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Vietato Amare

Stiamo vivendo un periodo storico molto strano, soprattutto in Italia, non saprei dire in altre parti del mondo ma probabilmente certe ondate, nelle specifiche caratteristiche, sono presenti un po’ dovunque.

La prima volta che mi resi conto che qualcosa non quadrava fu nell’autunno del 2000. Mi invitarono ad un congresso a Barcellona, città che vidi purtroppo troppo rapidamente in quella circostanza e che ancora non sono riuscita a visitare con calma. Bellissima città sotto tutti i punti di vista, ma ciò che mi colpì in particolare fu la presenza di tante coppie di giovani che si abbracciavano, si baciavano liberamente per strada e che nelle ampie piazze erbose restavano sdraiati a coccolarsi e un po’ a pomiciare serenamente, senza che tutto questo generasse alcuno scandalo.

In quella circostanza mi resi conto di quello che mancava da noi ormai da un po’ di tempo e che, nel corso di questi 11 anni, non ho più ritrovato. Ossia le manifestazioni pubbliche ed esplicite dell’amore fra i ragazzi.

Nel tempo questo si è aggravato. A poco a poco il livello di tolleranza reciproca si è abbassato e si sta progressivamente abbassando sempre di più. Penso ovviamente alle esternazioni di Giovanardi rispetto ai manifesti dell’Ikea, ma quello è un esempio recente. Si stanno infittendo le occasioni di contrapposizioni e questo mi spaventa tantissimo. Sembra che tante persone siano prese da una sorta di psicosi collettiva che impedisce di vedere la caratteristica più straordinaria degli esseri umani: l’amore.

L’amore nelle sue infinite forme, l’amore al di fuori da ogni possibile confine o limite. L’amore fra esseri umani, che abbia o no una coloritura sessuale poco importa. Amore per amore e non per dovere o per senso di appartenenza.

In questo mondo sembra che l’unico imperativo sia “Vietato Amare”. Nel momento in cui si cerca di confinare questa immensa e straordinaria forza, ecco che l’amore muore, viene prontamente sostituito da un demoniaco surrogato che si chiama sentimentalismo e che porta, al contrario, ala morte dell’anima, come un diserbante potente e fortemente inquinante.

E ancora, confinare l’amore entro definizioni e regole porta, di fatto, ad usare in modo totalmente improprio e rovesciato questa splendida parola, Amore, dolcissima in ogni lingua del mondo, ma così tanto violentata e soffocata da infinite definizioni, incatenata e imprigionata da confini e limiti.

L’Amore non ha confini, soprattutto è totalmente amorale perché la morale è il contrario dell’etica e l’Amore è etica pura. L’Amore attraversa le convenzioni e le stravolge perché è una forza impersonale dalla quale possiamo solo lasciarci avvolgere come in un caldo e potente abbraccio ma che non ci è possibile controllare. Perché l’Amore è l’esatto contrario del controllo. E l’Amore può anche essere sessuato – anche, non solo – in quanto avvolge e riscalda anime incarnate e non spiriti puri, affinché esse sperimentino qualcosa che nello stato disincarnato è impossibile da esperire.

Ed è vietato amare, perché amare è sfuggire al controllo, è essere pienamente liberi, liberi di seguire questa forza anche al di là delle convenzioni e delle regole, avendo come unica regola l’Amore stesso e niente altro.

E sento una forte stretta al cuore quando vedo che, per esempio, dell’omosessualità l’unica cosa che emerge nei nostri violenti e squallidi censori è l’aspetto sessuale, scardinato da ogni altra cosa e reso pornografico anziché veicolo d’amore. Perché d’amore si tratta, amore e basta, amore di due anime incarnate che vivono in anima e corpo, in un tutt’uno armonico, la forza dell’Amore stesso.

E sento una grande angoscia quando mi accorgo che viene censurato l’Amore ogni volta che esso è mostrato nella sua interezza fisica, spirituale e psichica, mentre viene mostrato, appunto, l’aspetto più squallido della sessualità, usata per semplice consumo, a mò di compravendita, per eccitare e rincoglionire e rendere le persone consumatori malleabili di prodotti fatti di niente. Mi si stringe il cuore e mi piange l’anima perché le persone, stimolate nei genitali, perdono il cuore, si lasciano strappare l’anima e diventano insensibili alla forza dell’Amore stesso, che passa tristemente accanto a loro, cerca di toccarli e scuoterli ricevendo come risposta uno sguardo vuoto e lontano.

