FEEDATI di me


Dalla parte degli ex:
Movimento dei Focolari, una visione critica

Visualizza gli articoli più recenti

Leggi gli articoli in ordine cronologico


RSS Gordon Urqhuart

RSS Come Ci Vede la Stampa Estera

Cinque Post Presi a Caso

Gli ultimi cinque commenti pubblicati

Views

Nuvola di parole

L’amore che recide i legami nei movimenti di tipo settario

Dopo aver riportato le esperienze di ex membri del movimento dei focolari, desidero fare qualche considerazione su alcuni aspetti dei movimenti di tipo settario, aspetti che sono straordinariamente simili sia in molti movimenti riconosciuti dalla chiesa cattolica che in molti di quelli che vengono etichettati come “sette” vere e proprie.

Immagine di Mario Angelino

______________

Partirò proprio dall’analisi di questa immagine (che mi è piaciuta tanto da spingermi a scriverci sopra un articolo…). Spesso le persone vengono attratte dalle sette o dai movimenti di tipo settario proprio perché apparentemente fra i membri sembra scorrere un clima di amore e di comprensione reciproca che è più forte e saldo di quanto non si sia respirato in precedenza.

E’ un’attrattiva forte: gli esseri umani hanno bisogno di amore, di calore e di comprensione. A volte non ne riceviamo abbastanza nell’ambiente familiare o all’interno del giro di amicizie che frequentiamo. A volte invece si percepisce un senso di incompiutezza e di vuoto che può dipendere più da fattori interni, dal fatto che nel nostro processo di crescita siamo in uno stadio in cui tutto il mondo dovrebbe ruotarci intorno e invece scopriamo con dolore che non è così. Nel primo caso, il vuoto d’amore può dipendere realmente da fattori esterni: genitori emotivamente poco empatici o decisamente rifiutanti possono favorire un particolare tipo di fragilità nel bambino, nel giovane e nell’adulto.

La situazione a cui ho accennato in seconda battuta è invece una tappa del percorso di maturazione che bene o male tutti quanti siamo chiamati ad attraversare e che spesso siamo tentati di evitare, aggirare o di farne invece una postazione stabile della nostra vita. Parlo del senso di onnipotenza e del bisogno (falso bisogno, ma percepito come reale) di sentirsi al centro dell’universo. Questo bisogno si scontra presto o tardi con la realtà, in cui ogni essere umano occupa un posto paritetico al nostro.

Nell’uno e nell’altro caso, venire a contatto con un’organizzazione di tipo settario ci mette in una situazione di vulnerabilità perché queste organizzazioni usano proprio l’ “amore” (il virgolettato è d’obbligo) come esca per tirar dentro nuovi adepti.

Il nuovo arrivato viene sommerso di attenzioni, si sente speciale, si sente AMATO in modo speciale. Gli interni lo ascoltano come nessun altro – apparentemente – era stato capace di ascoltarlo. Questo porta a due conseguenze: da un lato il nuovo adepto diventa via via sempre più propenso ad accettare le condizioni del nuovo gruppo pur di ricevere quella forma di attenzioni, dall’altro avviene progressivamente un distacco dagli affetti della propria vita familiare, amicale e scolastica/lavorativa.

Tempo fa in un altro articolo avevo paragonato il movimento dei focolari all’eroina. Chi ha dovuto superare questa dipendenza racconta che le prime volte che ha fatto uso di questa sostanza ha sperimentato una sensazione di “orgasmo globale” infinitamente più forte di qualunque orgasmo sessuale. Una stimolazione massiva di tutti i recettori del piacere, improvvisa, inaspettata. Una stimolazione che produce come conseguenze un desiderio struggente di ripetere l’esperienza e il principio di una dipendenza globale, fisica e psicologica, dalla quale è difficilissimo liberarsi. E in breve tempo il piacere immenso e globale viene sempre più a mancare e rimane solo la dolorosa dipendenza, al punto che diventa molto difficile fare a meno di questa droga.

Nei movimenti di tipo settario succede qualcosa di simile. A poco a poco l’invasione di “amore” distacca il nuovo adepto dagli altri affetti, recide i legami con chi è “fuori” come hanno espresso molto bene coloro che hanno riportato le loro testimonianze in questo blog. Chi non riesce a mantenere legami esterni, chi è più propenso all’obbedienza, è sicuramente il più fragile e manipolabile. Ma anche chi riesce a mantenere un angolo della propria mente sufficientemente indipendente è comunque soggetto a sperimentare quella sorda e profonda nostalgia dell’ “amore globale”.

Soprattutto per chi ha avuto carenze nella propria crescita, facilmente il movimento settario diventa una famiglia, i capi sono come genitori amorevoli e severi, gli altri adepti sono fratelli maggiori o minori. E molto presto la setta diviene anche il gruppo amicale, il punto di riferimento, il proprio mondo, separato e diviso (septum, appunto) dal mondo in cui vivono coloro che non vi appartengono.

