FEEDATI di me

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Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Sè o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo. — Carl Gustav Jung


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Archive for the 'ESISTENZIALE' Category

Dove muore il tocco d’ali delle farfalle

Quanti anni saranno passati? Forse venti, più o meno. La prima volta che vidi quel film fu circa vent’anni fa. L’ho visto altre volte e l’ho rivisto ancora poco fa. Ma quando cerco di scrivere, ormai, mi sento come se dovessi svolgere un tema per qualcun altro e non più esprimere ciò che sento e provo per la pura bellezza della parola e della magia che scatursce nell’immaginario di ognuno mentre legge o ascolta.

Lezioni di piano

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“Farsi UNO” e la sindrome di Zelig

Ok, è da parecchio tempo che non scrivo. Intendevo approfondire miriadi di argomenti ma al lato pratico i pensieri prendevano altre strade e non si incarnavano nei tasti del mio laptop. Ma stamattina ho letto un aforisma di Woody Allen e mi è venuto in mente – per l’ennesima volta – il film “Zelig”.

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Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – terza parte – pregiudizi

(Prima parte)

(Seconda parte)

Fin qui ho parlato riferendomi a coloro che appartengono comunque ad una religione o a un pensiero di fede. L’argomento diventa ancora più complesso quando si riferisce a coloro che non sentono il bisogno di spiegazioni trascendenti per colmare le paure rispetto alla malattia, alla sofferenza e alla morte.

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Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – seconda parte – digressioni varie

(Prima parte)

Le mie riflessioni esulano abbondantemente dal contenuto del libro, che peraltro mi è piaciuto tantissimo, che mi ha fatto riflettere profondamente e che mi ha commossa in molti punti, ma mi hanno anche aperto la strada alla ragione profonda e radicale per cui io non sono più cristiana e con tutta probabilità non lo sarò mai più.

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Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – prima parte

Anonimo – Olivier Le Gendre
Orgoglio e pregiudizio in Vaticano (Confession d’un cardinal)


Ho finito di leggere ieri questo libro-intervista e mi accingo a scrivere non tanto una recensione quanto le mie riflessioni al riguardo.

Il libro è stato scritto da Olivier Le Gendre, scrittore cattolico, in seguito a tre serie di colloqui svoltisi nell’arco del 2005 in tre parti del mondo: Roma, Avignone e un luogo non precisato del sud-est asiatico. L’interlocutore, anonimo, è un cardinale di oltre ottant’anni che ha vissuto attivamente fasi cruciali della vita della chiesa nell’arco degli ultimi 40-45 anni.

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L’ideale del movimento dei focolari. Cosa possiamo recuperare. Gesu’ In Mezzo – terza parte

(Prima parte)

(Seconda parte)

Mi è capitato di avere momenti di comunione simili a quelle sperimentate nelle unità GEN, anche con persone piuttosto diverse da me e anche con chi non condivideva il mio stile di vita o le mie idee. Succede per lo più in un rapporto a due, al di fuori dal movimento non mi è più capitato con più di un’altra persona. Si verificava quando entrambi siamo stati capaci di ascoltare in modo “pulito” l’altra persona, senza preconcetti e senza giudizi, disposti entrambi ad accogliere l’altro così com’è. Così ho imparato, per esempio, che è molto più difficile con persone con le quali le aree di condivisione sono di meno. Questo perché ci sono molti pregiudizi da superare da parte di entrambi e accettare un modo di vivere molto diverso dal proprio non è semplice.

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L’ideale del movimento dei focolari. Cosa possiamo recuperare. Gesu’ In Mezzo – seconda parte

(Prima parte)

Però ognuno di noi ha fatto un’esperienza autentica in questo versante. Ad ognuno di noi è capitato di sperimentare un clima veramente speciale, in cui si percepiva un clima diverso, intenso, di amore e di comprensione reciproca completamente al di fuori dalle esperienze fatte in altri àmbiti. E’ un’esperienza che ti droga: fatta una volta diventa molto difficile farne a meno, la ricerchi con tutti, cerchi di costruirla ogni volta che incontri qualcuno del movimento e quando ti piace una persona che non è un interno, hai comunque sempre la segreta speranza che ne entri a far parte per poter sperimentare tutto ciò con lui/lei. Penso che questa sia una componente psicologica importante della spinta al proselitismo che c’è nei membri più onesti e sinceri.

