Archive for the 'Prosa e Poesia' Category

La Shoah, Wiesenthal e il senso di giustizia - La memoria in un libro

Nonostante non sia stata nominata partecipo all’iniziativa che propone Riccardo Gavioso nel post “La Memoria in un Libro” che, come richiesto, ricopio qui sotto:

la Memoria in un Libro


oggi, più che mai, la memoria storica dell’Olocausto sembra in pericolo: quella dei sopravvissuti attaccata dal tempo, quella storica vilipesa da ogni parte.
Certamente i libri paiono in grado di porre un argine a questo fenomeno di erosione, e senza immaginare un mondo come quello di Bradbury, dove alla mente dell’uomo è affidata la tutela di libri ormai distrutti, credo che la nostra memoria possa offrirci un prezioso aiuto e contribuire a costruire un piccolo catalogo dei migliori libri che narrano di questa incommensurabile tragedia.

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Harry Potter e la modernizzazione dei miti ancestrali

E’ da tempo che mi propongo di scrivere qualcosa relativo alla saga di Harry Potter. Siamo quasi arrivati alla dirittura d’arrivo, non manca molto a che il 7° e (sembra) ultimo libro venga pubblicato nell’edizione inglese. In autunno, o al massimo allo scoccare del solstizio d’inverno, anch’io, da perfetta ignorante di quella strana e diffusissima lingua, ne leggerò la traduzione.

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Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Ray Bradbury è stato uno scrittore di fantascienza molto particolare, a tratti profetico, e ha pubblicato la 1° versione di questo libro nel 1951 col titolo di The Fireman e solo due anni dopo con il titolo attuale. François Truffaut nel 1966 ne fece un film, dallo stesso titolo, ed è stato questo film, visto e rivisto molte volte, che mi ha spinto alla fine ad acquistare e leggerne il libro.

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Margaret Mazzantini - Non ti muovere

Non ho visto il film. Come spesso capita cerco comunque di leggere il romanzo prima. La storia prende spunto dall’incidente di una quindicenne, che la porta in coma all’ospedale, proprio dove lavora il padre come chirurgo.

Di fatto questo diventa un pretesto letterario. Infatti l’autrice sceglie di narrare in prima persona la storia di quest’uomo, che si trova a raccontare a se stesso, col pretesto di farlo alla figlia in coma, uno scorcio della propria vita, un crudo, poco edificante, stranissimo scorcio fatto di un amore parallelo improbabile e intenso, all’inizio violento, raccolto dai bassifondi. L’esame del proprio vissuto diventa, di fronte alla prospettiva della morte della figlia, spietato e incisivo come la lama del bisturi che affonda su carni malate. Impressionante la capacità dell’autrice di immedesimarsi nel corpo maschile, svelandone reazioni e idiosincrasie, debolezze e orgogli.

Rimango piuttosto stranita dalla conclusione, non tanto del libro, quanto di questa strana storia d’amore parallela. Continuo a non capire, personalmente, per quale ragione la maggior parte degli autori preferisce risolvere un impasse relazionale facendo morire il personaggio più debole o scomodo.

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