verso direzioni che non sempre sono condivisibili per chi intende crescere spiritualmente e umanamente.

  • sara ha detto:

    No, secondo me dioamore devi prima partire con purificare te stesso e il t uo movimento dei focolari solo allora potrai sperare che cambierà il mondo.
    La vera libertà sta nella disidentificazione dal mondo
    Ma questa cosa avresti dovuto tu dirla a me non viceversa.

  • dioamore ha detto:

    sara, cosa intendi per “purificare”? Si parlava di volontà di Dio e io ho parlato anche di volontà del popolo. Per fare un esempio “mondano”, il reato di immigrazione clandestina introdotto da questo Governo con la Legge 15.07.2009, n. 94, con la scusa della volontà del popolo a torto o a ragione, offende l’uomo, viola il diritto di ogni uomo a vivere ed essere accolto in ogni parte della terra. Secondo me tradisce lo Spirito cristiano e vanifica il sacrificio di Gesù, oltre a violentare la mia coscienza, condizionandone la crescita spirituale e umana.

  • george ha detto:

    Non conosco abbastanza l’Islam da poter dare delle spiegazioni, ma almeno due o tre elementi si possono dire, intanto una religione che prevede un “paradiso” ripieno di premi “concreti” come quello islamico al massimo è umanizzato molto più (forse troppo)del “nostro” in cui, detto molto sbrigativamente, il corpo partecipa proprio poco; il Dio che interessa all’uomo non può che essere “compassionevole” perchè la distanza che c’è tra l’uomo e Dio (anche solo per definizione filosofica: l’essere in cui tutte le potenzialità sono in atto. V. per esempio Anselmo d’Aosta) se Dio non è compassionevole è schiacciante, le religioni questo lo sanno benissimo e colgono tutte, in quote e consapevolezze diverse, questa realtà che fa parte di un intuito antropologico comune all’uomo; di nuovo, le parole sono segno di un’istanza basilare anche se non raggiunge la consapevolezza conscia, cioè, comunque la pensi l’Islam di Dio, quando dice “compassionevole” riconosce la motivazione per cui ha un senso cercare Dio (e questo vale per tutti anche gli agnostici – o gli “eretici” per Uyulala), poi cercare non vuol dire automaticamente che esista, nè che la ricerca sia direttamente rivolta ad un ente che chiamiamo Dio (per esempio la Giustizia, la Libertà, la Pace …). Nell’appellativo compassionevole poi, come ho già detto, c’è una certa risposta al problema del male, una risposta non lontana a quanto scrive Turoldo quando fa un libro intitolato “Anche Dio è Infelice” (che ho già citato altre volte). La domanda sul problema del male, che è una questione che l’uomo, a mio parere, DEVE rivolgere a Dio, non penso preveda un risposta chiusa, chiara, esauriente, ma preferisco un Dio che piange con me piuttosto di un dio (notare le maiuscole/minuscole) che lo permetta, pur per il mio bene, (chè per me, che sono anche cattivo, potrebbe andare bene, ma tutto il male innocente…). Ovviamente non sono stato esauriene comunque Grazie (ad Alfredo, Uyulala e tutti gli altri amici).

  • sara ha detto:

    per dio amore.
    scusa ma confermi quello che sospettavo:
    il tentativo di dirottare l’attenzione verso l’esterno serve a compattare i consensi di tutti e a non rispondere su quanto ci riguarda personalmente.Qui le testimonianze che vengono portate avanti dalla coraggiosa ospite riguardano le coercizioni sulla volontà dei più deboli all’interno del tuo movimento.
    L’argomento non è la volontà dei governi in rapporto a quella di Gesù o la coercizione di questo nostro che millanta di essere espressione del popolo.
    Questo è l’argomento di cui vorresti parlare tu in maniera da non affrontare il problema più importante: Come difendere chi viene bloccato nella sua crescita spirituale da incontri sbagliati all’interno di una organizzazione religiosa.
    Purificare significa per me essere rigorosi nell esaminare le motivazioni e le intenzioni…
    disidentificarsi significa proprio non permettere che l’esterno ti condizioni e riuscire a fare insomma una
    pausa nella quale guardarsi e capire
    ciao

  • Mariela ha detto:

    Per Sara:
    brava Sara, brava!
    Infatti qui ci sono delle persone che vengono proprio a cambiare il tema di discussione perché non vogliono affrontare il problema.

  • dioamore ha detto:

    sara, non era mia intenzione dirottare l’attenzione verso l’esterno, ma portare una esperienza nella quale le coercizioni sulla volontà dei più deboli vengono esercitate non soltanto nei movimenti religiosi in forme più o meno esplicite, ma anche da altre realtà e sistemi che con la religione non hanno niente a che vedere ma possono riguardare la sfera politica e sociale in generale della persona.

    Poi chiedi: “come difendere chi viene bloccato nella sua crescita spirituale da incontri sbagliati all’interno di una organizzazione religiosa”.

    Penso che ognuno possa imparare a difendersi da solo attraverso lo studio, la conoscenza e il confronto con realtà diverse. Io, per esempio, non conosco soltanto i focolarini, ma ho avuto modo di conoscere diverse realtà religiose dai TdG ai gruppi di preghiera mariani guidati da veggenti o pseudo veggenti, e ho constatato che le coercizioni psicologiche più o meno velate sono presenti un po’ in tutte queste realtà.

    Non sta a me difendere queste persone perché penso che siano abbastanza mature da poter pensare con la propria testa e capire dove sta la verità e la falsità. Io consiglio di puntare sul Vangelo, come opera principe di primo orientamento. Poi è sempre Dio che compie l’opera di purificazione.

  • catimini ha detto:

