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FEEDATI di me

Parole di Saggezza

La parola sarà distrutta dalla parola,
La spada dalla spada,
Il Bene dal Bene.
La spada squarcia, squarcia il Vuoto
Ma la spada è spezzata
e il Vuoto strizza l’occhio
— Jung Kwung, L’Essenza dello Zen – Newton & Compton ed. – pag. 122


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Archive for the 'PERSONALE' Category

Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – terza parte – pregiudizi

(Prima parte)

(Seconda parte)

Fin qui ho parlato riferendomi a coloro che appartengono comunque ad una religione o a un pensiero di fede. L’argomento diventa ancora più complesso quando si riferisce a coloro che non sentono il bisogno di spiegazioni trascendenti per colmare le paure rispetto alla malattia, alla sofferenza e alla morte.

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Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – seconda parte – digressioni varie

(Prima parte)

Le mie riflessioni esulano abbondantemente dal contenuto del libro, che peraltro mi è piaciuto tantissimo, che mi ha fatto riflettere profondamente e che mi ha commossa in molti punti, ma mi hanno anche aperto la strada alla ragione profonda e radicale per cui io non sono più cristiana e con tutta probabilità non lo sarò mai più.

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Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – riflessioni ed excursus – prima parte

Anonimo – Olivier Le Gendre
Orgoglio e pregiudizio in Vaticano (Confession d’un cardinal)


Ho finito di leggere ieri questo libro-intervista e mi accingo a scrivere non tanto una recensione quanto le mie riflessioni al riguardo.

Il libro è stato scritto da Olivier Le Gendre, scrittore cattolico, in seguito a tre serie di colloqui svoltisi nell’arco del 2005 in tre parti del mondo: Roma, Avignone e un luogo non precisato del sud-est asiatico. L’interlocutore, anonimo, è un cardinale di oltre ottant’anni che ha vissuto attivamente fasi cruciali della vita della chiesa nell’arco degli ultimi 40-45 anni.

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Glenn Gould e i non-adatti

Dedico questo post in primo luogo a Mauro, nella speranza di riuscire a farmi capire in una vecchia discussione fra me e lui mai completamente sopita, che talvolta emerge qua e là nei commenti al blog o su Facebook, ma non solo a lui. Ci sono diverse persone a cui è rivolto quanto ho scritto.

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Non violentate le parole dello Spirito

In un altro post avevo accennato alla perdita di significato della parola “amore” per chi ha fatto parte del movimento dei focolari. Ora voglio fare un discorso più generale che non riguarda solo il movimento dei focolari ma il fatto che la chiesa, soprattutto quella cattolica, si è fatta portavoce delle esigenze spirituali dell’essere umano, diventando da un lato lo strumento per lo sviluppo della spiritualità stessa, dall’altro l’impedimento per il suo raggiungimento.

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Non siamo rettili

Ti hanno detto che devi sorridere sempre. Sempre, ma non troppo. Non devi ridere a squarciagola, gridare la tua gioia al cielo, abbracciare con trasporto chi ami, baciare qualcuno solo perché ti guarda e sorride.

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Scambiare le emozioni per amore. Un articolo di Tina Galante

Oggi è S. Valentino. Un S. Valentino triste e vuoto, dove il senso di questo vuoto l’ho trovato in un articolo di Tina Galante – alias Tisbe, che mi ha aperto il senso di alcuni vissuti presenti ormai da troppi mesi nella mia vita.

Invito a leggere SCUSA MA TI CHIAMO OGGETTO. Vorrei averlo scritto io.

Quello che viene descritto a volte lo facciamo, a volte lo subiamo. Ma il più delle volte non siamo in grado di cogliere quello che succede né nel primo né nel secondo caso. Buona lettura… e grazie, Tina.

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La storia di … : Sono praticamente nata nel movimento dei focolari

Ho avuto proprio ieri un contatto con una ex gen che si è offerta di raccontare qualcosa della sua esperienza, perlomeno le parti di questa che le permettevano di non essere riconoscibile. Le ho chiesto di scrivere lei stessa quello che voleva e ora pubblico il suo racconto esattamente come l’ho ricevuto, senza ulteriori commenti. Come al solito, avviso chi legge: non pubblicherò commenti che non siano meno che rispettosi nei confronti dell’esperienza di questa persona. Buona lettura.

