
Come promesso, una volta ricevuto l’OK di Catimini, mi accingo a postare qui il suo ultimo commento, rivolto all’utente che si firma come “Alessandra”. Eccolo:
per Alessandra:
scusa se non ce l’ho più fatta a scriverti nel blog. C’è una cosa che mi pare centrale in ogni tuo commento: la ricerca della Verità, che tu persegui attraverso il tentativo di armonizzare le esperienze, le tue e quelle di cui hai notizia. Infatti citavi Socrate, e molto a proposito… però proprio per questo credo sia importante ricordare che Socrate a un certo punto ha scelto di smettere di mediare. Non poteva più non schierarsi da una sola parte, a costo della vita. Socrate in questo è più ebreo che greco: ha abbandonato l’universale per mostrarci che soltanto in un corpo fatto di cane e sangue può abitare la verità, un corpo che parla sempre, anche quando lo vogliono far tacere per sempre, che parla anzi immensamente più forte proprio in quel momento, tanto da raggiungerci ancora oggi.
Per quello che ho potuto leggere di te “tra le righe”, a me piacerebbe che la Verità diventasse per te sempre più una o più persone da difendere, che
l’ospitalità da cui ti senti definita in quanto sarda si potesse manifestare nella tua protezione per questa o queste persone, e in ogni gesto tu sentissi
che il senso della Verità che cerchi si approfondisce, che ti pone nuovi dubbi e questioni, ma ora che è radicato in un volto ti manifesta uno dei suoi nomi più misteriosi che è la gioia. Allora credo ti diventerà chiaro come il dolore di chi porta qui la sua esperienza non è un incidente inevitabile, e per questo trascurabile, ma uno sfregio inaccettabile per chiunque intenda la lingua in cui è scritto, perché la gioia è un diritto inalienabile di TUTTI noi, generati dalla Verità. Ti auguro ogni bene nella tua terra splendida.
Chiudo fin da ora i commenti anche qua. Non voglio flames e non mi voglio stressare ulteriormente.
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