    Ciao Dioamore,
    eccomi tornata a rispondere… dopo un po’ e mi scuso. In realtà alla tua prima domanda avevo già risposto nel commento precedente: ti avevo scritto che la presenza del Signore innanzitutto è in chi lo cerca, in chi studia senza fermarsi, come fai tu. Se preferisci te lo dico con le parole di Giovanni: il Padre cerca chi lo adora in Spirito e Verità. Non cerca più i luoghi del culto, ma cerca dentro di noi un luogo in cui la nostra passione per la sua Presenza diventi ricerca incessante, diventi umiltà, soprattutto questo, umiltà di accorgersi che non basta quello che ci insegnano, che bisogna cercare sempre nuovi insegnanti, e scavare, confrontare, sospettare di ogni tradizione codificata di ogni dogma imposto, per riportare la vita dentro la Legge. Per ritrovare nella Scrittura che il Signore ci ha lasciato il Respiro della Sua Bocca che detta ogni Parola. Questo è quello che il Signore ci chiede se siamo con Lui, ci chiede di sapere sempre che non possiamo possederLo, che ogni giorno è il giorno in cui Lui ci regala una scoperta nuova, senza fine, perché la Sua misteriosa Vita in cui addentrarci è senza fine il nostro futuro, liberato dalla morte.
    In questa passione di ricerca, dunque, mi pare che stia innanzitutto la Sua Presenza, più che nelle appartenenze ai singoli gruppi che Lo cercano, che se intesi in questo modo sono solo un ponte, uno strumento, qualcosa che non è possibile ritenere assoluto.
    Se intendiamo in questo modo la Sua Presenza, allora anche le altre due indicazioni che i Vangeli ci danno (lavarsi i piedi a vicenda, e il Pane spezzato), prendono le stesse caratteristiche di ricerca senza possesso: l’Eucarestia cessa di essere ritenuta un rito magico attuabile soltanto da un “mago” certificato, e nessuno più ritenere che le proprie “opere di carità” gli hanno già guadagnato il Paradiso come le indulgenze secondo Leone X… Ecco perché mi pare che indicare la Presenza del Signore nella nostra tensione a scoprirLa ogni giorno più in fondo alla Parola, sia una buona strada per conservare l’umiltà necessaria a scoprire il Suo Volto dentro quello degli esseri che vivono, creati da Lui, senza l’arroganza di chi ha già trovato tutta intera “la ben rotonda verità”… la Presenza del Signore è la sua Tenda, non un palazzo, non è fatta di mattoni, è la fragilità di ciò che è più prezioso, di ciò che sta a noi difendere: un bambino, un cucciolo, un germoglio, il rotolo della Scrittura che vive affidata alle nostre mani…
    Ecco perché secondo me non è abbastanza la risposta che dai a Sara, e che ti dai.
    Mi permetto di spiegare cosa significa “purificare” secondo la lettura di Maggi.
    Sul sito http://www.studibilbici.it un frate servita, Alberto Maggi, pubblica, o meglio lascia pubblicare a chi le ha ascoltate, i testi delle sue conferenze in giro per l’Italia. Il bello di Maggi è che finalmente dice chiaro che non è possibile essere cristiani senza studiare, e che studiare non è così difficile come sembra. Se noi crediamo che essere “dotti”, come dice qui Alfredo, sia essere ipocritamente Farisei, è soltanto che purtroppo abbiamo assorbito un modus vivendi che fa comodo a chi ci può manovrare a suo piacimento contro il nemico (infatti Alfredo buon cattolico che si fa un vanto della propria ignoranza è immediatamente pronto ad attaccare l’Islam, come da copione) e soprattutto ci può controllare come meglio crede, perché ci ha convinti che studiare è complicato, è per pochi, è solo per chi è “chiamato”… E’ piuttosto banale: il contadino che non sa leggere viene tenuto nella povertà dell’analfabetismo per il semplice motivo che questo fa comodo al suo padrone… eppure i Cattolici in Italia sono talmente abituati a questo che nemmeno se ne rendono conto. E’ banale ma è tristissimo, e leggere il commento di Alfredo che si permette di arrivare nel blog di una persona come Uyulala e giudicare, giudicare con arroganza, e per di più impiegare la parola “dotta” con sarcasmo (certo perché Catimini è una donna, e le donne che parlano troppo sono moooolto pericolose) MENTRE si proclama cristiano, a me fa soffrire molto. Perché significa che ancora è diffusa l’idea che sia un buon Cattolico chi tace sottomesso ai (maschi) teologi del Magistero, i soli a poter parlare. La tristezza e la sofferenza in me vengono soprattutto dal fatto che se è così, se chi osa prendere una propria posizione, chi osa pensare in modo autonomo è da condannare, se è così nella Chiesa di questo Paese il Concilio non è mai penetrato. Il Concilio, che addirittura auspicava Preghiere Eucaristiche scritte da ogni singola Comunità… e in Italia nemmeno sappiamo cosa c’è scritto quando il prete legge, nemmeno stiamo ad ascoltare. Maggi da questo punto di vista rappresenta in pieno lo spirito del Concilio: cerca di spiegare senza essere troppo difficile, creca di mostrare come sia possibile anche per chi non ha fatto studi classici cominciare ad ambientarsi nel greco e nell’ebraico… in realtà sono in molti che si rendono conto di come sia ormai indispensabile che chiunque entra in chiesa cominci a rendersi conto di che ricchezza sta nascosta, rinchiusa, dentro le formule incomprensibli che si recitano a memoria: mi hanno regalato Shiloh, un cd con libro di Paolo Spoladore, un prete di Padova che, mi spiace per Alfredo, canta in greco e in ebraico e ha un seguito di gente semplicissima che canta con lui!

    Quando Dioamore dice “purificare”, si riferisce ad un’esegesi di Maggi, molto bella, in cui viene tradotto meglio un verbo del Vangelo di Giovanni, che noi siamo stati abituati a leggere in italiano come “potare”. Il Padre, il vignaiolo, interviene a potare il tralcio “perché porti ancora più frutto”. Di solito i teologi spiegavano così: se hai un dolore, un lutto, è perché il Padre ti sta “potando”, in modo che tu porti ancora più frutto. L’idea che emerge è quella di un Dio sadico, che può fare di noi quello che vuole, l’idea dunque pagana di Zeus. E ad un popolo pagano questa intepretazione non fa un grinza, pertanto per millenni questa traduzione non è stata riveduta, e anzi ci si cono costruite sopra teodicee varie. Da quando però il Concilio ha incoraggiato gli studi, si è scoperto che la traduzione del Vangelo è spesso causa di malintesi fondamentali nella nostra immagine del Padre, e si è cercato di rimediare. In questa esegesi Maggi mostra come il verbo non sia potare ma purificare, e come non riguardi in nessun modo lutti o disgrazie.
    Il Padre purifica, non noi, nel senso che tutto ciò che a noi è richiesto è vivere secondo le Beatitudini (non è più abbastanza secondo i Comandamenti), e poi Lui farà tutto ciò che noi non possiamo fare, Lui si occuperà di raddrizzare le vie storte, mentre noi camminiamo. Sognifica che possiamo vivere senza più ansie, che la nostra fiducia è tutto ciò che ci è richiesto, che cercare il Signore è la nostra parte, e per tutto il resto siamo al sicuro, siamo protetti in ogni capello che abbiamo sul capo.
    Ecco, Maggi lo dice molto meglio! Ma senza provare a spiegare non si poteva capire cosa si intende quando Dioamore scrive “purificare”.
    A questo punto secondo me siamo un po’ al centro del problema.
    Quando tu Dioamore scrivi che anche negli altri gruppi umani ci sono violenze, per te è sufficiente a dimostrare che il tuo Movimento non è peggiore degli altri. Ma per chi queste violenze le ha sentite sulla pelle non può funzionare questa spiegazione!
    E’ un po’ come scoprire che uno è probabilmente un delinquente e argomentare che siccome ce ne sono anche altri, non tocca a noi denunciarlo.
    E per di più tu concludi: perché ci penserà il Padre a denunciarlo, visto che solo Lui purifica.
    Al momento però non abbiamo notizia che il Padre abbia sporto denuncia, né se n’è mai avuto notizia nella storia dell’umanità.
    Cosa credi dunque che pensino di questo Padre le vittime di quel delinquente, che magari ha rubato tutto quello che avevano? Pensano che è cattivo, che la sua Volontà è per lo meno di totale indifferenza rispetto alle loro sofferenze.
    E allora com’è che ogni nostro capello è protetto?
    Vedi che se questa è la nostra lettura della “purificazione” del Padre c’è qualcosa che non va, a meno di non voler poi esortare tutti a “credere” che questo Zeus malvagio è comunque buono: è per fede che bisogna accettare le sofferenze… balle, direbbe Maggi, perché nel Vangelo non c’è scritto. Possiamo costruirci le filosofie più raffinate per spiegare il male (è questo in fondo il problema della “Volontà di Dio”), ma se non viviamo secondo quello che il Vangelo dice, non siamo cristiani.
    E il Vangelo a cui tu ti riferisci con “purificare” non dice che il Padre si preoccuperà di purificare quello che puoi purificare tu, al contrario, il Padre purificherà per te quello che non puoi vedere, NELLA MISURA IN CUI tu vivi secondo le Beatitudini, ovvero ti preoccupi di ogni situazione di ingiustizia che puoi vedere.
    Concretamente, ed è per rispondere alla domanda in cui mi dicevi: quali altre strade intendi?, secondo me quello che tu puoi fare per annunciare il Vangelo a chi è uscito dal Movimento, non è cercare di giustificare i problemi del Movimento confrontandolo con altri gruppi che hanno problemi peggiori, ma agire dentro il Movimento, PER QUELLO CHE PUOI, per evitare che si ripetano situazioni come quelle che vengono raccontate qui! E poi, se vuoi, tornare qui per raccontare quello che hai fatto. Soltanto così, credo, se tu ti prendi la responsabilità del tuo pezzettino, il Padre purificherà la tua vita e tu vedrai meglio cosa c’è da fare di più, e attraverso le tue azioni costruirai la sua Volontà, che non è altro che la Sua Bontà, la costruirai anche per la vita degli altri. Ho visto il video di Terzani che hai linkato, ma credo che la differenza tra il Volto di Dio che Terzani intendeva e il Padre del Cielo che il Vangelo ci indica sta proprio nella nostra responsabilità. Il Vangelo non ci chiede di metterci in situazioni in cui la nostra coscienza venga meno, in situazioni in cui non possiamo più scegliere, ma al contrario ci invita a scegliere sempre, a prenderci cura di ogni istante, di ogni essere nuovo che incontriamo… come può accadere questo se siamo inseriti in ruoli che ci impediscono di rapportarci al mondo fuori, perché viviamo solo in funzione di una “famiglia” che ci chiede di non esistere fuori? Ti ricordi quando dicevi: chiunque non lascia suo padre e sua madre… Se il ruolo che ricopriamo diventa idolatria, impedisce la nostra responsabilità, così come una “famiglia” mafiosa ci impone di uccidere chi fa parte di un’altra famiglia e si opponga alla nostra.
    Ecco, scusa perché mi sono persa parecchio, non so se si capisce qualcosa. Vorrei precisare, e spero proprio che per te fosse già ovvio, che se ti scrivo è proprio perché ho stima di te, e fiducia che la tua ricerca è autentica. Nè mi pare di aver mai detto qualcosa in cui si senta del disprezzo per il Movimento dei Focolari. Se fosse così, nemmeno starei qui a scrivere. A me pare che ci siano aspetti pericolosi per la vita delle persone in molti Movimenti, e che ad ogni Movimento tocchi lavorare per eliminarli se vuole davvero annunciare il Vangelo. Le giustificazioni “teoriche” sono davvero importanti, perché spesso diventano il modo di sottomettere la volontà delle persone più fragili. E siccome la Psicosintesi a me piace moltissimo, e la trovo capace di costruire immagini liberanti, direi ad Alfredo di approfondire e rendersi conto di come c’entra poco la sublimazione come la intende Assagioli dalla coercizione della volontà e della responsabilità del singolo. Tocca ad ognuno di noi parlare per liberare, per proteggere chi non può più parlare, soprattutto, mi pare, se ci interessa davvero che il Vangelo sia sempre più aperto per chi ha bisogno di leggerlo.
    Anche a me piace moltissimo come scrive George, com’è limpido e essenziale quello che dice… e sempre molto più sintetico di quello che dico io… perdono… comunque in quello che ho scritto qui cercavo di risposndere anche ad alcuni tuoi commenti, e tra l’altro l’argomento dell’Islam merita molta attenzione, mi sembra molto bello il modo in cui hai impostato la risposta!
    Ancora buon Anno Nuovo a tutti!

