Due giorni fa era l’anniversario della sua morte. Il 24 novembre 1991 infatti si spegneva la voce più bella del secolo, la più graffiante, sfuggente, mercuriale voce che abbia mai fatto risuonare di onde sonore l’aria degli stadi, le casse degli impianti, i timpani degli appassionati.
Andrea Parodi. Andrea Parodi… Che dire di lui? Nulla che non sia stato già detto, nulla che non sia già stato scritto. Questo concerto era l’ultimo, o sicuramente uno degli ultimi. La canzone, una bellissima poesia d’amore, con la sua voce vibra alta e invade ogni fibra del corpo, ogni angolo dell’anima, ogni più piccolo recesso del cuore. continue reading
Non posso fare a meno di amarti. Non posso fare a meno di odiarti. Hai accompagnato la mia giovinezza con canzoni forse ripetitive ma originali, hai sedotto il mio corpo con movenze da perfetto ballerino e incantato la mia vista con coreografie allora insolite, sincopate, dai movimenti mai visti che da allora tutti invece copiano a profusione.
Tempo fa ho ricevuto in dono da una persona a me molto cara delle musiche di Bach. Purtroppo buona parte di esse sono deteriorate e mi trovo in questo momento, mentre scrivo, ad ascoltarle una per una per identificare i brani leggibili e salvarli quindi sul pc.
Nel post precedente P.C. mi ha segnalato un video di musica irlandese. Attraverso quel video sono andata a cercarne altri affini e ho scoperto una violinista (la stessa che fa l’accompagnamento alla canzone segnalata da P.C.). E’ una ragazza che… beh… bisogna guardarla, oltre che ascoltarla naturalmente.
Anche oggi piove. Una pioggia importante ma non torrenziale, pacata, decisa, come non capitava da molto tempo. Esco tardi dal lavoro e mi infilo nell’auto nuova. Apprezzo solo da poco il piacere di invadere l’abitacolo di note musicali, che divertite e impazzite si insinuano fra le pieghe delle finiture, negli angoli reconditi del cruscotto, e che vibrano nella mia carne attraverso il sedile, il volante.
Su internet ho trovato il testo e la traduzione di una vecchia canzone che vorrei riproporre con simpatia ai miei assidui lettori e ai viandanti che passano per caso da queste parti. Posto prima la traduzione e poi il testo completo.
Renzo Arbore ha compiuto 70 anni. Stamane una trasmissione su Rai 3 ne festeggiava il compleanno, la bellissima “La storia siamo noi” che ormai viene relegata in fasce orarie improponibili. Estroso, scanzonato, aristocratico e divertito, è impossibile rinchiuderlo all’interno di una definizione univoca. Ha attraversato praticamente tutto lo spettro del mondo dello spettacolo con stile, garbo e ironia, lavorando accanto a grandi e scoprendo talenti tutt’ora riconosciuti tali.
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Sacro Profano
Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…