Succede qualcosa di analogo anche in chi inconsciamente sceglie di non affrontare il proprio senso di onnipotenza. Nel momento in cui ci si scontra con la realtà, secondo la quale noi non siamo migliori degli altri, si può trovare in una setta il modo di sentirsi speciali attraverso il senso di appartenenza a qualcosa di speciale. Si accetta una specie di compromesso: è vero che io non sono al centro dell’universo, non sono speciale in assoluto, ma sono speciale in quanto faccio parte del gruppo che ha trovato la Verità Assoluta.

La setta sostiene i membri in questa convinzione e ne mantiene la dipendenza attraverso la gratificazione del desiderio di onnipotenza dei suoi membri, esaltandolo nel momento in cui è all’interno delle sue regole e annichilendo il singolo ogni qual volta cerca uno sbocco originale e inedito del proprio essere.

Ciò che fa di un gruppo, un movimento, un’associazione una vera setta, in fondo, è proprio la capacità di tagliar fuori psicologicamente e affettivamente i suoi membri, di separarli dal contesto sociale attraverso la creazione di una barriera di vetro  antisfondamento. E’ abbastanza indifferente che il gruppo sia, alla fine, una setta riconosciuta ufficialmente come tale oppure un movimento religioso, un’associazione politica o un gruppo di volontariato sociale. Ciò che la rende tale è l’incapacità che acquisiscono i loro membri di entrare in una relazione genuina e non filtrata con tutti gli altri esseri umani, e in fondo anche fra di loro. Anche i rapporti fra i membri della stessa setta infatti vengono filtrati dall’ideologia dominante, rendendoli innaturali e funzionali al mantenimento di potere e controllo al suo interno.

Questo si nota tantissimo quando un membro decide di allontanarsi. E’ esperienza comune infatti di essere abbandonato da coloro che restano all’interno della setta oppure, in alternativa, contattato con il fine più o meno esplicito di riconquistare il figliuol prodigo.

L’amore, in questo caso, diventa solo un mezzo, non è più un fine o un modo di rapportarsi al mondo. Non è più la compassione, l’empatia che porta a percepire l’altro mantenendo intatto il proprio sé. E’ lo strumento di proselitismo prima, di controllo e di ricatto poi. E’ l’eroina che viene iniettata nelle vene allo scopo di rendere il nuovo adepto totalmente dipendente dalla setta.

Tralascio volutamente altri aspetti dell’affiliazione ad una setta. Soprattutto non parlo ancora, perché merita un post a parte, del bisogno di sviluppare gli aspetti spirituali della propria vita, nel caso di sette religiose, o di coltivare il bisogno di migliorare il mondo, nel caso di gruppi ad interesse politico o sociale.

N.B.: ringrazio Mario Angelino per avermi permesso di usare la sua immagine. QUESTA è la sua pagina su FaceBook, ispirata al grande Noam Chomsky.

_______________________________________________

AVVISI PER CHI COMMENTA

Altri Articoli Che Potrebbero Interessarti:


Cinque Post Presi a Caso:

Ci sono 34 commenti

  • Giuseppina scrive:

    …è proprio quello che è successo a me quando nel buio in cui stavo barcollando incontrai il MdF…

  • Elena scrive:

    Io ho fatto esperienza del movimento e anche di una sorta di setta spirituale. C’è da fare un’importante differenza. Nei casi delle sette vere e proprie questi meccanismi vengono sfruttati per gli scopi della setta, tra gli “adepti”si creano rapporti di amicizia veri,spesso basati su circostanze tristi che si sono vissute in precedenza, perchè sono proprio le persone più vulnerabili a essere attirate. I capi o le persone più in alto non hanno veri sentimenti di amicizia verso i sottoposti nella maggior parte dei casi, spesso c’è una pietà divertita e una fredda analisi della massa per capire chi ha le caratteristiche per aumentare di livello.
    Nel movimento, invece,la frammentazione e le altre cose che hai detto sono conseguenze secondarie, non volute: se c’è l’ideale di amare tutti è ovvio che chi ci arriva dentro sperimenti un’overdose d’amore. Se l’ideale è la cosa più importante e va oltre le persone perchè è una causa più grande è altrettanto ovvio che la persona in sè diventa meno importante del principio e può essere sacrificata in certe circostanze in nome dell’opera.Se qualcuno se ne va purtroppo viene considerato “perduto” e chi è immerso nel movimento non può far altro che considerarlo in errore o in crisi senza capire minimamente i motivi dell’abbandono. Se si anela ad essere perfetti e curati,la perfezione diventa un parametro per valutare chi può e chi non può.
    Chiaramente io non amo questa visione delle cose. Però è importante sottolineare la diversità di intento che per me esiste. Magari per altri non è così.