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L’ideale del movimento dei focolari. Cosa possiamo recuperare. Gesu’ In Mezzo – prima parte

Vorrei cominciare a scrivere alcuni aspetti della mia esperienza nel movimento dei focolari che mi riservavo di trattare alla fine, ma che è meglio che scriva, molto semplicemente, quando mi vengono in mente. Mi riferisco al fatto che tante cose della spiritualità del movimento mi sono state utili una volta che sono riuscita a ripulirle dalle sovrastrutture religiose, con tutta la ghettizzazione che esse inevitabilmente danno.

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Glenn Gould e i non-adatti

Dedico questo post in primo luogo a Mauro, nella speranza di riuscire a farmi capire in una vecchia discussione fra me e lui mai completamente sopita, che talvolta emerge qua e là nei commenti al blog o su Facebook, ma non solo a lui. Ci sono diverse persone a cui è rivolto quanto ho scritto.

Glenn Gould

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Non violentate le parole dello Spirito

In un altro post avevo accennato alla perdita di significato della parola “amore” per chi ha fatto parte del movimento dei focolari. Ora voglio fare un discorso più generale che non riguarda solo il movimento dei focolari ma il fatto che la chiesa, soprattutto quella cattolica, si è fatta portavoce delle esigenze spirituali dell’essere umano, diventando da un lato lo strumento per lo sviluppo della spiritualità stessa, dall’altro l’impedimento per il suo raggiungimento.

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Seguire il vitello d’oro – una seconda riflessione di Luigi

Pubblico ancora una volta una riflessione di Luigi, che avevo già ospitato QUI. Buona lettura a tutti.

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Scambiare le emozioni per amore. Un articolo di Tina Galante

Oggi è S. Valentino. Un S. Valentino triste e vuoto, dove il senso di questo vuoto l’ho trovato in un articolo di Tina Galante – alias Tisbe, che mi ha aperto il senso di alcuni vissuti presenti ormai da troppi mesi nella mia vita.

Invito a leggere SCUSA MA TI CHIAMO OGGETTO. Vorrei averlo scritto io.

Quello che viene descritto a volte lo facciamo, a volte lo subiamo. Ma il più delle volte non siamo in grado di cogliere quello che succede né nel primo né nel secondo caso. Buona lettura… e grazie, Tina.

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Ancora una volta, Storia di I.

In seguito ad un terribile commento ricevuto dall’utente “Felice45″ in QUESTO POST, ripropongo uno scritto del 2005, che è comunque presente in QUESTA PAGINA del blog. Ora non ho la possibilità di fare altro se non un copia-incolla, ma vorrei riservarmi di parlare più estesamente di… tante cose. Dell’ateismo, del modo superbo e svalutante che i cosiddetti “uomini di fede” trattano coloro che hanno una visione della vita diversa dalla loro, di come certi filtri (poi, che si chiamino ideologie, che si chiamino Dio poco importa) di fatto vengano perlopiù usati per allontanare, per dividere, per ODIARE.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 5° parte

(1° parte)

(2° parte)

(3° parte)

(4° parte)

Chi esce dalla struttura si trova, spesso improvvisamente, sovraccarico di queste emozioni e sentimenti “negativi” e ne viene spaventato a morte. E’ una delle tante ragioni per cui chi esce si sente spesso sbagliato e cattivo, non è la sola ma è una causa importante di questa percezione di sé.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 4° parte

(1° parte)

(2° parte)

(3° parte)

Le parole, come accade per la parola “esperienza”, quando ci si allontana dal movimento hanno due destini: mantengono il significato originario e/o vengono svuotate di ogni significato. Accadono spesso entrambe le cose: la parola mantiene il significato legato al movimento MA quel significato diventa per noi privo di senso e vuoto.

Noi non sappiamo più come chiamare ciò che viviamo perché non possiamo usare la parola “esperienza”.

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Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

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