  • alfredo ha detto:

    Ringrazio George per la sua risposta( bellissima) e gli auguro buon ritorno al lavoro.
    Chiederei delle indicazioni per approfondire:
    Quello che non riesco a capire è che un Dio metta in moto l’universo e poi si ritiri nella sua suprema trascendenza per poter lasciare libera la sua creatura.
    Ma ncora questo non spiega l’esitenza del male.
    Mi spiace deludere Catimini, della quale invidio il grande tempo a disposizione per scrivere, ma non sono affatto cattolico e le confermo che per Assagioli la sublimazione così come lui la intende non riguarda appunto per nulla la coercizione ma la libertà …Le pulsioni vengono dominate anche con tecniche semplici sulle quali lui si è a lungo soffermato per poter utilizzare l’energia psichica che ad esse sottende.
    E’ questo il grande segreto del puritanesimo in genere.
    Cordiali saluti

  • dioamore ha detto:

    Catimini, io credo nell’azione della Trinità. Non pensare che la Trinità se ne stia indifferente, in fondo sono ben tre Persone che agiscono all’unisono.

    Raccolgo il tuo invito: “quello che tu puoi fare per annunciare il Vangelo a chi è uscito dal Movimento, non è cercare di giustificare i problemi del Movimento confrontandolo con altri gruppi che hanno problemi peggiori, ma agire dentro il Movimento, PER QUELLO CHE PUOI, per evitare che si ripetano situazioni come quelle che vengono raccontate qui!”

    Pensi che sia semplice? Dovrei prendere visione degli statuti, studiarli e vedere il da farsi. Sono cose delicate che coinvolgono anche i vertici della Chiesa e il Papa che li ha approvati. Tu cosa suggerisci? Però mi domando: perché mi chiedi di agire dentro il Movimento quando la stessa cosa la potevi fare anche tu a suo tempo, rimanendo all’interno invece di uscirne? Trovo assurdo che un Movimento che dialoga con gli atei non riesca a dialogare anche con la propria parte “dissidente”. Comunque farò come posso.

    Poi Gesù è il primo a dire che se stai per offrire la tua offerta a Dio e ti accorgi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta e va prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire la tua offerta. Credo che questa lezione di umiltà e riconciliazione dovrebbe valere un po’ per tutti i cristiani compresi i vertici dei vari movimenti ecclesiali e della Chiesa stessa. Altrimenti penso che sia inutile e controproducente proseguire in un cammino di unità lasciando per strada quelli come voi che si sono allontanati criticando il Movimento. Che ne pensi?

  • george ha detto:

    Per Alfredo. Brevemente perche la cosa mi interessa troppo. Il problema del male non è disgiunto da quello della creazione. Se si legge il racconto di Genesi ci si accorge che, va bene, il peccato l’ha fatto l’uomo (evitiamo la solita colpevolizzazione della donna/Eva) ma ingannato dal serpente. Questa cosa indica almeno due conseguenze. Primo: l’errore è nell’uomo che ha creato Dio: perchè l’ha creato così? …libero? ma soprattutto, il male (serpente), quel male che non è dipendente dalla malvagità dell’uomo, pre-esiste al supposto (a questo punto proprio supposto) peccato originale e chi l’ha creato se Dio, secondo il racconto (o i racconti) di Genesi è stato TUTTO creato da Dio. Il paradiso terrestre non era poi così paradisiaco se ci si doveva almeno guardare da un animale. Non sarà che l’interpretazione di tutto il racconto di Genesi 1-2 non deve essere interpretato in altro modo? magari tenendo conto che non è una telecronaca della azione di Dio, ma che è stato scritto durante la deportazione di Babilonia (520-580 a.c. -i “rotti” non li ricordo bene) e non come un libro di scienze (dove vedere come è nato il mondo, anche perchè attinge da miti antichi anche per la creazione dell’uomo). Insomma Dio, il mondo e con questo il male potrebbero coesistere? così Darwin ed i suoi sostenitori potrebbero essere cooptati nella nostra ricerca esistenziale. Riporto alcune righe di M. Luzzatto che è un darwiniano ma scrive: “… .Ma se pensando a queste cose si è ormai lontani da un Dio Architetto che ha costruito un mondo perfetto come un meccanismo perfettamnte oliato, ciò non vuole affatto dire che si sia irrimediabilmente lontani da Dio tout court; vuol dire solo che Dio non può essere quel manovale edile dell’immaginario collettivo che gioca con la creta e forgia gli uomini e il mondo, come un bammbino che crea le sue figurine col pongo. Se c’è, deve essere un Dio più sottile.” Luzzatto continua ricordando la figura di Giacobbe che combatte tutta la notte con Dio e Dio gli dà poi in nome di Israele “…, perchè ha lottato con Dio e con gli uomini” (Genesi 32, 29). Qui bisognerebbe proseguire però diventerebbe lungo lungo e fors e anche un po’ noioso, magari in un secondo momento. saluti a tutti.