  • Uyulala scrive:

    Elena temo che sia un’ingenuità pensare che certi meccanismi siano propri delle sette vere e non dei movimenti. Il fatto è che ai livelli più bassi (e le gen SONO dei livelli bassi) certi meccanismi li si vive come degli “effetti collaterali” mentre non credo che siano incidentali ma proprio costruiti ad arte. C’è una struttura piramidale gerarchica nel movimento, molto più articolata e rigida di quanto noi, quand’eravamo interne, potevamo immaginare. E certe cose sono studiate, non casuali.

  • Elena scrive:

    Sì può essere, tu ne sai certo più di me. Mi lascia molto amaro in bocca pensare che non sono cose incidentali. Magari mi potresti spiegare via mail? sono interessata a capire

  • Uyulala scrive:

    Posso capire… non è piacevole pensare di essere stati imbrogliati…

  • Stefano scrive:

    Tutte le associazioni, i movimenti o un qualsiasi gruppo formato da esseri umani potrebbero ricadere in questa analisi che tu fai … anche la famiglia stessa potrebbe ricaderci, con l’unica differenza che la famiglia non la scegli.

    Allora cos’è che fa la differenza?
    Cos’è che ti fa capire se un assembramento di persone sono tenute assieme per interessi personali o se si tratta di vero Amore per te che sei parte unica ed indispensabile del tutto?

    Il test è tanto semplice quanto verace:
    basta guardare se il focus del movimento è su qualcuno interno al movimento o esterno ad esso.

    Per quanto riguarda i focolarini trovare il focus è semplice. Il focus infatti è Gesù Cristo, che non è di certo un focolarino e che Chiara Lubic in prima persona ha iniziato a seguire.

    Dite bene quando parlate del fatto che sono i momenti di smarrimento che ti portano a fare il passo di incontro, perchè è proprio il “toccare il fondo” che ti spinge a ricercare quel “qualcosa di più”.
    Chi è nell’abbondanza, riesce con essa a sovrastare quella malinconia che parte dal nostro cuore e che non trova soddisfazione in nessuna creazione umana.

    Dentro al movimento tutti ci entriamo perchè abbiamo fatto un incontro con una persona felice di esserci.
    Con un amico, con un conoscente, con un professore o semplicemente in famiglia. Ma il punto non è né l’amico, né il conoscente, né professore e né la famiglia, ma è “a Chi guardano loro”, cioè Cristo.

    E’ impressionante, perché li è l’inizio dell’avventura. Lì ha inizio l’avventura dell’umano. Quando il cuore incontra Cristo, l’umano inizia a fiorire. Inizia e poi prosegue. Prosegue come un lavoro, come una battaglia; perché se è un rapporto, è una cosa drammatica e chiede impegno ed energia.
    Ma prosegue come? Prosegue con la stessa modalità con cui è iniziato cioè seguendo! Seguendo, essendo semplici.

    Ed è proprio qui che ci sono le delusioni (e per essere delusi bisogna prima essere illusi) ed alla fine le uscite dal movimento.
    Credevano che per essere felici come l’amico o il conoscente bastava entrare, non avevano voglia di combattere (soprattutto contro di se) e non volevano spendere energie.
    Ma l’esperienza che si fa di Cristo è personale, ti chiede di metterti n gioco in tutti i tuoi aspetti, altrimenti risulta essere parziale, inconsistente … deludente … ti chiede di mettere in gioco la tua libertà.

    E, solo chi sa mettere in gioco ciò che per lui ha più valore, arriva a scoprire “il VERO sorriso”.

    😉

  • Uyulala scrive:

    Bel discorso. Peccato che il “focus” su Gesù sia solo formale. Non basta una dichiarazione per rendere reale questo focus. A parte il fatto che io – a titolo puramente personale – ho qualcosa da eccepire sulla scelta. Chi vuole rifarsi alla filosofia socratica per esempio ha infinite possibilità di seguire una strada di profondo spessore.

    Il grosso problema nel movimento (e probabilmente in tutti i movimenti di tipo settario) è che ciò che viene dichiarato non coincide se non in minima parte con quello che è in realtà. Ho sentito a iosa persone che, in modo più o meno velato, cercavano di rigirare la frittata dicendo che i problemi erano del singolo, o legati a realtà locali o altre amenità del genere. Te ne devo dare atto, Stefano, tu sei stato più bravo a infiocchettare questo tipo di discorsi. Ma la sostanza non cambia. Le cose – semplicemente – non stanno così. I problemi che vengono espressi da me e dai miei ospiti sono STRUTTURALI e SOSTANZIALI, molto ben rivestiti di belle parole. Ma le parole sono quelle che sono, senza la sostanza sono solo suoni.

