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L’ideale del movimento dei focolari. Cosa possiamo recuperare. Gesu’ In Mezzo – seconda parte

(Prima parte)

Però ognuno di noi ha fatto un’esperienza autentica in questo versante. Ad ognuno di noi è capitato di sperimentare un clima veramente speciale, in cui si percepiva un clima diverso, intenso, di amore e di comprensione reciproca completamente al di fuori dalle esperienze fatte in altri àmbiti. E’ un’esperienza che ti droga: fatta una volta diventa molto difficile farne a meno, la ricerchi con tutti, cerchi di costruirla ogni volta che incontri qualcuno del movimento e quando ti piace una persona che non è un interno, hai comunque sempre la segreta speranza che ne entri a far parte per poter sperimentare tutto ciò con lui/lei. Penso che questa sia una componente psicologica importante della spinta al proselitismo che c’è nei membri più onesti e sinceri.

Nel movimento ho avuto amicizie bellissime proprio per questa ragione. Molto profonde e intense. Ma… intanto non è stato così con tutti. C’erano persone che, comunque, mi stavano antipatiche, hanno continuato a starmi antipatiche e mi sono rimaste antipatiche prima durante e dopo l’esperienza di GIM (sempre quello che non è il gorgonzola). Poi, nel movimento si sprecano le interpretazioni mistiche al riguardo, ma ora non ho il tempo di divagare su quelle.

Per tornare in tema, quando noi abbiamo abbandonato il movimento ci siamo trovati in una situazione molto strana. Spesso abbiamo lasciato un’organizzazione in cui le esperienze e la vita stessa si sono dimostrate false, pilotate, illusorie, deludenti. D’altro canto almeno all’inizio tutto questo non era così. L’unità che abbiamo sperimentato era autentica – forse all’inizio tutti sono più autentici – e ci ha procurato un piacere e una consolazione dell’anima che in seguito sarebbe stato estremamente difficile sperimentare. Posso paragonare questa situazione a quello che mi è stato descritto da ex eroinomani. Chi ha fatto l’esperienza dell’eroina racconta che le prime volte si sperimenta un piacere non raggiungibile in nessun altro modo, definito da alcuni come un “orgasmo totale”,che interessa la globalità del proprio essere. Solo dopo si scopre che tale piacere è destinato a non ripetersi e ci si buca solo per evitare il dolore della crisi d’astinenza, notoriamente terribile.

Verrò mangiata viva per questo paragone, ma ahimè è davvero così. Ma probabilmente proprio questo paragone è quello che più si avvicina alla situazione reale. L’esperienza di GIM (ok, la smetto di paragonarlo al gorgonzola…) è totale, coinvolgente, per certi versi estrema ed è facile diventarne dipendenti. Quando manca la sensazione di dolore è tremenda e chi va via dal movimento cerca spesso altre situazioni analoghe. Ma così come per l’eroina, è una esperienza artificiale che rende insipide esperienze più naturali e delicate, così come la droga rende insipide esperienze di piacere meno totali. E così come l’eroina, chi te la fornisce te la spaccia per il paradiso mentre è solo una droga che stimola delle caratteristiche insite in noi stessi, richiamabili in circostanze diverse, solo che queste di solito sono più “delicate” e per essere apprezzate richiedono una sensibilità che nel movimento viene spesso persa.

(Terza parte)

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Ci sono 2 commenti

  • Giuseppina ha detto:

    Confermo quanto scrivi Donatella…. e ti dirò di più… sai che io faccio parte ormai da 25 anni di un altro movimento ecclesiale in cui sto bene, ma quante volte, e di questo chiedo perdono a tutte le mie “vittime”, ho rimproverato i miei fratelli e le mie sorelle perchè nel nostro movimento non c’era questa esperienza di GIM… è davvero come una droga e tu non riesci ad adattarti a vivere diversamente con gli altri perchè hai bisogno di provare di nuovo in te quell’esperienza coinvolgente, intensa e consolante altrimenti lo stress, la quotidianeità, la vita intorno t’inghiotte e tu non sei più tu. Quante volte ho rimproverato amici per errori banali che commettevano, certo non per cattiveria… Ma io lì, a puntare il dito, e a dire “Questo nel MdF non sarebbe accaduto”… Quanto mi sbagliavo! E quanto mi vergogno adesso di aver “rimproverato”…

  • […] fa in un altro articolo avevo paragonato il movimento dei focolari all’eroina. Chi ha dovuto superare questa […]

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