  • catimini ha detto:

    caro Dioamore,
    io non sono mai stata nel tuo Movimento! Credevo di averlo detto da qualche parte. Lo conosco bene, ma indirettamente. Credo che sia molto importante quello che dici, che non ha senso parlare di unità se non si sa rispondere alle critiche degli ex, e per questo motivo apprezzo la tua presenza qui, la tua fatica, come ti dicevo. A me interessa moltissimo leggere il blog di Uyulala perché mi interessa, nel senso più vicino che posso a Don Milani, quello che accade tra i cristiani in Italia, quello che accade alle persone a me care che fanno parte di Movimenti, e quello che accade a una Chiesa che negli ultimi anni si appoggia sempre di più ai Movimenti per vivere il Vangelo, per dare esempi di come si può viverlo. Tempo fa rimandavo ad una pagine del Fatto a proposito dell’Opus Dei, del 12 novembre mi pare, ma non citavo il titolo dell’articolo che era: perché la Chiesa tace?
    E’ questa la mia grande preoccupazione: perché? I casi in cui si potrebbe definire un plagio la permanenza in un Movimento a me, per la mia esperienza, sembrano essere sempre più numerosi: perché i cristiani in Italia non si muovono?
    Paradossalmente, a me pare che ai Movimenti stessi la situazione sia sfuggita di mano. Stanno diventando sempre di più degli strumenti nelle mani di qualcosa’altro, qualcosa che si verifica specialmente in Italia, ma che potrebbe estendersi all’Europa?? Spero di no… Se qualcuno che legge qui lavora nella Sanità in Lombardia ne dovrebbe sapere qualcosa.
    Credo che la presenza di persone che pensano “per conto terzi” possa diventare un drammatico problema per tutta la comunità civile, come dice bene Bruno Vergani nel suo racconto sul blog, a proposito del conto Paiolo! Come si può giudicare chi commette un’azione illegale per fedeltà a un Movimento? Dov’è la coscienza di un singolo che è legato da un’abbedienza particolare a un’associazione, penalmente come si mettono le cose?
    Non sono scenari fantascientifici, ma purtroppo fatti accaduti (se non sbaglio l’inchiesta su Saladino ne rappresenta una prova lampante), eppure io credo che non sia necessario esaminare gli statuti. Se siamo attenti, è facile rendersi conto di quando una persona é libera o di quando non lo è. Emanuela Provera parla se non vado errato di nove persone su dodici che prendevano psicofarmaci nella sua comunità femminile. Ed ecco la stessa domanda che ti ponevo tempo fa: possibile che gli altri, i Numerari sposati (non so se è esatto dire così)non se ne accorgessero? Credi che non sia piuttosto evidente rendersi conto che qualcuno prende psicofarmaci? Non so se forse ora ti è più chiara la preoccupazione che ti dicevo: perché le persone sposate, che sono in una certa misura meno esposte ai “danni” di un’appartenenza che dissolve la coscienza del singolo, non si muovono per limitare questi danni nei “consacrati”?
    A me sembra che si tratta di voler bene alle persone, non tanto di intraprendere azioni formali: a volte basta pochissimo, le parole sono potenti! Credo che se ti capita di incontrare un Focolarino che non ti sembra davvero a suo agio nel ruolo che gli è stato affidato, è una tua responsabilità precisa non contribuire a mantenerlo in quel ruolo. Credo che se tu sei libero, liberi inevitabilmente chi ti sta accanto, è un contagio! Se tu sei libero e ti prendi cura degli altri, il tuo atteggiamento porta chi ha bisogno ad avvicinarsi, a contare su di te. Certo ti scontrerai con chi non è libero e vuole farti tacere, vuole emarginarti per ciò che dici, ma questo, come tu ben sottolinei, è un fatto umano, e credo che la nostra responsabilità implica il coraggio di esercitarla, che cresce inevitabilmente man mano “ci applichiamo”! D’altronde, se non sbaglio, Chiara stessa diceva che chi avesse avuto anche un solo dubbio in merito alla propria “vocazione” avrebbe dovuto fermarsi. Ma da qui ecco quel grande problema che ti segnalavo, che forse ora diventa più chiaro: il fatto che a chi non è un “consacrato” non appare lecito preoccuaparsi della vita dei Popi, perché a loro è riconosciuta una sorta di alterità, loro hanno la “vocazione”. E’ normale ragionare così in Italia, ci hanno educati così, da quando al Concilio di Trento non vennero ammessi i luterani sposati ma solo i celibi… eppure a me sembra che sarebbe il caso di domandarsi se questa logica non sottenda qualcosa che con il Vangelo non c’entra nulla, e invece permette la violenza sulle persone. Mi fermo, spero di essere stata chiara… grazie per la tua risposta!

  • catimini ha detto:

    per George
    che bello leggerti, è sempre più interessante. Conosci la posizione della Qabbalah in merito a questo problema? Mi piace molto perché è semplice, ovvero per niente facile, semplice e tremendamente profondo,cocme un abisso che si spalanca. Il tema dello Zimzum viene integrato da questa tesi che scaturisce da una precisa lettura del Genesi: il Messia verrà quando gli uomini e le donne sapranno finalmente incontrarsi.
    Tutto è creato in modo duale secondo il Genesi: cielo e terra, giorno e notte… e tutto è creato però dallo stesso Dio, fatto che impedisce la comoda spiegazione manichea della creazione negativa, e il grande problema teologico di Israele è perciò quello dell’impurità, per cui il Levitico “corregge” il Genesi e decide una lista di animali impuri… per cui il Sacerdote e il Levita sulla strada per Gerusalemme NON POSSONO toccare il moribondo, e il Samaritano (che è il Signore) invece trasgredisce la Legge, in nome del Genesi!
    Non ti sembra che il problema del male diventi concretamente quello dell’impuro? E’ proprio un fatto quotidiano che incontriamo: l’impuro è il diverso, lo straniero, è la vittima della violenza. Mi viene in mente un racconto di Pirandello, “la patente” se non sbaglio, in cui uno jettatore emarginato dal gruppo chiede di essere certificato come tale per poter finalmente vivere lavorando come jettatore… ma in ogni gruppo umano le vittime sono impure, pensa a una classe di scuola media.
    E le donne, per un uomo, sono l’impuro per eccellenza. E’ chiaro pensando a un prete, a un “consacrato” che le deve fuggire, ma non è meno chiaro pensando a quanti uomini non si arrendono mai all’idea che la moglie è una persona come loro, che è una compagna, un’amica, e non una badante, o una strana creatura che hanno l’onere di mantenere… I problemi teologici sono estremamente vissuti, sulla pelle delle vittime: il sacerdote e il levita forse avrebbero voluto fermarsi, ma trasgredire la Legge era troppo pericoloso, e quell’uomo sarebbe morto. Sarebbe morto, paradossalmente, proprio perché era troppo vicino alla morte, l’impuro per eccellenza, per poter essere salvato! Così come un bambino indiano (fatto che sta accadendo in una scuola media della mia città) che il professore chiama sprezzantemente “cipollino” irridendolo davanti a tutti per quella tradizione di raccogliere i capelli, è segnato nella sua classe e dovrà rimediare poi da adulto, solo perché quel professore ha bisogno del suo capro espiatorio per gestire la classe… la morte, la violenza, l’impuro… il male come un mondo parallelo da evitare, come una donna che va sottomessa, che non può permettersi di parlare o dirigere un lavoro.
    E il Samaritano che salva dalla morte dalla violenza dal male in Nome di un Dio che ha creato tutto, senza mondi paralleli… mi piace pensare che i primi cristiani vivevano la creazione e dunque il rapporto tra i sessi in un modo che purtroppo abbiamo poi dimenticato, ma dobbiamo ritrovare: è bello quando nella Didaché si parla del momento in cui i discepoli, mandati a due a due, si trovano ad affrontare il momento del parto di uno dei due! Il Messia è venuto, se questi discepoli mandati a due a due non sono due uomini come ci hanno detto di leggere…
    Scusa perché ho detto cose su cui si potrebbero scrivere trattati in pochissime e banalissime parole… ma sono stata sintetica!!