    Buona vita.

  • alessandra scrive:

    Bellissimo il commento di Stefano!

  • Monica scrive:

    bello l’articolo e anche la possibilità di lasciare i commenti. secondo me, ognuno parla partendo dalla sua esperienza personale. C’è schi è più bravo e riesce ad staccarsi di più da quello che ha vissuto e chi sè ancora immerso nell movimento o nella esperienza di uscire, rimanere, dubbi, ecc. e non riesce ad staccarsi con “freddezza”. Comunque, secondo me, tutte e due le visione sono valide e sincere. Anch’io sono stata nell movimento e per quello capisco tanto stefano e il suo commento che forse per lui non è “infiocchettato”, forse è quello che veramente vive e percipisce e nella sua ricerca di qualcosa espirituale il movimento, l’avvicinarsi a Gesùcristo, ecc. sono per lui cose che li hanno cambiato la vita e fa fatica a fargli entrare in discussione nei termini di Uyulala. Partone di esperienze diverse ed stefano sta bene così seguendo quella strada, non ha bisogno in questo momento di mettere nulla in discussione, come io non ho bisogno di mettere oggi in discussione la dieta alimentaria che penso mi faccia bene. Non è detto che domani metterà (o no) tutto in discussione. Un articolo così ci aiuta a chi come me abbiamo lasciato il movimento (o una setta o un gruppo nel qualle avevamo messo tanto impegno, ilusioni, fede, chenesò) e proviamo oggi a capire perchè siamo rimasti male, o chissà perchè un giorno è crollato tutto, oppure fino a dove era vero quello che credevamo. Immagino ci sarà tanto di personale in ogni esperienza di questi “ex membri”, chi è entrato in un momento di debbolezza, chi è nato in famiglia del movimento, chi è diventato membro dalla jerarchia e chi è uscito prima, ecc. ma penso che quello che Uyulala prova a fare e quello di raccogliere esperienze e provare a capire i punti in comune fra quelle per trovare elementi estrutturali che si ripetono e che non dipendo dalla personalità (nel senso, dall “personale”) di chi ha fatto la esperienza. Elementi che ci sn in questi tipi di gruppi o sette e che aiutano ad spiegarci che non eravamo tanto “rincoglioniti” allora, c’erano anche elementi strutturali che spingevano questo nostro vagaglio “personale” verso un impegno, una fede, un attegiamento determinato. C’è a chi sta comodo ed è pure felice seguendo queste strade segnate, c’è chi invece un giornom decide di prendere strade alternative che avranno certamente altri problematiche. Il punto dove anch’io vorrei più chiarezza è quello di quanto è voluto o meno a livello struttura. cioè, penso che nel movimento si voglia tenere strette i membri per tanti ragione non legate strittamente alla spiritualità (sicuramente vogliono più potere nella chiesa, più riconoscimento nelle città dove lavorano, più soldi per mantenere le strutture, ecc.)ma la mia domanda è, oltre queste ragione che sn abbasttanza ovvie nella gara di gruppi e movimenti che si muovono in vatticano, ci sono altri ragioni? c’è qualcuno che vorrebbe “consapevolmente” che queste persone diventeno solo numeri favorevoli al sistema? non so se mi spiego, cioè, uyulala: sai (o intuisci) che ci sia un gruppo dentro della gerarchia del movimento che non sia convinto che questo “anullamento” delle individualità dei membri sia necesario per fare la opera di dio e allora che questi membri gerarchici non credano nell’ideale e tutte le visioni della chiara lubich e stiano volutamente “usando” i membri per fini personali? e qualli sarebbero questi fini oltre quelli che ho menzionato visibili in tutti i gruppi di chiessa? spero non aver fatto casino con la mia domanda. se non si capisce posso provare a scrivere ancora. grazie. Monica (ex gen dalla argentina)

  • Uyulala scrive:

    Non sono sicura di aver capito la domanda, ma ti rispondo per quello che posso aver compreso. Penso che in tutti gli aspetti della vita le cose siano sovrapposte come a strati di cipolla, e sicuramente i membri che vivono o cercano di vivere in modo autentico l’ideale sono numerosi. D’altro canto ci sono giochi di potere che sono più incisivi rispetto ad altre situazioni perché fanno leva sugli aspetti spirituali dell’individuo. Motivazioni personali, io credo, ce ne sono tante, ma sono dell’avviso che tutte in un modo o nell’altro ruotino sempre intorno al potere. A volte si tratta di un potere personale, la possibilità di controllare e manipolare altri esseri umani, a volte è un potere esercitato per procura, per conto del movimento o della stessa chiesa. Questi a loro volta esercitano una pressione più o meno sottile, più o meno evidente che può portare a delle modifiche anche nella società che non sono tutte positive. In tanti casi queste modifiche sono liberticide, portano all’annullamento del pluralismo di pensiero e alla prevalenza di un pensiero unico, che viene chiamato “ideale” e che di fatto impedisce lo svilupparsi di un pluralismo sano.

