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Nuvola di parole

Centro Commerciale

GenteIeri pomeriggio sono andata con mia figlia in un centro commerciale per acquistare un prodotto che sapevo di poter trovare solo lì. Né io né lei amiamo i centri commerciali e li frequentiamo molto raramente e solo quando non ci è possibile farne a meno. Già dal vasto parcheggio ci siamo accorte di aver fatto un errore nel recarci là. Una distesa impressionante di auto faceva carosello fra i parcheggi, quasi tutti occupati, mentre gli acquirenti si destreggiavano a spingere carrelli pieni o vuoti nel viavai continuo di uomini, donne, bambini e lamiere.

All’interno, subito dopo le porte scorrevoli, un gruppo cantava una canzone, la sigla di “Lupin”, con gli altoparlanti a palla, ed era circondato da una folla di famiglie imbabmolate. Non riuscivo neppure a farmi sentire da mia figlia né lei poteva parlarmi. All’interno del supermercato vero e proprio gli scaffali trabboccavano di merci e i corridoi di carrelli.

Non trovando ciò che cercavamo, abbiamo fatto appena tre acquisti e siamo poi scappate via.

Da tempo faccio delle riflessioni relative al rumore e al silenzio, e ieri queste riflessioni mi sono state fortemente stimolate.

Viviamo in un’epoca in cui non ci è permesso il silenzio. Le città sono molto rumorose, veniamo bombardati in ogni ambito da spot, jingle, avvisi, consigli. I nostri sensi sono sovrasaturi e il nostro cervello lavora continuamente per smaltire ogni genere di porcherie che ci arrivano incessantemente dal mondo che ci circonda. E noi ci siamo abituati a ricercare questi stimoli, soprattutto visivi e sonori, al punto da preferire i luoghi che ne sono saturi, come appunto un centro commerciale. Non sappiamo più reggere il silenzio, non siamo più in grado di godere degli stimoli rarefatti. Non conosciamo più quello stato di vuoto, che non equivale al nulla ma che è lo spazio entro cui possiamo muoverci, vivere, respirare, creare.

Le persone hanno paura del silenzio perché è il silenzio lo specchio della nostra anima e solo nel silenzio abbiamo la possibilità di leggere dentro noi stessi. Solo là dove le parole si dissolvono, dove le vibrazioni si acquietano è possibile trovare significati. Eppure le persone crescono nella paura, hanno troppo spesso paura di percepire ciò che si può sentire solo nel silenzio e nel vuoto. Quando non c’è rumore, siamo noi a cantare, fischiettare, ad affollare il cervello di pensieri per domani o di ricordi del passato, oppure ci infiliamo nelle orecchie gli auricolari di un lettore mp3 e ci saturiamo di musica.

Tutto ruota attorno al fare. Ogni riflessione dev’essere trasformata in un’azione, in un programma, in un progetto. Non lasciamo spazio all’essere e alla condivisione pura di ciò che siamo. Non lasciamo tempo alla vita di sedimentare i propri insegnamenti nella nostra anima, e così priviamo l’anima di nutrimento perché attraverso la spessa cortina delle iperstimolazioni non vi può arrivare nulla. Viviamo in un mondo iperemotivo, ipersensoriale. Le emozioni soffocano i sentimenti perché le emozioni sono manifestazioni dell’ego mentre i sentimenti sono l’espressione della nostra anima. E noi ci saturiamo di quelle tremende emozioni che scimmiottano i sentimenti, quel tipo di emozioni chiamate sentimentalismi che svuotano la nostra anima impoverendola.

Non è il consumismo a svuotare di significato il Natale, ma il rumore, la violenza di colori, immagini, suoni, canti invadenti a volume altissimo, è l’autoreferenzialità di un mondo ormai distante dalla Natura. A quel punto lo spirito consumistico si insinua come un potente veleno nel nulla della nostra anima agonizzante, ormai prigioniera di un ego diventato una barriera di rumore. L’anima affamata accetta oggetti nel momento in cui non scambia più relazioni autentiche avvelenandosi ogni giorno di più.

Nessun dio potrà mai rinascere in un mondo del genere.

(N.B.: ho preso l’immagine presente in questo post da questo blog. Se l’Autore del blog dovesse ritenere che io ho violato un copyright, può tranquillamente scrivermi e provvederò a rimuovere l’immagine – sebbene a malincuore visto che è molto bella)

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