  • alfredo ha detto:

    Cara catimini lo sai che avrei voluto scommettere sul fatto che che tu sia una professoressa…( hai infatti molto tempo a disposizione)e che tu TI SIA PERò ANCHE QUASI LAUREATA IN TEOLOGIA. Sei molto colta( senza ironia) e simpatica quando decidi di non sentenziare su che cosa siano gli altri… e forse dobbiamo imparare che La realtà è molto più complessa.
    Nei tuoi interventi c’è veramente molto da imparare
    Ed è bello sentirti parlare del Dio che si ritrae dal mondo , peerchè è proprio quello che penso io :Dio si è ritirato dal mondo per permettere la nostra libertà .Dio è pura energia
    Questo significa che dio non si preoccupa di ascoltarci.
    Pensavo veramente che l’islam fosse la religione che più si avvicina al mio pensiero. UN Dio perfetto che non si occupa di noi. Ma se gli islamici parlano di Un Dio Compassionevole anche loro cadono nel tentativo di dare a dio attributi umani.Dio probabilmente non è compassione non è amore.
    Insomma ho piacerer di leggere questo sito dove trovo degli interventi molto illuminanti. Quelli di George sono splendidi , quelli di yulalia pieni
    bellezza

    Quanto a me, che purtroppo ho solo una stupida laurea tecnica ma ritengo che , come tutti , compresi quelli che non conoscono l’aramaico, abbia il dovere di ragionare e leggere oltre quello di usare bene i congiuntivi. Voglio spiegare,con pacatezza , che tutti abbiamo il compito di migliorare e proggredire .Io per primo.Dante diceva ( oddio mi tro vo a far citazioni come fai tu)che non siamo fatti per essere bruti.
    Pertanto confermo , in ogni caso, che trovo triste e mi addolora moltissimo vedere spesso come la la parte erudita di alcuni interventi , non si accompagni all’esercizio sereno di una razionalità che sia poi capace di fare “epoché”. E questo non è dovuto alla passione nel trattare gli argomenti ma proprio alla impossibilità dovuta sicuramente a vicende personali a non esrcitare la pietas nei confronti di tutti gli esseri umani che cercano tutti( dico tutti anchi i famosi numerari) di dare un senso alla loro vita.
    Chiamare un bimbo cipollino può essere una manifestazione di affetto . Non trasferiamo l’aggressività che sta in noi nelle intenzioni degli altri.
    Torno a lavorare e ai miei conti per unpo’ ….

  • alfredo ha detto:

    Per gGeorge,
    grazie ancora per tutto!

  • dioamore ha detto:

    Catimini, ho incontrato diversi focolarini sia sposati che non sposati e in tutti ho trovato tanta serenità e passione per l’ideale e per Chiara. Nel Movimento i focolarini e tanti aderenti si trovano “a casa” e quando una persona si sente a casa, vuol dire che sta bene così come è. Fino a quando una persona si sente a casa, vuol dire che ha trovato la sua famiglia, la sua pace.

    Peccato solo che questo “sentirsi a casa” resti nell’ambito di un Movimento ecclesiale inserito in un contesto sociale spesso ostile e non si estenda a tutto il mondo, dove tutti gli uomini possano sentirsi liberi e a casa.

    Io non mi sento a casa in questo mondo, mi sento un estraneo, un ospite, non mi sento libero, sento il giogo della Legge che mi soffoca obbligandomi a timbrare un cartellino che non ho scelto e quindi sono alla ricerca di un luogo dove sentirmi a casa, libero, non più giudicato dalla Legge.

    Non è vita quella che facciamo, espropriati dei nostri sogni, asserviti ad un sistema dove metà delle persone devono lavorare per produrre oggetti e servizi spesso inutili che l’altra metà delle persone deve lavorare per acquistarli, il tutto ben coordinato e regolato da una Legge che se sgarri una virgola ti sbatte in carcere.

    Penso che ogni uomo desideri sentirsi a casa, nel focolare domestico, e che sia un suo diritto: “Fai come se fossi a casa tua” si dice all’ospite. Ma io voglio sentirmi a casa da padrone e non da ospite, da padrone non certo esclusivo, tuttavia da padrone e non da inquilino in affitto. Questa “casa” c’è, ma non la vediamo perché la Legge la nasconde alla nostra vista e ce la sottrae occupandola. A noi non resta che occuparla dopo aver messo la Legge fuori legge.

  • george ha detto:

    Non vorrei sembrare quello che non sono (di maschere si parlava da qualche altra parte ed il web si presta da matti); riguardo la Bibbia conosco quello che ho trovato sui libri diversi e sulle introduzioni nelle edizioni un po’ decenti, frequento qualche corso di teologia (pomposamente chiamato così ma basterebbe “di problemi in campo teologici”) che tengono, nella mia città, alcuni preti che dire illuminati è poco, sicuramente studiosi. C’è un passo, che forse ho già citato, di Ghislain Lafont che dice “Si può essere del tutto certi di una verità probabile, se questa verità è tale da poterla ragionevolmente ed emotivamente far propria e dunque in essa riposare; al contrario, si può rimanere incerti davanti ad una verità evidente o dimostrata: anche se le prove dell’esistenza di Dio sono dimostrative, anche se si è convinti della dimostrazione, si può rimanere soggettivamente incerti, in quanto è malagevole il passaggio dall’affermazione intellettuale alla certezza soggettiva globale…” (“Immaginare la Chiesa Cattolica” Ed. San Paolo 1998 p.78, nota 10)scrive questo in una nota a piè di pagina ma è una verità importante: ci sono delle cose che non ti convincono anche se sono come la matematica ed altre che, se pur non sono così facilmente dimostrabili, senti dentro almeno che c’è del vero, poi devi lavorare profondamente per capirle meglio, interiorizzarle sempre di più; per me così è l’esistenza di questo Dio un po’ debole (non vorrei bestemiare), certamente sottile (perchè è facile non vederlo, non sentirlo) che è inutile che lo preghi per… perchè lui non può, ma è lì, vicino a me (noi) e lo sarà per sempre per tutta la tua vita, fino alla fine della mia vita, anche in quel momento estremo. So che l’intera storia sacra descritta nella Bibbia nell’intenzione di quel popolo (proprio durante la dura deportazione in Babilonia del V secolo a.c.) vuole ricordare a tutti, ma soprattutto la loro stesi, proprio la dedizione di Dio nei confronti del suo popolo, che protesta anche fortemente (il già citato Giacobbe o Giobbe), ma attesta che sa che questo Dio non lo abbandonerà mai e gli è vicino dall’origine del Mondo (Genesi appunto).
    Quanto al male, mi rimane difficile limitarlo all’impurità, oltre al male provocato (o da aberrante interpretazione come per l’idividuazione del “diverso”, ma che proviene dalla malvagità dell’uomo), credo a rischio di manicheismo (ma non è così), esista un male “naturale” (dai terremoti, tsunami, epidemie alle malattie “innocenti”) che domostra che la natura non è madre (checchè ne dica Mancuso) cosa che almeno smentisce “la buona creazione di Dio”, e che si allinea con la posizione darwiniana che sa di una realtà in cui domina il caso ed il dramma (la mutazione genomica casuale, e la selezione naturale) cos’è questo se non il Male. Alla prossima puntata. (tra l’altro sulla considerazione delle donnne con me sfondi una porta aperta, non ho parole per esprimere la mia approvazione).