  • Monica scrive:

    CREDO CHE PIù O MENO CI SIAMO CAPITE. la mia domanda specifica era:
    -pensi che ci sia un gruppo gerarchico dentro del movimento dei focolari in particolare che sappia del “male” che sta facendo ai membri del gruppo ma se nefrega perchè insegue interessi di potere personali che non c’entrano con il discorso del “ideale”? e che consapelvomente continui a fare di questo “male” utilizzando la voce “ideale” ma senza crederci nei suoi “principi”? chiedo questo motivata per la mia “ingenuità” (o incapacità di assumere l’imbroglio, chissà) di crederci che ci siano persone che utilizzino parole così grosse come amore, fratellanza, famiglia, ecc. senza crederci proprio in quello che dicono. Cioè, magari nella mia testa preferisco pensare che quelle persone ci credono e che sono capaci di utilizzare qualsiasi metodo (giudicare chi va via del movimento, imporre un unico lenguaggio e un unico modo di guardare la realtà, creare ambienti chiusi per persone scelte, ecc.) sempre pensando a che così raggiungono l’obbiettivo che si sono sognati (mondo unito, unità, santità, quel che sia). Per me c’è una grossa differenza fra chi è convinto che “lotta” per quello che crede anche utilizzando potere e metodi sbagliati ma sempre pensando che è per un buon fine e fra chi sa che utilizza questa idea del buon fine ma non ci crede e invece sì crede ad altri obiettivi che non dichiara. Non “giustifico” nessuno dei due casi ma l’ultimo esempio mi sembra terribile e faccio fatica a pensare che ci siano persone che facciano una doppia vita così. Faccio fatica con l’italiano per parlare ed scrivere su questi argomenti, come dici te ogni aspetto è pieno di strati, di sottileze, avvolte difficile da cogliere e da interpretare.

    Riguardo al potere, credo che è una cosa che è una costante nella natura ed è tanto difficile creare gruppi con rapporti di potere equilibrati, dove tutti abbiano voce e voto con le stesse condizioni, ecc. succede in un club sportivo, nella politica e certamente nei gruppi religiosi. Il fatto è che nei gruppi religiosi è più complicato, come fai a non rispettare ad un prete “rapresentante di dio sulla terra” se tu credi in quel dio e nelle scritture…, come fai a ribellarti contra un superiore quando hai fatto voto di obidenza, credo si mezcolano più cose personali con la religione e per quello è più complicato…beh…ma questo è un altro argomento.

    Grazie di tutto Uyulala!

  • Uyulala scrive:

    Monica, non so cos’è successo, avevo approvato il tuo ultimo commento, poi era sparito (risultava non approvato…). Ma ora eccolo qui. Per quanto riguarda il contenuto, mi sono fatta un’idea che non so, poi, se corrisponda alla realtà. Te la espongo. Sono dell’avviso che la struttura dei movimenti di tipo settario sia fatta a sfere concentriche. Le parti più esterne sono in totale e assoluta buona fede, cercano autenticamente di viverne la spiritualità. Sono coloro che sono attivamente coinvolti nell’attività di apostolato e di diffusione del movimento e lo fanno con entusiasmo e trasporto. Poi, a mano a mano che le persone si trovano nelle aree più centrali, le persone sono – io credo – sempre meno autentiche e sempre più in malafede, sempre più consapevoli di scopi diversi da quelli spirituali. E sempre meno a contatto con la gente, in modo che non possano incorrere nel rischio di essere scoperti. Hai fatto caso di come sia complicato parlare con persone dei vertici di un movimento? Quanto esse siano inaccessibili e lontane?

  • SILVA scrive:

    Guarda che il Movimento dei Focolari non è assolutamente di tipo settario, ci sono già state delle analisi a riguardo da parte di personalità scientifiche e religiose che lo hanno escluso, e lo dico da persona esterna.
    Stiamo attenti con le definizioni e visioni piuttosto pesanti fatte in modo troppo affrettato e riduttivo basandosi sulle esperienze soggettive di alcune persone.

  • Uyulala scrive:

    Bene Silvia, lascia perdere le personalità religiose che sono ovviamente di parte, ma saresti così gentile da indicarmi una bibliografia accurata degli studi scientifici, possibilmente fatti da sociologi e psicologi al di sopra delle parti? Sarebbe cosa molto gradita che tu la postassi come commento, così che tutti possano accedervi.

