Mi è molto difficile mettere nero su bianco le innumerevoli riflessioni che mi ha scatenato la scomparsa di Marisa Baù, la focolarina trovata morta alla fine di gennaio. Marisa viveva a Montet da molti anni. Nell’articolo di Gordon Urquhart – in inglese – potete trovare fra le altre considerazioni un’analisi della situazione che si crea nelle cittadelle del movimento.

La famiglia non crede che si sia trattato di suicidio, ed è molto comprensibile questo. Si tratta di un’eventualità molto dura da digerire anche nel caso riguardi persone che hanno tutte le caratteristiche e soffrono di disturbi tali da rendere per loro il suicidio una possibilità concreta. Nel caso di una persona che si mostra sempre felice e piena di vita è quasi impossibile immaginare che possa aver fatto un gesto di disperazione estrema.

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