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L’ideale del movimento dei focolari. Cosa possiamo recuperare. Gesu’ In Mezzo – prima parte

Vorrei cominciare a scrivere alcuni aspetti della mia esperienza nel movimento dei focolari che mi riservavo di trattare alla fine, ma che è meglio che scriva, molto semplicemente, quando mi vengono in mente. Mi riferisco al fatto che tante cose della spiritualità del movimento mi sono state utili una volta che sono riuscita a ripulirle dalle sovrastrutture religiose, con tutta la ghettizzazione che esse inevitabilmente danno.

Credo che sarà un’impresa non da poco. Infatti gli aspetti della spiritualità sono collegati fra loro, inoltre molto facilmente io posso correre il rischio di venir fraintesa. Oddio, per questa seconda cosa non mi preoccupo più di tanto: “Fraintesa” è il mio secondo nome…

Inizio con Gesù In Mezzo, spezzerò il post in tre parti perché mi è venuto troppo lungo e lo pubblicherò a distanza almeno di un giorno fra una parte e l’altra

Gesù In Mezzo nella terminologia gergale italiana alla fine veniva chiamato GIM (fra l’altro con lo stesso nome di una marca di gorgonzola italiano…). Devo chiedere ai miei amici non italiani quale acronimo utilizzassero, sono molto curiosa. Quest’aspetto della spiritualità si riferisce a quella frase del vangelo di Matteo (Mt 18,20): “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì io sono in mezzo a loro. Ovviamente non si può sapere cosa Gesù intendesse dire (per chi crede che sia esistito davvero e che le parole dei vangeli siano la trascrizione fedele della sua vita), checché siano in molti ad avere la pretesa di conoscere il reale significato delle parole dei vangeli.

Di fatto, nel movimento quello che si intende è uno speciale clima di unità e condivisione che si può creare quando le persone che condividono l’ideale sono riunite; in quei momenti – così si dice – Gesù scende in mezzo a quelle persone e le ispira. Così, secondo l’ideale, tutto ciò che viene detto, sotto quest’ispirazione divina, non è legato alla singola persona e non è neppure il risultato del semplice confronto fra persone sia pure molto aperte, ma è qualcosa di più: è legato all’intervento divino, è la sua stessa parola, il suo stesso pensiero.

Si può capire quanto questo aspetto sia “pesante”, impegnativo. I gruppi formati così, avevano questo scopo: far scendere Gesù e farlo parlare attraverso la comunione delle anime per arrivare alla scoperta della sua volontà in ogni aspetto della vita. Questo ha portato a tantissime aberrazioni, perché è sufficiente che il capo del gruppo (il capofocolare, il capozona, o anche più giù, il bianco delle unità GEN, il perno dei volontari ecc.) sia una persona che ha degli interessi a far emergere una volontà piuttosto che un’altra, che può trovare con molta facilità il modo per imporre con molta dolcezza, ma anche con molta decisione, questa volontà, facendola passare per la volontà di GIM (non il gorgonzola, ovviamente).

Questa è la cosa che mi è stata raccontata in assoluto da TUTTI gli ex, senza eccezione. Ognuno ha notato questo, alcuni l’hanno subìto in modo più o meno pesante; c’è qualcuno che ha completamente rovinato la propria vita nella convinzione che proprie scelte intime e personali dovessero essere fatte sulla direzione di GIM (non il gorgonzola…), e ha intrapreso strade fondamentali nella propria vita semplicemente perché qualcuno (di solito un focolarino che era gerarchicamente il capo) ha imposto con questo strumento la PROPRIA volontà, oppure la volontà del centro dell’opera, interessata ad ottenere dal singolo membro dei servizi o la ricopertura di un ruolo.

Questo può succedere sia perché esistono delle persone che utilizzano il proprio ruolo in un’organizzazione (non solo nel movimento dei focolari) per assecondare una propria personale sete di potere, sia perché spesso nell’opera non vengono presi in alcuna considerazione certi meccanismi psicologici fondamentali del rapporto fra leader e seguaci, sia perché ci possono anche essere interessi tutt’altro che spirituali che vengono privilegiati e che vengono raggiunti attraverso la buona fede di chi vede tutto all’interno di un discorso religioso.

Continua…

(Seconda parte)

(Terza parte)

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