  • alessandra scrive:

    Che ci sia uno stretto legame tra una vita soddisfacente e la vita religiosa è noto da tempo». Con queste parole comincia un nuovo studio sul numero di dicembre della “American Sociological Review”. Ma, secondo questi esperti, la religione è proprio “l’ingrediente segreto” che rende le persone più felici (d’altra parte confermano tutto un filone di ricerche in merito, che in piccola parte è riportato più sotto nellle “notizie correlate”). Lim Chaeyoon, docente di sociologia presso l’Università del Wisconsin-Madison, che ha condotto lo studio, dice: «Il nostro studio offre una prova convincente che sono gli aspetti sociali della religione che conducono ad una vita soddisfacente. In particolare, siamo convinti che siano le amicizie costruite all’interno delle comunità religiose ad essere l’ingrediente segreto che rende la gente più felice». D’altraparte è ciò che la Chiesa ha sostenuto fin dalla prima comunità cristiana: Dio si è fatto conoscere all’uomo attraverso l’uomo Gesù e i suoi dodici discepoli. Chi nasce 2000 anni dopo, per arrivare a Lui deve rispettare il metodo: si arriva a Dio non attraverso pensieri o la spiritualità interiore, ma attraverso l’amicizia e l’incontro eccezionale con altri uomini, testimoni di Lui. Nel loro studio, “Religione, reti sociali, e soddisfazione di vita” (è consultabili qui in formato pdf), Lim e Robert D. Putnam, docente all’Università di Harvard, hanno svolto un’indagine su un campione rappresentativo degli adulti degli Stati Uniti dal 2006 al 2007. Riflessioni ironiche e un pò pascaliane: se gli atei hanno ragione: hanno vissuto mediamente male e alla fine della vita gli aspetta la loro frustrante profezia. Se gli atei hanno torto: hanno vissuto mediamente male e alla fine della vita gli aspetta una circostanza ben peggiore. Se i credenti hanno torto: hanno vissuto comunque mediamente meglio e alla fine della vita gli aspetta la frustrante profezia degli atei. Se i credenti hanno ragione: hanno vissuto mediamente meglio e alla fine della vita gli aspetta una circostanza ben più felice. Uno scommettitore serio non eisterebbe a puntare!!

  • alessandra scrive:

    Non invano il remoto ci chiama
    Avanti, avanti, senza posa
    Che l’universo il suo moto non arresti
    sin che all’eccelso vertice pervenga

  • Uyulala scrive:

    Non vorrei sfreddare i tuoi entusiasmi, ma l’uomo più felice del mondo (stabilito sulla base di vari parametri, fra cui molti di neurofisiologia) NON è un cristiano, ma monsieur Matthieu Ricard, un monaco buddista, ossia una persona che segue una religione che non prevede l’esistenza di un dio creatore.

    Gli studi a cui ti riferisci parlano della religiosità, non della religione.

  • Uyulala scrive:

    per inciso: conoscevo quegli studi e aspettavo che tu li trovassi proprio per indicarti invece monsieur Matthieu Ricard 🙂

  • alessandra scrive:

    si lo conosco è una persona meravigliosa che fa delle foto bellissime

  • alessandra scrive:

    santi numi sia io che te continuiamo a generalizzare : Comunque lo conoscevo e ti assicuro che è uno dei migliori fotografi del mondo.:)

  • paola scrive:

    penso che farò conoscere a tutti questo sito ,io faccio parte d movimentodei focolari e trovo che quello che rispondi non sia del tutto giusto .
    io sono una persona semplice e non ho potere ,l’unica cosa che per me è importante è amare il prossimo e non aspettarmi niente da nessuno.

  • Aldo Simoncini scrive:

    Sono un aderente del movimento dei focolari di Cagliari dal 2000. Ho letto tutti i 41 post con i relativi commenti, perchè mi piace leggere tutto quello che si scrive,positivo o no, sul movimento. Devo dire che in 11 anni non ho fatto alcuna delle esperienze negative qui descritte. Se il problema del Mdf fosse strutturale e non di persone, tutti avrebbero riportato le stesse esperinze. Vorrei aggiungere che ho scritto a Rocca di Papa,sede centrale del movimento, per avere una posizione ufficiale su questo sito e altri critici del web, e non ho MAI avuto risposta. Non so cosa dire,quindi: io continuerò a farne parte,sono dispiaciuto per quanto accaduto a molte persone. Spero solo che ci sia da parte del MDF chiarezza in proposito: ignorare certe cose non penso giovi ne al MDF ne alle persone, e soprattutto non si riuscirà ad evitare che altri episodi negativi si abbiano in futura.

  • Uyulala scrive:

    Ti ringrazio per il tuo commento Aldo. Come ho detto spesso, certi problemi emergono solo dopo che sei addentro alla struttura, non prima. La tua posizione per certi versi è ottimale: puoi viverti la spiritualità con molta più libertà.
    Sulla mancata risposta, che ti devo dire… i toni caustici che abbiamo sono legati soprattutto al fatto che molti di noi hanno cercato un dialogo vero (e non fatto solo di frasi precucinate) e non l’hanno trovato.

