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Viva la foca! (Che Dio la benedoca!)

Oggi mi sono divertita molto a leggere QUESTO articolo di Giornalettismo con tutti i suoi (innumerevoli) commenti. Non conoscevo né la storia né tantomeno le polemiche conseguenti. Brevemente: Oliviero Toscani, fotografo che notoriamente dirige l’attenzione delle sue foto su temi provocatori, ha creato un calendario per conto del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata, calendario che ritrae pubi femminili non depilati di donne bionde, brune, rosse etc. Così, nude e crude, “non conciate”, riprese con un taglio che ne mostrasse  solo quella parte. Questa la notizia. I commenti sono stati quasi infiniti, come dicevo, e probabilmente sono destinati ad aumentare rispetto a quelli che ho letto poco fa io.

In linea di massima Oliviero Toscani mi piace. Non mi piacciono tutte le sue foto, ma mi piace lo spirito dissacratorio, da vero prendinculo, che lo anima. Non so se ci sono state campagne pubblicitarie fatte da lui che sono passate sotto silenzio, ma credo proprio di no. Lui ci imbrocca sempre, ma perché? Sicuramente non per aver fatto qualcosa di nuovo, ma per il modo originale di fare qualcosa di usato.

Le foto appartengono alla categoria di quelle che non mi piacciono un granché, ma è una questione di gusti personali. Però a dire il vero, la campagna che lui ha fatto mi piace molto. Cos’è il “vecchio” che lui ha usato? Ovvio: la strumentalizzazione del corpo femminile. Cos’è il nuovo? La parte anatomica scelta. Anzi, no, il fatto che la parte anatomica scelta sia stata usata “nuda e cruda”, senza mezzi termini, così com’è.

Una delle ragioni per cui da anni non guardo la TV, rischiando anche di mantenermi in uno stato di ignoranza sociologica, è legato al fatto che la cultura mediatica ruota attorno prevalentemente ad una forma di sessualità distorta, esibita in modo innaturale, concentrata su culi e tette che sono mostrati in modo esageratamente seduttivo, in posa, innaturali. I culi sono mostrati per intero – non negatelo –  senza veli o velati opportunamente da calze anti-cellulite. Le tette sempre in modo generoso ma per carità guai a mostrare il capezzolo altrimenti la censura, da solerte arbitro, fischia il fallo (oops!) e esibisce il cartellino rosso: espulsione immediata.

Questo per quanto riguarda i programmi televisivi. Le pubblicità sono intrise di sessualità da esibizione (che è ben diversa da quella vissuta) in modo più variegato e spesso più infido. Non mancano le “foche”, ma sono sempre mostrate attraverso la copertura del messaggio occulto: pietanze disposte in eleganti composizioni vaginiformi, prodotti ripresi con tagli fotografici allusivi. A dire il vero, in questa forma pubblicitaria prevalgono invece suggerimenti fallici, come ad ammiccare all’Uomo Virile che quel tale prodotto aumenterà la potenza, le dimensioni, la durata o che so io.

Perché allora alla fine il calendario di Toscani mi piace e mi diverte? Perché fa la stessa identica cosa di tutti, ma lo fa in modo esplicito, senza velature, senza ipocriti camuffamenti. E’ OVVIO che non mi piace l’accostamento del pelo pubico alle pelli conciate, è OVVIO che non mi piace l’uso dell’anatomia femminile a scopi pubblicitari, ma sinceramente il vezzo del fotografo di rendere esplicito ciò che di norma è implicito e nascosto continuo ad apprezzarlo molto.

Fra i commenti, un utente ha segnalato un video di Maddalena (non so molto di lei, se non che i suoi video mi piacciono molto), la quale con il suo fare ironico caratteristico dice una cosa: se lei mostrasse la SUA parte anatomica, arriverebbero i carabinieri a casa e sarebbe costretta ad affrontare processi con tanto di ricorso ad avvocati. Intuisco che Maddalena non abbia apprezzato la pubblicità di Toscani, e la comprendo molto bene. Ma mi sembra importante che manteniamo ANCHE l’attenzione rivolta verso l’altro aspetto della pubblicità: l’effetto che fa di mettere una riga di evidenziatore, senza esporsi in giudizi, su quel costume oramai diffusissimo di utilizzare la sessualità da esposizione per commercializzare di tutto.

Spero di avere un po’ di tempo, in questi giorni, di esprimere in un post ciò che penso rispetto alle distorsioni e al completo sovvertimento che abbiamo rispetto alla sessualità, in una società diventata libertina per i suoi aspetti più squallidi e reazionaria e bigotta per quegli aspetti della sessualità che sono invece umani, naturali e legati a sentimenti ed affetti.

Per cui, al di là dell’inevitabile fastidio che mi dà l’accostamento fra pubi femminili e pelli conciate, esprimo il mio apprezzamento ad Oliviero Toscani e, da brava adolescente mai cresciuta, esprimo il mio divertimento al motto di

Viva la foca, che Dio la benedoca!

Il video di Maddalena

N.B.: la foto della foca proviene da QUI

EDIT:

Leggo ora un articolo di Giornalettismo più recente. Eccolo. Posso dire che la decisione di bloccare la pubblicità tramite questo calendario mi sembra una solenne, ipocrita cagata? Oops, l’ho detto…

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