  • Mariela ha detto:

    Cara Catimini,
    molto interessante la risposta per dioamore: quello di “prendere cura degli altri”.
    Non ho capito però, se hai fatto un invito/proposta a dioamore, oppure é un commento da parte tua, lo dico perchè alla fine hai dato la risposta:
    “eppure a me sembra che sarebbe il caso di domandarsi se questa logica non sottenda qualcosa che con il Vangelo non c’entra nulla, e invece permette la violenza sulle persone”

    Anche a me sembra che all´interno la realtà é molto triste. I membri del movimento hanno ormai la risposta a TUTTI i problemi: Gesú Abbandonato… allora come “curare” a un paziente che si crede ormai “sano”?

    Anche io credo che le parole sono potenti ma all´interno non funzionano.
    I membri dei movimento non hanno un “ragionamento umano”, ma hanno il “ragionamento divino” che persino lo capiscono con Gesù in mezzo insieme a colui che ha “la grazia”…

    Se i popi sposati (per essempio) non fanno niente per il popo psicologicamente malato, non é indifferenza. In realtà si dice che lui “é in crisi” e si prega per lui e si lo lascia in pace perchè “dio lavora in lui” (e se é possibile lui é mandato in vacanza, finchè non si parle di lui). Questa é la loro “logica”.

    Grazie per i tuoi commenti!!! Sono sempre un piacere leggerli!!

  • catimini ha detto:

    Per Alfredo
    mi spiace deluderti, ma non faccio la professoressa, e non ho fatto nemmeno un esame in nessuna Facoltà Teologica… non ho molta stima delle lauree, perché secondo me una persona colta è soltanto una persona che è capace di essere attenta agli altri, che non giudica ma cerca di entrare in sintonia. A me pare che a te piaccia invece molto mettere etichette, forse ti fa stare più tranquillo controllare tutto… però mi fa piacere che ti trovi bene in questo blog, dove chiunque può dire il suo pensiero al di là di chi è cosa fa cosa possiede a che cosa appartiene…

  • catimini ha detto:

    Per Mariela,
    grazie mille della risposta… perchè va proprio al centro della questione, non c’è altro da dire. Quello che dicevo era un invito a chiedersi perché succede così. A risalire un po’ a monte delle situazioni: se i Popi non sono ritenuti sullo stesso livello degli altri è perché si crede che chi ha la vocazione sia superiore. Ma se diventa sempre più chiaro, almeno per me, che questa “distinzione” fa loro del male, allora perchè non provare a chidersi, diversamente da quello che abbiamo fin da bambini creduto per educazione, se questa distinzione non sia un’invenzione? Forse non mi ero spiegata molto bene! E come al solito arrivo sempre un po’ dopo a rispondere… ma tu hai molta pazienza! un abbraccio, buonanotte

  • alfredo ha detto:

    Insomma, cara Catimini,
    siamo in due a essere delusi e a mettere etichette.
    Tu che pensavi che io fossi cattolico ed io che pensavo che tu fossi una professoressa.
    Scherzi a parte leggere questo sito è molto interessante e da te Ho imparato molto.
    Cordialità

  • catimini ha detto:

    Grazie Alfredo… in realtà io non sono per niente delusa che tu non sia cattolico! Anzi, è stato un sollievo leggerlo, perché in questo momento della Chiesa Cattolica mi pare che sia difficilissimo per chi ne fa parte avere voglia di cercare. Invece tu ne hai molta… quello che dicevi dell’Islam, dell’assoluta alterità di Quello che gli Ebrei chiamano soltanto Ha Shem, il Nome, in realtà secondo me non viene meno nel Vangelo. Anzi, il fatto che venga chiamato “papà”, proprio come nel Corano viene chiamato il Compassionevole, aumenta indefinitamente Sua la distanza. Come se divenisse una distanza di qualità, non più di quantità, tra “le Sue viscere di misericordia” e questo mondo in cui la misericordia certi esseri umani (centinaia e centinaia di migliaia…milioni in questo momento? sai mi ha sempre colpita un racconto: i bambini di strada in Brasile si tagliano con il vetro, per punirsi, autolesionismo perché pensano che sia colpa loro tutto l’orrore che provano) non la sperimentano in nessun momento della loro vita… eppure non ti sembra che, se è così, se Il Nome è Compassione, questo abisso sia anche la misura del nostro desiderio più inestinguibile, quello che ci spinge a crescere, a sperare che qualcuno arrivi, a cercare…? Non è questo che desidera un bambino, in qualsiasi spaventosa epoca nasca, da qualsiasi disgraziato genitore nasca? A me sembra che i Misteri delle religioni sono tutte balle enormi di fronte al vero mistero, ineffabile, di come un bambino piccolo da qualsiasi parte provenga è ogni volta tutto nuovo, intatto, nel suo desiderio di essere riconosciuto come un tesoro e voluto come la cosa più preziosa per come è lui, proprio lui, anche è così inerme che non può nulla. E se qualcuno prova a rispondergli come desidera allora cresce, e sorride… credo che se guardi bene i sorrisi di un neonato in mezzo al mondo, magari nella baracca di una bidonville, qualche dubbio ti potrebbe venire in merito al fatto che se Quello che si è ritirato è davvero l’Altro sia davvero necessariamente anche il Compassionevole che da lì ci chiama… Buona serata, vado perché in effetti non è vero che ho molto tempo!:-)

  • alfredo ha detto:

    per Catimini

    Comunque ti ringrazio per avermi dedicato… il tuo tempo
    …che bello..quello che dici… tu sei un poeta

  • catimini ha detto:

    Caro Alfredo,
    ti ho letto e poi ho pensato. Nei commenti precedenti ci stavamo per insultare e adesso invece mi sembra un po’ di sapere chi sei, invisibile, proprio perché non so niente di te se non la scrittura. Questo blog è un po’ speciale: qui la scrittura si può fare strada per raggiungere e le tue parole mi hanno commossa. Grazie, credo che tu sia il poeta, che vede Bellezza intorno. Bellezza è un altro modo di dire il Nome. Buonanotte!

  • Cesar ha detto:

    Cara Mabel,

    avevo già scritto qualche commento su questa lettera tua che hai rivolto alle “care pope”, ma l’ho fatto rispondendo la tua lettera in spagnolo su questo sito. Uyulala mi ha risposto bene, ma non ancora riesco a capirti….Come mai si fa a scrivere una lettera in un ordine privato e poi permetti di pubblicarla ? Mi vengono delle sensazioni confuse…non so se posso commentare una lettera rivolta a persone care, secondo il tuo saluto che metti iniziando la lettra, e poi fai delle critiche grosse, oltre se hai o non ragione, ……… Cosa ne volevi in questi due momenti ?
    a. come riposta o come reazione dalle pope ;
    b. dopo una pubblicazione della lettera.
    Non te lo chiedo con una seconda intenzione; vorrei solo capire, cosa cerchi con una lettera del genere e poi pubblicandola ..
    Cesar

  • Uyulala ha detto:

    Cesare, ho fatto leggere i tuoi commenti a Mabel e lei mi ha mandato una email. Ti copio e incollo la parte che ti riguarda:

    Grazie Donatella,
    ho letto i due commenti e…niente…veramente è passato cosi tanto tempo di silenzio da parte dell’Opera e di altre persone in cui avevo fiducia che in questo momento se dovesi rispondere direi che mi aspettavo soltanto di essere ascoltata. Quella lettera é stata la conclusione, l’ultima di una serie di lettere a Emmaus, il co-presidente ed altri responsabili. Adesso so di aver perso il tempo.Ormai mi sono veramente decisa a guardare in avanti e cercare di vivere il meglio possibile seguendo la voce di Dio per la mia strada.Scopro ogni giorno che é possibile essere felice e piena senza il focolare.Sono convinta che non potró piú fare parte di nessuna altra struttura al interno della Chiesa, trane la Parrochia in cui sono inserita.Posso sí collaborare e dare il mio contributo peró fino a un certo punto…decido da me in chi voglio fidarmi, scelgo i miei propri amici,faccio le opere di caritá e misericordia che sento Dio mi spinge a fare senza chiedere il permesso di nessuno…insomma sto cercando di prendere in mano la propria vita e rispondere veramente a Dio donando tutto quello che ho e quello che sono.L’altro giorno parlando con uno dei popi che é in focolare, ho visto che per loro é molto difficile di capire perché vivono in un modo molto diverso a l’esperienza che io e tante altre ex focolarine abbiamo fatto…quindi…forse non riusciremo mai a trovare un punto di contatto.
    Se vuoi trasmettere queste cose a Cesar non ho nessun problema…se lui volesse scrivermi direttamente al indirizzo e-mail, va anche bene.

    Ti faccio un piccolo rimprovero: è molto facile criticare partendo da cose tutto sommato superficiali, senza guardare il dramma che nascondono le parole di chi cerca, semplicemente, di essere ascoltato.

  • Super anonimo ha detto:

    Cesar,
    esta de mas hablar sobre la privacidad (propia o la de terceros) en Internet o en la vida privada, porque es un tema muy elemental en la vida cotidiana.
    De hecho esta carta ha sido publicada con el consentimiento de Mabel. Y demás esta decirte que esta en su derecho el publicarlo, porque es SU carta.
    Es una pena que te limites a cuestionar cosas tan superficiales… porque el contenido de la carta es lo importante, no la forma.
    Tu último comentario me hace venir a la mente el hermétismo y la censura que se vive dentro de la jerarquía de la iglesia católica. Me pregunto si la misma “política” no se aplica a los niveles mas altos de las agrupaciones religiosas y afecta también a sus adeptos (como a ti) que vienes aca a intentar juzgarla con un pretexto tan infantíl.

    Yo no conosco a Mabel ni su caso en profundidad, pero estoy segura que esta carta a las “care pope” no ha llegado a todos los destinatarios. Siempre es así, las cosas que van “en contra de la Unidad” se dejan de lado, se les hace un “paquetito” y se les confia a la misericordia de Dios…

    Pienso que las popas que mas la han querido se han dado la molestia de buscar esta carta en Internet y saber los motivos de Mabel por su propria boca. Y esto me parece importante. Para quien ha vivido en el movimiento suficientes años y ha visto “desaparecer” gente de sus filas, las historias extrañas sobre los “alejados” eran tabú o parte de un capítulo de LOST…
    El alejado siempre deja en el movimiento la impresión de ser una “oveja perdida”, un enfermo mental o alguién que al parecer hizó algo moralmente tan grave que de inmediato lo mandan al Centro de la Obra y desde ahí sus rastros se pierden…
    Pero claro, tal vez el motivo de Mabel no era el de limpiar su honra ante los comentarios de los otros, pero me alegra que haya matado dos pájaros de un sólo tiro.

  • Cesar ha detto:

    Cara Uyulala,

    quando abbiamo iniziato questo dialogo sul movimento ho riconosciuto l’utilità di questo sito e in paragone con quel altro delle luci e ombre, mi sembrava che questo fosse sempre in un contesto di rispetto direi permanente.
    Su questa base, per quello che mi è successo nel dialogo con te, mi piace molto il tuo rimprovero e l’accetto in un 100 %.
    Quello che non mi sembra di andare bene é questo commento del o della superanonimo perchè entra nel mondo del discredito e delle ofese gratuite.Questo, secondo me, distrugge il più bello di questo sito : scambiare dei pensieri, esperienze, riflessioni….
    Magari ho sbagliato nella forma, ma il contenuto del mio commento è chiaro, cioè, soltanto voler saper l’intenzione di pubblicare una lettera privata perchè secondo la mia cultura e formazione, magari strutturata, rigida…mi risulta abbastanza difficile poter entrare in una dimensione direi dei rapporti che non conosco; non ho degli elementi per far un giudizio. Ma come mi rimproveri, il contenuto è chiaro…e anche la tua risposta dove mi condividi parte della lettera di Mabel, mi aiuta molto a capire. Esperimento una grandissima voglia di correggere, di esprimere come è bella la vita….ma soprattutto di rivolgermi a Mabel con un grandissimo rispetto di entrarci con il timore davanti a chi ci patisce.Anche un grande abbraccio mi piaccerebbe dare a lei e chiederle perdono…
    Mi sembra che nessuno di quelli che apparteniamo al movimento dei focolari e qualunque persona possa mettere in dubbio quello che riguarda l’esperienza di Mabel. Sugli argomenti invece, penso sia importante distinguere cosa si è pensato con qualsiasi punto basilare della vita in unità e cosa capita in realtà. E condivido anche che certe maniere di rapportarsi o frasi classiche non aiutano ad avere una vita sana. È queso deve cambiare.
    Per il mio lavoro ho l’occassione durante tutta la giornata di rapportarmi con tantissime persone e di mondi molto diversi….e penso che in qualsiasi posto dove mi trovi, per formazione, non potrei mai dire di si a quello che la coscienza di mi dice di non. Per ciò mi piace tantissimo quando Mabel ti dice di scegliere da se stessa…E sono sicuro che la più bella strada per toccare il gaudio della vita e`scriverla da se….e nel mio caso, con Gesù. Lei ha raggione; non ha bisogno ne del focolare e direi di più neanche della chiesa per questa esperienza…soltanto chiede di essere profondamente autentici e Dio è presente lì in quel umano vero, profondo ed anche aperto….
    Non sò cosa penserò domani….e solo la mia esperienza fino a oggi, in focolare, con luci e ombre, perchè siamo uomini… e questo è bello, sai ? So che lo sai e per ciò nonostante i miei sbagli sono contento di continuare a dialogare.
    Ancora grazie, Uyulala, e un grande abbraccio per te e per Mabel…
    César

  • Uyulala ha detto:

    Cesar,
    quello che succede nel percorso di separazione dal movimento è una storia molto comune. E’ difficile che le persone taglino i rapporti di botto, di solito cercano un dialogo, cercano di farsi capire e di capire. Di solito trovano un muro fatto di slogan e di risposte precostituite. L’allontanamento vero e proprio è sempre una scelta sofferta, e una volta fatta questa scelta, si cerca ancora il dialogo, allargandolo in modo concentrico come i cerchi nell’acqua generati da un sasso che cade nello stagno.

    Non posso parlarti a nome di Mabel (eventualmente lo farà lei stessa), ma è molto frequente che le persone, per cercare di essere ascoltate, dopo aver tentato la strada del colloquio privato, allarghino questo colloquio fio a farlo diventare pubblico. E’ il silenzio che si ottiene a spingere queste persone a rendere pubbliche le cose che sarebbero, altrimenti, rimaste private. E più le nostre voci restano inascoltate, e più noi siamo tentati di urlare…

  • Super Anonimo ha detto:

    César,
    tu non sai prendere il problema di modo “diretto”. Parlame a ME, ok?
    In realtá, a te non ti aveva mica piaciuto il fatto che Mabel abbia messo su Internet la sua lettera. Una lettera che mette in luce il lato buio del TUO CARO movimento. Non fare l´innocente, tu tiras la piedra y luego escondes la mano?
    Non ti fare il buono né il bravo. Il tuo commento era pieno di superbia e umiliazione. Ma ora sono molto contenta che hai capito e che chiedi perdono a lei.