  • Aldo Simoncini scrive:

    Grazie per la risposta. Vorrei aggiungere che neanch’io riesco ad avere le risposte che desidero. Ne ho parlato con i miei responsabili e con alcuni dei focolarini,sia aderenti che di gruppi “ristretti”,tipo volontari o famiglie nuove. Mi dicono sempre: non sappiamo la posizione ufficiale del movimento(verissimo), questi siti bisogna prenderli con le molle perchè sappiamo dove vanno a parare, è bene ignorarli, sempre nel rispetto,ecc…Ho chiesto anche di poterne dibattere: silenzio assoluto. Non sò che dire..Io continuerò a seguirvi, sperando in qualche cambiamento sostanziale. Grazie ancora e a risentirci.

  • Uyulala scrive:

    Aldo io penso che conoscere sia sempre meglio che ignorare. Sono felice di constatare che mantieni sempre uno spirito critico. Qualunque scelta vorrai intraprendere, ti sarà sempre utile. Sei il benvenuto.

  • Anna scrive:

    “D’altro canto ci sono giochi di potere che sono più incisivi rispetto ad altre situazioni perché fanno leva sugli aspetti spirituali dell’individuo. Motivazioni personali, io credo, ce ne sono tante, ma sono dell’avviso che tutte in un modo o nell’altro ruotino sempre intorno al potere. A volte si tratta di un potere personale, la possibilità di controllare e manipolare altri esseri umani, a volte è un potere esercitato per procura, per conto del movimento o della stessa chiesa”.
    Potresti essere più chiara al riguardo, magari facendo degli esempi? sinceramente è difficile immaginare gli obiettivi concreti di specifiche strategie studiate a tavolino… quali potrebbero essere questi obiettivi?
    in altre parole la domanda è sempre la stessa: si tratta di giochi psicologici che sfuggono al controllo in persone che originariamente erano sincere o c’è un disegno preciso reale e concreto, magari messo su carta e studiato nei minimi particolari? se così è di che si tratta?
    CiaO! Anna

  • Uyulala scrive:

    Anna, non credo che sia possibile liquidare con un aut-aut la questione, che io vedo molto complessa. Userò il plurale “movimenti” perché a poco a poco mi sono resa conto che certi meccanismi sono sovrapponibili in organizzazioni settarie molto diverse fra loro, sebbene questi meccanismi vengano ad essere in evidenza con intensità diverse.
    Io non sono a conoscenza diretta di meccanismi di manipolazione studiati a tavolino, li ipotizzo proprio perché esistono delle caratteristiche comuni nello sviluppo di situazioni di potere sia, all’interno del movimento, nelle varie zone del mondo, e sia fra i movimenti di diverso tipo. Le mie sono ipotesi, e fino a quando non esistono prove o testimonianze hanno il valore di ipotesi.
    Inoltre esistono sicuramente dei meccanismi psicologici non studiati a tavolino che portano le persone a intraprendere una scalata al potere. Questi meccanismi però li trovi dovunque nella società, in ambito lavorativo e in ogni organizzazione. Possono essere scoraggiati o favoriti, ma esistono sempre. Chi è incline a ricercare il potere, opera su di sé un graduale – ma spesso piuttosto rapido – cambiamento che gli permette di adattarsi a QUELLO specifico modo di acquisire il potere. Un’organizzazione che richiede polso e fermezza, autorevolezza e paternalismo, genererà “scalatori” visibilmente spregiudicati e autoritari. Un’organizzazione (come quelle religiose) che si pone come amorevole e spirituale, genererà “scalatori” che utilizzano l’amorevolezza e un’apparente spiritualità NON al servizio degli altri, ma al servizio della propria sete di potere. Mentre i primi ti faranno fare ciò che vogliono attraverso un sistema di leggi e ordini, i secondi agiranno attraverso l’induzione di un’auto indottrinamento (l’ho accennato molte volte) che definiranno “cammino di crescita”, agiranno stimolando il senso del peccato a scapito del senso di responsabilità e coltiveranno i sensi di colpa.

    Probabilmente quando un movimento nasce (non è sempre così, ma di solito lo è), il fondatore ha un entusiasmo genuino per l’idea, l’ideale o l’ideologia di partenza. Attira in questo modo un gran numero di persone, raccoglie attorno a sé qualcuno che considera speciale (come Gesù con gli Apostoli, per intenderci), ma quando il nuovo movimento comincia a diventare popolare si insinuano persone che sanno sfruttare il vento innovativo portato dal movimento stesso. A quel punto il fondatore – quando sia in buona fede, beninteso – viene lentamente ma inesorabilmente isolato dal resto degli adepti, gli “apostoli” lentamente ma inesorabilmente sostituiti con persone tutt’altro che in buona fede e tutt’altro che spirituali (non tutti, ci vuole sempre qualcuno che sia genuino, altrimenti il movimento non cresce e non va avanti) e si genera uno strano miscuglio fra persone veramente buone, in buona fede, sinceramente attratte dall’idea-ideologia-ideale, che con la loro palese sincerità attraggono sempre nuovi adepti, e persone che hanno votato se stessi al potere.

