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Scambiare le emozioni per amore. Un articolo di Tina Galante

Oggi è S. Valentino. Un S. Valentino triste e vuoto, dove il senso di questo vuoto l’ho trovato in un articolo di Tina Galante – alias Tisbe, che mi ha aperto il senso di alcuni vissuti presenti ormai da troppi mesi nella mia vita.

Invito a leggere SCUSA MA TI CHIAMO OGGETTO. Vorrei averlo scritto io.

Quello che viene descritto a volte lo facciamo, a volte lo subiamo. Ma il più delle volte non siamo in grado di cogliere quello che succede né nel primo né nel secondo caso. Buona lettura… e grazie, Tina.

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Ci sono 7 commenti

  • tisbe ha detto:

    Grazie per l’apprezzamento 🙂 Mi aiuta tanto e mi fa sentire meno sola in questo mondo…

  • Uyulala ha detto:

    …e tu sai che è completamente sentito dal profondo del cuore…

  • Mauro Pittaluga ha detto:

    No. Non ce la faccio a tacere! Scusa.
    E’ troppo facile dire ti trasformo in oggetto per soddisfare il mio Ego… ma ci rendiamo conto appieno di cosa significhi questo?
    Se mai questo fosse vero, avremmo case piene di bambole gonfiabili, che non parlano, non rompono i coglioni e fanno solo l’uso che noi desideriamo, a detta vostra.
    Equazione troppo facile! Non realistica.
    Tutti noi sappiamo bene che non è così.
    Anche l’uomo o la donna più “bestia”, alla fine un po’ di cuore ce l’ha…non siamo solo animali.
    Seppur ci sia un fondo di verità, perchè, inutile negarlo, alla fine, in amore, abbiamo tutti delle aspettative… magari non dette, non ammesse e forse nemmeno immaginate ma che esistono prepotenti comunque…..personalmente credo che alla fine di tutto ognuno trovi la famosa “scarpa di suo piede”…almeno “al momento”.
    Cioè alla fine, ognuno di noi prediligerà il partner che avrà caratteristiche più affini o possibili al suo carattere e alle sue aspettative DEL MOMENTO!!!!!!
    E’ questo l’inghippo!
    Nessuno vuole considerare il tempo come elemento determinante ma lo è.
    Eh si, perchè il tempo affievolisce l’accettazione dei difetti che all’inizio, in fase di infatuazione vengono addirittura “rimossi e trasformati” in qualcosa di positivo e che col passare del tempo riassumono il loro valore originario.
    Nessuno vuole ammettere che “l’abitudine” a ricevere attenzioni o quant’altro, col tempo, diminuisce di valore e di “gradimento” con conseguente innalzamento del livello di aspettativa.
    Tutti conosciamo la magìa del primo bacio e sappiamo quanto di questo lasci SOLO un ricordo bellissimo e totalmente positivo, se dato con amore.
    Ma il milionesimo bacio nulla sarà se non un surrogato di quel primo…..e questa non è colpa di nessuno se non dell’abitudine.
    Il nostro cervello, (e quanto più evoluto è, peggio è), ha l’abitudine ad “assuefarsi” agli avvenimenti per cui occorre, come per una droga, aumentare continuamente il livello di “pathos” fino a raggiungere lo “stress”.
    A questo punto automaticamente c’è un “bilancio di convenienza” automatico e biologico tra ciò che si riceve e ciò che si da e se la cosa pende, (solitamente da ambo le parti), verso lo stress automaticamente nasce l’insofferenza che è preludio alla fine del rapporto intesa come “cura” allo stress che diviene insopportabile e non più “compensato” da ciò che si riceve.
    Questa è la mia opinione, ma so che è difficile da accettare.
    Ciò nonostante ho voluto postarla lo stesso perchè sono stufo di sentire donne piagnuccolare sugli amori perduti quando sono loro stesse, il più delle volte che li fanno finire.
    Credo che sia ora di acquisire le proprie responsabilità senza vittimismi di maniera che tanto piacciono alla nostra pseudocultura televisiva…..
    Scusa lo sfogo.

  • Uyulala ha detto:

    Mauro io sinceramente l’articolo di Tina l’avevo inteso in un versante molto diverso, non tanto personale quanto più disincantato e generale, legato al fatto che sta diventando più frequente scambiare le emozioni con l’amore, o comunque scambiare il livello emotivo con il livello affettivo. Mi è piaciuto molto per il fatto che ultimamente sta capitando che stiamo diventando incapaci di sentimenti autentici e ci troviamo sommersi da stimolazioni emotive spesso artificiose che ci impediscono di percepire qualcosa di più solido e profondo.

    Il discorso che fai tu, il fattore legato al tempo, l’affievolirsi dei legami ecc., a mio parere non riguardano l’argomento del post di Tina. Poi sai, il perché un amore finisca (anche un amore vero, potente e bello), è spesso difficile da individuare, soprattutto per il fatto che raramente esiste una responsabilità sola e molto difficilmente le cause stanno tutte dalla stessa parte. Ma un conto è la “fine di un amore” (cosa dolorosa, indubbiamente, ma comunque legata ad un sentimento vero), un conto è l’equivoco che nasce fra un turbamento emotivo e un sentimento vero (cosa di cui parla il post di Tina).

    N.B.: non sempre le ragioni per cui apprezzo qualcosa sono legate a vissuti personali, Mauro…

  • Mauro Pittaluga ha detto:

    Hai ragione Donatella.
    Forse sono andato fuori tema, ma nemmeno il mio post, seppur “acceso” per quello che è il mio carattere e modo di vivere e comunicare, è dettato da qualcosa di personale.
    E’ una semplice constatazione e un credo che porto avanti da sempre….
    E’ vero, i media ci propinano “falsi dei”, ma nessuno di noi, credo sia tanto stupido da accettarli senza la sua “bella convenienza”, per cui diventa realistico il mio intervento che non è forse nel tema, ma comunque strettamente collegato.
    Chiedo scusa ancora se sono andato fuori tema, ma quello che mi è venuto di scrivere leggendo il post, l’ho scritto perchè questo ha evocato in me.

  • Uyulala ha detto:

    si, tu entri nel novero della responsabilità personale e su questo, lo sai, sono perfettamente d’accordo. Ma sai, la possibilità che molte persone scambino – appunto – le emozioni per sentimenti è tutt’altro che remota, e mi sembra molto utile che ognuno di noi possa riflettere un attimo su queste cose, per poterla esercitare in pieno, questa responsabilità.

    A volte la nostra libertà di scelta è limitata ANCHE dall’ignoranza. Aumentare il proprio raggio visivo per poter avere una visione più completa (o magari meno incompleta) può essere sempre utile.

  • Snoopy ha detto:

    Tu chiamale se vuoi emozioni. Io le chiamo segnali elettrici. Poco poetico?
    Un’ emozione nel rivedere luoghi noti o ascoltando canzoni che hanno segnato momenti importanti nella nostra vita. Sono tutte informazioni sensoriali che si trasformano in emozioni. E ora un team di scienziati italiani, coordinati da Marco Molinari, ha scoperto che è il cervelletto a sovrintendere alla regolazione della sfera emozionale. Così sarà possibile intervenire con maggiore efficacia verso alcune patologie come schizofrenia e depressione.
    Ma anche un domani non troppo lontano, basterà una pastiglia a controllarle e generarle.
    Poco poetico ma molto reale.

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