Piano piano, in punta di piedi, arrivai sulla terra. Piccolo e fragile, m chiamarono in molti modi. Nacqui tante volte e tante volte venni festeggiato al dì che il sole, dolcemente, cominciò a riprendere tempo alle tenebre.
Fui un dio, un eroe, un bambino, un simbolo, un archetipo. Fui vicino e mi allontanarono. Volevo essere piccolo e vollero rendermi grande. Volevo essere povero e vollero coprirmi d’oro. Volevo essere umile e mi resero un dio.
Nella notte una piccola luce, in mezzo al cielo, fra le stelle, una stella fra le tante, un bambino fra i tanti, nudo e fragile come tutti, indifeso e ignaro.
Mi chiamarono in mille modi, mi usarono per mille scopi, ma io sono solo e semplicemente l’anima del mondo, la piccola luce nei vostri cuori, quel calore che sentite al di là di ogni dolore.
Mi pregarono in molre fedi, mi elevarono altari di ogni forma, ma io sono solo la scintilla del vostro essere umani, quella scintilla che spegnete, confusi dallo sguardo rivolto all’effimero.
Mi festeggiate con tanto sfarzo una volta all’anno, ma lasciatemi nascere nei vostri cuori, umilmente, ogni giorno dell’anno…
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Volevo essere umile e mi resero un dio……
Buon anno!
Buon Anno anche a te, Paolo!