    Dal momento che questa trama l’ho potuta osservare in varie organizzazioni, ho ipotizzato che potesse esserci anche uno studio reale, esplicito e concreto dei meccanismi psicologici dell’appartenenza a un gruppo.

  • Anna scrive:

    Risposta più che mai esauriente, non ho nulla da aggiungere se non una sola conclusione: cerchiamo di non essere ingenui e di non farci manipolare. In fondo il primo dono che Dio ci ha dato è l’intelligenza e si aspetta che la usiamo anche se costa fatica…se poi a via di pensare troviamo incongruenze, paradossi, cose che non tornano,o abbiamo semplicemente una sensazione di insoffernza, forse è il caso di scavare ancora di più, e se poi chi ci sta intorno ci dice che siamo folli o anche peccatori perchè non crediamo alle loro verità forse è il segno che siamo sulla buona strada, qualunque sia la situazione in cui ci troviamo.
    Di nuovo ciao!
    Anna

  • Uyulala scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con te, Anna. L’unico antidoto veramente efficace è sempre e comunque l’intelligenza e la capacità di pensare con la propria testa.

  • Escrevi um e-mail e no dia seguinte Uyulala me respondeu. Em seguida escrevi um outro e ninguem me respondeu.O que aconteceu?
    Estou aguardando. Obrigada
    Chandelli

  • il tuo comento é in attesa di moderazione… cosa vuol dire???
    Obrigada!
    Chandelli

  • Maria scrive:

    Sono stata gen e poi focolarina. Per tanti anni. Avendo vissuto in un paese lontano dall Europa, in un paese in cui il movimento era agli inizi, siamo stati totalmente in balia di una persona che realizzo ora soffriva di depressione o forte esaurimento. Quando questa persona andava a Roma per gli incontri annuali del Movimento, ho capito dopo, si comportava in modo totalmente diverso da quello che era in effetti la sua condizione, cercando di nascondere il crollo nervoso in cui si trovava.
    Non sto qui a descrivere le situazioni allucinanti vissute, se mi chiedete perche non ho comunicato la situazione prima che passassero tanti anni ed io e tanti altri ci abbiamo rimesso salute ed equilibrio rispondo con una semplice parola, paura.
    Purtroppo la tendenza e quella della chiesa cattolica in nordamerica con i casi di pedofilia, si copre tutto, tutto si mette a tacere e la persona colpevole di denunciare quello che e successo viene isolata e nessuno vuole avere a che fare con lei.
    Sono passati dieci ormai ed ho recuperato salute ed equilibrio ma ricominciare non e stato facile ed alle volte ho ancora degli incubi.
    Questo solo per dire che c e speranza

  • Uyulala scrive:

    chandelli cantti Può darsi che il tuo secondo commento o la tua seconda mail siano finite fra lo spam. Inoltre: in questo blog i commenti sono moderati, ossia vengono pubblicati dopo che io li ho letti e approvati.

  • Uyulala scrive:

    Maria grazie per la tua testimonianza. Ho ricevuto testimonianze simili ma la tua è la prima che viene esposta pubblicamente. Purtroppo la chiesa cattolica si comporta dappertutto così come descrivi, non è un problema solo nordamericano.

    Ti abbraccio forte.

Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

Ci sono 444 articoli e 2,874 commenti.

RSS Pensieri Liquidi

Cerca in questo blog

Da Leggere Prima dell’Uso

Categorie

Creative Commons License

Creative Commons License
I contenuti di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.



Sito Non raggiungibile


Protected by Copyscape Originality Checker

Lottiamo insieme contro il neuroblastoma



Comprate il libro



Social Networks




Donatella's bookshelf: read

Il Respiro Del Grande Spirito - Canti Degli Indiani d'AmericaDove soffia il vento - Il volto più antico e profondo della cultura "pellerossa" - con una suggestiva documentazione fotograficaUna storia degli Indiani del Nord America - gli uomini dalla pelle rossa - un popolo di guerrieri e mistici innamorati della loro terraDal Popolo degli Uomini - Canti, miti, narrazioni, preghiere degli Indiani del NordamericaMolte vite, un solo amoreMolte Vite, Molti Maestri

More of Donatella's books »
Donatella's  book recommendations, reviews, quotes, book clubs, book trivia, book lists


ViviStats



Flag Counter