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Ancora una volta, Storia di I.

In seguito ad un terribile commento ricevuto dall’utente “Felice45″ in QUESTO POST, ripropongo uno scritto del 2005, che è comunque presente in QUESTA PAGINA del blog. Ora non ho la possibilità di fare altro se non un copia-incolla, ma vorrei riservarmi di parlare più estesamente di… tante cose. Dell’ateismo, del modo superbo e svalutante che i cosiddetti “uomini di fede” trattano coloro che hanno una visione della vita diversa dalla loro, di come certi filtri (poi, che si chiamino ideologie, che si chiamino Dio poco importa) di fatto vengano perlopiù usati per allontanare, per dividere, per ODIARE.

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Il movimento dei focolari e la trappola della sua utopia (Lyra)

Una ex appartenente al movimento dei focolari, Lyra, mi ha mandato un messaggio in cui espone delle brevi ma profonde considerazioni relative ad un aspetto del movimento stesso: il tentativo di realizzare un’utopia. Spero che questo scritto possa fornire spunti di riflessione a voi come ne ha forniti a me.

N.B.: Lyra non è italiana, ciò che ha scritto qui è straordinariamente espressivo e le faccio i miei complimenti per la sua conoscenza della mia lingua.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 5° parte

(1° parte)

(2° parte)

(3° parte)

(4° parte)

Chi esce dalla struttura si trova, spesso improvvisamente, sovraccarico di queste emozioni e sentimenti “negativi” e ne viene spaventato a morte. E’ una delle tante ragioni per cui chi esce si sente spesso sbagliato e cattivo, non è la sola ma è una causa importante di questa percezione di sé.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 4° parte

(1° parte)

(2° parte)

(3° parte)

Le parole, come accade per la parola “esperienza”, quando ci si allontana dal movimento hanno due destini: mantengono il significato originario e/o vengono svuotate di ogni significato. Accadono spesso entrambe le cose: la parola mantiene il significato legato al movimento MA quel significato diventa per noi privo di senso e vuoto.

Noi non sappiamo più come chiamare ciò che viviamo perché non possiamo usare la parola “esperienza”.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 3° parte

(1° parte)

(2° parte)

Quando si esce dal movimento ci si trova in una situazione stranissima. Da un lato si respira un inaspettato senso di libertà, si acquista rapidamente la capacità di vedere gli altri, la vita e gli avvenimenti in modo limpido e non filtrato e questo genera sorpresa, sensazione di irrealtà, euforia, paura. D’altro canto ci si ritrova completamente nudi e privi di punti di riferimento. Si cercano, di solito, altri punti di riferimento. Normalmente questi sono costituiti dalla religione vissuta in modo più comune, più simile ai fedeli non appartenenti ai movimenti. Spesso la si studia per cercare di capire oppure per trovare uno spazio all’interno della fede che sia rispondente alla propria vita interiore. Quest’operazione non riesce a tutti. Spesso ci si rivolge ad altro – altre religioni, altre filosofie – e qualche volta ci si ritrova, semplicemente, staccati da tutto e da tutti in un oceano di emozioni vissute in solitudine.

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L’incapacità di decodificare le emozioni – 2° parte

(1° parte)

La conseguenza di cui voglio parlare almeno per accenni, è che a poco a poco la lettura “mistica” del proprio mondo emotivo si frappone e copre, occulta e seppellisce la percezione diretta delle sensazioni e delle emozioni, impedendo loro di trovare una strada diretta attraverso parole più generalmente condivise.

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Le mille trappole della parola AMORE

Ho cominciato quest’articolo con l’idea di parlare di una cosa in un certo modo per un certo scopo. Ho proseguito così, lasciando che le mie dita sfiorassero i tasti, trasformando a poco a poco l’articolo in qualcosa di slegato e strano. Non voglio rielaborarlo. Se dovesse succedere che il discorso originario mi nasca in modo limpido in un secondo momento, lo metterò in un post a parte.

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Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

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