E così non vediamo più attorno a noi l’Amore riflesso nello sguardo scintillante di un bambino, nel bacio appassionato di due innamorati – di qualunque sesso essi siano – nella risata divertita di un passante che, semplicemente, si è ricordato di una cosa buffa, nel suonatore tzigano che ci regala un valzer con la sua fisarmonica, nelle gioiose ed incantate movenze di un artista di strada, cacciato via da vigili che, tristemente, fanno rispettare le normative comunali che fra le righe declamano VIETATO AMARE.

Vietato Amare, divieto ecclesiastico per eccellenza di questa chiesa assurda, che ha preso un messaggio d’Amore – forse il messaggio d’Amore per eccellenza, chissà – e ne ha fatto veicolo d’odio, di divisione, di potere e di controllo.

Vietato Amare, perché il Principe del Male possa tenere incastrate per sempre le nostre anime in un mondo triste, squallido, grigio, pesante, dove le uniche emozioni possibili sono quelle recitate e controllate, grondanti di sentimentalismo plastificato.

Permettetemi di dedicare questo sfogo a Vittorio Arrigoni (ebbene si, stavolta ne scrivo per esteso nome e cognome), perché al di là del male e del dolore, al di là delle guerre, al di là di ogni bruttura, al di là dei suoi stessi limiti come uomo, lui ha cercato con tutto se stesso di mantenere saldo il suo proposito di non-violenza che riassumeva nella sua esortazione “Restiamo Umani”, che altro non è, secondo me, un modo per dire di mantenere vivo l’Amore in questo mondo.

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Ci sono 9 commenti

  • Francesca scrive:

    Non so come fai a descrivere così bene quello che vedi e quello che senti,mi hai fatto scendere una lacrima…purtroppo non posso che essere d’accordo con le tue riflessioni.

  • Uyulala scrive:

    E non ho scritto che un millesimo di ciò che sento, Francesca…

  • Paolo C. scrive:

    Posso lasciarti questo video? Anche apprezzare qualcosa del genere può essere un segno che si riesce a “restare umani”, nonostante tutto:

    http://vimeo.com/22439234

    (da godere a schermo intero e con gli altoparlanti accesi…)

  • Uyulala scrive:

    Grazie Paolo, non appena ho un po’ di tempo me lo guardo con attenzione. Poi ti dico. (Bello ritrovarti!)

  • Uyulala scrive:

    E’ bellissimo, Paolo. Bellissime immagini e la scelta della musica. Non ho parole…

  • Mezzamela scrive:

    Etica:

    L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος)[1], èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.

    Morale:

    Il termine morale in funzione di sostantivo deriva dal latino moràlia ed ha significato quasi coincidente ad etica, oppure è essa stessa interpretata come oggetto dell’etica. In questo caso la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce.

    (Wiki)

    L’amore è amorale, ma è etica pura.

    Cosa significa????

  • Uyulala scrive:

    Ciao Mezzamela
    In effetti riconosco che, messa così, la mia affermazione è comprensibile da pochissime persone che conoscono in che accezione uso i due termini. Ti copio un link dove vengono brevemente riportate delle definizioni, alcune delle quali sono quelle a cui mi rifaccio:
    Etica e Morale
    Per quanto riguarda la morale, utilizzo la parola con un’accezione negativa, ossia il senso del “bene” e del “male” legato a fattori contingenti, in particolare agli usi e costumi di un determinato popolo e una determinata epoca. Utilizzo la parola etica in riferimento a valori di tipo universale, non contingenti. Rispetto a questo ho un’ulteriore precisazione da fare: dal momento che l’essere umano NON PUO’ conoscere quello che è un valore non contingente, l’etica, a mio parere, rimane sempre un riferimento incerto, da riaggiustare momento per momento.

    Il mio pensiero rispetto al valore positivo dell’essere amorale l’ho descritto in un post molto vecchio, QUESTO, scritto probabilmente fra il 2001 e il 2002, e in seguito riportato varie volte. Sostanzialmente è ciò che rispecchia tutt’ora il mio pensiero.

  • César scrive:

    In spagnolo si dice “tocar fibra” e questo mi è capitato con la tua riflessione…molto bella e profonda…grazie !!!

  • Uyulala scrive:

    Ciao César, scusa se ti rispondo solo ora. Ti ringrazio per il tuo commento, lo sento molto profondamente.

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