    Comunque voglio rispondere al commento che hai fatto riguardo a me.
    Come mai vieni a chiedere: cosa voleva Mabel come risposta a una lettera “privata” (???) e quale reazione si aspettava lei, dopo la lettera?.
    Scusami, ma ti dico di nuovo, é molto basico:
    Da una lettera si aspetta sempre una risposta, un saluto, un commentario. Non ti hanno detto che é di cattiva educazione non rispondere a una lettera?
    E la sua lettera non ha niente di “privato”, perche é sua. Il problema sarebbe se lei pubblicasse le risposte (che non sono mai venute) alla sua lettera, allora possiamo parlare di una violazione alla privacy degli altri.
    E queste cose non ha niente da fare con la “cultura né la formazione strutturata, rigida” della persona. La conoscenza di queste cose é basica in qualsiasi cittadino in qualsiasi parte del mondo.

    E poi dici che “il bello” di questo blog é lo scambio di pensieri, sperienze, ecc… Scusami, ma di solito qui le discussione sono abbastanze “calde” (e brutte, anche purtroppo).. Credo che dovresti informarti meglio…
    Ma certo le esperienze degli interni si leggono anche qui, come per esempio tu, hai usato Mabel per mettere finalmente in luce la tua esperienza e la tua ricca personalitá spirituale e umana.

    Scusami, sono dura con te. Ma uso il diritto di difendermi del tuo commento e di rischiarirti quello che pensavo di te prima di avere chiesto scuse a Mabel.

    PER DONATELLA,
    una descrizione molto triste (e vera) di cosa accade nel cuore di chi esce…

  • Uyulala ha detto:

    Il grosso problema legato al “parlare” o al “tacere” è che molto frequentemente si entra in una mentalità più che altro di tipo mafioso: certe cose non si devono dire, non si devono far sapere. L’omertà che si crea è un veleno insidioso che corrode anche l’anima più pura.

    Io ho ammirato molto Mabel per aver avuto il coraggio di rendere pubblici i suoi pensieri, non dev’essere stato per niente facile per lei.

  • Cesar ha detto:

    SUPER ANONIMO,

    Las conjeturas, impresiones o suposiciones de las intenciones, no llevan a un buen diálogo. Me adjudicas intenciones – lo digo muy serenamente – que están muy lejanas a la realidad. Yo me alejé del movimiento por muchas cosas que la misma Mabel señala; conozco muchas de esas dinámicas que no condicen el anuncio. Pero es cierto y acéptalo al menos como una experiencia, no como una norma, que estoy contento con mi vida de focolarino…y que valore el movimiento no reduce en nada el dolor de quienes hemos tenido que irnos con la sensación de condenados o simplemente de traidores.
    No me arrepiento de haberme ido por más de 10 años…para nada. Volví, por así decirlo, paulatinamente….pero siempre sobre la base de una enorme autenticidad conmigo mismo, con temores, con mil cosas que no lograba admitir …y creo que no lo haré nunca.
    Me duele que no podamos dialogar sin ofendernos. Mi idea no es defender el movimiento, pero si estoy acostumbrado a preguntar, tal vez en modo muy directo…pero más allá de mis palabras, nada hay.
    Usando tus términos, me parece básico que podamos dialogar sobre lo que está expuesto y no sobre lo que tal vez uno cree que el otro quiso decir….demasiado !
    Entonces, qué te parece que dialoguemos sobre lo que aparece en esta página y no sobre interpretaciones subjetivas ?
    De verdad, lee cuántas veces me has ofendido gratuitamente, ¿ por qué no mejor preguntar qué quería decir con tal frase o, a lo más, expresarte en términos menos categóricos que le quitan altura a la conversación?
    En realidad, puedo ir respondiendo una a una de tus aseveraciones, pero tú ya me condenaste…Me he abierto a la publicación de una carta, porque me has dicho que lo importante es el contenido y no la forma, pues bien…lo acepto, pero permíteme emitir algo sin que te lances con toda la caballería, casi como si hubiera cometido un tremendo pecado. Mi pregunta no tiene una segunda intención, aunque pueda – lo entiendo – parecer así. Yo no haría algo así….y de verdad que es tan fuerte en mi historia que las 2 veces que me querían enviar de vuelta de Loppiano a mi país, fue justamente porque un supuesto acto de unidad, me parecía un acto falto de la ética más elemental.

    No es una pose ponerme en el lugar de Mabel, en abosluto. Pero muchos de quienes me conocen, saben que nunca comprendí la intención que había detrás de la publicación de su carta. Ahora, en medio de tus palabras, logro comprenderlo bien…sobre todo esa frase de que muchas popas que no han leido esta misiva de ella, tienen la posibilidad de hacerlo en internet.También tuve una charla con una de mis hermanas que fue gen y sigue participando en la rama de las familias. Sin embargo, ella me dio a entender cosas que no las había pensado antes y experimenté mucha vergüenza por no haber captado sobre todo el sufrimiento de Mabel y otras personas. Fue preciosa esa charla, aun si fue telefónica….
    Puedo parecer incluso infantil, como tú señalas, pero lo que no me parece justo es que nos faltemos el respeto, sin siquiera haber dialogado un poco más.
    Es mi postura…no la ley de vida; no me podría arrogar algo así.
    Un abrazo,
    César

  • Super Anonimo ha detto:

    Cesar,
    imagino que debe ser difícil recibir críticas, sobre todo si vienen de un “don nadie”.
    Yo te hice las mismas observaciones de Donatella pero con un tono de rabia, porque apesar de no conocer “bien” a Mabel la quiero y estimo mucho. Es lógico imaginar que ella como tantos alejados la han pasado muy mal, y el caso de Mabel debe haber sido bastante super “especial” por causa de esta carta. De hecho ella ha dejado a muchos internos “mordiendose los dientes” de pura rabia.
    Otros miembros se retiran del movimiento “silenciosamente”, pero Mabel no. Ella buscaba respuesta y ponia a la luz situaciones que a mi parecer son de orden público. Por tanto admiro su necesidad de hacer justicia, de actuar según la moral y de ir contra corriente (incluso dentro del movimiento). Y todo a través de esta carta que tu tomaste de superflua e insignificante en tu modo de expresarte. Lo siento, pero esa es la impresión que distes y cómo quieres que no me enoje???
    Tal vez no eres capaz de darte cuenta del “tono de voz” de tu comentario, pero no por nada Donatella te llamó la atención y yo me enoje contigo.
    Bueno, no tengo nada que dialogar contigo, tu no puedes entender sobre la impresión de tu escritura, porque no te ves desde afuera (me refiero a que no entiendes la impresión/ el efecto de tus palabras y de tus inocentes preguntas (sobre la carta). Pero claro, los seres humanos somos diferentes.
    Por otro lado, también yo podría decir que me has ofendido al exagerar lo que te dije, pero yo no me ofendo por poco.
    Me parece que eres una persona que necesita mucha comprensión y atención (lo digo por tu insistencia en contar sobre tu vida, en un post, donde tu mismo dices, deberiamos de dialogar sobre el tema del post), por tanto creo que no va a resultar conmigo.

  • stefano ha detto:

    santi numi hablate italian! por nos qui noe semos caballeros hispanicos

  • Uyulala ha detto:

    Ma si, dai, con un buon Google Translator si capisce tutto! 😀

  • Cesar ha detto:

    Hahahahahahaha…sei molto carina/o super anonimo.
    Comunque grazie !!!

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